Mentre lui se la gode in Sardegna a 57 anni con la pensione da generale e lo stipendio da europarlamentare voi coglioni che lo avete votato per paura dei negri tornate pure a crepare alla pressa fino a 70 anni concedendovi 3 giorni di ferie la settimana di ferragosto a Rivabella
La santificazione dei medici disertori è vergognosa. E’ il tentativo maldestro di strizzare l’occhio alla minoranza #novax, terrapiattista e anti scienza in vista delle prossime elezioni.
In realtà si tratta di alcune centinaia di medici che hanno disatteso il giuramento di Ippocrate, mettendo a rischio la salute di migliaia di italiani. Tutti gli altri sanitari vengono schifati e dati per scontati, in particolare da alcuni partiti di destra.
In un paese normale, ai medici disertori avrebbero stracciato la laurea e impedito di fare altri danni. In Italia vengono santificati.
Spero che gli italiani si ricorderanno di tutto questo alle prossime elezioni. Il mondo scientifico internazionale ci ride dietro…siamo lo zimbello d’Europa
Alla destra al governo di Roggero frega zero tanto quanto zero fregava della casa nel bosco, lo strumentalizzano per colpire Mattarella che rappresenta l’unico argine che hanno
Vogliono sporcarlo, indebolirlo e screditarlo davanti al Paese
Sono farabutti
Siccome nel liquame della destra c'è sempre spazio per sguazzare, oggi Giorgia Meloni ha deciso di aprire uno studio di neuroscienze. Un paziente solo: un uomo condannato in via definitiva per duplice omicidio.
In un’intervista delirante al Corriere della Sera, dedica al caso di Mario Roggero una lunga seduta di consulenza gratuita. Fa la psicologa, la criminologa, il perito, il giudice d'appello e persino l’autrice delle frasi dei Baci Perugina.
Tutto in un'intervista, tra un pensierino e l'altro, con quel tono da cioccolatino incartato che le viene così bene.
Primo Bacio: “Chi è in grado di giudicare il dolore, il trauma, lo stress e la paura di quest'uomo?”.
I giudici, Presidente. Si chiamano così proprio perché giudicano.
Ascoltano i testimoni, guardano i filmati, leggono le perizie, ricostruiscono ogni secondo. Poi arrivano la Corte d’Assise, l’Appello, la Cassazione.
Meloni, invece, prende tutto questo lavoro e lo sostituisce con una domanda sospirata, lo sguardo verso l’orizzonte e il cioccolatino aperto sul tavolo: “Chi può misurare il dolore di un uomo?”.
Secondo Bacio: “Siamo sicuri che esista un modo per misurare con l'orologio o con il codice in mano quando una minaccia è cessata?”.
Sì, esiste. Quel modo si chiama processo.
Serve esattamente a stabilire dove finisce la difesa e dove comincia l’offesa. Altrimenti potremmo chiudere i tribunali e affidare le sentenze alla rubrica dell’oroscopo.
Roggero ha sparato ai rapinatori dopo che erano usciti dal negozio. Li ha inseguiti. Ne ha uccisi due e ha tentato di ucciderne un terzo. Secondo il ragionamento della premier, però, il pericolo poteva ancora esistere perché magari sarebbero tornati.
Magari.
Con questo principio puoi sparare a chiunque si allontani, perché potrebbe voltarsi. Potrebbe ripensarci. Potrebbe tornare domani. Potrebbe avere un cugino.
La legittima difesa diventa così un abbonamento: valida oggi, domani e finché dura l’adrenalina.
Ed eccola, infatti, l’adrenalina.
Terzo Bacio. Meloni ci spiega che quando subisci un'aggressione “il nostro cervello e il nostro fisico entrano in modalità 'combattimento', esiste una ampia letteratura a riguardo che spiega come l'adrenalina modifica tutti i sensi, il corpo, la percezione”.
Grazie, Presidente. Lo sanno anche i giudici.
Lo sanno talmente bene che a Roggero sono state riconosciute numerose attenuanti. Il trauma, la precedente rapina, lo stato emotivo: tutto valutato. Ma lei, da brava zia che ti spiega la vita mentre gira il sugo, oggi ti spiega anche l'adrenalina e la corteccia prefrontale.
Poi rilancia: “Siamo sicuri che Roggero in quel momento fosse capace di intendere?”.
Sì, ne siamo sicuri, perché per stabilirlo esistono psichiatri, consulenti, periti e tribunali. E ne siamo sicuri perché Roggero, negli anni successivi, più e più volte, ha rivendicato il duplice omicidio.
Se bastasse domandarselo durante un’intervista, ogni imputato potrebbe presentarsi in aula con Giorgia Meloni sottobraccio “Vostro onore, chi può davvero conoscere il cuore dell’uomo?”.
Il capolavoro, il cioccolatino grosso, quello ripieno, arriva quando Meloni paragona la pena di Roggero a quelle inflitte per stu*ri e ped*filia: “Non si possono dare otto anni a dei ped*fili o meno di dieci anni per stu*ri di gruppo e poi condannare a morire in carcere questo gioielliere. C’è un problema di proporzionalità delle pene”.
Roggero ha ucciso due persone e ha provato a ucciderne una terza. Ha ricevuto il minimo previsto per un duplice omicidio e un tentato omicidio, proprio grazie alle attenuanti che la premier finge siano state ignorate.
Che cosa avrebbero dovuto dargli? Una targa? Un buono benzina? La medaglia al valore commerciale?
Grazie al cavolo che un duplice omicidio comporta una pena superiore a quella prevista per altri reati. I codici funzionano così: esistono fattispecie diverse, pene diverse, circostanze diverse. E se a Giorgia Meloni le pene non stanno bene, ha tutto il potere di cambiarle in Parlamento.
Fa un certo effetto sentire parlare di trauma, adrenalina e stato d'animo alterato proprio da chi, per chiunque altro, invoca galera e butta la chiave.
Il dolore che annebbia la mente, la paura che fa perdere il controllo, il cervello in tilt: tutto vero, tutto umano, tutto comprensibile. Ma solo per Roggero.
Così alla domanda “chi può giudicare quest'uomo?” arriva finalmente la risposta: lei. Perito, giudice, legislatore e autrice delle frasi dei Baci Perugina, tutto in una persona sola.
Che per inciso governa il Paese.
Sipario.
@JackT03996365@Erreenne71@Marcellopez04 Ha perfettamente ragione, se non fossimo entrati in Europa con il debito pubblico che abbiamo avremmo fatto fallimento da un pezzo, vedasi Argentina, e saremmo tutti, me e lei compresi, con le pezze al sedere.
Il ritorno del delitto d’onore
Roggero ha sparato quando la rapina era ormai finita. I giudici lo hanno ripetuto in ogni grado, fino alla Cassazione, i tre banditi stavano scappando e non c’era più nessuna aggressione da fermare. Restava soltanto un uomo umiliato dentro il suo negozio e la voglia di fargliela pagare. Li ha inseguiti fuori, ha svuotato il tamburo contro la loro auto, ha preso a calci uno che era già a terra e ha provato a sparargli ancora con la pistola scarica. Chiamare difesa tutto questo è una bugia che ci raccontiamo per non usare la parola vera, vendetta.
Chi lo difende parla di emozioni, e ha ragione a parlarne. La paura di chi era già stato derubato, la rabbia covata negli anni, il terrore di ritrovarseli davanti armati. Sono cose umane, le capisco anch’io. Solo che l’emozione non ha mai dato a nessuno il diritto di ammazzare. Se bastasse il sentimento a giustificare il sangue, ogni assassino avrebbe la sua buona ragione, perché dietro ogni omicidio brucia sempre un movente.
Anche il marito che accoltella la moglie fedifraga uccide per emozione, per gelosia, per un onore che sente calpestato. Lo Stato italiano gli dava ragione, gli scontava la pena, aveva persino un nome per quella pietà, delitto d’onore, articolo 587, roba di cui ci siamo liberati soltanto nel 1981. Chi oggi chiede clemenza per il gioielliere pistolero rimette in piedi quella stessa idea marcia, che se il dolore è forte abbastanza la vita di un altro vale meno.
Lo Stato di diritto è nato proprio per strapparci di mano questo potere. Serve a impedire che ognuno si faccia giudice e carnefice del torto subìto, perché quella strada la conosciamo bene, porta alla faida, al più forte che decide chi vive e chi muore. Nel momento in cui accettiamo che un lutto privato dia la licenza di uccidere, non stiamo discutendo un cavillo, stiamo buttando via l’idea stessa di legge.
Non stupisce che a sventolare la bandiera siano Salvini con la sua richiesta di grazia, Vannacci e i nazisti di Futuro Nazionale piantati davanti alla Cassazione con gli striscioni, la difesa è sempre legittima. Sono gli stessi che scambiano la forza per giustizia, che davanti a un uomo con la pistola in pugno provano ammirazione invece di sgomento. Ci vogliono convincere che ammazzare due persone in fuga sia un gesto da eroe, e intanto ci abituano poco alla volta a un Paese dove la legge conta meno del fucile tenuto in casa.
Il fatto che Salvini per lucrare su una tragedia possa arrivare a proporre di candidare nelle Istituzioni un pluriomicida che ha preso a calci in faccia un uomo morente e' qualcosa di incommentabile. In un Paese normale il suo stesso partito ne chiederebbe le dimissioni
4 anni fa, imbecilli in massa hanno votato per l'abolizione delle accise, per l'abolizione della Fornero, per un Italia più sicura.
Dopo 4 anni si ritrovano la benzina alle stelle, a lavorare fino a 70 anni, e a difendere un assassino.
Vi ricordate della “famosa” pista di bob che doveva incantare il mondo?
Costo 120 milioni di euro.
I tecnici che hanno effettuato un sopralluogo hanno segnalato una condizione "di quasi abbandono".
Salvini e la Lega dovrebbero risarcire gli italiani. Immondi incapaci.
Meloni cancella i post del 2018 in cui diceva di affidarsi ai vaccini e alla comunità scientifica. Come si cambiaaa... per le elezioni del duemilaventisetteee...
#Meloni#Covid#Vaccini#19luglio#commissioneCovid