@believars cmon now, Adele will never do Adelewood or anything but she had FIRE on her stage. She was SHOOTING gadgets. AND she gave exquisite fashion. don’t act like it was just a girl and her mic. not to mention her unique MONUMENTAL vocal power, that’s what’s demanded from her.
Come scrivo oggi sul Fatto, questa classifica (foto) dei femminicidi pubblicata ieri su La verità e ripresa/citata da molti giornalisti in questi giorni per sostenere che nell’emancipato nord Europa e nel mondo ci sarebbero più femminicidi che in Italia e che da noi va tutto bene è una bufala. Intanto la classifica è del 2018 e i dati italiani sono del 2023, per giunta ad anno solare non ancora concluso. Idem per Canada e Stati Uniti, dati del 2020 e 2021. Inoltre la dicitura è “omicidi di donne” e non “femminicidi”, e c’è una bella differenza. “Il famoso nord Europa emancipato in cima alla classifica” (così dicono i vari negazionisti del patriarcato) non è la Scandinavia ma sono i paesi baltici Lituania e Lettonia, paesi con diverse criticità tra cui il consumo di alcol, di cui sono tra i più grandi consumatori al mondo. L’alcol, se si parla di violenza, è un facilitatore e infatti sono paesi in testa non solo nelle classifiche per femminicidi ma anche per omicidi. Nella classifica del 2020 (seconda foto) la Svezia è dietro l’Italia, di Norvegia e Finlandia non ci sono dati a disposizione così come per altri 10 paesi europei. Infine, sostenere che l’unico parametro per misurare la cultura patriarcale in un paese sia il numero dei femminicidi è una sciocchezza. I parametri sono molti, tra cui la parità salariale, il welfare, il ruolo delle donne nelle posizioni apicali e così via. Per chiudere, alla fine gli unici dati che contano sono questi: l’82 % delle donne sono uccise da familiari, partner, ex partner. Gli uomini uccisi da familiari e ex partner sono il 12 %. https://t.co/PTemRcoeVO
@francysmila Anche in quel caso ci sarebbero stati i furbi e i bigotti, come te
I media avrebbero accontentato i bigotti, come te, ma perché loro sono furbi e hanno chiari i propri interessi
L'attacco becero del consigliere Valdegamberi contro Elena Cecchettin, sorella di Giulia, è la dimostrazione di cosa sia il patriarcato: l'attacco violento contro una donna che dice come la pensa e lo fa essendo parte in causa.
Elena ha detto cose condivisibilissime, ma sono esattamente quelle che certa destra non vuole sentirsi dire. Per questo, ora è sotto attacco da parte di un manipolo di haters a cui le improvvide dichiarazioni del consigliere hanno dato legittimazione.
La mia solidarietà a Elena Cecchettin che, nel pieno di una vicenda dolorosissima, deve pure vedersi attaccare per come si veste o per le foto che pubblica sui social, non dissimili da quelle condivise da centinaia di ragazze e ragazzi della sua età.
#ElenaCecchettin #giuliacecchettin
Vedo che nella lista delle cose che vi danno fastidio nelle donne nel 2023 c’è anche il fatto che la sorella di una vittima sia presente e lucida davanti alle telecamere anziché nel tinello di casa con la serranda abbassata. Spiace.
"Turetta non è un mostro, lui è un figlio sano della società patriarcale che è pregna della cultura dello stupro"
A #Drittoerovescio parla la sorella di Giulia
@MariaElenaInve1@venezian9@EsercitoCrucian Se una persona definisce “idee politichesi” e non “fatti” le denunce che la nostra società soffra ancora di una cultura patriarcale, quella è chiaramente una persona influenzata dal populismo di destra, una persona anche abbastanza ottusa, non ci vuole un genio a capirlo