Nel 1975, l’allora allenatore dell’Argentina, Menotti, si trovava a visionare la nazionale tedesca coi suoi giocatori, che rimasero impressionati da quanto sembrassero forti i tedeschi.
“Fortissimi? Se mettono uno di questi nel quartiere dove siete cresciuti voi, dopo 2 giorni lo portano via in ambulanza”
Scaloni ieri sera, commentando la vittoria in rimonta dell’Argentina sull’Inghilterra, ha espresso un concetto molto simile:
“Questi ragazzi sono cresciuti in un’ambiente dove hanno sempre dovuto affrontare difficoltà e competizione fin da piccoli. Non gli pesa la responsabilità. Nel momento più difficile si sono messi a giocare come fossero bambini di 8 anni perché in questo contesto ci sono cresciuti”
Quello che ho notato nel dibattito nell’arco di questo mondiale è che pare si sia persa di vista l’importanza della capacità di essere marinai nella tempesta, tutto quel sottobosco di micro-contatti, mini-provocazioni che possono minare l’autostima psicofisica dell’avversario e portare la partita dalla tua parte, per molti sono diventate cose “volgari”, eticamente scorrette.
Certo è bellissimo quando tutto va secondo i piani, e si va lisci giocando di fino, ma bisogna anche saper stare a galla nel fango e sta cosa in molti non la concepiscono più, in una visione elitista ai confini del bigotto.
@macnonesiste Visto il mercato degli esterni super inflazionato ci potrebbe anche stare, a patto che: entrambi abbiano un’evoluzione concreta nella prossima stagione, con LH meno propenso al compitino e che osa di più, e Diouf meno mina vagante. I nomi che leggo in giro non mi entusiasmano.
Il mancato minuto di silenzio per #Beccalossi, a causa del fatto che non ha giocato in Nazionale, è un'assoluta assenza di rispetto per l'uomo e il buon senso.
#Figc