On July 3, 1976, Tina Turner waited until Ike fell asleep in their Dallas hotel room.
Her face was swollen from another beating.
In her pocket, she carried thirty-six cents and a Mobil gas card.
That was all.
Tina slipped from the Statler Hilton and ran into the night.
She had no car waiting.
No friend nearby.
No carefully prepared escape plan.
She crossed Interstate 30 on foot, weaving through traffic and narrowly avoiding a truck.
On the other side stood a Ramada Inn.
The manager recognized her despite her injuries. He gave her a room, placed security outside the door, and allowed her to hide while her body began to recover.
For the first time in years, she was safe.
Three weeks later, Tina filed for divorce.
After sixteen years of marriage, she asked for almost nothing.
No house.
No money.
No royalties.
She wanted only one thing.
Her name.
“Tina Turner.”
Ike had created that name as part of the act he controlled. Tina reclaimed it as the foundation of the life she intended to build.
She walked away carrying debt, tax problems, and an uncertain future.
The music industry considered her finished.
She was approaching forty, had little control over her earlier recordings, and was trying to begin again in a business obsessed with youth.
Tina refused to disappear.
She practiced Nichiren Buddhism and chanted daily for strength.
She accepted almost any work offered: television appearances, hotel lounges, county fairs, and small corporate events.
The stages were far removed from the arenas she had once filled.
Still, she performed as though every audience mattered.
Piece by piece, she rebuilt herself.
Then came 1984.
At forty-four, Tina released Private Dancer.
The album became a global success.
“What’s Love Got to Do with It” reached number one.
Grammy Awards followed.
So did major tours, films, and the recognition she had earned on her own terms.
The woman dismissed as a has-been became the Queen of Rock and Roll.
Her second career lasted for decades.
She sold millions of records and filled stadiums around the world.
She also found a gentler love with Erwin Bach, whom she met in 1986.
Years later, when Tina suffered kidney failure, Erwin donated one of his kidneys to save her life.
Tina died peacefully in Switzerland in 2023 at eighty-three, with Erwin beside her.
Her legacy is larger than music.
It is the story of a woman who escaped with almost nothing and discovered that almost nothing could still be enough.
Thirty-six cents.
A gas card.
A name.
And the courage to cross the road.
Tina Turner proved that starting over is not reserved for the young.
Sometimes a life begins again the moment you finally run toward yourself.
🚀 SIR ALEX FERGUSON ON CRISTIANO RONALDO'S INCREDIBLE LEAP! 🐐
Sir Alex Ferguson once reflected on one of Cristiano Ronaldo's most unforgettable headers.
🗣️ “I was ready to blame Patrice Evra for the goal, but when I saw Cristiano's knee level with Evra's head, I realised there was simply nothing anyone could do to stop him.” (attributed)
That moment showcased more than just goalscoring ability. It highlighted Ronaldo's extraordinary athleticism, perfect timing, determination, and remarkable ability to rise above defenders.
Whether through power, technique, or sheer commitment, Cristiano Ronaldo produced moments that became part of football history and continue to be remembered by fans around the world.
Some goals are scored. Others become legendary. 👑⚽
Filorosso #Garlasco settima ed ultima parte col prof galassi che insegna a campare alla petracalvina, de rensis che quasi le da' della strega da oscurantismo medioevale e palmegiani che cita e tarzan l'autopsia causa di tanti disastri sulla povera chiara.
Hicieron una película de 26 minutos con todos los robos de Lionel Messi y su equipo en este Mundial. 😭😭😭😭
El Camino de Argentina hacia la Final - La Película
🥺🚨 زين الدين زيدان يعلق على بكاء كريستيانو رونالدو بعد صافرة نهاية المباراة:
🗣️ «شعرتُ بألمٍ شديدٍ لرؤيته يبكي بعد صافرة النهاية. كان واضحًا أن الأمر لم يعد يتعلق به شخصيًا، بل ببلده. أي رجلٍ يُحب وطنه أكثر من نفسه لدرجة أنه لعب حتى سن الـ41 ليُحقق له هذا اللقب؟ حتى وإن لم يُحرزه.»
🗣️ «ومع ذلك، سيجد البعض أسبابًا لانتقاده. أتمنى فقط أن يُدرك كريستيانو أن الفوز بكأس العالم إنجازٌ عظيم، لكنه لا يُحدد عظمة لاعب كرة القدم.»
🗣️ «ما حققه في هذه الرياضة يتجاوز بكثير مجرد لقب واحد. أرقامه القياسية، وثبات مستواه، وعقليته، وكيف سعى جاهدًا لأكثر من عقدين... هذا شيءٌ قد لا تشهده كرة القدم مرة أخرى.»
🗣️ «كنت محظوظًا بما يكفي للفوز بـ كأس العالم، لكنني أستطيع القول بكل صدق أنني لم أصل قط إلى مستوى الثبات والاستمرارية الذي أظهره كريستيانو طوال مسيرته. قليلون هم اللاعبون الذين سيصلون إلى هذا المستوى.»
🗣️ «بعد سنوات، لن يتذكر الناس كريستيانو فقط بسبب الألقاب التي فاز بها أو لم يفز بها، بل سيتذكرونه لأنه غيّر معايير العظمة.»
🗣️ «بالنسبة لي، سيظل يُذكر دائمًا كواحد من أعظم لاعبي كرة القدم على مر التاريخ، ولن يغير أي شيء حدث اليوم من ذلك شيئًا.»
La telefonata della Taccia a Claudia Tarletti, la cugina di Sempio che gli girava foto intime, appare quasi ricattatoria. Vergognosa la "giornalista" Rai Lucilla Masucci che le dice che basta che parli bene di Sempio e anche se fosse lui l'assassino non se ne deve preoccupare.
Spero che qualcuno si sia complimentato con queste 2 PM dopo aver visto questo interrogatorio. (e sarebbe comunque il minimo)
Grande lavoro anche il carabiniere che ha pure provato a spiegare in modo esplicito l'evidenza dei fatti 😔
𝐂𝐚𝐫𝐚 𝐒𝐞𝐥𝐯𝐚𝐠𝐠𝐢𝐚 𝐋𝐮𝐜𝐚𝐫𝐞𝐥𝐥𝐢, 𝐥’𝐢𝐧𝐝𝐢𝐠𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐞̀ 𝐮𝐧’𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐫𝐚𝐟𝐟𝐢𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐞 𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐨𝐧𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐟𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
Mentre nell’ultimo anno e mezzo il caso Garlasco si è riempito di prove nuove, scientifiche, convergenti, che hanno scosso dalle fondamenta la condanna definitiva di Alberto Stasi, tu ti stracci le vesti perché la mamma di Alberto ha osato rilasciare un’intervista. E lo fai con il tono di chi ha scoperto l’ennesimo complotto mediatico ordito da Bocellari, De Rensis e compagnia cantante per “capovolgere la narrazione”.
Peccato che la narrazione si stia capovolgendo da sola, con i fatti. Non con i talk show o su X.
Risultato? La difesa di Stasi ha buon gioco a chiedere la revisione del processo. Perché questi non sono pettegolezzi da social: sono atti di indagine, perizie, intercettazioni. Ma per te sono solo “battaglia mediatica”. Capito il copione? Quando le prove nuove favoriscono Stasi diventano “suggestioni”, quando favorivano la condanna erano “scienza inconfutabile”.
E mentre ti indigni per le domande del giornalista che osano dipingere i Poggi come “carnefici” e la difesa come “vittime perseguitate”, ti dimentichi (o fai finta) di un dettaglio imbarazzante: la difesa di Alberto Stasi non ha mai buttato un grammo di fango su Chiara Poggi né sulla sua famiglia. Rispetto per la vittima, focus sulle incongruenze scientifiche, sulle indagini, sulle tempistiche impossibili. Zero attacchi personali in quasi vent’anni.
Il contrario esatto di quanto hanno fatto per anni avvocati e consulenti della parte civile Poggi: Stasi mostro, bugiardo, calcolatore, empatico solo quando serviva. Infangamento sistematico, a reti unificate, a colpi di interviste e perizie “ad personam”. Ma di questo, nel tuo articolo, neanche una riga. Strano.
Poi ci sono le lettere della mamma di Andrea Sempio ad Alberto Stasi (e alla sua famiglia), scritte quando era in carcere, nel 2018-2019. Da una madre a un’altra madre. Testuali: “Se sei un uomo le scuse ad Andrea le devi”, “Che Dio o il destino vi riservi ciò che vi siete meritati”, “vergogna”, “ci avete rovinati”, “per colpa tua ci siamo riempiti di debiti”. Lettere rabbiose, agli atti, rese pubbliche di recente.
Tu che ti strappi le vesti per un’intervista alla mamma di Stasi, perché non ti indigni per queste? Perché non le chiami “distopiche”? Perché non ti chiedi come una madre possa scrivere certe cose a un uomo condannato (all’epoca) per l’omicidio della sua fidanzata, e alla madre di quell’uomo? Silenzio. O peggio: quando ne parli, le giustifichi come “sfogo di una mamma disperata”. Capito? Lo sfogo di una mamma è sacro solo se è la mamma di Sempio. Se è la mamma di Stasi, è “distopica”.
E veniamo alle intercettazioni della famiglia Poggi. Quelle che tu chiami “inutili” e “diffuse per massacrarli ancora”. Peccato che dicano esattamente il contrario di quello che racconti. Marco e i genitori che, in privato, riempiono di ogni tipo di insulto difesa di Stasi, inquirenti, procura di Pavia, giornalisti a loro dire “pro Stasi”, millantando tresche amorose e agire nelle alte sfere per far chiudere le nuove indagini.
Emergono persino commistioni sospette tra le versioni dei Poggi e quelle “indotte dal fronte Sempio”. La Procura li ha intercettati pure loro, e non per caso. Ma per te restano “vittime che si stanno facendo massacrare in silenzio” e “non possono più sfogarsi in privato”.
Davvero? O forse quelle intercettazioni mostrano una famiglia più interessata a blindare la condanna di Stasi che a inseguire la verità su chi ha davvero ucciso Chiara? “Buttano merda su tutti”, hai scritto tu stessa nel post. Appunto. Solo che quando la merda la buttano loro, è “sfogo privato”. Quando la buttano gli altri, è “linciaggio mediatico”.
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#ChiaraPoggi #Garlasco #ElisabettaLigabò
#SelvaggiaLucarelli #Stasi #Sempio #Bocellari #DeRensis
#Poggi
@stanzaselvaggia
non sono un grande fan di #gianlucaspina(gg ha pubblicato un altro video) ma talvolta offre degli spunti interessanti. Qui su #marcopoggi si sofferma su dei dettagli importanti soprattutto quando si gratta il volto che avevo notato anch'io in diretta e che fa riflettere #Garlasco
@Gaget1953@RomeoCentocinqu @Frenkie_Woody Non sempre e così .. io sono tre anni che ho braccia e gambe ricoperte si lividi e morsi. Sì vuole molto bene al bambino ma purtroppo non sempre la comunità educante lavora in sinergia.