@polipolio@grok@ClaudioBorghi@GaeDeRoberto Devi leccare il culo a borghi te vero?
Il fatto è che non c'entra un cazzo che quest'anno si sia sciolto meno del 2012 è il trend che conta comunque a te sbugiarda la vita non serve che lo faccia grok😃
👀 The 3rd Army Corps reported advancing in the next phase of its "Vivaldi" offensive in the northern Donetsk region, regaining control over 125 km² of territory.
This is one of the most heartbreaking recordings of September 11.
It is not a recreation or simulation. Not AI.
It is a real 911 call made by a very real and utterly terrified woman as she began to understand that help might not reach her. You are hearing the voice of Melissa Cándida Doi during the final hour of her life.
At 9:17 a.m., Melissa called 911 from the 83rd floor of the World Trade Center’s South Tower. United Airlines Flight 175 had struck the building only 14 minutes earlier.
Melissa, a senior manager at IQ Financial Systems, had turned 32 just ten days before. She and several others were trapped by smoke and unbearable heat.
“The floor’s completely engulfed. We’re on the floor and we can’t breathe, and it’s very, very, very hot.”
For approximately 24 minutes, 911 dispatcher Barnes remained on the telephone, trying to keep Melissa calm and assuring her that firefighters were coming.
“Can you stay on the line with me, please? I feel like I’m dying.”
Firefighters were climbing toward her. Battalion Chief Orio Palmer and his men reached the 78th floor, only five floors below Melissa, but time ran out.
Knowing she might not survive, Melissa gave the dispatcher her mother’s name and telephone number. She left one final message:
“Tell my mother that I love her and that she is the best mom in the whole world.”
At 9:59 a.m., the South Tower collapsed. Melissa’s remains were identified three years later.
She was a daughter, a friend, a colleague and one of the 2,977 people murdered that day.
Remember her name: Melissa Cándida Doi.
Artem Chapeye, scrittore pacifista ucraino e traduttore di Ghandi, che si è arruolato all’inizio dell’invasione russa:
«Ecco perché in Ucraina anche le persone che si considerano pacifiste entrano nell'esercito e combattono contro l'aggressore. Per molti di noi è una scelta esistenziale, non una questione teorica. Chi difenderà mia moglie, i miei figli, la mia casa? Non avrei mai pensato che avrei dovuto prendere le armi. Gli intellettuali non prendono le armi, si dice. All’inizio ho pensato di scappare, ma sarei stato un parassita. Poi ho capito che la nostra situazione è molto simile a quella in cui si sono trovati i francesi quando i nazisti li hanno invasi. Per me si trattava di fare in modo che mia moglie e i miei figli potessero tornare a casa. Cercate di sentire ciò che provano gli ucraini. E quindi penso che qualsiasi persona che abbia un minimo di cuore, un minimo di coscienza, debba sostenere l'Ucraina e non l'aggressore, non l'imperialista».
(Chapeye è stato ospite della Conferenza Europea per la Libertà e la Democrazia a Ventotene, promossa da @pinapic)
Nella tarda serata di ieri, due caccia Eurofighter F-2000 della Task Force Air “Baltic Thunder III” dell’#AeronauticaMilitare sono decollati in modalità #scramble nell’ambito della missione #NATO di difesa aerea sul fianco orientale dell’Alleanza, in seguito alla violazione dello spazio aereo lituano da parte di un drone.
Gli equipaggi italiani hanno intercettato il velivolo senza pilota, neutralizzandolo nel rispetto delle procedure operative previste dall’Alleanza. Si tratta del secondo episodio, nell’arco di un mese, che vede coinvolti i nostri caccia.
«È anche per episodi come questo che la presenza dei nostri militari sul Fianco Est è fondamentale, a garanzia della sicurezza collettiva. Oggi, sarò lì al loro fianco per portare la vicinanza del Governo e dell’Italia e ringraziarli, a nome degli italiani, del prezioso lavoro che svolgono». Così il Ministro @GuidoCrosetto.
Il Ministro, dopo la visita di ieri in Bulgaria, prosegue oggi la sua missione sul Fianco Est dell’Alleanza, con tappe in Polonia, Lettonia e Lituania, dove avrà diversi incontri istituzionali e visiterà i contingenti italiani.
🇮🇹 ✈️ A #Difesa dei cieli alleati.
Ve la ricordate l'onorevole Piccolotti? Quota AVS, ovvero l'azienda di famiglia (il marito, Nicola Fratoianni, detiene la maggioranza), qualche tempo fa si lamentò in Aula per essersi dovuta svegliare alle 6 del mattino. Per andare a lavorare.
Mica per andare in cantiere o a raccogliere i pomodori nell’Agro Pontino. In Parlamento. Con l'aria condizionata e il caffè offerto dalla Repubblica.
Questi sarebbero, in teoria, i paladini della classe operaia. I difensori del proletariato, gli eredi del compagno che lotta.
SpinTime: non spegniamo le luci sulle famiglie sgomberate
Don Mattia Ferrari e Barbara Bonomi (Polo civico Esquilino) fanno il punto sulla situazione del ricollocamento delle persone che vivevano nel palazzo di Roma
@mattiaferrari93
https://t.co/6rO8Ant0PU
#Belpietro, invece di perdere tempo a darmi del “sinistrorso” — cosa abbastanza comica, visto che sono liberale — dovrebbe forse dedicarsi a un problema un po’ più serio: la crisi di copie de La Verità.
Perché quando si parla di numeri, la realtà rischia di essere molto meno comoda della narrazione.
31.556 copie nel 2023. 26.570 nel 2024. 22.893 nel 2025.
In due anni, circa il 27,5% in meno.
E mentre le copie diminuiscono, arrivano anche 827 mila euro di contributi pubblici nell’ambito dei sostegni straordinari all’editoria.
Poi ci sono le malattie infettive.
Lì sarebbe consigliabile un po’ di prudenza in più: i numeri non si “interpretano” a piacimento e gli articoli del New England Journal of Medicine andrebbero almeno letti prima di citarli. Il menù del ristorante New England di Cape Cod è un’altra cosa.
Ma capisco: è molto più facile dare del “sinistrorso” a qualcuno che rispondere nel merito.
E allora facciamo così: lasciamo parlare i numeri.
In circa 1 ora, un mio post o un mio reel raggiunge un pubblico paragonabile — e spesso superiore — a quello che compra La Verità nell’arco di una settimana.
Io non ho un giornale da difendere, né contributi pubblici da giustificare.
Ho solo qualcosa da dire.
E evidentemente, qualcuno lo vuole ancora leggere.
La prossima volta, quindi, prima di chiedervi se io sono “di destra” o “di sinistra”, provate a chiedervi una cosa molto più semplice:
perché i vostri lettori continuano a diminuire?
Quella sì che è una domanda difficile.
E non basta chiamare “sinistrorso” chi la fa.
Ottima iniziativa. Se solo Forza Italia riuscisse ad avere un ministro per la Pubblica amministrazione, e governare per quattro anni di fila, sai che rivoluzione!
Nuove frontiere del barbonismo, @NicolaPorro in purezza: testata “giornalistica” (sì vabbè) illustra le notizie con foto AI per non pagare i diritti a un fotografo che col proprio lavoro ci campa.
Posso dire, sommessamente, che i molteplici (troppi) tentativi di appropriarsi @Francesco_Guccini in quanto "elettore" o "simpatizzante" di questo o quel partito, di questa o quell'altra area politica italiota, fanno un misto di ribrezzo e pena?
Sono la misura della pochezza umana di chi li sta postando, un po' su tutti i social, e della distanza siderale che li separa dall'FG reale il quale se ne fotteva altamente e superbamente di queste misere piccolezze.
#NonAveteCapitoUnCazzo