@QuartoGrado avete rotto il cazzo con Garlasco e con tutti i saccenti che ne parlano, dall'ex PM alla signora in rosso, etc., Con l'ennesimo processo a Stasi e ora anche a Sempio. Basta
Se in politica estera ti affidi al rapporto personale con un leader dominato dal proprio ego, prima o poi finisci nel suo teatro.
Cafone #Trump.
Illusa #Meloni. Ha scambiato affinità ideologica e lusinghe per affidabilità politica.
Ha fatto bene la Presidente del Consiglio a replicare con la durezza e la chiarezza necessarie alle parole ignobili di Donald Trump, sempre più fuori controllo e sempre più inadeguato a rappresentare un grande Paese come gli Stati Uniti d’America.
L’Italia e l’Europa non hanno mai implorato nessuno; è vero invece che in questi mesi abbiamo osservato con sgomento Trump con il cappello in mano davanti a Putin, Xi, e a tutti nemici delle democrazie liberali.
Donald Trump è una sciagura per il popolo americano e per il mondo libero.
Ai cacciatori piace solo uccidere. Fermiamo le ulteriori deroghe previste (caccia nei parchi, sulle spiagge, di notte, con richiami vivi) e poi aboliamo la caccia: un anacronismo ingiustificabile.
Ho inviato una lettera al Direttore del Messaggero per richiedere la rettifica di un articolo incredibile scritto da una delle tante penne particolarmente sensibili alle ragioni di Putin, tal Enrico Scoccimarro.
Secondo l’autore la Russia avrebbe stravinto all’Aja, presso il tribunale internazionale basato sulla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), in un giudizio che sancirebbe ora la legittimità dell’occupazione della Crimea, della costruzione del Ponte di Kerch e del principio secondo cui le acque del Mar D’Azov sarebbero esclusivamente russe. Peccato che sia vero esattamente il contrario e che la versione riportata senza vergogna su una testata nazionale sia il copia e incolla del comunicato emesso dalla Federazione Russa.
Nel pezzo si legge ad esempio che “il tribunale ha stabilito che lo Stretto di Kerch e il Mar d'Azov devono essere considerati acque interne, confermando la giurisdizione russa su tali aree”. In realtà il tribunale ha smontato questa tesi: «The Arbitral Tribunal thus cannot accept the Russian Federation's argument... and rejects the Russian Federation's first general objection». A rafforzamento di questo, la Russia sosteneva anche che dopo l'annessione illegale delle regioni di Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson nel 2022 fosse cambiato lo status sovrano. Il tribunale ha respinto anche questo punto («rejects the Russian Federation's third general objection»), riaffermando che la giurisdizione si basa sulla situazione del 2016, quando entrambi i paesi erano indiscutibilmente Stati costieri legittimi del Mar d'Azov.
Nell’articolo è anche scritto che “il collegio arbitrale ha respinto anche le pretese ucraine relative allo sfruttamento delle risorse naturali, negando a Kiev il controllo sulle attività estrattive e sulle riserve ittiche presenti in quelle acque”. Una versione manipolata che spaccia per diniego, quella che è piuttosto una dichiarazione di incompetenza da parte del tribunale. L'UNCLOS (la Convenzione ONU sul diritto del mare) ha respinto le richieste ucraine, non perché infondate, ma perché non ha l'autorità legale per stabilire a quale Stato appartenga un territorio terrestre (la Crimea).
A questo proposito Scoccimarro scrive anche che “la Corte ha negato che l'integrazione delle regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhia e Kherson, avvenuta negli ultimi anni, rappresenti una violazione del diritto internazionale in questo contesto marittimo”. Altra manipolazione, che lascia intendere una legittimazione delle annessioni da parte dei giudici, le quali invece, nel ritenere le acque del Mar D’Azov ancora condivise è stata di fatto palesemente esclusa.
Nell’articolo infine è scritto che “la Corte ha sottolineato che anche l'Ucraina non ha rispettato integralmente i propri obblighi di cooperazione internazionale necessari alla tutela dell'ambiente marino”. Ma non si trova traccia delle violazioni del diritto internazionale marittimo da parte russa nella costruzione del ponte di Kerch, elemento che si evince in ben tre punti del dispositivo. In particolare al punto 5 si legge: «Decides, unanimously, that the Russian Federation violated Article 206 of the Convention...» (La Russia ha violato l'obbligo di valutazione di impatto ambientale per il ponte di Crimea, i cavi elettrici e i gasdotti). Al punto 6 è scritto: «...violated Articles 205 and 206... by failing to publish reports...» (Ha violato l'obbligo di pubblicare e trasmettere i rapporti ambientali). Infine il punto 7: «...violated Articles 123, 192, and 194... and by failing to fulfil its duty to cooperate...» (Ha violato l'obbligo generale di protezione dell'ambiente marino e, soprattutto, ha violato il dovere di cooperazione con l'Ucraina).
Dal momento che Scoccimarro non è nuovo a simili vergognose violazioni del codice deontologico, ho chiesto esplicitamente la rettifica. In caso di inadempienza procederò alla segnalazione al collegio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, nel cui elenco è iscritto.
«Abbiamo ucciso l’ayatollah, sostituendolo con uno più giovane e radicale. Non abbiamo fatto nulla per i manifestanti in Iran. Abbiamo rimosso le sanzioni. Abbiamo ottenuto un cessate il fuoco che avevamo già prima della guerra. Abbiamo aperto Hormuz, che era già aperto prima. Abbiamo speso chissà quanti miliardi di dollari in bombe e missili. Molte vite americane e civili sono state perse. Abbiamo dato all'Iran il controllo completo dello Stretto di Hormuz e buttato dentro un minimo di 300 miliardi di dollari. In questo momento Melania Trump si sta chiedendo: come posso ottenere un accordo del genere?» (Jimmy Kimmel)
#عاجـــــــــــــــل
🚨65% من الولايات المتحدة يرون أن دونالد ترامب مرتبط بإبستاين وأنه أسوأ رئيس في تاريخ أمريكا ويجب محاكمته..
🇮🇹 في إيطاليا، هذه النسبة تتجاوز 90%، وتصريحات ميلوني تؤثر في ذلك
La migliore, con l'altra migliore, spiega che il 7 ottobre, è sostanzialmente "una BALLA". "Perché esagerare la BARBARITÀ?". Cervelli in salamoia.
Cari, vecchi, sani calci nel sedere.
@Seuincazzau L'Appendino? Quella condannata in via definitiva che siede ancora in Parlamento e che non vuole dimettersi perchè attaccata alla poltrona?
Ci sono fotografie che raccontano più di un vertice internazionale.
In questa, Donald Trump conversa con il cancelliere tedesco. Giorgia Meloni è poco distante. Aspetta.
E guardandola viene in mente quella sensazione che conosciamo tutti: arrivi all’ufficio postale convinto di cavartela in cinque minuti, prendi il numerino e scopri che davanti a te c’è mezza provincia. Ti siedi, controlli il display ogni tanto, fai finta di niente, ma dentro hai già capito che non toccherà a te tanto presto.
Per anni ci hanno raccontato un’altra storia. Che l’Italia sarebbe tornata protagonista. Che non aveva bisogno di fare la fila perché aveva una sorta di Sky Priority diplomatica. Che Meloni aveva un rapporto privilegiato con Trump. Che grazie a lei saremmo stati al centro delle decisioni che contano.
Ci avevano descritto come il ponte tra Europa e Stati Uniti. Un ponte senza pedaggio, con accesso diretto ai piani alti della politica internazionale. Quello attraverso cui passavano le relazioni, le mediazioni, le decisioni.
Poi arrivano le fotografie. E le fotografie hanno un difetto: non ascoltano la propaganda.
Siamo passati dall’essere il ponte senza pedaggio al numerino in fondo alla sala d’attesa.
Con l’aria di chi continua ad aspettare che sul display compaia finalmente il proprio turno. Ma intanto chiamano sempre qualcun altro.