🤯 WOW: Lithuanian basketball rivals unite to chant support for Ukraine.
Fans of Žalgiris and Rytas stunned the arena, pausing their feud to chant Ukrainian slogans in a massive show of solidarity.
Sabato Vladimir Putin ha celebrato la festa della donna: «L'anima femminile rende il mondo migliore e l'amore materno rimane nel cuore di ogni persona per la vita».
Poche ore prima le forze armate russe hanno ucciso 11 civili a Kharkiv, tra cui due mamme con i rispettivi figli.
On this day in 1940 Joseph Stalin and 5 other members of the Soviet Politbureau, sign an order for the execution of 25,700 Polish intelligentsia, including 14,700 Polish POWs, in what will become known as the Katyn massacre. Never forget. 🇵🇱
Today is the 12th anniversary of the main day of battle in Kyiv during the Revolution of Dignity.
The security forces of President Yanukovych opened live fire on the protesters, killing dozens.
Yanukovych fled Ukraine a day later
On Feb. 20 2014, Pres. Yanukovych’s forces opened live fire on Maidan protesters in Kyiv.
At least 47 people were killed, most of them on Instytutska Street
Many young adults on X aren’t old enough to have seen this footage back then, but we remember it clearly. Share it widely
Quando dolore, quanta fierezza e quanta speranza possono esserci in un simbolo? Il CIO ha già perso. Vietando un casco, ha consacrato e reso universale ciò che rappresenta.
This is who is depicted on Vladyslav Heraskevych’s helmet.
▪️Alina Perehudova – 14 years old
▪️Karina Dyachenko – 11 years old
▪️Viktoriia Ivashko – 9 years old
▪️Maria Lebid – 15 years old
▪️Nazar Zuy – 13 years old
▪️Volodymyr Androshchuk – 22 years old
▪️Oleksii Khabarov – 31 years old
▪️Yevhen Malyshev – 19 years old
▪️Dmytro Sharpar – 25 years old
▪️Pavlo Ishchenko – 33 years old
▪️Maksym Halinichev – 22 years old
▪️Andrii Kutsenko – 34 years old
▪️Oleksii Lohinov – 23 years old
▪️Karina Bakhur – 17 years old
▪️Mykyta Kozubenko – 31 years old
▪️Roman Polishchuk – 29 years old
▪️Andrii Yaremenko – 25 years old
▪️Taras Shpuk – 34 years old
▪️Kateryna Troyan – 32 years old
▪️Fedir Epifanov – 19 years old
▪️Daria Kurdel – 20 years old
▪️Ivan Kononenko – 42 years old
They are not just names — lives taken, stories ended.
They will not be forgotten; no IOC bans will make us forget or forgive russia for all the evil they brought to our land.
Un breve ripasso credo sia opportuno in un paese in cui qualcosa, qualunque cosa, se “l’ha detta Barbero” deve essere per forza vera. Questo in virtù del processo di normalizzazione del tronismo tv, che premia i manipolatori, purché siano ottimi divulgatori. Non bisogna però mai dimenticare che questi due signori, Barbero e D’Orsi, oltre a parlare alle masse attraverso i media, hanno plasmato il sapere di migliaia di studenti, producendo cioè danni inimmaginabili.
Dire che la Crimea sia “sempre stata russa” non è solo una semplificazione, ma una puttanata storica plateale che nasce dalla confusione, voluta tra dominio imperiale, composizione etnica prodotta dalla forza e legittimità storica. Tre cose diverse, che in Crimea vengono sovrapposte per giustificare ex post un’annessione.
La Crimea, per secoli, non ha avuto nulla di russo. È stata greca, bizantina, persino genovese, poi soprattutto tatara. Dal XV secolo fino al 1783 esiste il Khanato di Crimea, uno Stato con proprie istituzioni, lingua, élite e popolazione, legato all’Impero Ottomano. La Russia arriva tardi, con Caterina II, e arriva da potenza coloniale, non da “continuità storica”. L’annessione è una conquista militare all’interno dell’espansione imperiale zarista nel Mar Nero.
Da quel momento inizia un processo che spesso viene scambiato per “storia”, ma è russificazione. I tatari vengono progressivamente espropriati delle terre, spinti all’emigrazione, marginalizzati culturalmente. Coloni russi e slavi vengono insediati in modo sistematico. La trasformazione demografica non è spontanea, ma indotta con l’oppressione. La maggioranza russofona che oggi viene esibita come prova della “russità” della Crimea è il prodotto di quel processo coloniale, non la sua premessa.
Il punto di non ritorno arriva nel 1944, quando Stalin ordina la deportazione totale dei tatari di Crimea, accusati collettivamente (e falsamente) di collaborazionismo. Uomini, donne e bambini vengono caricati sui treni e spediti in Asia Centrale. Decine di migliaia muoiono durante il trasferimento o nei primi anni di esilio. La penisola viene quindi ripopolata forzosamente soprattutto insediando russi e ucraini.
Quando nel 1954 la Crimea viene trasferita dalla Repubblica Russa a quella Ucraina all’interno dell’URSS, l’atto avviene secondo il diritto sovietico. Per decenni nessuno a Mosca lo contesta. Nel 1991, al momento della dissoluzione dell’Unione Sovietica, la Crimea partecipa al referendum ucraino e resta, con voto a maggioranza, entro i confini dello Stato ucraino indipendente, confini riconosciuti dalla Russia stessa attraverso gli accordi internazionali degli anni Novanta.
Nei primi anni Duemila lo stesso Vladimir Putin afferma pubblicamente che la Russia non ha rivendicazioni territoriali sull’Ucraina e che i confini post-sovietici sono inviolabili. Non a caso, al di là delle spinte di alcuni nazionalisti, il concetto di Crimea “russa” non esiste ancora nel discorso politico del Cremlino, visto anche che Mosca ha accordi con Kyiv per l’utilizzo anche militare di snodi come il porto di Sebastipoli. Nasce dopo, nel 2014, come costruzione ideologica necessaria a giustificare l’annessione.
In virtù di questi FATTI, dunque, la Crimea è in Ucraina per il diritto internazionale - che, piaccia o no a D’Orsi e Barbero, si applica anche a Torino - e non è “sempre stata russa”. Lo è semmai diventata per effetto di politiche imperialiste e pulizie etniche durate 160 anni e riprese negli ultimi 12 (ma anche 25). Si tratta di CRIMINI plurisecolari utilizzati per giustificarne altri. Magari grazie anche ad un paio di utili idioti, orgogliosamente “comunisti”, che, sfruttando una millantata autorevolezza, scelgono di non raccontare la storia, ma di riscriverla sotto dettatura di un regime fascista.
If Ukraine hit a train full of Russian civilians it would be all over world news this morning.
But when Russia hits a train full of Ukrainian civilians it's just another Wednesday.
We have a sick world because our media is sick
Com'è possibile nel 2026 bombardare un treno passeggeri e restare impuniti, protetti da uno stato mafioso e fuori controllo?
Già hanno tirato fuori tre morti, molti i feriti, persone che tornavano dal lavoro.
Ripeto: come è possibile che tutto il mondo stia consentendo questo?
Sapete cos'hanno in comune gli oligarchi russi e i barbuti iraniani?
2 cose:
1) I figli che vivono nell'odiato occidente ( ovviamente nel lusso)
2) Orde di utili idioti che li idolatrano
The Presidential Palaces of Lithuania and Poland are illuminated in the coat of arms of the January Uprising (1863–1864) against the Russian occupation! 🇵🇱🇱🇹
The motto of the Uprising was “For Our And Your Freedom!”
Though the Uprising failed, its spirit lived on and Russian occupation eventually ended in 1918, leading to the rebirth of Poland and of Lithuania!
Today we commemorate the 1863–1864 Uprising when people of the former Polish–Lithuanian Commonwealth rose against Russian imperial oppression. Over a century later, Ukraine continues that same fight: for freedom, dignity, and sovereignty.
Civilians putting their bodies between Soviet tanks and the TV Tower in Vilnius on Jan. 13th 1991
The Kremlin sent in the Soviet Army to force Lithuania to withdraw its Declaration of Independence
Large-scale resistance forced the Soviets to retreat after killing 14 Lithuanians