@silenziogiudeo@marsetac@CrespiEnrico Ma quanto devi essere imbecille per scrivere queste cazzate?! Ah sei un diversamente intelligente complottaro dell'11/9! Ciao ti scarico nel tuo posto ideale...🚽
Dunque, ricapitolando: dell'Ucraina ce ne dovremmo fregare, della famiglia della Kallas trucitada dai sovietici pure, dei droni russi che cadono in giro per l'Europa non ne parliamo nemmeno. Del riarmo e del gas russo, invece... di quelli sì che ci deve importare!
Ecco la banalità del male di Marco Travaglio.
Parlando di Kaja Kallas, liquida la deportazione della sua famiglia in Siberia come «questioni familiari di una signora estone».
Le “questioni familiari” erano queste: nel marzo 1949 più di 20.000 estoni furono strappati dalle loro case nel cuore della notte, caricati su vagoni bestiame e deportati in Siberia. Tra loro c’erano la madre di Kallas, che aveva appena sei mesi, sua nonna e la sua bisnonna. Il nonno fu spedito in un campo di prigionia. Migliaia di deportati estoni non tornarono mai.
Allargando lo sguardo all’intera repressione sovietica, le stime storiche parlano di circa sei milioni di persone deportate – sotto il solo Stalin –. Intere popolazioni furono sradicate e trasferite a migliaia di chilometri di distanza. Arresti politici, torture, esecuzioni, Gulag, lavoro forzato, fame e deportazioni.
Il Parlamento europeo ha riconosciuto le deportazioni di massa sovietiche e il sistema dei Gulag come crimini contro l’umanità.
Sono queste le «questioni familiari di una signora estone» su cui Travaglio fa dell’ironia: la memoria di un popolo occupato, deportato e represso per decenni.
E c’è qualcosa di ancora più osceno nel liquidarla così oggi. Il regime di Putin sta cancellando e riscrivendo la memoria di quei crimini: Memorial, l’organizzazione nata per documentare le repressioni sovietiche, è stata dichiarata estremista e nel 2026 Putin ha nuovamente intitolato l’accademia dell’FSB a Feliks Dzeržinskij, fondatore della Čeka e uno degli artefici del Terrore rosso.
Ridurre tutto questo alle «questioni familiari di una signora estone» è una forma oscena di rimozione storica.
Quello di Travaglio è ormai un virus che contamina anche chi gli sta intorno. Persino @a_padellaro, che aveva mantenuto sinora posizioni più decenti ha alla fine aderito al corteo degli sbandieratori pro-Cremlino.
Lo sciacallaggio sui problemi di corruzione è forse la parte più ignobile del pezzo di ieri, perché ad esempio citare la posizione nel relativo indice di Ucraina e Russia nel 2021 (122esima la prima e 136esima la seconda) senza poi dire come siano collocate oggi, significa nascondere deliberatamente le loro traiettorie, che hanno portato Kyiv, nonostante la guerra, a risalire fino al 104esimo posto e Mosca a precipitare al 157esimo. E non è un dettaglio, visto che il giornale di Padellaro e Travaglio sta portando avanti una campagna per denunciare le ruberie degli uomini (e delle donne) di Zelensky perché si smetta di finanziare l’Ucraina, ma vorrebbero riprendere a comprare gas da Mosca, pur sapendo che un bel pezzo delle nostre bollette per decenni sono servite a pagare i cessi d’oro di Putin e della sua cerchia, e che Gazprom, come sostiene la Fondazione Navalny, è strutturata per essere il “bancomat” del regime.
È poi interessante vedere il doppio registro del giornale, che sei 6 giorni su 7 parla di Kyiv come di un regime, ma il settimo si compiace delle proteste popolari che costringono Zelensky a cambiare leggi e degli organismi anticorruzione indipendenti che ne stanno decimando l’entourage, due esempi di democrazia e di bilanciamento di poteri che in un regime non dovrebbero esistere.
E infine il grande classico: la menzogna. È falso che il fabbisogno dell’Ucraina sia di 15-20 miliardi al mese (le stime UE parlano di 3-4). È falso che l’Italia abbia versato 19 miliardi per l’Ucraina (in 4 anni ne abbiamo spesi poco più di 4 e partecipato in quota parte al sostegno europeo per un totale di forse 9-10 miliardi, cioè circa 3 euro al mese. E di nuovo l’accusa, tanto cara al Fatto, agli ucraini di rivendere le armi che vengono fornite per la difesa. Prove? Nessuna. Fonti? Zero. Mentre i Z-blogger russi solo pochi mesi fa avevano rivelato di ispezioni del Ministero della Difesa di Mosca al fronte, dove i militari fanno sparire benzina, munizioni, droni e mezzi per rivenderli al mercato nero, e dove i gradi più bassi subiscono torture dai superiori e devono cedere parte della loro paga per non essere spediti in missioni suicide.
Il tutto per approdare da una strada laterale allo stesso repertorio di sempre. L’“inerme armamentario ucraino” fornito dai “cosiddetti volenterosi”, che non impedisce la mattanza di civili, ma che non lo porta a dire di aumentare il sostegno per impedire che questo avvenga. Al contrario, meglio disarmare e possibilmente bullizzare l’aggredito, per poi premiare e fare affari con l’aggressore.
“Dell’Ucraina ce ne dovremmo fregare”, dice il suo direttore. Sarei felice se cominciassero a farlo, piuttosto che scrivere illegibili scemenze sotto dettatura del Cremlino.
@enri1009@robesalis@Elisabe85687327@GiorgiaMeloni@RoVannacci@matteosalvinimi Secondo me il post è fatto apposta per provocare certe reazioni, nella speranza che qualcuno finisca per citare la figlia a sproposito. Poi parte una bella querela e… €€€ 😉
Diciamo che sarebbe una strategia tutt’altro che disinteressata.
@Dario5S@aldobottai Quante sono le commissioni in cui Conte poteva sedere?
Perché ha scelto proprio quella sul covid e non le altre 11?
Domande legittime a cui nessuno risponderà.
Lui gode quando l’Italia perde. Eppure c’è gente che ancora lo ascolta e lo applaude quando pretende di dire cosa “ci conviene”. Che non abbia mai tifato per il nostro paese lo sapevamo già. Solo che adesso è ufficiale
@Stefano_ML275@SantoSilvio_B Si ma aggiornati con le battute da osteria. Pensa che c'è chi fa eleggere la moglie in parlamento e si vende la Tesla appena lo sgamano.
@polmedici@AnnaGQuarta@GiuseppeConteIT Infatti tu non ne conosci le funzioni. Comunque visto che hai le informazioni, dai su condividile o forse hai le solite immagini del minkiam.
@polmedici@AnnaGQuarta@GiuseppeConteIT La mafia non ha mai avuto una tessera di partito preferita. Dire che un partito detiene il record storico di indagati e condannati per mafia senza portare numeri è solo propaganda, non informazione.