El pájaro rompe el cascarón. El cascarón es el mundo . Quien quiera nacer , tiene que destruir un mundo. El pájaro vuela hacia Dios. El dios se llama Abraxas
Albrecht Dürer: Study of a Basilisk, the Sun, and the Moon, c. 1507-1519.
The drawing dates to around 1512-1513. Albrecht Dürer created it for a manuscript by his close friend Willibald Pirckheimer that's linked to Horapollo's text, 'Hieroglyphica'.
Horapollo's 'Hieroglyphica' drew a lot of attention in Renaissance Europe. That's because it claimed to explain the hidden meanings of ancient Egyptian symbols. Dürer's drawing is an attempt to visualize them.
The sun and moon at the top represent the cycle of day and night. The basilisk at the bottom is tied to the idea of the immortal serpent in the Horapollo tradition. By bringing these three elements together, Dürer conveys a single concept: eternity.
WINGED WOLF-HEAD HELMET of Emperor Charles V, c.1540, Patrimonio Nacional, Real Armería, Madrid. The #wolf, often reviled as a fearsome predator, is a noble and brave beast in heraldry #MythologyMonday
Guardate la foto di questo post. È presa dal Museo Egizio di Torino, e raffigura una statua creata con la granodiorite. Cosa c’è di strano? La granodiorite è una roccia composta principalmente da quarzo con l’aggiunta di altri materiali. Il quarzo, con durezza 7 sulla scala di Mohs, rende la granodiorite di una durezza estrema. La granodiorite è molto più dura dell’acciaio normale, che raggiunge un grado di durezza di 4,5, e molto più dura del marmo, che raggiunge il valore di durezza di 3,4. Come lavoriamo oggi la granodiorite: usiamo machine con punte di diamante, taglio con getto d’acqua fino a 6.000 atmosfere, o in alcuni laser ad alta Potenza. Nonostante questi mezzi tecnologici, la granodiorite resta una roccia dura da lavorare, per nulla semplice.
Stupisce vedere come nel periodo più antico degli Egizi, l’Antico Regno, di circa 5.000 anni fa, erano presenti statue lavorate di granodiorite lavorate in maniera estremamente precisa. Nella foto proveniente dal Museo Egizio potete Vedere I dettagli dei riccioli, a centinaia, realizzati tutti uguali e tutti precisi, come se fossero stati creati da una macchina. Addirittura, sul petto ci sono degli alto-rilievi a forma di stella. Questo vuol dire che tutta la roccia attorno alle stelle del petto è stata “asportata” in maniera chirurgica per mettere in altorilievo le decorazioni del petto.
Nessuno ha mai trovato gli attrezzi, che dovevano essere come minimo di ferro, per realizzare queste meraviglie di precisione. Alcuni studiosi hanno analizzato al microscopio alcune di queste statue, e hanno notato che non ci sono i segni degli scalpelli. Sembrerebbe che siano stati scolpiti “ad acqua”, ma questa è una tecnologia moderna che gli Egizi non potevano avere. Per questo secondo diversi studiosi la possibilità che gli Egizi abbiamo semplicemente “trovato” queste statue, e hanno poi cercato di imitarle con la roccia che loro erano in grado di lavorare, il calcare, viene sempre più presa in considerazione. Ma chi era questo popolo che, vicino all’Egitto, già 5.000 anni fa, era in grado di lavorare in maniera artistica la granodiorite?