C'è una grave lacuna nell'#ordinamentoEU della ##EU#UnioneEuropea, che di traduce in un difetto di #democrazia. Essa è rappresentata dalla mancanza di una #giurisdizionePenale ( basata sul principio di #extraterritorialità )non per tutti i cittadini dell'Unione, ma quanto meno per i funzionari e gli esponenti dell' #Unione, per fatti commessi nell'esercizio delle funzioni. Questa lacuna produce l'anomalia consistente nel fatto che per questi reati sia competente l'A.G. del luogo in cui furono commessi, prevalentemente dunque gli #Stati dove sono ubicate le sedi degli #OrganiUnionali e delle #IstituzioniUnionali, nelle quali si svolgono prevalentemente le #funzioniIstituzionali. In @Italia, ad esempio, dove non esiste alcuna sede di significative #istituzioniEuropee, se il fatto non è commesso nel nostro territori o da cittadino italiano, non si radica la competenza giurisdizionale ( a meno che l'interessato metta piede nel nostro #Paese) non solo in sede giudicante, ma nemmeno inquirente o requirente, anche se trattasi di casi che si risolvano a danno dello #StatoItaliano o di #cittadiniItaliani.
Perché #CommissioneEuropea#Bce ritengono erroneamente che in #Italia si paghino meno tasse sugli #Immobili di quante se ne paghino in altri #PaesiEuropei omologhi? Perché il convincimento nasce confrontando il #gettitoComplessivo delle #imposteImmobiliari al #Pil del #Paese e non viceversa guardando al carico fiscale gravante sugli immobili stessi. Ciò produce un effetto distorto perché in #Italia, a differenza di quanto avviene negli altri paesi omologhi, solo il 33% degli #immobiliAbitativi è fiscalmente producente gettito e di questo solo meno della metà produce #redditoTassabile con applicazione di #Irpef, #Ires, #Iva sull'indotto economico (parliamo della quota di unità in #locazione). Quindi il problema in Italia non è quello di far pagare di più chi già paga (magari aumentando la #baseImponibile attraverso la #riformaCatastale), ma quello di ampliare la base numerica degli immobili producenti #gettitoFiscale e indotto economico tassabile, facendo incrementare magari il numero delle #unitàAbitative in locazione, oggi estremamente basso e notevolmente al di sotto dei parametri europei.
#Urbex#UrbanExplorer alla ricerca del #PatrimonioEdilizioAbbandonato - Un fenomeno che in tutta la vecchia #Europa#EU sta prendendo piede. Oggi, sul #CorriereDellaSera ediz. #Torino un articolo #IlFascinoDelPiemonteAbbandonato - #Assoedilizia, da quasi vent'anni attenta al tema (una ricerca del #Cescat di #Assoedilizia del 2010 ha sollevato l'attenzione generale in proposito) ha ora promosso una sezione dedicata, istituendo l'#ArchivioUrbexExplorerItalia #ArchivioUrbexItalia per una "ricognizione" in tempo reale degli operatori, dei casi rilevati, dei metodi e dei programmi di intervento, delle misure legislative necessarie, per incentivare le operazioni di #RecuperoEdilizio #Recupero.
Innovazione, sostenibilità, Pmi: ecco le strategie per ripartire – Articolo del Presidente Assoedilizia #AchilleColomboClerici su QN Il Giorno del 25 aprile 2025
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“Società Benefit, il futuro economico passa dalla responsabilità sociale” – Articolo del Presidente Assoedilizia #AchilleColomboClerici pubblicato su QN Il Giorno dell’11 aprile 2025
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Risorse idriche del Paese: “Acqua, un bene prezioso: tra abbondanza, costi elevati e sprechi” Articolo del Presidente Assoedilizia #AchilleColomboClerici su Il Giorno Ed. Milano 04.04.2025
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Diplomatici in EU - Risposta IA:
Non esiste un numero preciso e univoco di diplomatici in carica nei paesi dell'Unione Europea, poiché questa cifra dipende da diversi fattori, come il numero di missioni diplomatiche attive, le dimensioni dei corpi diplomatici di ciascun paese membro e le relazioni bilaterali tra gli Stati. Inoltre, i dati ufficiali aggiornati al 3 aprile 2025 non sono facilmente accessibili in modo aggregato, dato che ogni paese gestisce autonomamente il proprio servizio diplomatico e non c'è un registro centralizzato dell'UE che riporti il totale esatto dei diplomatici in carica.
Tuttavia, possiamo fare una stima approssimativa. L'UE conta 27 Stati membri, e ciascuno di essi mantiene ambasciate, consolati e rappresentanze diplomatiche sia all'interno dell'Unione che nel resto del mondo. Il numero di diplomatici per paese varia notevolmente: nazioni più grandi come Germania, Francia e Italia possono avere centinaia di diplomatici in servizio, mentre paesi più piccoli come Malta o Lussemburgo ne hanno significativamente meno.
A livello europeo, il Servizio Europeo per l'Azione Esterna (SEAE), che funge da corpo diplomatico dell'UE, fornisce un ulteriore livello di rappresentanza. Il SEAE gestisce oltre 140 delegazioni in tutto il mondo e impiega migliaia di persone, tra cui diplomatici e funzionari. Secondo stime generali, il personale del SEAE comprende circa 4.000-5.000 individui, ma non tutti sono diplomatici in senso stretto, poiché includono anche personale amministrativo e tecnico.
Per quanto riguarda i diplomatici nazionali, ogni Stato membro dell'UE potrebbe avere in media tra 100 e 500 diplomatici in servizio attivo, a seconda delle sue dimensioni e della sua rete diplomatica. Moltiplicando questa stima per i 27 paesi, si potrebbe ipotizzare un intervallo approssimativo tra 2.700 e 13.500 diplomatici nazionali in carica nei paesi UE. A questi si aggiungono i diplomatici del SEAE che operano a nome dell'Unione.
In sintesi, senza dati ufficiali aggiornati e precisi, una stima ragionevole potrebbe collocare il numero totale di diplomatici in carica nei paesi UE (inclusi quelli nazionali e del SEAE) tra 7.000 e 20.000, con ampie variazioni possibili. Per una cifra esatta, sarebbe necessario consultare i dati dei ministeri degli esteri di ciascun paese e del SEAE, che non sono aggregati pubblicamente in un unico totale.
PROROGA APPROVATA IL 28 MARZO 2025.
Il termine per l'obbligo di sottoscrizione dell'assicurazione obbligatoria contro i rischi catastrofali per le imprese italiane è stato oggetto di proroga. Inizialmente fissata al 31 dicembre 2024 dalla Legge di Bilancio 2024 (Legge n. 213/2023), la scadenza era stata già posticipata al 31 marzo 2025 con il Decreto Milleproroghe (Decreto-Legge n. 202/2024, convertito nella Legge n. 15/2025).
Tuttavia, a seguito delle richieste di ulteriori chiarimenti e tempo da parte delle associazioni di categoria, il Governo ha approvato un'ulteriore proroga differenziata il 28 marzo 2025. Secondo le ultime disposizioni:
Per le grandi imprese, l'obbligo di stipulare la polizza resta fissato al 1° aprile 2025, con una moratoria di 3 mesi durante la quale non saranno applicate sanzioni dirette in caso di inadempimento.
Per le medie imprese, il termine è stato spostato al 1° ottobre 2025.
Per le piccole e micro imprese, la scadenza è stata prorogata al 1° gennaio 2026.
Questa misura riguarda tutte le imprese con sede legale in Italia o con stabile organizzazione nel Paese, iscritte al Registro delle Imprese, ad eccezione delle imprese agricole (coperte dal Fondo mutualistico nazionale) e di quelle con immobili gravati da abusi edilizi. L'assicurazione obbligatoria deve coprire i danni a terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature derivanti da eventi catastrofali come terremoti, alluvioni, frane, inondazioni