Sul colesterolo vi mentono, vi hanno sempre mentito.
Capisco la riluttanza di tanti di voi a considerare i medici qualcosa di diverso da assassini prezzolati, ma avete torto.
E non è neppure vero che questa sia una deriva recente, perché i medici "erani meglio nel passato".
No, sono sempre stati delinquenti.
Prendiamo il colesterolo.
Bisogna risalire al del Minnesota Coronary Experiment del 1968.
Fu uno dei capitoli più sconcertanti e vigliacchi della medicina moderna, la dimostrazione lampante di come i merdici siano assassini.
Fu il più grande e rigoroso studio clinico controllato e randomizzato mai eseguito sui grassi saturi, con i soggetti interamente controllati dal punto di vista alimentare.
Ad un gruppo vennero somministrati grassi saturi di origine animale, mentre all'altro grassi polinsaturi (olio di mais, quello "cuore").
Il colesterolo del gruppo che consumava olio di mais crollò vertiginosamente.
Minchia!
Ma i risultati completi sulla mortalità non vennero mai pubblicati.
Curioso, perché non farlo? Con quel calo di colesterolo, saranno campati 100 anni.
Ehh...
I dati, su nastri magnetici e schede perforate, vennero abbandonati in scatoloni nel seminterrato del coordinatore dello studio, Ivan Frantz.
Ma nel 2013 il ricercatore Christopher Ramsden scoprì e recuperò quei nastri, parlando con i figli dello scienziato ormai morto.
Analizzando i numeri sepolti per oltre quarant'anni, il team di Ramsden mostrò una frode che ribaltava quarant'anni di linee guida pubbliche in tutto il mondo.
Ogni calo di 30 punti (mg/dL) del colesterolo corrispondeva a un aumento del 22% del rischio di morte.
Rileggetelo, coglioni che ancora vi fate le analisi e mi rompete i coglioni col colesterolo.
Tra quelli con più di 65 anni, la situazione era ancora più tragica, ad ogni riduzione di circa mezzo punto sulla scala del colesterolo si traduceva in un incremento del 35% del rischio di mortalità entro due anni.
Ricerca:
Ramsden, C. E., Zamora, D., Majchrzak-Hong, S., Faurot, K. R., Broste, S. K., Frantz, R. P., Davis, J. M., Ringel, A., & ... (2016). Re-evaluation of the traditional diet-heart hypothesis: analysis of recovered data from Minnesota Coronary Experiment (1968-73). BMJ
🚨 Here is the full 53 minutes of my crew and I exposing New York fraud, we uncovered over $190,000,000 in fraud as these fraudsters use the elderly and needy to commit fraud through adult and personal home care scams in NYC. Your tax dollars are paying for elderly Koreans and Chinese to play ping pong and do tai chi, while the fraudsters give $ kickbacks to those who enroll. Like it and share this video, the fraud must STOP.
We ALL work way too hard and pay too much in taxes for fraudsters to steal from our pockets. These fraudsters have been able to defraud American taxpayers for years without any pushback from the public and politicians. Time is up.
EXPOSE IT ALL AND END THE FRAUD.
Guardate che quello che è accaduto ieri con la votazione sul #ChatControl è di una gravità inaudita e va ben oltre il merito della questione.
Partiamo dal metodo. La deroga alla direttiva ePrivacy era in scadenza. Una deroga, appunto, detta Chat Control 1.0, che consente ai fornitori di servizi di analizzare automaticamente i contenuti delle comunicazioni private.
A marzo viene portata in Parlamento europeo una proposta per la proroga di quella deroga e il Parlamento dice di no: boccia la proroga. La deroga infatti scade ad aprile. Il Consiglio, tuttavia, riporta in Parlamento la proposta di proroga attraverso una procedura d'urgenza. Anche questa volta la maggioranza dei votanti si esprime contro la proroga. Siccome, però, per via della particolare procedura adottata, era necessaria la maggioranza assoluta per respingere la posizione del Consiglio, il Chat Control 1.0 è passato.
Ora, restando al metodo: come si può non vedere che l'architettura europea presenti un evidente problema di legittimazione democratica? Gli unici rappresentanti eletti direttamente dai cittadini sono i membri del Parlamento europeo, un organismo che, per poteri e funzioni, non è nemmeno lontanamente paragonabile ai parlamenti nazionali. Nonostante ciò, ogni qual volta prova a esprimere un dissenso, anche nella sua condizione di debolezza istituzionale, emergono meccanismi che possono di fatto aggirarne la volontà.
È una dinamica che abbiamo già visto anche su altri dossier europei, come il #Mercosur, dove il Parlamento ha espresso forti riserve sull'accordo, arrivando a chiedere un parere alla Corte di giustizia, mentre il processo politico è andato avanti.
Come si può accettare che i destini del nostro Paese e del nostro popolo vengano decisi da un manipolo di tecnocrati lontani dal controllo democratico e rispondenti a logiche che nulla hanno a che vedere con la volontà dei cittadini? È questo che ha in mente Sergio #Mattarella quando incensa, sommerso dagli applausi, la cosiddetta sovranità europea? Una sovranità che nemmeno esiste: un abuso, un sopruso, una sopraffazione bella e buona. Siamo oltre la limitazione della sovranità e non è più nemmeno una cessione: questa è un'estorsione di sovranità. Inaccettabile.
E adesso veniamo al merito della questione. La deroga, il Chat Control 1.0, consente ai fornitori di servizi di effettuare la scansione automatizzata delle comunicazioni private. Una questione di enorme portata. Ce lo ricordiamo cosa recita l'articolo 15 della nostra Costituzione?
Eccolo: «La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge».
E dunque mi domando: tutti quelli che ci fanno una testa così sulla tutela dei nostri principi costituzionali, sulla necessità di indugiare ancora su fascismo e antifascismo, dove sono finiti? Come la pensano? Ve lo dico io: la maggioranza della delegazione del Partito Democratico ha sostenuto questa iniziativa europea.
Anche qui, il Presidente della Repubblica, garante della Costituzione, non ha nulla da dire? Al di là dei suoi poteri, che evidentemente non gli consentono alcun intervento formale o procedurale, non ha nulla da affermare? E i media, la cosiddetta informazione, la stampa?
Serve davvero una reazione popolare: non è possibile non cogliere la gravità della situazione, lo svuotamento della nostra democrazia, il progressivo asservimento dell’apparato istituzionale del Paese a poteri che perseguono strategie in netto contrasto con il nostro interesse nazionale. Basta!
Die EU liest ab sofort Deine Chats und überwacht Dein Auto: Möglich macht das die CDU, die vor allem im Falle der "ChatControl" behauptete, diese abzulehnen - um sie dann selbst durchs EU-Parlament zu peitschen. Ein schwarzer Tag für die Meinungsfreiheit und die Demokratie.
1/n
#Rocchi#Inter
"Mariani? Vedo se va bene all'#Inter"
Repubblica rilancia un’aggravante investigativa: non più solo arbitri “sgraditi” evitati, ma anche un arbitro scelto dopo presunto verifica/consenso con l’Inter.
- A ridosso di Torino-Inter del 26 aprile, parla con un addetto ai lavori sull’ipotesi di far dirigere il match a Maurizio Mariani.«Aggiorniamoci un attimo, fammi vedere se va bene poi ti do conferma» è il senso del messaggio di Rocchi al collega. Mariani scenderà effettivamente in campo in quella gara, «ma solo dopo l’assenso dell’Inter perché da questa non gradito».
- Mariani e' l'unico fischietto italiano selezionato per i Mondiali in corso ed aveva diretto Napoli-Inter (3-1) del 25 ottobre 2025, finita con polemiche arbitrali (e reprimenda di Marotta - nota mia)
- Il riferimento, secondo il pm, sarebbe al mancato gradimento dell’#Inter nei confronti del direttore di gara, poi designato per la partita in questione (#Repubblica)
- Messo da parte, invece, per un futuro invio degli atti a Monza — per competenza territoriale su Lissone, sede della sala Var — il capitolo delle cosiddette “bussate”.
Domanda mia: con chi deve verificare #Rocchi?
Le intercettazioni bomba pubblicate da Il Fatto Quotidiano non sono una semplice notizia: sono la pietra tombale sulla finta onestà di chi si è auto-proclamato per vent'anni il "club degli onesti". La maschera è caduta, e sotto c'è il fango più totale.
Altro che "stile", altro che "immunità diplomatica"! Gli inquirenti dell'indagine milanese fissano un punto di svolta clamoroso: contatti diretti e sistematici tra l'ex designatore Gianluca Rocchi e la società nerazzurra di Beppe Marotta.
Andiamo a leggere la realtà dei fatti, quella che i media asserviti cercheranno di nascondere o minimizzare con i soliti grafici di carta velina:
1) NON UN CASO ISOLATO, MA UN SISTEMA SOCIETARIO: Gli inquirenti lo scrivono chiaramente. Non era un singolo dirigente che chiamava di nascosto. Erano "diversi soggetti della società" con nome e cognome che telefonavano a Rocchi per dettare i propri "desiderata" sulle designazioni arbitrali.
2) "QUELL'ARBITRO NON LO VOGLIAMO": Altro che accettare il verdetto del campo! Si andava dal folklore becero del "porta sfiga" fino a pressioni ben più serie e mirate: “Quell'arbitro non lo vogliamo”. Sceglievano i direttori di gara, facevano il bello e il cattivo tempo e decidevano chi doveva fischiare le loro partite.
Per anni abbiamo assistito a un calcio in cui la Juventus veniva rivoltata come un calzino in 48 ore con processi sommari nel bel mezzo del campionato. Per anni ci hanno fatto la morale dai loro studi televisivi, godendosi una squisita immunità diplomatica su fideiussioni scadenze e passaggi societari fantasma all'ultimo secondo.
Oggi scopriamo che mentre noi pagavamo dazio anche per colpe non nostre, nei palazzi milanesi si alzava il telefono per dettare la lista della spesa a Rocchi.
Potete vincere tutti gli scudetti che volete in questo momento storico, potete continuare a nascondervi dietro i rifinanziamenti dell'ultimo secondo e i fondi speculativi, ma la storia non si cancella con le veline dei giornali amici. Siete e rimanete quelli salvati dai tribunali e protetti dal silenzio del sistema.
E la cosa più bella? Siamo solo all'inizio.
Preparate i pop-corn. Il castello di cartone sta venendo giù pezzo dopo pezzo. Tornate pure a nascondervi, ne avete un disperato bisogno. 👋🎪📉 #IntercettazioniInter #Marotta #Rocchi #Calciopoli #VeroCalcioItaliano
🔴Dunque, la UE, con una escamotage procedurale (una procedura d'urgenza), dopo diversi tentativi falliti, torna alla carica e cerca di far approvare dal Parlamento di Strasburgo la cosiddetta "chat control", cioè la possibilità di fare una scansione generalizzata di tutti i messaggi alla ricerca di reati sessuali contro minori. E ciò in deroga alle norme sulla privacy.
Chiaramente, qui parliamo di una norma palesemente illegale che se mai dovesse passare creerebbe un vero e proprio sistema di sorveglianza di massa, per mezzo della quale le nostre chat private verrebbero scansionate (magari da una IA) alla ricerca di comportamenti delittuosi.
Come sempre, tutto viene giustificato con la sicurezza dei bambini. Ma la verità è sempre la stessa: con la scusa di proteggere, viene messo su un sistema di sorveglianza di massa che può essere utilizzato - quanto meno potenzialmente - nei modi più disparati, senza contare la possibilità che possano verificarsi una marea di falsi positivi. La conseguenza immediata è che ci potrebbero essere moltissime persone messe sotto indagine per una fotografia innocente o un messaggio senza alcuna valenza penale.
In altre parole, qui parliamo non di indagine penale con la quale il giudice dispone un'intercettazione, ma di una intercettazione generalizzata dalla quale poi scaturirebbe una potenziale indagine penale. In pratica siamo al sovvertimento dei principi cardine del diritto (di procedura) penale.
Ma cosa dice la nostra Costituzione in proposito? L'art. 15 stabilisce in modo espresso e inequivocabile che "la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge".
Dunque qualsiasi norma UE che miri a fare una scansione generalizzata dei messaggi privati dei cittadini italiani è palesemente e indiscutibilmente incostituzionale. Qui parliamo di un principio fondamentale eretto a presidio della libertà individuale che non può essere in alcun modo derogato, nemmeno tramite legge.
Perciò mi auguro che questa norma non passi, ma qualora passasse, spero che, finalmente, dopo tre decenni, ci sia una sentenza in grado di censurare una norma europea che viola palesemente un principio fondamentale della nostra Carta.
Aggiungo comunque che la norma in questione viola pure l'art. 7 della Carta dei diritti fondamentali della UE, che afferma che "ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e delle proprie comunicazioni."
Insomma, per farla breve, la privacy non è di certo un privilegio della criminalità, ma è un diritto dei cittadini. Un diritto che nessuno, nemmeno l'autorità, può mettere in discussione, salvo non intenda trasformarsi in un regime oppressivo.
Link fonte in commento.
Nome Riccardo, Cognome Fraccaro. Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio nel governo Conte2. Miguel Martina, funzionario della agenzie delle dogane, tenta di sequestrare oltre un milione di mascherine contraffatte provenienti dalla Cina e destinate al personale sanitario ,inutili e potenzialmente tossiche. Viene bloccato dalla gerarchia interna. Viene ricevuto dal Sottosegretario Fraccaro , racconta i fatti e consegna un corposo Dossier che documenta la truffa. Truffa e danni collaterali che potevano essere bloccati con una telefonata. Al contrario Fraccaro dichiara in commissione d’inchiesta Covid di non aver neppure aperto il dossier “per non mettere in imbarazzo il governo” di cui era membro influente. Ora io non me la prendo con i Fraccaro della situazione ma con quanti permettono a simili personaggi di ricoprire incarichi di potere. Daniele Giovanardi Medico.