Riguardo le mie foto dell’ultimo concerto dei #DepecheMode a Torino, nel 2017…e questi sono gli ultimi scatti con #Fletch sul palco. Gli ultimi, ed io ancora non riesco a crederci💔
@silvia_megara@mariateresacip Sí, ma stia calma. Ho solo risposto in merito alle ferie. Nessuno la obbliga a fare l’insegnante se deve affrontarla così, ne gioverebbe lei e i suoi studenti se queste sono le sue reazioni al contraddittorio. E si, faccio extra non pagati. Saluti
@silvia_megara@mariateresacip Da impiegata pubblica mi permetto di dissentire, perdonami, ma io in estate ho 2 settimane di ferie. E non chiudiamo né a Natale né a Pasqua (solo i giorni rossi nel calendario, ergo lavoriamo il 24/12 così come il 31/12. Abbiamo 28 giorni all’anno.
Commenti a Sinner al San Raffaele:"MA NON ABITA A MONTECARLO? PERKÉ SI CURA A NOSTRE SPESE?"
Certo Carciofo67, Sinner che ha oltre 100 milioni di € sicuro andrà con la mutua,ha prenotato al Cup di Melegnano ma il primo buco libero era dopo Wimbledon 2029 quindi salta 12 Slam 😢
Il rispetto e l’amore che questo ragazzo ha mostrato verso lo sport, il tennis, l’avversario, il pubblico è tutto ciò che dovrebbe essere portato d’esempio ai ragazzi per spiegare i valori veri della vita. La dignità con cui ha voluto onorare il suo ruolo sono il messaggio più potente che @janniksin abbia mai mandato al mondo durante la sua giovane eccezionale carriera.
Una partita praticamente già vinta, solo l’ultimo game di servizio da giocare e tutto rimesso in discussione dal caldo asfissiante. Chiunque avrebbe preferito lasciar perdere quando la situazione era irrecuperabile. Jannik a un passo dalla sconfitta al quinto set ancora faceva il pugnetto per darsi coraggio dopo un punto conquistato. Potrete iniziare a vomitargli addosso il solito fango, a dargli colpe che non ha, ma non sarete mai degni nemmeno di pulire le scarpe a questo ragazzo, perché oggi ha dimostrato al mondo che essere un campione non è solo vincere delle partite di tennis, ma anche sapere essere i più grandi nel perderle.
Grazie per l’uomo che sncora una volta hai dimostrato di essere, Jannik Sinner
Ma ultimamente vi capita di arrivare alla fine di un tweet e pensare “ma da che lingua é stato tradotto, tremendo, non si capisce niente” e invece era proprio stato scritto in italiano?
Se fossi la mamma di Sinner dopo tutti i sacrifici fatti per farlo allenare e giocare avrei una catena di negozi Gucci!! Altro che occhiali da sole!
L'invidia è un virus e per quello non esiste cura.
#Sinner
Ammettiamolo, ci sono alcuni amori che non sono proprio fatti per dirsi addio.
Grazie infinite, Pavo ❤️💙
Guarda qui l’episodio integrale: https://t.co/qRjYdWwFPT
When this sculpture was unveiled in 1753, people refused to believe it was made of marble.
They were convinced the artist had used alchemy...
The veil draped over the body of Christ was rendered with such impossible precision that the only explanation was that some chemical process had been used to turn a real cloth into stone.
The sculptor was a 33-year-old Neapolitan named Giuseppe Sanmartino. He had carved the entire figure, including the veil, from a single block of white marble.
We know this because the original commission documents survive, preserved in the Historical Archive of the Bank of Naples. A receipt signed by the patron, Prince Raimondo di Sangro, dated 16 December 1752, refers to "the statue of Our Lord in death covered by a veil also of marble."
The patron himself only deepened the mystery: Raimondo di Sangro, Prince of Sansevero, was a Grand Master of the Neapolitan Masonic Lodge and a practicing alchemist...
He had commissioned the sculpture for the Cappella Sansevero, his family chapel in the heart of Naples, a space he had spent his life transforming into one of the strangest interiors in Europe, filled with allegorical statues and symbols of esoteric knowledge.
The legend that he had laid a real cloth over the figure and "marbleized" it through a secret chemical process took root almost immediately. And it has never fully died.
But the truth is stranger than the legend. Sanmartino did this with a hammer and a chisel...
Antonio Canova himself tried to buy the sculpture. According to tradition, when he was unable to, he said he would gladly have given ten years of his life to have produced something of similar perfection.
The Marquis de Sade, passing through Naples, paused to praise "the folds, the finesse of the veil… the beauty, and the regularity of the overall proportions."
The Veiled Christ has not left the city in over 270 years. To see it, you have to go there. I have, and I can tell you that no photograph prepares you for the moment you stand in front of it.
Sculpture, at its highest, really is a kind of alchemy. The transformation of cold stone into real flesh. As Alexander Pope wrote: "Then marble, soften'd into life, grew warm."
I started this newsletter because human beings once made things that look impossible, and we have largely forgotten how. Every week, I share one of those stories. If that is something you would like to be part of, you can join 50,000 readers here:
https://t.co/hgJUdR0Rb5
If you'd like to support my work, a paid subscription is what makes it possible.
Re Carlo a Trump: «Lei recentemente ha detto, signor Presidente, che se non fosse per gli Stati Uniti, i Paesi europei parlerebbero tedesco. Oso dire che, se non fosse per noi, lei parlerebbe francese».
NORDIO, IL TIMBRATORE. UNA GRAZIA COSTRUITA SU UN BAMBINO CHE NON ERA ABBANDONATO E UNA MADRE CHE È SCOMPARSA
Il 14 aprile 2026, in Uruguay, le autorità diramano un avviso nazionale di rintraccio. Si chiama María de los Ángeles González Colinet, ha 29 anni, è la madre biologica di un bambino. Quattro giorni prima, in Italia, Il Fatto Quotidiano ha cominciato a fare domande su una grazia firmata a febbraio dal Presidente della Repubblica.
La grazia è quella concessa a Nicole Minetti il 18 febbraio 2026. Tre anni e undici mesi cancellati. Favoreggiamento della prostituzione, caso Ruby. Peculato, Rimborsopoli. La motivazione, umanitaria: un bambino “abbandonato alla nascita”, gravemente malato, che ha bisogno di cure all’estero e della presenza costante della madre adottiva.
Ecco come funziona la grazia in Italia, in cinque righe. Il ministro della Giustizia istruisce, verifica le carte, propone. Il Capo dello Stato firma. Il Quirinale non ha strumenti di indagine, non può controllare se i documenti sono veri. Si fida del ministro. La sentenza della Corte Costituzionale 200 del 2006 lo dice chiaramente: l’istruttoria è competenza esclusiva del Guardasigilli.
Ora leggete cosa risulta dall’inchiesta di Thomas Mackinson sul Fatto, sulla base degli atti del Tribunale di Maldonado e delle smentite degli ospedali italiani.
Il bambino non era abbandonato. Aveva, e ha, due genitori biologici vivi e identificati, contro i quali Minetti e il compagno Giuseppe Cipriani hanno intentato una causa per ottenere la perdita della patria potestà, vinta soltanto il 15 febbraio 2023. I due ospedali italiani citati nell’istanza, San Raffaele di Milano e Ospedale di Padova, che secondo gli avvocati avrebbero dato “parere contrario” all’operazione poi eseguita a Boston, smentiscono in modo categorico: i primari Mortini, Denaro e Iacoangeli dichiarano di non aver mai visto il bambino, il cui nome non risulta nei loro archivi. Il compagno Cipriani, descritto nell’istanza come mecenate “lontano da contesti di devianza”, risulta nei documenti americani in rapporti d’affari con Jeffrey Epstein.
Questo è il quadro che il ministero della Giustizia ha trasmesso al Quirinale per ottenere la firma di Mattarella.
Oggi, 27 aprile 2026, il Colle scrive a Nordio. Una lettera di tre righe che, lette nel registro feltrato delle istituzioni, equivalgono a un terremoto. Mattarella chiede di acquisire “con cortese urgenza” informazioni sulla “supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza”. Mai, nella storia repubblicana, il Quirinale aveva chiesto formalmente al Guardasigilli di verificare la veridicità di una grazia già concessa.
La questione, a questo punto, è di una semplicità brutale. O Nordio sapeva che le carte non stavano in piedi, e ha trasmesso lo stesso. Oppure non ha verificato niente, e ha firmato la proposta come si firma una circolare, fidandosi di quello che gli avvocati di parte avevano scritto. Non c’è una terza ipotesi che lo salvi.
Nel primo caso, il problema è penale prima ancora che politico, e la Procura competente dovrà valutare profili di falso ideologico in atto pubblico a carico di chi ha redatto l’istruttoria, e di eventuale concorso a carico di chi quell’istruttoria ha trasmesso al Quirinale. Nel secondo caso, il problema è l’inadeguatezza totale di un ministro che ha trattato la firma del Capo dello Stato come un timbro automatico.
La cosa più grottesca è il silenzio del centrodestra. Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia. Tre partiti che da quattro anni ci ammorbano con la certezza della pena, la galera, il rigore, la tolleranza zero. Tre partiti che hanno riformato il codice, separato le carriere dei magistrati, depenalizzato l’abuso d’ufficio (sempre Nordio, sempre lui). E ora, di fronte a una grazia data a una protagonista delle cene eleganti di Arcore, sulla base di un’istruttoria che il Quirinale stesso definisce “supposta falsità”, non una parola. Zero. Il garantismo a corrente alternata non è un’eccezione di questo governo. È il suo metodo.
Le conseguenze devono essere tre. Nordio si dimette. Stasera, non fra una settimana. Ogni ora in più al Ministero della Giustizia è un’ora in più di scandalo per le istituzioni. La Procura competente apre un fascicolo e fa il suo lavoro, fino in fondo, senza riguardi. Il Parlamento convoca Nordio per un’audizione vera, con i documenti sul tavolo, non per un question time da tre minuti.
Meloni a questo punto sceglie. Difende il ministro fino all’ultimo respiro come fa sempre, oppure capisce che qui il prezzo lo paga lei. Perché sopra a quelle carte c’è la firma del Presidente della Repubblica.
E intanto, in Uruguay, la madre biologica di un bambino è scomparsa il 14 aprile. La sua avvocata era già morta carbonizzata insieme al marito, anche lui avvocato, il 15 giugno 2024. C’è un’indagine per duplice omicidio.
E a Roma, nel silenzio dei palazzi, il ministro della Giustizia firmava.