Se un pasticcere prepara una torta semplice, la legge impone di comunicarti ogni singolo ingrediente, nel caso in cui tu abbia un'allergia. Ma un medico può iniettarti un vaccino nel flusso sanguigno e, se chiedi quali sono gli ingredienti, improvvisamente sei tu quello pazzo.
- Dott. Michelangelo Martucci
Ooops🤭 devono essersi dimenticati di dire al cameraman di non includere nelle foto i membri della guardia costiera, che non erano protetti.
Oppure questo #Hantavirüs è davvero temibile perché è moooolto intelligente.
Guardate... attacca solo i soccorritori e risparmia gli agenti di guardia. 🫣
Vi ricorda qualcosa? Un altro virus che colpiva solo da seduti nei locali, e in certi orari, mentre in altri no. 🤔
Forse le bestie criminali non hanno ancora aggiornato il copione?
- Opzioni Libertarie News
Coincidenzeh...
Ad aprile 2026 l'OMS lancia l'esercitazione Polaris II, per l'eventualità di una nuova pandemia, non si sa mai.
L'11 aprile muore un passeggero della nave da crociera Hondius, per cause naturali.
Il 29 aprile il governicchio italiota approva il nuovo piano pandemico. Per essere preparati, s'intende, ma tranquilli, la prossima volta vi imporranno mascherine, chiusure e sieri miracolosi per decreto legge, basta coi dpcm.
Il 2 maggio muore un altro passeggero della Hondius. Le "autorità" identificano la causa delle morti misteriose: l'antanivirus (hantavirus), trasmesso dai sorci e ispirato alla celebre supercazzola di Tognazzi, con scappellamento a destra, come foss'antani (guai a chi metterà in dubbio le eccellenze italiane d'ora in avanti, ne sarà lieto il ministro del Made in Italy).
Si scopre che Moderna aveva già brevettato nel 2025 un vaccino contro il nuovo flagello che non è contagioso e provoca un numero infinitesimale di morti annuali. Viene buono per il prossimo salto di specie con acquisizione della contagiosità. Che preveggenza! Le azioni di moderna salgono, per la gioia degli investitori.
Tedros tuona contro chi critica o, peggio, smette di pagare l'OMS. "La salvezza è nella solidarietà", che tradotto vuol dire "dovete fare come diciamo noi o farete una brutta fine."
Mentre il mondo trattiene il fiato per la nuova pandeminchia, si dimentica delle decine di migliaia di civili innocenti (altro che virus) che vengono trucidati quotidianamente nelle varie guerre in giro per il mondo.
Il pubblico è pronto per il prossimo spettacolo.
C'è ancora chi dice che mi sono vaccinata. E invece no, nonostante i gufi che davano per destinata all'estinzione la razza umana che non ha prestato il braccio al sopruso vaccinale, sono ancora qui senza buchi sul braccio, senza essermi presa il Covid e soprattutto senza gli effetti avversi che i piazzisti in camice bianco continuano a negare. E sia chiaro, non ho fatto finta di vaccinarmi con il placebo come tanti personaggi pubblici né sono stata esentata dal farlo come molti politici o personale delle istituzioni (in America).
Non mi sono vaccinata e l'ho dichiarato pubblicamente.
E il paese in cui vivo, che viene demonizzato come oppressore della libertà personale, mi ha lasciato libera di decidere senza criminalizzarmi.
L'Italia è un paese che adoro, ma ha un problema enorme di informazione, di credibilità e di libertà. Se istituzioni e stampa considerano massimi rappresentanti del mondo medico-scientifico, personaggi che passano il tempo a cazzeggiare privati cittadini sui social, vuol dire che la situazione è gravemente compromessa.
Nel resto del mondo, almeno una parte del sistema e del mondo medico-scientifico ha avuto il coraggio di guardarsi indietro e dire "abbiamo sbagliato". In Italia, invece, si continua a lisciare il camice a chi ha tradito la fiducia e ha ingannato i cittadini. E questo non è un problema di virus. È un problema di tradimento del patto sociale tra istituzioni e cittadini.
Ma la dignità, si sa, non si inocula.
Un uomo di ottant’anni vive in un monolocale perché ha prodotto troppo latte. Il latte lo voleva comprare qualcuno. L’Unione Europea ha deciso che era troppo.
Giuseppe Frison aveva un’azienda agricola a Mira, nella campagna veneziana. Dodici ettari, duecento mucche, una vita tra i campi.
Negli anni Novanta riceve una multa da 600.000 euro per aver superato il tetto di produzione che l’Unione Europea gli aveva assegnato.
Il suo consulente ha dimostrato che con le vacche presenti in stalla quel limite non poteva essere
superato. La multa non doveva arrivare. Ma è arrivata.
Concorda una rateizzazione da 40.000 euro l’anno, rinunciando al ricorso.
Paga per qualche anno.
Poi chiede un mutuo a Veneto Banca e alla Popolare di Vicenza. Entrambe falliscono.
L’azienda finisce all’asta: casa, terreni, fabbricati, tutto. Il ricorso è sospeso. L’asta no. Oggi vive con la moglie in un monolocale a Malcontenta.
Le quote latte erano un sistema introdotto dall’Unione Europea nel 1984. Ogni paese aveva un tetto di produzione. Chi lo superava pagava una multa. Il sistema doveva proteggere i piccoli allevatori dalla concorrenza dei grandi produttori del Nord Europa.
L’Italia aveva circa 100.000 aziende lattiero-casearie. Oggi ne ha 15.000.
Alcuni allevatori hanno sforato le quote consapevolmente. Altri sono stati multati per errori di calcolo dello Stato italiano — la Corte di Giustizia dell’UE lo ha confermato. Nel 2015 l’Unione Europea ha abolito il sistema. Non funzionava. Le multe però non sono state abolite.
Nel 2026, quattromila aziende italiane hanno ancora debiti aperti per circa due miliardi di euro.
Per aver prodotto qualcosa che il mercato chiedeva, in quantità che un regolamento non consentiva, all’interno di un sistema che non esiste più.
(Giovanni Affinita)
Questa è la lettera che Alberto Stasi dal carcere inviò alle Le Iene
La lettera che ruppe il silenzio nella quale non chiedeva indulgenza ma un’analisi delle carte processuali.
“Care Iene, vi scrivo da un posto in cui mai avrei pensato di dover vivere, un posto in cui non dovrei stare: il carcere.
Il mio nome è Alberto Stasi.
Forse avrete sentito parlare di me, ma sono sicuro che, come tutta l’opinione pubblica, non avrete mai sentito parlare di me per bocca mia.
Ora è giunto il momento che sia io a parlare di me, è giunto il momento che tutti sappiano cosa è realmente accaduto durante il processo. [...]
Vedete, le sentenze — tutte le sentenze — vengono pronunciate “in nome del popolo italiano” e penso, quindi, che il popolo italiano adesso debba sapere cosa è stato pronunciato in suo nome.[...]
Mi hanno rovinato la vita, è pacifico, ma io non mi arrendo e adesso vorrei davvero che qualcuno facesse quello che non è mai stato fatto: leggere e, da informati, informare.
Rendere pubblico il vero. Perché che il popolo italiano, in nome del quale anche la mia condanna è stata pronunciata, sappia davvero come e perché mi trovo in prigione. [...]
[...] Io non ho ucciso Chiara e non smetterò mai di ripeterlo.
Io non so nemmeno chi sia stato: so solo che, a differenza di quello che ho sentito dire per anni, nessuno ha indagato in altre direzioni. [...]
Io ero il sospettato giusto; ero un buon capro espiatorio, facile, semplice, banale.
Perché indagare altrove? Meglio dare in pasto all’opinione pubblica qualcuno piuttosto che ammettere un fallimento. Però, care Iene, sappiatelo: il fallimento del sistema, di tutto il sistema, è stato doppio perché non solo Chiara non ha avuto giustizia, ma hanno rovinato anche la mia vita, oltre ad aver lasciato in libertà uno o più assassini.
Mi auguro con tutto il cuore che voi possiate aiutarmi in questo senso.
Vi chiedo solo una cosa: leggete e informate sulla base degli atti che leggete; lasciate stare i miei occhi (che sono chiari e non freddi) o la mia presunta antipatia (difficile fare i simpatici quando ti accusano ingiustamente di aver ucciso la tua fidanzata, ti tengono sotto processo per più di otto anni, ti assolvono due volte, poi ti condannano e ti sbattono in galera per sedici anni).
Magari poi sarò pure antipatico, ma questo non fa certo di me un assassino che non sono.
Vi saluto calorosamente e vi esprimo la mia stima per il lavoro di informazione che fate.
Alberto Stasi
Se leggi "I promessi sposi" puoi imparare a riconoscere i tanti don Rodrigo e (gli ancora più numerosi) don Abbondio che incontri nella vita di tutti i giorni.
Io so.
Io so che dietro il lockdown energetico ci sono gli stessi nomi del lockdown sanitario.
So che dietro i profitti miliardari del lockdown sanitario ci sono gli stessi nomi del lockdown economico.
Gli stessi che hanno pianificato il divieto di spesa pubblica, di conio, di impresa di stato, di statualità volta a fini sociali e solidali.
So che gli stessi nomi hanno pianificato la camicia di forza del patto di stabilità, la regola del tre percento, il divieto di aiuti pubblici, il divieto per lo stato di comprare il proprio debito e salvare i lavoratori dall'usura.
So che gli stessi nomi che hanno pianificato il lockdown economico hanno pianificato il lockdown etnico.
Divieto per i popoli di esistere con il loro volto millenario, obbligo del meticciato, della società multiconflittuale, del caos, dei sudditi che si odiano tra di loro.
Io so che gli stessi nomi che hanno pianificato il lockdown etnico hanno pianificato il lockdown climatico.
Impedirci di usufruire dell'auto, della casa, della caldaia, del camino, del gas, del carbone, delle mucche, dei prodotti della terra.
Controllare, limitare, proibire, censurare ogni movimento, ogni respiro, ogni speranza, ogni sogno.
So che gli stessi nomi che hanno creato il lockdown climatico hanno creato il lockdown monetario: ogni acquisto comporta un prelievo elettronico in favore della banca, ogni famiglia subisce la nuova normalità di debiti, cartelle, rate, interessi, strozzinaggio.
So che ad aver programmato tutto questo sono gli stessi nomi che stanno uccidendo, sterminando con genocidi e stragi i popoli non allineati.
Gli stessi nomi che ci chiedono il lockdown della pace, cioè della vita.
Miliardi sottratti a scuole e ospedali spesi in armi per le guerre dell'Occidente santificate dall'Europeismo.
Io so che sono gli stessi nomi a uccidere, ingannare, mentire, controllare, distruggere, rovinare, cancellare ogni residuo di amore e di umanità.
Io so, non ho le prove, ma lo so.
Il compendio di tutto ciò che vedo, osservo, studio, analizzo, interpreto, coordino, ricostruisco, mi dice che sono loro, sempre loro, sempre gli stessi nomi.
So quei nomi, l'immondizia morale di quei nomi, la loro ferocia, il loro odio contro di noi, la loro natura disumana.
La questione fondamentale non è cosa faranno se torneranno al potere.
La questione fondamentale è: cosa stiamo facendo noi per porci al di fuori da ogni condizione di controllo.
Un lockdown imposto per un'"epidemia mortale" che però in certi paesi limitrofi non c'era ha creato qualche piccolissimo problema di conflittualità sociale.
Un lockdown imposto per una crisi energetica scelta sulla base di sanzioni ideologiche inutili e controproducenti non credo sarà accettato senza conseguenze...