«Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo»
Dino Buzzati
Il SNDMAE, sindacato rappresentativo dei diplomatici italiani, esprime la solidarietà e vicinanza di tutta la carriera diplomatica al popolo e allo Stato di Israele per il brutale attacco terroristico di sabato 7 ottobre.
Il SNDMAE, pur nel rispetto delle libere opinioni di ognuno, stigmatizza dichiarazioni ed interventi pubblici che gettano un’ombra sulla fedeltà ai valori repubblicani dei membri della carriera stessa, come quelle pronunciate dalla collega, ormai a riposo, Elena Basile, comunque mai iscritta al Sindacato e mai pervenuta al grado apicale della carriera, come un utilizzo improprio del titolo di Ambasciatrice farebbe presumere.
E' tutto bellissimo
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Esistono dei confini morali che non sono pubblicamente valicabili. Quando c’è un aggressore ed un aggredito, prendere le parti dell’aggressore risulta poco efficace in termini di consenso. Ma il problema si può aggirare, ricorrendo al “victim blaming” o colpevolizzazione della vittima, che consiste nel ritenere la vittima di un crimine o di altre sventure parzialmente o interamente responsabile di ciò che le è accaduto. Nei paesi occidentali è in atto una potente offensiva propagandista da parte di chi auspica un successo dei russi, senza mai dirlo apertamente, tesa a fiaccare il consenso al supporto militare all’Ucraina. E sembra sempre più evidente che il metodo ritenuto più efficace sia proprio il victim blaming. Bersaglio prescelto, Zelensky. L’uomo più esposto, quello che non solo ha osato resistere all’aggressione ma è stato capace di portare, con la sua testimonianza, un grande consenso alla causa ucraina. Si vuole incrinare quel consenso? Si cominci con l’infangare la reputazione di Zelensky. I mafiosi lo chiamano “Mascariare” e la Russia di Putin è uno stato mafioso.
Ho letto moltissimi libri, ma ho dimenticato la maggior parte di essi. Ma allora qual è lo scopo della lettura?
Fu questa la domanda che un allievo una volta fece al suo Maestro.
Il Maestro in quel momento non rispose. Dopo qualche giorno, però, mentre lui e il giovane allievo se ne stavano seduti vicino ad un fiume, egli disse di avere sete e chiese al ragazzo di prendergli dell’acqua usando un vecchio setaccio tutto sporco che era lì in terra.
L’allievo trasalì, poiché sapeva che era una richiesta senza alcuna logica.
Tuttavia, non poteva contraddire il proprio Maestro e, preso il setaccio, iniziò a compiere questo assurdo compito. Ogni volta che immergeva il setaccio nel fiume per tirarne su dell’acqua da portare al suo Maestro, non riusciva a fare nemmeno un passo verso di lui che già nel setaccio non ne rimaneva neanche una goccia.
Provò e riprovò decine di volte ma, per quanto cercasse di correre più veloce dalla riva fino al proprio Maestro, l’acqua continuava a passare in mezzo a tutti i fori del setaccio e si perdeva lungo il tragitto.
Stremato, si sedette accanto al Maestro e disse: “Non riesco a prendere l’acqua con quel setaccio. Perdonatemi Maestro, è impossibile e io ho fallito nel mio compito”
“No – rispose il vecchio sorridendo – tu non hai fallito. Guarda il setaccio, adesso è come nuovo. L’acqua, filtrando dai suoi buchi lo ha ripulito”
“Quando leggi dei libri – continuò il vecchio Maestro – tu sei come il setaccio ed essi sono come l’acqua del fiume”
“Non importa se non riesci a trattenere nella tua memoria tutta l’acqua che essi fanno scorrere in te, poiché i libri comunque, con le loro idee, le emozioni, i sentimenti, la conoscenza, la verità che vi troverai tra le pagine, puliranno la tua mente e il tuo spirito, e ti renderanno una persona migliore e rinnovata. Questo è lo scopo della lettura”.
- Le storie di Maui. 111 gradini verso la felicità
I miei prof di storia delle elementari, medie e liceo, quattro in totale, sottolineavano, tutti, l’importanza per gli storici di astenersi dal giudicare col metro della storia gli eventi contemporanei. Nel video, una plastica dimostrazione del motivo.
UPDATE: PROCESSO AL SISTEMA CASALEGGIO
Il Tribunale di Milano ha fissato la prima udienza del processo di Appello che si terrà il prossimo 28 novembre.
Cosa succede adesso e cosa è già successo? Provo a riassumerlo.
La sentenza di primo grado, com'è noto, è immediatamente esecutiva dunque ho iniziato a pagare la sanzione comminata, un totale di quasi 20.000 euro.
Chi vuole leggere la sentenza può trovarla all'indirizzo che posto nel prossimo tweet e, chi vuole, può contribuire con una donazione.
Sono stato condannato perché ho denunciato la diffusione di propaganda di un Paese nemico attraverso i siti TzeTze e La Fucina. Uno di questi articoli, che ho fatto periziare in primo grado, riguardava l'abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines del 17 luglio 2014. Le "fonti" erano i siti di diretta emanazione del Cremlino, poi sanzionati dall'Unione Europea.
Secondo il giudice, avrei dovuto dettagliare ogni singola fake news che volevo denunciare. Voi capite che non sarebbe bastata la Biblioteca di Alessandria per farlo, quindi ho sintetizzato, in un'intervista, la denuncia citando la stampa internazionale.
Come ho sempre detto, è una questione di principio: pur potendo, non ho intenzione di trattare o conciliare con persone che, per aumentare i ricavi pubblicitari delle loro pubblicazioni, ospitavano pericolose teorie secondo le quali con il succo di limone o la procedura "Di Bella" si possono curare i tumori. Preferisco la multa visto che, a differenza di altri, la mia faccia si riflette negli specchi.
Chiedo a chi vuole di partecipare di aiutarmi a sostenere le spese legali perché penso che non si possa cedere al bullismo di chi è, e grazie anche a me e a @BiondoNik possiamo dire era, al potere. Chi non ha un editore ma conosce i fatti e li denuncia deve sapere che c'è modo di continuare a farlo.
Nel prossimo tweet, quindi i dettagli.
Se volete potete anche, per aiutarmi, diffondere questa campagna o commentarla qui sotto.
Le mie nozioni di tattica militare risalgono a quando frequentavo la Scuola di Fanteria di Cesano nella veste di allievo ufficiale di complemento. La materia all'epoca si chiamava DTL (dottrina tattico-logistica). Ricordo che avevamo l'impressione che, per noi fucilieri assaltatori, la dottrina fosse ferma ai dettami della Prima guerra mondiale: perché l'attaccante abbia successo deve essere in superiorità numerica di 3 a 1. Ma al di là dei miei basici rudimenti, è il buonsenso e la conoscenza della Storia a dirci che per gli ucraini si apre una fase completamente diversa della guerra. Avanzare in campo aperto contro un nemico protetto da fortificazioni, campi minati e trincee è molto più rischioso e costa molte perdite. D'altronde, pensandoci bene, si tratta di un risultato straordinario ed assolutamente impensabile. Tutti eravamo convinti che la Russia avrebbe schiacciato l'Ucraina con facilità. Putin, per certo, lo era. Il solo fatto che l'Ucraina, dopo un anno e quattro mesi di guerra asimmetrica (la Russia colpisce installazioni logistiche e civili e si combatte sul suolo ucraino) sia in grado di allestire una controffensiva, è un risultato eccezionale. Lo si deve a tre fattori assolutamente imprevedibili: all'eroismo e la leadership di un ex comico, al coraggio e la risolutezza degli ucraini e alla mobilitazione dell’Occidente a supporto dell’Ucraina. È proprio l’imprevedibilità di questi tre fattori che fa schiumare rabbia agli odiatori e ai nostalgici della guerra fredda. Non erano preparati a questo scenario. Non sappiamo ancora cosa accadrà sul campo ma una cosa è certa: chi oggi ritiene di poter sconfiggere il mondo libero, sa già che troverà pane per i suoi denti. L’esempio ucraino è già un patrimonio della Storia.
Se non ti piace quello che scrivo,
puoi non leggermi.
Se non ti piace quello che dico,
puoi non ascoltarmi.
Quello che non puoi fare è
cercare di impedirmi di scrivere
o di parlare.
In buona sostanza,
quello che non puoi fare è
ca***mi il ca**o.
Fantastico. C'è uno che dice che odio i pacifisti e a dimostrazione ha citato questa strip di qualche anno fa, di cui non cambierei una virgola. Sono per la pace eccome e oggi mi pongo molte domande. Ma non la confondo col calare le brache davanti ai mostri.
Questa mia immagine compie due anni esatti. Si chiama Speranza. Al centro c’è Simone Lunghi, l’angelo dei navigli e ha di fronte tutta Milano. Questa immagine è una delle più importanti della mia piccola carriera. Ancora una volta ve la offro con grande affetto.