A rare video of the audience applauding at the end of Sam Raimi's Spider-Man in theaters in 2002 🕷️
They didn't know it yet but they had just watched one of the greatest comic book movies ever made
The government’s new Planning Bill is nothing short of a death sentence for badgers.
👉 Part 6 will rip up the Protection of Badgers Act 1992 — a law that has safeguarded these animals and their setts for more than 30 years.
👉 If this Bill passes, developers will have the legal power to kill badgers if they’re seen as an obstacle to building projects.
👉 Decades of hard-won protection will be torn away in the name of “progress”, handing wildlife over to bulldozers.
We cannot let this become law. Badgers don’t have a voice in Parliament, but you do.
📢 Use our quick tool to email your MP and demand they scrap the Bill: https://t.co/jrPPqRPoNG
Lo strano caso di Antonio Conte che ha scelto di fare il demotivatore: con l'aria del cane bastonato svaluta il lavoro della società e il valore dei giocatori e non si accorge che scherza col fuoco
La sconfitta in casa di un Milan dove Modric ha trasformato con la sua sola presenza l'acqua in vino (e dove Rabiot e Pulisic stanno compiendo meraviglie) ci può stare viste le tante assenze del Napoli in difesa: ma a inquietare è la negatività non più sopportabile di un allenatore che si sta dimostrando irriconoscente verso la società e irrispettoso della storia recente del club che con le sue parole continua a calpestare
È già, io credo, tutto delineato. Anche se è naturalmente presto per anticipare conclusioni (5 partite giocate su 38 sono una quisquilia), le sei squadre che occupano oggi i primi sei posti della classifica, e cioè Milan, Napoli e Roma in vetta a quota 12, la Juventus alle loro spalle a quota 11 e Inter e Atalanta appena più indietro a quota 9 (assieme alla sorprendente Cremonese, per la precisione), sono le squadre che con ogni probabilità troveremo ai primi sei posti anche a fine campionato. In quale ordine è presto per dirlo: ma fin da oggi possiamo dire che ci sarà un vincente certo (chi si prenderà lo scudetto), un possibile perdente (nel caso il Napoli, grande favorito del torneo, fallisca il traguardo) più altri due perdenti sicuri: i club che si piazzeranno al 5° e al 6° posto mancando la qualificazione alla Champions League, la slot machine UEFA cui tutti ambiscono.
La notizia del giorno è naturalmente la sconfitta del Napoli campione in carica in casa del Milan. Non proprio inattesa considerando la totale emergenza in difesa con cui Conte si è presentato alla sfida di San Siro (assenti Buongiorno, Rrahmani, Spinazzola e Olivera, non in condizione Beukema e Mazzocchi) e valutando soprattutto lo smagliante stato di forma attraversato dal Milan: che l’innesto di Modric in primis e di Rabiot in seconda battuta hanno letteralmente trasfigurato rispetto alla sconclusionata squadra di un anno fa. Un fuoriclasse e un campione che hanno letteralmente trasformato, con la loro sola presenza, l’acqua in vino.
Dire che Tare e Allegri decidendo di far salire a bordo di una barca che faceva acqua da tutte le parti Modric e Rabiot siano stati geniali è dire poco. L’ex madrileno e Pallone d’Oro 2018, che anche ieri ha giocato una partita eccelsa per qualità e stupefacente per grinta, ardore e applicazione - più da ventenne che da quarantenne -, agli occhi dei tifosi del Milan passati da Birsa a Biglia, da Poli a Bertolacci equivale a veder cadere manna dal cielo. Per come la vedo io, Modric non è soltanto il Messia tanto atteso, il salva-Milan: è anche il salva-Allegri. Riesce da solo a far giocare naturalmente bene la squadra e a sistemare ogni cosa in campo come forse, senza un fuoriclasse come lui, Allegri (le cui ultime tre stagioni alla Juventus in fatto di qualità di gioco sono state orride) non avrebbe saputo fare.
Il comandante Max, cui l’intelligenza e la scaltrezza non fanno certo difetto, lo ha capito subito: e quando a fine mercato è riuscito a convincere la società a portare in rossonero anche Rabiot, il suo scudiero più fidato, promuovendolo a luogotenente in campo del generale Modric, ha risolto il 50 % (o forse anche il 60 o il 70) dei problemi del Milan; regalandosi il lusso di potersi dedicare anima e corpo alla cosa che da sempre sa fare meglio, la riorganizzazione e sistemazione di una difesa che nell’ultimo anno di Pioli e la stagione scorsa con Fonseca e Conceiçao era diventata un’autentica banda del buco.
Se battere il Napoli che arrivava a San Siro con una difesa raccogliticcia e improvvisata era ritenuta alla vigilia un’impresa non impossibile, batterlo come ha fatto ieri il Milan, cioè giocando con un uomo in meno (e da quando è entrato Leao con due uomini in meno) dal minuto 57 è stata invece un’impresa vera e propria. Primo tempo a lanciare e liberare un grandioso e ispiratissimo Pulisic in continue e letali scorribande in campo nemico e secondo tempo in trincea: tutti con l’elmetto in testa eccezion fatta per lo svaporato Leao, al rientro dopo un mese di assenza e subito mostratosi corpo estraneo alla squadra. Gi altri in guerra, lui in gita premio.
Il Napoli, che era l’unica squadra a punteggio pieno, ha subìto così la sua prima battuta d’arresto; che in sé e per sé non avrebbe motivo di destare particolari preoccupazioni considerata l’emergenza con cui la squadra ha affrontato lo sfida col Milan. Sarebbe sbagliato però trascurare alcuni segnali poco rassicuranti, per non dire negativi, che la serata di ieri ha lanciato: a cominciare da De Bruyne che ha mandato a quel paese Conte al momento della sostituzione (e da Conte che a fine partita ha detto non proprio elegantemente: “Spero che fosse arrabbiato per il risultato: se lo era con me, ha preso la persona sbagliata”); proseguendo con l’allenatore che insiste e persevera nella sua insensata opera di demotivazione dell’ambiente continuata nel dopo partita con i soliti sconsolanti apprezzamenti sul conto dei nuovi acquisti (“sono ragazzi che hanno buone prospettive, ma non sono arrivati al posto dei titolari”); per finire coi dubbi sulla strategia tattica di una partita che ha visto il Napoli giocare per 73 minuti su un solo lato del campo, il destro in cui agisce Politano, come se il lato sinistro nemmeno esistesse, salvo poi vedere entrare nei 20 minuti finali un Neres a dir poco indemoniato che da solo è andato due volte a un passo dal 2-2, e oltre a lui Lang e Elmas e chiedersi se abbia avuto un senso giocare quattro quinti di partita rinunciando a battere e a sfruttare la metà sinistra del campo (oltre a domandarsi cos’avranno pensato in panchina Neres, Lang e Elmas vedendo tutto ciò).
Inquieta, avendone già avuto esperienza ai tempi dei suoi trascorsi alla Juventus e all’Inter, vedere come l’inquietudine di Conte, quella che scaturisce dal dover fare fronte non solo al campionato ma anche alla Champions League (cui il presidente De Laurentiis ha sempre detto di tenere moltissimo), si sia già affacciata in lui disegnandogli in faccia l’espressione mesta, sconsolata, quasi angosciata che ben conosciamo. E può anche darsi che deprimersi e deprimere l’ambiente, svalutare il lavoro della società e demoralizzare i giocatori mettendone continuamente in discussione il valore come Conte sta facendo dal primo giorno (è persino riuscito a dire che il Napoli non è ancora un club attrezzato attrezzato, a differenza dei top club europei, per affrontare campionato e coppe: il Napoli che negli ultimi 10 anni ha giocato 6 Champions League e 3 Europa League) sia un nuovo e sofisticato modo per galvanizzare la truppa; a me non sembra, ma magari sono io a non capire la raffinatezza della strategia psicologica dell’allenatore. Di certo, Conte sa perfettamente che un altro flop europeo dopo i due consecutivi vissuti all’Inter (sempre eliminato ai gironi) e quelli vissuti prima alla Juventus e poi al Chelsea e al Tottenham sarebbero per lui e per la sua immagine esiziali.
E anche se ha già provveduto a mettere le mani avanti facendo capire che la società gli ha messo a disposizione un’accozzaglia di scappati di casa, perché gli acquisti veri - sostiene Antonio - sono quelli da 60 milioni, non McTominay, Neres, Buongiorno, Beukema, Lang, Lucca e compagnia cantante che sono costati più o meno la metà, sa perfettamente, Conte, che le cose non stanno come le racconta. E che De Laurentiis (che sta facendo sforzi sovrumani per sopportare l’irriconoscenza del suo allenatore) ha fatto il massimo, anzi più del massimo per metterlo nelle migliori condizione per fare bene sia in Italia che in Europa.
Formidabile in campionato, Antonio Conte è sempre stato una catastrofe in Champions. Diciamo che una via di mezzo sarebbe preferibile: magari evitando di accompagnare il cammino con i soliti mugugni, lamenti e piagnistei. Gli anni sono 56: non siamo più all’asilo.
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Ieri @redazioneiene ha mostrato la crudeltà della caccia agli uccelli e l’uso degli uccelli da richiamo: una pratica crudele dove sono chiusi vivi in gabbia e spesso catturati illegalmente. #LAV continuerà a battersi per l'abolizione della caccia👉 https://t.co/HujOujksV3
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Pigeons Are Misunderstood Geniuses.
Most people don't realize just how incredible Pigeons truly are.
These gentle birds aren’t just loyal partners—they're brilliant, complex beings. Tucked inside their beaks are tiny magnetic crystals that act like a natural GPS, helping them navigate thousands of miles with stunning precision. They can also hear frequencies too low for us to detect, read polarized light patterns in the sky, and even see in ultraviolet light, giving them a vibrant view of the world we can't imagine.
Pigeons are also remarkably intelligent. Studies show they can count, recognize their own reflections, understand abstract ideas, and even grasp probability, sometimes outperforming young children. When raising their young, they produce a special milk-like substance in their throats to nourish their chicks. They form lifelong bonds with their mates and use different coos and calls to communicate danger, love, and territory.
History has seen their courage, too. During wartime, a pigeon named Cher Ami delivered a message that saved 194 soldiers—even after losing a leg. Sadly, despite all this, many pigeons were abandoned when we no longer “needed” them, and they stayed close to humans because that's what they knew.
Pigeons are not pests. They are intelligent, emotional, deeply social beings that remember us. It's time we remember them.
Dear X Family, PLEASE SHARE❤️for the 26,000 beagles trapped inside Marshall BioResources.
Not everyone can travel to rural town of North Rose, NY to stand at the gates of Marshall BioResources. But across the country—and around the world—people are learning about this cruel place and raising their voices for the 26,000 beagles trapped inside.
Through In-Spirit Signs, supporters who couldn’t attend sent messages of love, outrage, and solidarity. Their words line our vigil, carried by those here in person are proof that this movement is bigger than any one place.
Each sign says loud and clear: these dogs are not test subjects, they are family. Each message declares: we see you, we will not forget you, and we demand your freedom.
And here’s the truth: science no longer needs to torture beagles. Modern alternatives—like organ-on-chip technology, advanced computer modeling, and human-relevant cell research—are already proving more accurate and more effective than outdated animal testing.
Together, whether standing at the gates or thousands of miles away, we are united in one cause: to end the mass breeding of beagles for testing, and to set them free.
Because when injustice hides behind walls, we show up in body, or in spirit—until every cage is empty.
And follow our biggest advocates for these beagles and all animals on our planet ❤️
@PhaedraXTeddy@JoeyCarbstrong@TheBrooke@InvestigateEar1@The_BarbiTwins@KatieHeigl@mirandalambert@Sia@JaneGoodallInst@jes_chastain@FarmSanctuary@kcorvo2@Lady_Astor@DeannaHershber3@amazingraceart@lisachristinect@CaribbeanRythms@venetianblonde
#endanimalcruelty #AnimalLovers
Perchè l'UEFA aspetta giugno per controllare i conti di Madama e perchè gli aumenti di capitale non cancellano le infrazioni commesse: tutte le domande e le risposte sull'ultimo "caso Juventus"
Gli sportivi, che i media italiani tengono sistematicamente all'oscuro delle malefatte del club bianconero negando e rimuovendo fatti chiari, ufficiali e incontrovertibili, cadono giustamente dalle nuvole davanti all'emergere del nuovo "giallo dei bilanci" in casa Juve: dopo i pezzi scritti negli ultimi giorni (e non solo), qui le risposte alle mille domande che mi sono arrivate
Benché delle malefatte e degli scandali di casa Juventus io scriva ininterrottamente da almeno trent’anni mi rendo conto - ormai senza più stupore - che ogni mio articolo di denuncia sugli illeciti, gli sgarri e le mascalzonate del club caro alla Real Casa, illeciti, sgarri e mascalzonate che immancabilmente si traducono in deferimenti, processi sportivi e processi penali, sanzioni al club e squalifiche ai dirigenti (generalmente all’acqua di rose visto che, come ha detto il presidente FIGC Gravina, “la Juventus ha uno straordinario brand da difendere”), ogni mio articolo - dicevo - ha l’effetto di un sasso gettato nello stagno fermo, immobile e putrido del calcio di casa nostra. E anche se si tratta di articoli di denuncia di fatti nudi e crudi, basati su dati ufficiali noti a tutti e consultabili da tutti, come ad esempio gli ultimi da me scritti sulla plateale, smaccata, gigantesca posizione di irregolarità in cui la Juventus si trova rispetto all’osservanza delle norme del Fair Play Finanziario UEFA che tutti i club partecipanti alle coppe sono chiamati a rispettare; anche se metto nero su bianco non mie opinioni o miei punti di vista, ma dati e cifre indiscutibili presi dai bilanci che la stessa società bianconera ufficialmente comunica; anche se si tratta di temi non soggettivi ma oggettivi, il solo fatto che io ne parli, essendo la mia l’unica (o quasi) voce nel deserto dell’avvilente mondo dell’informazione sportiva del Belpaese che fa sistematica opera non solo di disinformazione, ma di negazione di ogni notizia che possa disturbare il conducente, la reazione dei lettori è sempre la stessa: da una parte sbalordimento per i lettori che non essendo di fede juventina non sono parte in causa e vengono informati dell’ennesima illiceità, dall'altra rabbia mista a odio (nei miei confronti) per i lettori di fede juventina il cui unico intento, a dispetto dell’evidenza dei fatti, è difendere la verginità, la purezza e l’illibatezza della Vecchia Signora. Che essendo, per l’appunto, vecchia e navigata, non vanta certo il curriculum della novizia del convento, come le vergogne degli scandali degli ultimi 20 anni (da Calciopoli in poi passando per le inchieste Alto Piemonte e Prisma fino ad arrivare all’ultimo anello della lunga catena, i 400 milioni di perdite negli ultimi tre anni contro i 60 consentiti con cui la Juventus si presenterà a giugno davanti al CFCB, il Comitato Controllo Bilanci dell’UEFA, in posizione di grave irregolarità a distanza di soli due anni dalla squalifica di un anno dall’Europa subita sempre a causa di reati di tipo amministrativo) dimostrano.
Mi rendo anche conto che essendo la mancanza di informazione su questo scottante argomento totale (non c’è un solo giornale, un solo sito web e una sola tv che abbia dedicato un articolo, un segmento di trasmissione o un approfondimento all’argomento, che pure è semplice da trattare vista l’estrema chiarezza che lo contraddistingue), i miei articoli, gli unici che danno conto di questi fatti nascosti, negati e rimossi, hanno bisogno spesso di un supplemento di spiegazione. È per questo che oggi, all’indomani del pezzo postato ieri nel mio account “Palla Avvelenata” su https://t.co/l4gP5JFvFc e intitolato “A giugno la Juventus andrà all'UEFA con 400 milioni di perdite negli ultimi tre anni. Ma il massimo consentito è 60: per mettersi in regola dovrebbe vendere 4 Yildiz a 100 milioni l'uno”, pubblico qui, a beneficio di tutti, le varie risposte di chiarimento date ieri alle domande dei tantissimi lettori che ogni giorno mi seguono sia su Substack che su Twitter (o X, come preferite). Le più svariate richieste di precisazioni cui ho cercato di rispondere nel modo più chiaro e conciso possibile...
(l'articolo continua su https://t.co/l4gP5JFvFc)
P.S. Per chi fosse interessato ricordo che fino a sabato 6 settembre offro la possibilità di abbonarsi al mio account “Palla Avvelenata” su Substack https://t.co/l4gP5JFvFc col 20% di sconto sul costo dell’abbonamento annuale, pagando cioè 48 euro invece di 60. A tutti coloro che vorranno entrare nella mia piccola ma già affollata comunità, un grazie anticipato
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Raggiunte le 50mila firme necessarie per la proposta di legge di iniziativa popolare per l'abolizione della caccia. Ma #LAV ha ancora bisogno del supporto dei cittadini per far ascoltare ai politici il volere del 76% degli italiani! Su @CorrNazionale👉https://t.co/EhocG8iQO4
Allegri e Tare? Non contano niente. Decide sempre Furlani che non capendo niente di calcio si appoggia a Mendes (ieri) e a Busardò (oggi). E così gli agenti fanno gli affari loro sulla pelle del Milan
Un anno fa, visto lo sfacelo combinato da Ibra e Moncada, Furlani si rivolse a Mendes che portò in rossonero Fonseca, Conceiçao, Joao Felix e Gimenez; oggi l'Ad si sta appoggiando a Busardò che ha già piazzato a Milanello Estupinan e Ricci mentre il carneade Harder è sfumato solo per l'imprevisto dietro front dello Sporting. Un vero e proprio banchetto allestito da dirigenti e procuratori sulla bara del Milan
Poichè so di rivolgermi a un pubblico di appassionati e di intenditori di calcio, comincio questo mio articolo ponendovi una domanda: a un anno di distanza dal disastroso acquisto da parte del Milan di Emerson Royal, il terzino brasiliano prelevato l’estate scorsa 25enne dal Tottenham per 15 milioni più 3 di bonus, ritenevate possibile che il club rossonero riuscisse nell’impresa di portare a termine un acquisto simile, se non peggiore sia sotto il profilo tecnico che economico? Beh, siccome al Milan degli amerikani tutto è possibile, Furlani & company ci sono riusciti: sempre dalla Premier League, per l’esattezza dal Brighton, è stato acquistato infatti per 17 milioni più 3 di bonus il 27enne Estupinan, terzino ecuadoriano, col compito di sostituire e non far rimpiangere Theo Hernandez (e lo so, fa già ridere così, non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro). Estupinan ha firmato un contratto di 5 anni per un ingaggio che andrà dai 2,5 ai 3 milioni netti a stagione; e questo significa che dovesse mai arrivare a fine contratto (ma accetto scommesse sul fatto che non avverrà, un po’ com’è stato per Emerson Royal che già a gennaio era stato ceduto in Turchia e oggi è in Brasile al Flamengo), sarebbe un giocatore di 32 anni dal valore a zero e del tutto invendibile.
Vi chiederete: perchè Ziliani ci sta parlando del buon Pervis Estupinan? Lo sto facendo perchè, nel tentativo di capire le (apparentemente) imperscrutabili strategie di manovra del Milan di Elliott & Red Bird, mi sono accorto che un fil rouge che lega lo sventurato Milan della stagione scorsa al nuovo, che si annuncia altrettanto catastrofico (e l’avvio col tracollo a San Siro al cospetto della Cremonese ha già fatto suonare tutti gli allarmi), esiste ed è lì in carne ed ossa: il Grande Vecchio (leggi: il Grande Procuratore) al quale il totalmente inetto e incompetente Ad del Milan Furlani ha di fatto affidato le chiavi del mercato. Un anno fa a muoversi dietro le quinte...
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A pagare il prezzo sono sempre loro! I numerosi cavalli sfruttati fino allo stremo per il traino delle carrozze turistiche nelle nostre città. Un’anacronistica e crudele tradizione che deve essere fermata!👉https://t.co/NwVS3WEvSG
#NoCarrozze