Federico Ferri su @SkySport: “Sei giorni fa #Sinner era certo di rientrare a Shanghai. Gli ultimi allenamenti erano andati bene, aveva provato a giocare con maggiore intensità. Gli stessi organizzatori del torneo si aspettavano il rientro di Sinner. Durante un allenamento ha però ancora sentito un fastidio. Questo è un infortunio subdolo, come tutte le tendinopatie è lento da guarire e può ripresentarsi ad intermittenza.
Sinner ha una tendinopatia extra-articolare. Sinner dopo il ripresentarsi del problema ha capito che la soluzione migliore fosse quella della terapia conservativa e del riposo abbinato alla fisioterapia.
L’intervento chirurgico non è mai stato considerato, nessun medico gli ha mai suggerito questa ipotesi”
‼️ Federico Ferri (Sky Sport Italy director, who has anticipated Jannik Sinner’s announcement on Sky and has direct contacts with Sinner Team) has confirmed that surgery was RULED OUT in Jannik Sinner’s latest check ups in Lyon.
“Jannik Sinner was advised by Doctor Bertrand Sonnery-Cottet (Mbappé and more’s advisor and doctor) to keep doing therapies to cure his tendonitis, ITBS, and to rest.”
via @SkySportsTennis
La comunicazione è sempre comunicazione, pure quando si sceglie di non dire niente. Peggio, di ignorarla. Non so spiegare in quanti modi sia sbagliato e inadeguato rinunciare a guidare la narrazione di sè stessi, lasciandola in pasto a improvvisazioni e supposizioni di questo e quello. Tutti, senza eccezioni, costretti a interpretare il volo degli uccelli e i fondi di caffè.
Nessuno - intendo proprio nessuno - voleva conoscere i dettagli intimi o le cartelle cliniche. Ciò che si richiedeva è sempre stato un briciolo di trasparenza. Tre mesi di nulla sono troppi perfino per il più ingenuo e appassionato degli ottimisti.
Ciò che sappiamo lo abbiamo appreso da video rubacchiati, newsletter di gossippari, fonti fortunate e geolocalizzazioni di ristoranti.
Questo è, se vi pare.
Basta con la retorica protezionista sul fatto che non deve niente a nessuno, perché ci sono milioni di tifosi che fanno sacrifici per pagare fior di biglietti. Basta ai tornei che speculano su questo, chiedendo di annunciare il forfait all’ultimo minuto. Basta anche con le difese a oltranza come fosse una piccola stella senza cielo, un cucciolo di foca minacciato dai bracconieri.
Sinner è un personaggio pubblico e un’azienda milionaria, questo dovrebbe essere sufficiente per farsi qualche domanda sulla gestione mediatica. Ma ancora più importante, è parte del cuore dei tifosi.
A giustificarlo su qualsiasi cosa non gli si fa un gran favore, a parer mio.
Quando si beatifica qualcuno, la luce intorno è accecante, annulla le ombre e appiattisce l’immagine. Come le lampade sparate in faccia nei video delle influencer.
Invece sono le sfumature che generano empatia e raccontano la complessità di una persona. Un fatto. Una storia.
La comunicazione di Sinner la luce l’ha proprio spenta.
Tra questi due estremi ci sta la semplicità.
Gli infortuni capitano, shit happens dicono i filosofi. Non c’è bisogno di secretarli negli archivi vaticani.
Quando tornerà saremo qui ad aspettarlo a braccia aperte.
Di nuovo ottimisti e sempre appassionati, ma forse meno ingenui.
#sinner #tennis
ll DDL proApartheid (questo è):
impedirà di dire che Israele è uno stato razzista che pratica il crimine di Apartheid-segregazione razziale istituzionalizzata degenerata in genocidio
trasformerà le denunce ONU et al. in antisemitismo e l’Italia in avanguardia della censura pro🇮🇱
Non ho parole.... Elena.... Il tennis senza di te non sarà più lo stesso.... Non è giusto... Non è mai giusto... Grazie di tutto... Finale Wimbledon.. 😥🫶🫶🫶🫶
Elena Pero non c’è più. La sua voce, la voce del tennis, rimarrà per sempre.
Aveva 60 anni. Non ha saltato una telecronaca, neppure durante la malattia. L’ultima volta che l’abbiamo ascoltata, noi come voi da casa, è stata a Wimbledon, dove ha celebrato la seconda vittoria consecutiva di Jannik Sinner, come aveva fatto per la storica prima volta – il 13 luglio 2025 - in coppia con Paolo Bertolucci, che ha composto con lei, in oltre 20 anni di telecronache assieme, il secondo formidabile doppio della sua carriera.
In questi giorni disperati, l’unica consolazione è ricordare Elena proprio lì, al suo posto, con una cuffia e un microfono, sul campo più leggendario, a fare il suo lavoro, nel quale era la più brava. Naturalmente la migliore. Senza crederlo di sé, e senza avere mai fatto pesare a nessuno di esserlo.
Elena ha illustrato questa testata, Sky Sport, per più di trentacinque anni, da quando si chiamava Telepiù, dove è entrata fin dalla sua fondazione, come giornalista praticante nel 1991, assunta da Rino Tommasi, il suo grande maestro, del quale ha raccolto – unica a poterlo fare – l’eredità più pesante. La sua voce è, e sempre sarà, un codice di pura bellezza. Come il suono della palla colpita da Roger Federer, come una volée di Martina Navratilova. Sarebbe necessaria l’essenzialità del suo racconto - così ricco, preciso, caldo e intenso, ma senza concedere nulla alla retorica, all’eccesso, e senza sprecare un aggettivo - per elencare tutti i successi, tutte le qualità di questa straordinaria professionista. Di questa donna giornalista, così lontana dal modello svenduto oggi soprattutto sui social, e per questo così attuale e così esemplare, ci auguriamo, per le prossime generazioni di ragazzi e soprattutto di ragazze.
Tanto, tantissimo, ha dato al suo lavoro e tanto, tantissimo ha ricevuto. Tutto ha dato alla sua famiglia e tutto ha ricevuto, alla figlia Martina, al suo (e nostro) Sergio, grande produttore recentemente premiato dal Club a Wimbledon per la sua rimarcabile carriera, sempre al fianco di Elena anche sul campo. Oggi non possiamo che rivolgere il nostro pensiero a loro.
Elena ha amato lo sport e i suoi valori, e ha adorato e onorato il tennis, ricambiata dagli appassionati, quelli che lo sono da sempre e quelli che lo sono diventati grazie a Sinner e compagni. Ha attraversato con le sue cronache generazioni di campioni e campionesse, accompagnando le loro imprese senza mettersi mai davanti a loro. Ha imposto il suo stile e la sua preparazione enciclopedica, senza abusarne, non ha mai barattato il rispetto con il tifo, ha sorvolato sulla cattiveria con la leggerezza delle sue parole, sempre quelle giuste. Ha pianto quel giorno per Jannik a Wimbledon, e noi con lei.
Appartiene al pantheon dove stanno, ne citiamo alcuni, Nicolò Carosio, Nando Martellini, Paolo Rosi, Alfredo Pigna, Adriano De Zan, coloro che hanno raccontato a milioni di italiani le imprese leggendarie del nostro sport, come quelle di Sinner e di quest’epoca d’oro del tennis italiano. Se n’è andata, come Rino Tommasi e Gianni Clerici.
Non smetteremo di ascoltarti. E non smetteremo di ricordarti, cara Elena. Anche se noi di Sky Sport non saremo più gli stessi, ti promettiamo che faremo di tutto per essere degni di quello che ci hai lasciato, del tuo esempio. E di te.
Anima pura, persona perbene, specchiata giornalista, meravigliosa collega. Grande, indimenticabile voce
di Federico Ferri, direttore di Sky Sport
Ecco il calendario 27 #F1. Confermata la sprint a Monaco, totale 10 sprint. Molto discutibile metterla nelle ultime 2 gare perché rischi di assegnare il titolo al sabato. Tornano Turchia e Portimao. Follia finire il 12 dicembre... arriveremo a fare il GP la sera della vigilia...
Il TFR non viene sommato al reddito dell'anno in cui lo incassi, altrimenti ti farebbe scattare un'aliquota altissima e ti porterebbero via metà dei soldi. Viene applicata una "tassazione separata" basata sulla media del tuo reddito degli ultimi 5 anni.
Nel 2006, in occasione di una riforma fiscale che cambiava le aliquote, lo Stato ha introdotto la "clausola di salvaguardia". In pratica, quando un lavoratore si dimette o va in pensione, l'Agenzia delle Entrate fa due calcoli: uno con le regole attuali e uno con quelle in vigore nel 2006. Se il calcolo con le vecchie regole del 2006 fa pagare meno tasse, lo Stato applica quello. È stato un vero e proprio scudo per i lavoratori.
Cosa cambia dal 2027
Con il Decreto Legislativo 117/2026, il Governo stacca la spina a questo scudo. Dal 1° gennaio 2027 si userà solo ed esclusivamente il calcolo con le aliquote in vigore in quel momento. Il doppio calcolo di garanzia sparisce per sempre.
Le tre grandi "fregature"
1. Il cambio delle regole a partita finita (effetto retroattivo): Questa è la cosa più grave. La nuova regola non si applicherà solo ai soldi del TFR che metti da parte dal 2027 in poi. Si applica a tutto il tuo TFR se il tuo contratto finisce dopo il 1° gennaio 2027. Se hai lavorato 30 anni in un'azienda, mettendo da parte i soldi con la convinzione di avere certe tutele, ora che sei vicino alla pensione ti tolgono lo scudo su tutti i risparmi accumulati dagli anni '90 a oggi.
2. Chi prende la mazzata: A pagare il conto salato sarà chi ha un'anzianità lavorativa molto lunga e uno stipendio medio-alto. Per un impiegato o un quadro che ha lavorato 35-40 anni, lo scudo del 2006 generava un risparmio netto importantissimo. Senza, si parla di una tassazione che può salire di diversi punti percentuali. Migliaia di euro in meno in tasca.
3. La trappola del 31 dicembre 2026: Chi andrà in pensione o cambierà lavoro esattamente a fine 2026 si trova in un limbo assurdo. Se il contratto scade il 31 dicembre ma il diritto a incassare scatta formalmente il 1° gennaio 2027, rischia di finire direttamente sotto la nuova scure fiscale. 👏👏👏👏👏👏 ancora un applauso a questo governo dei migliori
🚨🚨🚨🤖 Attenzione. Nell'intervento probabilmente più importante degli ultimi anni sul tema, Dario Amodei, CEO di Anthropic, lancia l'allarme sul ritmo di sviluppo dell'intelligenza artificiale e chiede con urgenza di rallentare la corsa verso modelli sempre più potenti e potenzialmente incontrollabile.
Scrive Amodei: "Ho lavorato sull’intelligenza artificiale negli ultimi dodici anni perché credo che possa migliorare radicalmente la qualità della vita umana. Ho scritto spesso di questi straordinari benefici: credo che l’IA possa curare la maggior parte delle principali malattie nei prossimi 5-10 anni, accelerare notevolmente i tassi di crescita economica, creare un mondo di abbondanza e di maggiore capacità d’azione per gli individui e inaugurare una rinascita della democrazia e della libertà. (...) Ma, come molte tecnologie che l’hanno preceduta, l’IA comporta dei rischi e, proprio perché è una tecnologia così potente, questi rischi sono seri. Ho scritto molto anche di questo. Tra essi figurano il rischio di perdere il controllo dei sistemi di IA, l’uso improprio dell’IA per attacchi informatici e bioterrorismo e gravi sconvolgimenti economici. Una corsa al ribasso, alimentata dagli incentivi commerciali, può rendere questi rischi ancora più acuti".
Secondo Amodei "dobbiamo rallentare il ritmo con cui miglioriamo le capacità dei modelli di IA. Il progresso continuerà comunque a sembrare rapido, e dovremo utilizzare saggiamente il tempo che guadagneremo. Due cose mi hanno convinto.
La mia prima preoccupazione è che, grosso modo da questa estate, l’IA stia avanzando a una velocità drasticamente superiore, trainata soprattutto dalla crescente capacità dell’IA di contribuire alla costruzione della generazione successiva di IA. Questa dinamica viene chiamata miglioramento ricorsivo di sé, e sta cominciando a manifestarsi in tutto il settore, compresa Anthropic, come noi e altri abbiamo descritto. Se lasciata senza controllo, potrebbe superare la nostra capacità di comprendere e controllare questi sistemi, e deve quindi essere perseguita con estrema attenzione, ammesso che debba esserlo.
La mia seconda preoccupazione è l’incidente OpenAI-Hugging Face, nel quale uno sciame di agenti si è comportato sostanzialmente come un collettivo fanaticamente devoto, conducendo attacchi informatici contro obiettivi che non era stato incaricato di colpire e che non avevano nulla a che vedere con il compito assegnato, sacrificandosi per il successo del gruppo e tentando di introdursi illegalmente nel sistema del “valutatore” incaricato di giudicarne le prestazioni. È facile liquidare questo incidente perché nessuno è rimasto ferito e il danno economico è stato minimo, ma a mio giudizio uno sciame dotato di capacità maggiori e di un livello simile di disallineamento avrebbe potuto causare danni catastrofici".
A detta di Amodei, senza interventi coordinati, "considerando il ritmo crescente con cui si sviluppano le capacità dell’IA, temo che tra 6-12 mesi uno sciame del genere potrebbe essere in grado di prendere il controllo dell’intera Internet attraverso una botnet persistente - causando potenzialmente centinaia di miliardi di dollari di danni - e che da lì la portata dei danni continuerebbe ad aumentare se l’IA diventasse più potente senza le necessarie protezioni".