Parla di guerra moderna e di vittime civili inevitabili
E non fa accenno al fatto che alla popolazione palestinese viene impedito di ricevere aiuti umanitati😡
Dopo i bombardamenti e i bulldozer, li stanno sterminato con la fame, la sete è le malattie
Erri De Luca sei uno Stronzo
@TizianaFerrario@pinapic Sionista convinta Appoggiando il governo criminale di Israele ed ha il coraggio di parlare dei Curdi, traditi ancora una volta in Siria, dopo che hanno dato la vita per combattere l'ISIS, dai suoi amici USA, esportato di democrazia
The War of Peace
Di Marco Travaglio - Il Fatto Quotidiano
Abbiamo atteso un po’, prima di scrivere dell’attacco criminale e illegale di Usa&Israele all’Iran, nella speranza che la commissione Ue o almeno qualche governo europeo o almeno qualche ministro italiano o almeno qualche cultore intermittente del diritto internazionale estraesse qualche parola simile a quelle usate contro l’invasione criminale e illegale della Russia in Ucraina. Tipo che c’è un aggressore e un aggredito, che non si cambiano i governi e non si risolvono le controversie con le guerre, che chi lo fa va arrestato, che serve una pace giusta col ritiro immediato e incondizionato degli aggressori, i quali vanno puniti con 20 pacchetti di sanzioni, il sequestro dei beni dei loro cittadini e la cacciata di tutti i loro artisti, intellettuali e atleti. Attesa vana. Come già per i crimini israeliani a Gaza, in Cisgiordania e in sette Paesi vicini e per l’aggressione Usa al Venezuela, la cosiddetta Europa e i “sovranisti” e “riformisti” italioti stanno con l’aggressore contro l’aggredito. E l’unica critica che riescono a pigolare su Trump e Netanyahu è che aggrediscono troppo poco, perché bombardare l’Iran centrando scuole e uccidendo centinaia di persone rischia di non bastare per rovesciare il regime: serve una bella invasione di terra che duri qualche mese o anno e ne ammazzi decine o centinaia di migliaia per liberarli meglio, tipo quelle che – com’è noto – esportarono la democrazia in Afghanistan e in Iraq.
Nessuno può sapere perché Trump abbia deciso di rinnegare definitivamente l’isolazionismo Maga che l’aveva fatto rieleggere per impelagarsi in una guerra dagli esiti incerti in pieno negoziato (promosso da lui) con un Paese di 90 milioni di abitanti orgogliosi di una tradizione imperiale trimillenaria, per accuse palesemente false (persino la Cia esclude che Teheran sia una minaccia) e al seguito di un terrorista disperato come Netanyahu, compromettendo le residue speranze di evitare la sconfitta per motivi tutti interni alle elezioni di Midterm. Anche perché ora sarà ancora più arduo smentire i sospetti sui file di Epstein e i ricatti dei suoi complici israeliani. L’unica certezza è che Trump – come ha appena dimostrato lasciando in piedi il regime madurista in cambio di petrolio e imbottendo di tiranni il Board of Peace di Gaza – se ne frega di portare la democrazia agli iraniani (che non l’hanno mai vista neppure in cartolina, nemmeno nei Paesi vicini). E, quanto al terrorismo internazionale, sa bene che bombardamenti e invasioni l’hanno sempre moltiplicato. Ove mai servisse, è la conferma che le peggiori minacce alla pace mondiale restano gli Usa e Israele.
@nelloscavo Non la facevo così basico
Quindi il criminale Israeliano e il pazzoide USA possono decidere chi andare ad ammazzare per esportare la loro democrazia👏👏👏
Quindi, il Nobel per la pace non viene assegnato a Donald Trump ma alla leader dell'opposizione venezuelana Maria Corina Machado, di fatto fornendo allo stesso Trump ulteriori elementi per la già ben avviata destabilizzazione del Venezuela.
Educata a Yale e lautamente finanziata dal National Endowment for Democracy (ben noto strumento di proiezione di influenza USA, coinvolto in numerosi tentativi, riusciti o meno, di esportazione della democrazia tramite "rivoluzioni colorate" ed anche più violente, da Piazza Tienanmen ad Euromaidan), la signora Machado, antichavista della prima ora, propone come ricetta per il futuro del Venezuela il consueto mix di neoliberismo (privatizzazioni sfrenate) e ideologia "genderista" occidentale.
La zelante commissione del Nobel ha dovuto comunque giustificarsi col presidente USA, affermando che la decisione era stata presa prima del raggiungimento di un accordo su Gaza.
Daniele Perra
Un articolo di Geraldina Colotti datato 2018 su Maria Corina Machado, appena insignita del premio Nobel per la pace.
La grande congiura per far crollare il Venezuela (di G. Colotti)
Sull’edizione online di un grande quotidiano nazionale è comparso un articolo di opinione sul Venezuela a firma Maria Corina Machado. L’autrice viene presentata come “un ex membro dell’Assemblea Nazionale del Venezuela e la fondatrice di Súmate, un’organizzazione per il monitoraggio elettorale con sede a Caracas”. Il Copyright è di Project Syndicate, The
World’s Opinion Page di George Soros.
In sintesi, Machado chiede alla “comunità internazionale” di smetterla con la via del dialogo e di appoggiare “il rovesciamento del regime attuale”. Spiega la ex deputata di opposizione: “ Per abbattere le forze del dispotismo e sfidare la cricca al potere, i venezuelani dovranno ricorrere a una strategia di disobbedienza civile che preveda una pressione esterna continua sulle fonti di sostegno finanziario e istituzionale del governo, nonché una prolungata mobilitazione della protesta interna”. Il profilo di estremista filo-atlantica dell’ex deputata basterebbe a inquadrare l’articolo nella sua giusta luce. Machado non è esattamente una democratica e men che meno una pacifista. L’11 aprile del 2002, ha sostenuto il colpo di stato contro Chavez e il programma di Carmona Estanga, capo della locale Confindustria, messo alla testa del governo fantoccio a guida Cia. Prima che il popolo rimettesse le cose a posto, due giorni dopo, erano state sospese tutte le garanzie costituzionali e ordinata una epurazione su larga scala, già prevista dal copione ideato negli Stati uniti.
Di che natura sia la “disobbedienza civile” lo hanno indicato due devastanti campagne promosse dall’estrema destra a cui Machado appartiene, insieme ad altri figuri dell’oltranzismo venezuelano quali Antonio Ledezma e Leopoldo Lopez. Nel 2014, “la salida”, da loro lanciata ha provocato 43 morti e oltre 800 feriti, in maggioranza esponenti delle forze dell’ordine, chavisti, passanti o lavoratori che rientravano a casa.
Nel 2017, un’altra ondata di violenza scatenata in aprile a colpi di bombe e linciaggi ha prodotto 150 morti e oltre un migliaio di feriti. Tra i delitti più efferati dei “pacifici manifestanti” (come venivano dipinti dai media), vi fu quello del giovane lavoratore Oscar Figuera, bruciato vivo perché ritenuto chavista. Uno scontro armato, circoscritto a una decina di municipi sui 335 che conta il Venezuela, ma violento, ben finanziato e sostenuto da una formidabile campagna mediatica internazionale.
Adalberto Gianuario
Nessuna pressione, tutto spontaneo. La pace che prepara la guerra.
@FratellidItalia@GiorgiaMeloni Dopo che li avete lasciati sterminare siete complici di questa pace in ritardo di 2 anni e decine di migliaia di morti innocenti.
Adesso volete andare a spartirvi la torta della ricostruzione.
VOMITEVOLI
@sebatassan@repubblica Il presidente della comunità ebraica di Milano è amico dei Fascisti
Forse sono proprio gli ebrei che sostengono è finanziano lo stato criminale di Israele a dimenticarsi cosa è stato il nazismo e cosa vuol dire essere perseguitati