L'isola di Zante non è famosa soltanto per aver dato i natali a Ugo Foscolo, ma anche per le sue bellezze naturali.
Un esempio può essere la splendida spiaggia di Navagio, conosciuta anche come "spiaggia del relitto".
Una meta ambitissima.
Un tesoro prezioso.
Una gemma nascosta.
Riforma della caccia, gli esperti chiedono lo stop: "Mancano basi scientifiche". Ma soprattutto, in questo provvedimento vergognoso, manca la decenza. https://t.co/Yehg44paWN
Avevano promesso di cancellare la riforma Fornero, invece si va in pensione sempre più tardi. La domanda resta sempre la stessa: chi pagherà le pensioni del futuro?
📌 #PresaDiretta domenica alle 21:15 su #Rai3
(foto testi video di @AUniversale )
Con un atto senza precedenti nella storia di Rai 3, le giornaliste e i giornalisti di Usigrai, Tg3 e Tgr e decine tra le voci più autorevoli della cultura e della società civile si sono uniti in un solo video-comunicato per difendere dal Governo la terza rete della televisione pubblica.
Il premio Nobel Giorgio Parisi, gli attori Anna Foglietta, Alessio Boni, Ottavia Piccolo e Ascanio Celestini, i musicisti Giuliano Sangiorgi e Vinicio Capossela, Daria Bonfietti dell'associazione dei familiari delle vittime della strage di Ustica, la portavoce di Sea Watch Giorgia Linardi, gli scrittori Maurizio De Giovanni e Viola Ardone, il climatologo Luca Mercalli, il medico Fabrizio Pregliasco, le lavoratrici di Electrolux Elisa Enrica Guidi e Tatiana Gentilini, l'ex magistrato Gherardo Colombo, Lorenzo Eusepi di ActionAid e Paola Deffendi e Claudio Regeni, i genitori di Giulio Regeni.
Tutti uniti per chiedere una sola cosa: che la terza rete del servizio pubblico continui a esistere e che il Governo la smetta di smantellarla.
La Rai si è rifiutata di mandarlo in onda, nonostante la richiesta del sindacato USIGRai.
E allora lo hanno fatto girare loro. Perché una rete la si difende così: mettendoci la faccia, il nome, la voce.
Questo il testo del video-comunicato firmato dalle giornaliste e dai giornalisti di Usigrai, Tg3 e Tgr:
"La RAI smantella l'identità storica della terza rete. Una decisione che nell'ultimo anno ha portato ad un grave calo di ascolti.
Così si toglie forza anche a tutta l'informazione del canale, patrimonio per il pluralismo e per la democrazia di questo paese.
Le giornaliste e i giornalisti di Usigrai, Tg3 e Tgr dicono no. Ridate un'identità a Rai3. Non muoia Rai3.
Viva Rai3. Che non muoia Rai3.
Viva Rai3. Viva Rai3. Viva Rai3. Viva Rai3. Viva Rai3. Viva Rai3. Viva Rai3. Viva Rai3. Viva Rai3”.
Tutti dalla stessa parte. La parte di chi crede che il servizio pubblico appartenga ai cittadini, non al Governo Meloni.
Noi siamo con loro.
Viva Rai3.
Ebbene sì, il nostro capitone nazionale, il ministro delle infrastrutture, spacca l’Italia in due dal 5 al 10 luglio.
Ha deciso di bloccare la circolazione nel nodo di Firenze per cinque giorni. I treni Alta Velocità tra Roma e Milano vengono dirottati sulla Tirrenica. Taglio di circa il cinquanta per cento dell’offerta. Tempi minimi: sei ore, per una tratta che di solito ne richiede tre.
Ho fatto qualche simulazione. Tratte da nove ore. Da dodici, pure. Nove, dodici ore per andare da Roma a Milano. Nel pieno di luglio, il mese degli esodi.
Era così indispensabile? Era davvero impossibile prevedere un’alternativa decente? Bisognava per forza passare dalla Tirrenica per scavalcare Firenze?
Signore e signori, benvenuti nell’Italia di Salvini.
Kellogg: Zelenskyy’s money came from his television career. He did not get rich from American aid. Anyone saying that is lying.
We did a deep dive, including with the CIA, to check whether he was corrupt. On Zelenskyy, the answer was no.
5/
Kellogg: Putin sees this as raw power. We underestimate what his circle wants.
Not the Russian people — his group. They want power. Ukrainians just want to be left alone. But Putin does not want to leave them alone.
4/
Kellogg: Putin is on the losing end. If he does not watch out, he may end up like Nicholas II, the last tsar.
Someone will get to him, and I think he is worried about that.
3/
Kellogg: Europe’s security will no longer be built only around Germany, France, and the UK.
It will shift east — through Finland, Sweden, Poland, Ukraine, and Romania. Ukraine will be the Sparta of Europe, with an army of 800,000. Nobody else has that.
2/
Kellogg: Putin just wants power. The Soviets left Afghanistan after losing 18,000 soldiers. Putin has lost 1.2 to 1.4 million.
Americans would never accept that. But he keeps going because he thinks he can occupy all of Ukraine. He is not winning.
1/
L’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea rappresenta «un investimento geopolitico» che porterà «benefici reciproci». Alla vigilia dell’ultima plenaria del Parlamento europeo prima della pausa estiva, che coinciderà con il vertice Nato di Ankara, la presidente Roberta Metsola fa il punto sui principali dossier al centro dell’agenda Ue. […]
La Difesa è una delle grandi sfide per l’Ue, ma molti cittadini faticano ad accettare un aumento delle spese militari: quali sono i suoi argomenti per convincerli?
«L’Europa deve assumersi una maggiore responsabilità per la propria sicurezza. Il tempo in cui potevamo contare sugli altri per proteggerci è finito: dobbiamo essere in grado di difenderci da soli. Per questo stiamo investendo di più nelle nostre industrie e nelle nostre persone. L’Italia svolge un ruolo fondamentale come pilastro della base industriale della difesa europea, grazie a solide reti di ricerca e innovazione, a poli industriali regionali e a ecosistemi ben integrati».
L’intervista di Marco Bresolin è su La Stampa
#LaStampa #Ue
Questa mattina sono stati estratti dalle macerie altri 3 cadaveri. Con loro il numero di vittime dell’attacco a Kyiv è salito a 30, ma si scava ancora, perché all’appello mancano diverse persone, inclusa una bambina di 15 anni.
In ospedale attualmente ci sono decine di feriti, tra i quali ci sono sei operatori sanitari e quattro bambini. Uno di 10 anni, salvato ieri, ha perso entrambi i genitori ed è attualmente assistito dal nonno in ospedale.
Sono stati colpiti edifici privati, strutture sanitarie, ristoranti, hotel, magazzini di vino, negozi di tecnologia, depositi postali, che si sommano agli attacchi al patrimonio artistico e culturale sfregiati negli ultimi giorni.
Eppure gran parte della nostra politica tace, nessuna indignazione, nessuna flotilla. Solo melmosi editoriali di Travaglio che legittimano chi chiede di ridurre anziché potenziare le difese dell’Ucraina ed orde di disadattati educati all’odio, che sui social esultano nel vedere un criminale oppressore che semina morte in un paese sovrano. È questo che siamo diventati?
Il paese ha problemi di ogni tipo, dal pil alla povertà alle diseguaglianze, e poi evasione fiscale, sanità allo sbando e così via, ma da 1 anno e 4 mesi i palinsesti televisivi sono impestati da Garlasco. Migliaia di ore tolte ai problemi più impellenti del paese per rincoglionire la massa con questa legal soap infinita, i cui personaggi principali ormai sono (quasi) tutti macchiette patetiche, avvocati, giornalisti e conduttori compresi. Ora in tv gli stipendiati da Garlasco sono passati a discutere di solette di scarpe, mentre 5 milioni di persone vivono in povertà assoluta. Dovrebbero ricoverarvi tutti.