Conte ieri a Napoli ha falsificato le parole del Comandante supremo della Nato in Europa. Mica di Pinco Pallino. Gli ha attribuito proprio il contrario di ciò che aveva dichiarato.
Alexus Grynkewich a metà giugno all’Ila Berlin Air Show ha detto che la Russia probabilmente non aprirà un conflitto con l’Europa perché i russi comprendono che in tale caso ne uscirebbero sconfitti, vista la forza e la determinazione della Nato: “Il mio compito è garantire che la Russia capisca che, se dovesse tentare qualcosa negli Stati baltici, non ci riuscirebbe. E proprio perché sa che non ci riuscirebbe, non correrà un rischio del genere”. Grynkewich si era anche rallegrato perché “la maggior parte degli alleati ha aumentato i propri bilanci per la difesa, l’anno scorso, ma i denaro da solo non basta a creare capacità: occorre che ciò avvenga attraverso una base industriale solida e innovativa”.
Conte traduce l’intervento del generale con in linguaggio campolarghese e attribuisce a Grynkewich (peraltro richiamando una inesistente intervista al Financial Times) questa frase: “Posso dire che né oggi né domani la Russia rappresenta una minaccia per l’Europa”. La cito testualmente, si è premurato di dire Conte. Solida base, secondo lui, per cancellare gli accordi di Ankara e sventare la manovra con cui Europa e Nato “stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti per andare a far guerra”.
Ma quella frase è stata inventata da Conte.
Essere putiniano comporta questa abnorme tendenza al mendacio, ma forse, chissà, a Conte viene naturale.
La sentenza pronunciata oggi dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea chiarisce, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, che il divieto previsto dall’articolo 2-septies, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 833/2014, come modificato dal regolamento (UE) 2022/350, impedisce in qualunque forma la diffusione dei contenuti di Russia Today e delle altre emittenti individuate dall’Unione europea come strumenti della guerra ibrida del Cremlino.
La Corte afferma infatti che è “irrilevante che la diffusione dei contenuti vietati sia effettuata o meno nell’ambito di un’attività economica” e che il concetto di “operatore” comprende “qualsiasi persona responsabile, direttamente o indirettamente, della messa a disposizione dei contenuti vietati, anche nell’ambito di un’attività non retribuita”.
Alla luce di questa sentenza è ancora più inaccettabile che in Italia continuino a svolgersi manifestazioni ed eventi pubblici dedicati alla diffusione di questi materiali di propaganda, spesso utilizzando perfino il marchio di Russia Today, e che gli stessi contenuti, insieme alla loro promozione, continuino a circolare di fatto liberamente sulle principali piattaforme social.
Tutto questo avviene, per stessa ammissione del Governo, perché l’Italia non ha ancora individuato le autorità nazionali competenti a garantire l’applicazione del regolamento europeo e ad accertare e sanzionare le relative violazioni.
Non esistono più alibi, Presidente Meloni, è urgentissimo intervenire per impedire agli osceni cantori della propaganda putiniana di inquinare ancora il nostro dibattito pubblico
Sì D’Orsi, mi riferisco a lei
Sì Basile, mi riferisco a lei.
Sì, Lucidi, sì, Lorusso, mi riferisco esattamente a voi, e a tutto il vostro grottesco circoletto di finti intellettuali e finti giornalisti asserviti al regime del Cremlino.
Le norme europee devono essere applicate integralmente anche nel nostro Paese.
Lasciare senza attuazione un regolamento adottato per contrastare la guerra ibrida della Russia significa indebolire la sicurezza democratica dell’Italia e dell’Unione europea
“Essere socialista è avere molto poco ed essere disposto a dare tanto”, diceva l’ex premier della Spagna🇪🇸 José Luis Rodríguez Zapatero.
Durante una perquisizione nel suo ufficio, in un’indagine in cui è accusato di traffico d’influenza per aver favorito il salvataggio pubblico di una compagnia aerea venezuelana in cambio di un paio di milioni per lui e le sue figlie ricevuti attraverso società fittizie per consulenze fittizie, la polizia ha trovato una cassaforte piena di gioielli.
All’inizio Zapatero sosteneva che erano un’eredità di famiglia di poco valore, circa 30-50 mila euro. Ma secondo la perizia chiesta dai giudici il valore dei gioielli della nonna è di 1,3 milioni di euro. Alcuni gioielli pieni di pietre preziose da soli valgono centinaia di migliaia di euro e né la madre né la suocera di Zapatero erano la Regina di Spagna.
Così ora l’ex premier è accusato anche di evasione fiscale e contrabbando. Un mese dopo la perquisizione, nell’interrogatorio di garanzia Zapatero non ha risposto alle domande sui gioielli. Ha chiesto più tempo. Non sa dire da dove arrivano, quando li ha ricevuti, da chi e perché non li ha dichiarati al fisco (in Spagna esiste una patrimoniale sulle ricchezze nette oltre i 700 mila euro introdotta proprio dal governo Zapatero nel 2011).
Insomma, la realtà è il contrario di ciò che diceva al congresso del Psoe🌹. Per Zapatero essere socialista è avere tanto ed essere disposto a dare molto poco.
Telese, tu tre pagine di intervista le hai fatte durante il Covid a Giulio Tarro, sedicente candidato al Nobel, che ti diceva di bloccare il coronavirus così:
“Disinfettare la bocca con un collutorio ma anche con ingredienti naturali come il bergamotto e i chiodi di garofano”.
CHIUSO IN #TURCHIA IL MIO ACCOUNT X SU DECISIONE LEGALE.
COMUNICATO STAMPA. Cari amici, perdonatemi se torno a disturbarvi, ma sento il dovere di darvi con urgenza la comunicazione di un fatto abbastanza grave di cui sono oggetto in queste ore in quanto corrispondente di Radio Radicale in Turchia. Vi prego di diffondere questa mia comunicazione:
"Apprendo con sommo stupore e sconcerto la decisione del governo turco di oscurare, in Turchia, il mio account X attraverso il quale veicolo la mia attività di corrispondente per
Radio Radicale attraverso la quale da oltre 16 anni documento e analizzo gli scenari di politica interna ed estera della #Turchia, dell'#Iran, del Medio Oriente e del #Caucaso. Ho sempre condotto la mia incessante attività quotidiana senza alcuna pavida autocensura mettendo in rilievo lo spaventoso arretramento dello stato di diritto in Turchia e ho documentato gli orrori perpetrati dalla Repubblica islamica iraniana contro la popolazione civile.
Come spesso mi viene riconosciuto, svolgo la mia professione di corrispondente di Radio Radicale e di collaboratore di HuffPost Italia con rigoroso equilibrio e completezza di informazione supportata da una adeguata quantità di fonti qualificate e autorevoli. Ankara, come documentano i reporter dell'Unione europea e le organizzazioni per i diritti umani, quale Reporters Sans Frontières, esercita un pressante controllo sull’informazione libera e indipendente ed una decisa censura limitandone spesso la libertà di espressione e di stampa e filtrando la comunicazione che circola all’estero, influenzando il lavoro dei giornalisti anche stranieri che pubblicano contenuti lontani dalla linea del governo.
Denuncerò al governo italiano questo ennesimo attentato alla libertà di espressione nei confronti dei giornalisti che intendono svolgere la propria attività liberamente e seguendo i canoni della deontologia professionale. In Turchia così come nell'ambiente dell'opposizione al regime iraniano e in quello giornalistico in generale, la mia attività è molto apprezzata, seguita con molto interesse da decine di migliaia di persone.”
@RadioRadicale@HuffPostItalia
Nello studio di Gruber il mondo gira all’incontrario: Putin diventa un bravo ragazzo, l’Europa bellicista, l’Ucraina una noia e la sinistra una terra promessa di cui Conte è il profeta. Meloni rappresenta il male assoluto qualsiasi cosa faccia.
Se non ti adegui a questa narrazione faziosa e miope diventi “il nemico”.
Il mondo crolla, ma un pezzo di politica e giornalismo continua con le polemiche da cortile come nulla fosse. Questo teatro dove i ragazzi ucraini vengono dileggiati e la faziosità sostituisce i valori e il ragionamento libero, rappresenta ciò che @Azione_it combatte. E ce n’è molto bisogno.
Ciao Luca, nessun giornale merita di chiudere. Personalmente non ho mai querelato una testata o un giornalista. Ho solo fatto rilevare che i conti di una società quotata che ha forti debiti con lo Stato sono estremante preoccupanti e hanno elementi di opacità. Siccome al Fatto sono grandi giornalisti d’inchiesta che si battono anche per l’onestà (oltre che per Putin) e per la trasparenza, sono certo che chiariranno la situazione per tutelare cittadini e risparmiatori. Buone cose
Salvini più che andare nella casa nel bosco, sarebbe meglio che andasse a lavorare, almeno una volta nella sua vita.
Io ho una regola semplice: non commento la cronaca. Non faccio i complimenti a Sinner, non dico chi dovrebbe vincere Sanremo. Non è il mio lavoro.
Nessun politico dovrebbe mai usare storie drammatiche per estrarne principi generali. È una truffa intellettuale. E ci siamo già cascati con Bibbiano.
Chi usa fatti di cronaca per fare politica di solito ha un canone morale sbagliato. Punto.
Orsini, il Nostradamus delle relazioni internazionali, colpisce ancora. Il 27 febbraio fa un insensato paragone tra Zelensky e Khamenei. “Almeno sotto un aspetto, Khamenei è più avvantaggiato di Zelensky…”.
Il giorno dopo Khamenei, al potere da 37 anni, muore sotto le bombe.
"La signora Francesca Albanese si presenta come esperta indipendente delle Nazioni Unite. Non è né un esperta né indipendente; è un attivista politica che fomenta discorsi d'odio che minano la causa del popolo palestinese che afferma di difendere."
Le durissime parole con le quali il ministro degli esteri francese Barrot ha annunciato che la Francia chiederà le dimissioni di Albanese il prossimo 23 febbraio al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite.👇
Queste donne che rischiano di essere impiccate perché non indossano un velo e fumano sull’immagine del loro oppressore, é per me l’immagine più potente del femminismo attuale.
Non quelle scappate di casa che abbiamo visto in varie manifestazioni con stracci in testa che esaltano regimi nei quali la donna viene vista come un’incubatrice, chiuse in casa e senza diritti.
Le varie organizzazioni pseudo femministe, ONG, l’ONU, ecc… insieme ai simpatizzanti dei regimi dittatoriali e fondamentalisti, sono complici della sofferenza delle donne, oltre all’ideologia ci sono flussi di soldi proprio da parte di paesi che non vogliono la libertà delle donne.
O sei complice per stupidità o per denaro, molte volte entrambe le cose.
Gloria a queste donne coraggiose, che finalmente abbiano libertà e diritti.
#IranRevolution2026 #IranProtests #FreeIran #IRGCterrorists
Il regime degli ayatollah blocca internet, spara in faccia ai manifestanti, li incarcera. E loro scendono in strada sempre più numerosi, in tutte le città iraniane. Questa è Teheran, oggi. Una lezione di libertà per il mondo.
The Italian newspaper Il Fatto, politically close to the pro-Russia 5 Star Movement, gives credence without any doubt to the story of the ukr attack on Putin's residence in Valdai, of which no one in the global independent osint world has seen even the slightest trace
Questo ignobile servo, che qui vedete ricevere onori per i servizi resi dal suo criminale e assassino preferito Vladimir Putin, è lo stesso per cui in tanti nel nostro Paese si sono stracciati le vesti perché avrei impedito la sua presenza nella tv italiana.
Ricordo che per lo stesso abietto servo, io sarei, cito testualmente, una “miserabile bestia schifosa", "vergogna della razza umana" e la mia bocca puzzerebbe “di tirannia".
Solo perché è utile rinfrescare la memoria, ogni tanto.
#solovyov
Ogni volta che si parla di guerra in modo indistinto si compie un errore storico e morale. Gli ucraini che resistono ai Russi invasori non hanno nulla di volgare, al contrario ci insegnano l'amore per la libertà nello stesso identico modo in cui lo hanno insegnato i partigiani sulle montagne o i ragazzi americani e inglesi sulle spiagge della Normandia.
Il discorso di #Benigni è di una banalità sconcertante. Nulla è più grande, eroico e generoso che rischiare la propria vita per la libertà di un popolo.
Il fatto che non riusciamo più a riconoscere questa grandezza è sintomo di una malattia dell'anima che ci rende piccoli, meschini ed egoisti rispetto all'idea stessa di libertà.
Today, a group of Italian pro-Ukrainian activists staged a protest during a conference of pro-Russian propagandists taking place in Naples.
They waited for two hours and then peacefully displayed their Ukrainian T-shirts and flags, even attempting to ask the professor chairing the conference some questions.
Among the questions the professor refused to answer was why he was a guest at the RT festival in both Minsk and Moscow last October and November. Another of the conference's guests, when he was a member of parliament, met with the leaders of Putin's United Russia party and introduced several pro-Russian bills, such as one to withdraw Italy from NATO.
Thanks to @matteohallissey, to all the activists, and Slava Ukraini 🇺🇦
L’articolo di Rovelli sul Corriere della Sera contiene molti errori storici (La Russia non ha mai attaccato un paese europeo. La Cina paradiso dei lavoratori etc), ma ha un nucleo fondamentale utile per capire perché questi intellettuali sono schierati con la Russia di Putin (“che vuole solo sedersi al tavolo”) e da ultimo anche con gli USA di Trump. Rovelli sostiene che “la democrazia è una parola vuota ripetuta fino alla nausea”. Questo è il punto. Sono cresciuti odiando le democrazie liberali, considerando l’Occidente come il male del mondo e il comunismo come un’utopia buona che ha fatto qualche errore veniale. Sono comunisti nostalgici. Sempre sulla pelle degli altri ovviamente.
"La Russia è un piccolo paese con un enorme territorio e un'economia tipo l'Italia, una cleptocrazia di ladri che non se ne andranno fino alla loro morte: l'idea che stiamo dalla loro parte, che lavoriamo per loro, che Trump lavora per Putin, è umiliante, fa schifo"
Rachel Maddow
L'analisi del testo del piano Trump-Putin per la capitolazione dell'Ucraina ha appurato che i 28 punti sono stati scritti in russo e poi tradotti in inglese.
Cioè il piano è stato concepito e scritto a Mosca e poi trascritto (malino) in inglese per la banda Trump.