Chi vuol muovere il mondo, prima muova se stesso.
«È legge dell'universo che non si può far la nostra felicità senza far quella degli altri»(A.Genovesi)
Andati in desuetudine gli strumenti di risoluzione pacifica delle controversie internazionali, si ha non tanto il culto della guerra (sempre più occasione di profitti), quanto dello stato di eccezione: cioè dell'autoritarismo. Che si rivela oggi come limitazione della sovranità.
COME BERLINGUER DISARMÒ IL COMUNISMO E APRÌ LA STRADA AL NEOLIBERISMO
di Francesco Petrone
Negli anni Settanta Berlinguer inizia una frenetica attività di decostruzione della stessa struttura politica di cui è leader. Rompe con Mosca, lancia l'eurocomunismo, dice che la rivoluzione non si fa più, che bisogna accettare la democrazia parlamentare, la NATO, il mercato, l'Europa. Altiero Spinelli spinge nella stessa direzione per un'Europa sovranazionale come superamento degli Stati nazionali.
Più che un aggiornamento, sembra un cedimento. Il PCI era l'ultimo grosso argine culturale al capitalismo americano che stava esondando e a quello che poi si chiamerà neoliberismo. Era l'unico partito di massa che diceva ancora no al consumismo, no all'atlantismo, no alla società liberale.
Quando Berlinguer dice va bene l'Europa, va bene la NATO, va bene l'austerità come virtù, di fatto rimuove quell'argine. Con il compromesso storico che apre al centro, la DC non deve più avere paura dei comunisti e può iniziare a privatizzare e a legarsi alla finanza internazionale. L'eurocomunismo legittima l'idea che il mercato non è il nemico, va solo corretto dall'interno. È il passaggio ideologico che poi permetterà a Occhetto, D'Alema e fino a Renzi di dire che liberalismo e sinistra sono compatibili e a Bersani di dire di aver liberalizzato più con due decreti che Berlusconi in dieci anni.
Spinelli e il federalismo europeo mirano a togliere sovranità nazionale, che era lo strumento con cui il PCI faceva politica economica: nazionalizzazioni, IRI, intervento statale. Senza Stato nazionale resta solo il mercato europeo. Rileggendo quegli avvenimenti, Berlinguer disarma il comunismo e lascia campo libero al neoliberismo.
Nel 1981 sposta tutto sulla questione morale. Nella famosa intervista a Repubblica dice che i partiti sono soprattutto macchine di potere e di clientela. Se il problema dell'Italia non è più il modello di sviluppo o la struttura capitalistica ma chi gestisce, allora il problema diventa morale. Se il problema sono le persone disoneste, la soluzione non è più cambiare la struttura economica ma sostituire le persone con persone oneste, tecnici, amministratori puliti.
Per molti Berlinguer rinuncia così alla politica come conflitto sociale e apre la strada all'antipolitica: non servono più le ideologie, servono gli onesti. Una linea che poi userà Mani Pulite. Thatcher e Reagan avevano vinto da poco anche perché a sinistra non c'era più un'alternativa radicale. C'era già l'eurocomunismo che diceva le stesse cose con parole più gentili.
Quando Berlinguer sposta tutto sulla questione morale, avviene anche la sua beatificazione da parte della borghesia progressista. Per Repubblica e per i ceti medi istruiti è una figura rassicurante: il comunista che non vuole più fare la rivoluzione. Nasce il Berlinguer reliquia, l'uomo solo, triste, onesto, tradito da tutti. Non più il segretario del PCI che trattava con Moro e con le fabbriche, ma l'icona morale. Una beatificazione che serve a separare definitivamente Berlinguer dal comunismo e a trasformarlo in garante etico compatibile con il futuro ordine liberale.
Ma in Italia dovevano cambiare troppe cose, non solo il PCI. La stessa DC degli anni Sessanta e Settanta non era atlantista in modo docile. Enrico Mattei con l'ENI faceva accordi con Nasser, Gheddafi e l'URSS, saltando le Sette Sorelle americane. Moro e Andreotti tenevano aperto il canale con l'OLP e con il mondo arabo, mentre l'Italia era il ponte del Mediterraneo. Esisteva il lodo Moro: gli aerei arabi potevano transitare, in cambio l'Italia veniva esentata da attentati.
Per Washington e per una certa Europa del nord, una DC così autonoma, che si reggeva sul compromesso con il PCI per tenere stabile il Paese, era diventata ingestibile. Anche il PSI di Craxi era ritenuto intollerabile. A Sigonella nel 1985 dice no agli americani e rifiuta di consegnare Abu Abbas. Il PSI gestisce l'IRI, le partecipazioni statali, vuole l'Italia come media potenza mediterranea, non come esecutore della linea tedesco-americana. Ha soldi, potere, stampa.
Un PCI al 30 per cento con una base operaia che crede ancora nello Stato, nelle nazionalizzazioni e nella scala mobile non può entrare nel nuovo ordine che si prepara alla fine degli anni Ottanta: moneta unica, Maastricht, privatizzazioni, globalizzazione. Deve trasformarsi. Ecco l'eurocomunismo, poi la Bolognina, poi PDS e DS. Da partito di lotta di classe a partito di garanzia liberale, che non discute più la proprietà ma come gestirla.
In questa lettura Tangentopoli non è solo giudici che scoprono tangenti esistenti da quarant'anni, ma l'effetto di un momento storico in cui DC e PSI vengono tolti di mezzo perché il loro modello non serve più dopo la caduta del muro di Berlino. Al loro posto appare un bipolarismo già pronto: da una parte il PCI evoluto in chiave liberal-europeista, dall'altra Berlusconi come gestore del mercato.
Per questo molti notano una cosa strana: nel 1992-94 spariscono DC e PSI in due anni, ma banche, Confindustria, diplomazia americana e Commissione europea restano intatte. Cambia solo il personale politico.
Quanto fu preordinato e quanto fu crollo di un sistema che non stava più in piedi economicamente? Alla fine degli anni Ottanta crollano l'URSS, implode la Jugoslavia e tra il 1990 e il 1992 subisce un colpo mortale anche il sistema socialdemocratico edificato da Palme in Svezia, ucciso nel 1986.
In Italia l'accordo Ciampi-Andreatta del 1981, il divorzio tra Banca d'Italia e Tesoro, cambia la natura del debito. Prima lo Stato faceva deficit per IRI, sanità e assunzioni e la Banca d'Italia comprava i titoli invenduti. Stampava moneta, i tassi restavano bassi, il debito era gestibile perché lo pagavamo a noi stessi.
Dal 1981 la Banca d'Italia non è più obbligata a comprare. I titoli vanno venduti sul mercato. Per piazzarli i tassi passano da negativi a più 5, più 6 per cento. Il debito esplode non perché si spende di più, ma perché si inizia a pagarlo al mercato. Nel 1980 il rapporto debito PIL è al 57 per cento, nel 1990 al 94, nel 1994 al 121. Sale la spesa per interessi. Lo Stato paga come un privato.
Con il divorzio lo Stato non può più finanziarsi da solo. Deve piacere ai mercati, a banche d'affari e fondi. Per piacere deve privatizzare, tagliare, entrare nello SME, poi Maastricht, poi euro. DC e PSI esitano, il PCI berlingueriano invece inizia a dire austerità, rigore, l'euro è necessario. Diventa interlocutore credibile per chi ha voluto il divorzio. Ciampi, l'uomo del divorzio, sarà poi presidente del Consiglio sostenuto dal PDS nel 1993 e poi presidente della Repubblica. È l'uomo di cerniera.
La narrazione ufficiale è stata ribaltata: si disse che il divorzio serviva a curare il debito, quando in realtà lo ha fatto esplodere e ha creato il bisogno politico di eliminare i partiti che lo avevano gestito alla vecchia maniera. Si crea il problema finanziario, poi si dice che per risolverlo bisogna eliminare chi lo ha causato.
Prima del divorzio il debito era al 90 per cento in mano agli italiani, famiglie con BOT, banche italiane, Banca d'Italia. Oggi circa il 30-35 per cento è in mano a investitori stranieri e quasi il 25 per cento è in mano alla BCE tramite Bankitalia, quindi formalmente interno ma condizionato dalle regole europee. Non decidiamo più il tasso, lo decide lo spread, il giudizio dei fondi.
Non si può più svalutare. Con la lira il debito se lo mangiava l'inflazione, con l'euro no. Ogni manovra deve essere approvata non solo dal Parlamento ma dal mercato. Se non piace, vendono BTP, lo spread sale a 500 come nel 2011 e il governo cade, come accadde a Berlusconi sostituito da Monti.
DC e PSI potevano avere velleità arabe e mediterranee perché il debito era in casa e potevano litigare con l'America. Oggi nessun governo, di destra o di sinistra, può avere velleità autonome vere, perché il giorno dopo i detentori esteri vendono. L'autonomia politica è finita quando è finita l'autonomia monetaria.
Rendere illegittimo ciò che in base alle norme costituzionali nazionali era in precedenza perfettamente lecito, equivale a espropriare un contenuto naturale del diritto di proprietà (la facoltà di uso della res), fino a comprimerne oggettivamente il valore.
Ciò dovrebbe comportare, - nella stessa logica commutativa di un ordinamento dove il deficit pubblico è limitato de iure e l'emissione monetaria è essenzialmente un debito verso le banche -, anche una profonda revisione dell'imposizione patrimoniale (se si vieta la rendita usata come base del calcolo del valore, quest'ultimo diminuisce drasticamente): ed anche una deducibilità dal reddito delle spese di manutenzione.
Ma questa follia di natura espropriativa colpisce prima di tutto una delle forme principali di impiego del risparmio delle famiglie, rendendolo ex post e in via generalizzata infruttifero. E spingendo oggettivamente per l'acquisto della proprietà da parte del settore finanziario che lo gestirebbe come bene d'impresa, acquistandolo a seguito di un'enorme ondata di vendite notevolmente deprezzate (e magari di espropriazioni forzate laddove vi siano dei mutui divenuti insostenibili).
Le conseguenze macroeconomiche di tali misure - distruzione dello stock di risparmio che assicura, a sua volta, una propensione marginale al consumo, come "fondo" di riserva, venuto meno - sono di una portata che non ha precedenti storici in nessun ordinamento democratico, mutando il concetto di proprietà come diritto diffuso costituzionalmente garantito.
@cri90thepatriot@ZioKlint "Gli intellettuali sono la parte dominata della classe dominante" Bourdieu,citato da C.Preve.
(In una bella intervista video su "gli intellettuali")https://t.co/NgGmjHLvkw
Pensare che questi mandano come dedica ai figli per l'inizio dell'anno scolastico il video di un edificio libanese che fanno saltare e noi stiamo discutendo un ddl sull'antisemitismo.
@_marcomontanari Nel paradigma Wagenknechtiano ,
CONSERVATORE sta proprio per CONSERVARE il vero spirito Marxiano Vs il
Progressivo imputtanimento liberale delle sinistre farlocche.
@Comunardo lo ha spiegò compiutamente ai tempi de la prefazione al libro di Sarah W.
@Gigadesires Sarebbe sufficiente che fosse cosa normalmente risaputa e compresa.
Invece..
(Tanto se la scolpisci non la capiscono lo stesso, al limite la copiano e se la tatuano sull adipe.)
@anubi77787292 AFRICA È L'ULTIMO GRANDE BACINO DA RIEMPIRE DI STRTTURE,INFRASTRUTTURE E MERCI DEL CAPITALISMO.
LI FANNO VENIRE IN EUROPA A IMPARARE A "VOLERE IL BENESSERE DEL CAPITALISMO ".
(PRIMA GLIELO HANNO FATTO VEDERE CON LO SMARTPHONE)
Mentre nell’occidente in preda al panico si scatena la guerra per bande, Putin costruisce materialmente le infrastrutture che rendono la transizione a un Nuovo Ordine Multipolare IRREVERSIBILE.
Si chiama Vostok Oil, ed è uno dei più grandi progetti energetici mai visti: 790 chilometri di oleodotto, miliardi di tonnellate di risorse, un nuovo terminale sull’Oceano Artico e una capacità potenziale che, secondo Rosneft, potrebbe arrivare fino a 2 milioni di barili al giorno.
Doveva essere costruito insieme ai colossi globali del commercio di commodities: Trafigura, Vitol.
Grazie alle sanzioni, però, le big corporation occidentali si sono date alla fuga.
Pensavano che senza la loro tecnologia, senza i loro capitali, e senza i loro mercati di sbocco, Mosca avrebbe ingranato la retromarcia.
4 anni dopo Mosca invece inaugura l’opera, e sposta definitivamente il suo baricentro verso est.
Ed è solo la punta dell’iceberg. Nel frattempo, infatti, cresce il gas verso Pechino, avanzano i nuovi gasdotti, aumentano gli scambi in rubli e yuan e la Rotta Marittima del Nord diventa un pezzo sempre più importante della nuova geografia energetica eurasiatica.
L’Occidente ha provato a usare la propria centralità energetica, finanziaria e logistica come un’arma contro la Russia. La risposta russa non è stata un comunicato. E’ stata costruire fisicamente un altro pezzo di mondo multipolare.
Ci vediamo qui https://t.co/NgBHrAfkPk
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@EntropicBazaar Come diceva Keynes grazie alla tecnologia (aggiungo se costituzional-democraticamente orientata) si potrebbe risolvere il problema della povertà, nonchè lavorare meno e meglio remunerati, sollevando l'uomo dalla fatica e dagli orari di lavoro più duri.
La tecnologia "umanistica"
@EntropicBazaar Come diceva Keynes grazie alla tecnologia (aggiungo se costituzional-democraticamente orientata) si potrebbe risolvere il problema della povertà, nonchè lavorare meno e meglio remunerati, sollevando l'uomo dalla fatica e dagli orari di lavoro più duri.
La tecnologia "umanistica"
Vannacci è l'ennesimo burattino ,fidatissimo,messo in campo da €$$I per fare credere che il sistema democratico liberale sia una democrazia sostanziale quando invece è la foglia di fico che nasconde le oligarchie plutocratiche reali detentrici del potere decisionale.
Tutto qua
Gli stessi Costituenti muovevano dal presupposto che il capitalismo liberale fosse, in ottica storico-economica, e in termini di crescita, economica, occupazionale e salariale (nonchè tecnico-produttiva) invariabilmente distruttivo e opprimente le masse popolari-lavoratrici ..
Continuiamo con la pressione. Hanno rinviato la discussione del ddl sionista.
Facciamo percepire che chiunque lo appoggi ha perso per sempre un pezzo di elettorato. E che lo ha perso anche chi continua a stare in coalizione con chi lo appoggia, anche se vota contro o si astiene.