A Fiumicino ricompare l'orrore nazista, denunciato sui social dal consigliere Angelo Petrillo. Una scritta infame che dimostra dove si va a finire quando si soffia sul fuoco del razzismo e della xenofobia. #matrice
Il patriota era al bar. A Mosca.
Belfast brucia. Un richiedente asilo sudanese accoltella un uomo, la vittima perde un occhio, e nel giro di poche ore la città è a ferro e fuoco. Autobus incendiati, case bruciate, negozi devastati, quasi tutti di gente non bianca. I patrioti difendono il suolo natio, dicono. Difendono le donne e i bambini.
Poi guardi dove sta il capo dei patrioti. Tommy Robinson, all’anagrafe Stephen Yaxley-Lennon, passa la serata al bar dell’Hotel Metropol di Mosca, cinque stelle, a brindare con Errol Musk, il padre dell’uomo più ricco del mondo. Si filma, ride, annuncia che “andremo a causare qualche guaio”. Poche ore dopo Belfast esplode e lui, dal Metropol, chiama i suoi in piazza in tutto il Regno Unito.
Errol Musk arrivava dal forum economico di San Pietroburgo, la Davos di Putin. E mentre Belfast bruciava Robinson rilanciava ai suoi quasi due milioni di follower un movimento neonazista russo legato a Konstantin Malofeev, oligarca sanzionato per spionaggio a favore del Cremlino. Dal bar dell’albergo dichiarava che la Russia non è il nemico della Gran Bretagna, che anzi è una società civilizzata. Trecento sterline a notte di società civilizzata.
Il popolo in strada a bruciare il negozio del vicino sudanese. Il capo al bar di lusso nella capitale di una potenza ostile, accanto al padre del padrone della piattaforma che amplifica tutto. Mosca coltiva da anni questi influencer occidentali, gente che racconti la Russia come alternativa ordinata a un Occidente marcio. Robinson il favore l’ha fatto gratis.
Chi grida prima gli inglesi o prima gli italiani lavora sempre per qualcun altro.
Basta guardare chi paga il conto al Metropol.
Travaglio ha paragonato le parole di Vannacci a quelle di un disadattato che sproloquia al bar dopo il quinto grappino.
Era in vena di complimenti?
#ottoemezzo#Travaglio#Gruber#12giugno
L'attentato incendiario contro la moschea di Cagliari e i pogrom a Belfast dimostrano il legame diretto, evidente e spaventoso tra la propaganda xenofoba istituzionalizzata e quello che poi succede nelle strade.
Le maggiori autonomie in #Sanita aumentano le diseguaglianze e favoriscono la privatizzazione
Alle 12.45 diretta Audizione alla Camera: https://t.co/UcVySptZ0t
#SalviamoSSN
#Mantova: #fiamme in #Versalis, a fuoco tre magazzini della plastica. Nube di fumo nero visibile da chilometri di distanza. Evacuati gli operai
https://t.co/fvMoqWiASW
Dopo aver sentito parlare in questi anni #Figliuolo, #Pappalardo e #Vannacci apprezzo tantissimo i Generali che dopo essere andati in pensione vanno a condurre il Meteo
( @Zziagenio78 )
Disamina molto attenta e profonda di @AUniversale su Vannacci a ottoemezzo:
Premetto che mi sono risparmiato l'orrore a quanto vedo.
🤦
"Pensavamo che con Salvini avessimo toccato il fondo. Poi la Lega ha impugnato la trivella: e dal sottosuolo, sull'attenti, è spuntato Vannacci.
Questa sera, a Otto e Mezzo, Lilli Gruber e Lina Palmerini hanno fatto una cosa semplicissima: hanno lasciato parlare Roberto Vannacci.
È bastato quello.
Sui diritti civili, il vicesegretario della Lega ha spiegato: "I gay hanno tutti i diritti in Italia: se vanno in ospedale li curano, se vanno per la strada possono tranquillamente guidare".
I gay possono guidare. E in ospedale li curano pure. Per il generale l'uguaglianza è tutta qui: patente e pronto soccorso. Praticamente la Svezia.
Poi ha voluto citare il vocabolario della lingua italiana, lo Zingarelli. Lo ha chiamato "Zingaretti". Il dizionario scambiato per l'ex segretario del PD e Nicola Zingaretti e per l'attore. Da un europarlamentare che si presenta come uomo di cultura e vende libri a centinaia di migliaia di copie.
Sul Ponte sullo Stretto: "L'importante è che l'infrastruttura vada avanti e il ponte si faccia, poi se ci sono stati reati di corruzione si vedrà dopo". Prima il cemento, la legalità a fine cantiere. Quella vale solo per i migranti.
Sul caporalato: "Se non ci fossero i clandestini, nessuno li sfrutterebbe". La colpa dello sfruttamento ricade così sugli sfruttati. Lo schiavo diventa responsabile delle proprie catene. E meno male che è cattolico.
Poi la perla: "Non sono in cerca di poltrone". Detto da uno che in meno di due anni è passato da generale a europarlamentare a vicesegretario della Lega. E che ora sta imbarcando la qualunque nel proprio partito. Le poltrone, evidentemente, cercano lui.
E sui rimpatri, il gran finale: "Se non ci sono accordi bilaterali con i paesi d'origine, li portiamo in un paese terzo sicuro". Quale paese, con quali accordi, a quali costi: particolari. L'importante è dirlo con il tono di chi ha tutto sotto controllo.
Peccato che l'Italia abbia accordi di rimpatrio soltanto con una parte di quei paesi. E peccato che, per trasferire i migranti in paesi terzi sicuri, il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo richieda comunque degli accordi. Accordi che a oggi mancano. Un cerchio perfetto: per rimediare agli accordi che mancano, servono altri accordi. Che mancano.
Gruber prova a chiedergli come funzionerebbe, in pratica. E va in scena questo:
Gruber: "Come rimpatriamo i migranti se non c'è l'accordo con i paesi di origine?"
Vannacci: "Paesi terzi sicuri".
Gruber: "Ma in concreto?"
Vannacci: "Li deportiamo".
Gruber: "Ma dove?"
Fine.
Per tutta la puntata ha girato a vuoto, si è smentito da solo, ha arrancato dietro alle domande più normali del mondo, mentre due giornaliste lo smontavano pezzo per pezzo semplicemente chiedendogli di argomentare.
Lo chiamano il fenomeno da mezzo milione di preferenze, l'uomo forte, il futuro della destra.
Stasera, in diretta, ha dimostrato solo che la destra non conosce limiti e può ancora continuare a scavare."
#vannacci
@AUniversale
#futuronazionale"
Questa è per #Vannacci…altroché #remigrazione et similia confezionate apposta per il suo nauseante elettorato…pronto a bersi qualsiasi cazzata nostalgica.
Ma porca miseria… #Vannacci non si vergogna a pronunciare termini come #remigrazione e #deportazione…che evoca un periodo storico preciso…in cui la #dignità#umana di milioni di persone fu calpestata…rei di essere se stessi ?!
Che squallore e quanta ignoranza e pregiudizio.
Il protofascista #Vannacci si presenta da Gruber senza il ciondolo con l'ascia bipenne al collo ma fa fare un passo avanti "linguistico" al razzismo remigrazionista di cui è primo alfiere: ufficializza che la remigrazione è una deportazione. Bentornati nel 1943-45. #ottoemezzo