Ho incontrato la famiglia della vittima più giovane dei dronisti russi che inseguono i civili di Kherson. Si chiamava Dmitro, aveva un anno. Un drone grande quanto lui lo ha puntato dall’alto e poi lo ha colpito alla schiena.
Il padre ha sulla mano il tatuaggio di un angioletto che spara e un numero: 777, l’icona del jackpot alle slot machine. Racconta che se l’era tatuato come portafortuna, perché il 7 è il numero perfetto e il triplo 7 significa che l’universo ti sorride.
Sulle lamiere che delimitano il cortile si vedono i buchi lasciati dalle schegge al momento dell’esplosione.
Oleh mi mostra la sua foto preferita di Dmitro, quella nel passeggino con la felpa della Gap. La bisnonna, Halina, si inserisce: mi sono sempre considerata una brava cristiana, ma non ho altri pensieri oltre alla vendetta.
A Kherson ci sono 5000 bambini. I russi lanciano contro la città una media di 300 droni al giorno
The UK, Sweden, France, Germany and The Netherlands are confident that Alexei Navalny was poisoned with a lethal toxin.
We and our partners will make use of all policy levers at our disposal to continue to hold Russia to account.
I want to thank everyone for all the support we’re receiving. There really is an incredible amount of it.
For me, the sacrifice of the people depicted on the helmet means more than any medal ever could - because they gave the most precious thing they had.
And simple respect toward them is exactly what I want to give.
Commuovente. Un piccolo ucraino parla alla sua sorellina degli allarmi aerei. “Hai paura degli allarmi aerei? È tutto a posto. Papà è con te, mamma è con te, io sono con te e i nonni sono con te. Non temere, è solo un rumore sgradevole. Finirà presto”. (United 24) ❤️
Solo un piccolo promemoria.
Non pensate che i file di Epstein siano solo la storia di un ring di pedofili (e lo era) ma contengono moltissimi documenti sulle connessioni tra Epstein e gli emissari di Putin.
Contengono corrispondenze sul trasferimento di fondi per i movimenti sovranisti europei.
Contengono la corrispondenza tra Epstein e Bannon.
Contengono riferimenti alla Brexit.
Contengono nomi di personaggi italiani.
Perché dobbiamo ricordare che Epstein organizzava i suoi “festini” per riprendere, conservare le prove video e poi - là dove non arrivava il semplice “scambio di favori” - ricattare.
Intorno a Epstein ruota più o meno la politica che va dai primi anni 2000 fino alla sua morte.
Marco Rizzo ha invitato Lavrov e l’ambasciatore Russo al suo Congresso. Siamo stati lì per una contestazione pacifica e ci hanno messo le mani addosso e chiamati nazisti. Sempre dalla parte dei popoli oppressi e dell’Europa. @matteohallissey
Disarmato, a terra, bloccato da sei persone. In queste condizioni, Alex Pretti avrebbe rappresentato una “minaccia” tale da rendere necessari dieci colpi di pistola da parte degli agenti dell'ICE.
E c'è chi giustifica questa esecuzione in piena regola.
Questo è l’atteggiamento violento di una lobby di privilegiati che vuole ancora più tutele ai danni dei cittadini. E alla prima voce critica ecco la risposta.
- Sì, Presidente, ci sono domande più articolate
• La prossima volta sarai 40esimo
- Mi scuso con il Presidente se ho citato dei dati, ma bisogna essere accurati. Cosa che magari non è consuetudine di tutti i colleghi
Celebrare l'incursione ordinata da Trump in Venezuela indebolisce mortalmente la difesa dell'Ucraina. Ed ovviamente legittima i crimini israeliani nei territori palestinesi, un eventuale attacco cinese a Taiwan, ed ogni possibile forma di guerra imperiale.
Sembra che gli aiuto-proclamati "liberali" italiani vogliano la guerra di tutti contro tutti e celebrino la violenza del più forte come strada maestra verso la "libertà". Libertà da ogni possibile diritto internazionale, suppongo.
Tonto io a pensare che il rispetto del diritto internazionale fosse un obiettivo ed un valore liberale. Hobbes si rivolta nella tomba.
@ora_italia@Forchielli
Ho guardato brevemente la puntata di @reportrai3 di ieri sera. E' piena di contraddizioni, faziosità e anche palesi falsità. E' impossibile fare ordine in quel grande minestrone, mai ci provo.
- Parte I: lo spazio è sempre più importante e l'Europa è debole per via di una (presunta) assenza di una politica industriale comune. Solo che poi si dice che le aziende europee possono essere comprate dagli Stati Uniti, allora il problema è di fondi. In altre parole, si incolpano gli Stati Uniti, di fatto, di spendere di più, ma non si dice, parallelamente, che l'Europa dovrebbe fare altrettanto. Silenzio totale sul fatto che il ritardo europeo (nei lanciatori, nel LEO) sia causato in parte dalle politiche europee...
- Parte II: difesa.
1) Partendo dall'attuale dibattito sul procurement militare in America, si fanno passare due messaggi: gli armamenti di oggi sarebbero inutili ed estremamente costosi per via di cambiamento tecnologico e corruzione. Il passaggio successivo: l'America di Trump ci sta obbligando a comprare proprio questi armamenti. La congettura è faziosa, per molteplici ragioni. In primo luogo, il costo eccessivo dei sistemi militari americani è il prodotto della centralizzazione del processo di procurement, centralizzazione che viene invocata invece per l'Europa nella prima parte della puntata quando si parla di spazio. Quindi a Report dovrebbero mettersi d'accordo. In secondo luogo, a differenza di quanto si dice nel servizio, le nuove tecnologie, in particolare i droni, non hanno la capacità di rivoluzionare il campo di battaglia. Alcune affermazioni sono quindi false o fallaci: dire che il sistema Patriot non funziona contro i droni è come dire che una casa antisismica rimane vulnerabile ai fulmini. Infine, gli Stati Uniti stanno guardando ad una POSSIBILE e FUTURA guerra con la Cina. L'Europa deve scongiurare una guerra con la Russia. L'Europa, quindi, deve comprare cosa serve, non cosa servirà.
2) Appare lo stand di RTX, e il servizio parla di Raytheon, ovvero il nome che l'azienda aveva fino a qualche anno fa. RTX fa prevalentemente missili. Il servizio dopo aver citato gli acquisti italiani dall'azienda americana afferma che ci sarebbe un'alternativa europea. L'affermazione è falsa. Perché l'alternativa o non c'è proprio o c'è solo sulla carta, in quanto MBDA non avrebbe la capacità di produrre in tempi rapidi il numero di missili necessario. Stesso discorso riguarda il carro armato sviluppato dall'Italia in cooperazione con Rheinmetall. A parte l'ennesima contraddizione, prima si dice che i carri armati non sono più utili (affermazione smentita da tutti gli studi seri) e poi si dice che l'Italia avrebbe potuto svilupparlo da solo -- senza il supporto di un partner industriale tedesco (qui il passaggio è volutamente ambiguo e non si capisce se si parla di tutto il carro o del solo cannone). Ma se non servono, il fatto che possiamo svilupparlo da solo è irrilevante.
3) Inevitabile la parte sulla crescita, e l'inefficienza, della spesa militare italiana negli ultimi anni. L'unico problema è che la difesa è una delle poche voci che, negli ultimi 30 anni, è cresciuta di meno... e ora ne vediamo le conseguenze.
4) Si parla poi di droni, che Leonardo potrebbe sviluppare da sola per l'Italia, ma un errore nel documento di programmazione della Difesa viene fatto passare come un grande complotto per favorire aziende americane. Qui siamo al delirio.
* Si dice che le aziende decidono la politica di difesa dei Paesi europei, ma poi si ammette che Leonardo non riesce ad imporre ciò che vende alla difesa italiana.
* Non è assolutamente vero che Leonardo ha, attualmente, capacità pari ad Anduril o Shield AI, d'altronde il programma EuroMALE è in ritardo e mesi fa Leonardo ha fatto una partnership con i turchi di Bayraktar per colmare proprio il suo gap.
* Nella prima parte si rimprovera all'Europa di comprare armamenti vecchi, poi ai politici di essere schiavi delle aziende, e poi alla fine si incolpa la difesa italiana di comprare armi nuove, non favorendo aziende "vecchie". Letteralmente, la logica della puntata è così disastrata da smentire le proprie accuse nel giro di qualche passaggio.
Mancano ancora 40 minuti alla fine, ma mi fermo qui. Fare informazione vuole dire partire dai fatti, dai dati ed evidenziare criticità ed eventualmente errori. Fare insinuazioni, oltretutto tra di loro in contraddizione, non è informazione, è fare casino.
Abbiamo messo in atto un flash mob pacifico pro Ucraina all’interno di un convegno filorusso organizzato dall’ANPI all’universitá Federico II di Napoli.
Dopo aver atteso il termine dell’evento con Alessandro Di Battista e il professor D’Orsi e al momento delle domande decine di studenti e attivisti pro-Ucraina di +Europa, Ora!, Radicali, Liberi Oltre, Azione e della comunità ucraina hanno mostrato maglie e bandiere ucraine.
È vergognoso che non ci sia stata data la possibilità di fare domande e che l’attivista che stava interloquendo con i relatori sia stato aggredito e spinto da un rappresentante dell’ANPI fino a rompere il microfono.
Anch’io sono stato aggredito violentemente mentre provavo a fare una domanda a D’Orsi sulla sua partecipazione alla sfilata di gala di Russia Today a Mosca due mesi fa.
Chi rivendica la storia antifascista e partigiana non può non condannare queste azioni di fronte a una manifestazione pacifica.
Quando invitano in trasmissione una persona preparata come @federicofubini i monologhi di @marcotravaglio si sciolgono come neve al sole 😂😂
Ovviamente parlava di bombardamenti nel Donbass,
1/2 Ci siamo fatti spiegare i diritti umani da quelli che godono quando l’Iran rapisce una giornalista. E augurano la morte al presidente della Repubblica italiana che cita la giornalista nel discorso di Capodanno. Ci siamo fatti spiegare le molestie dagli indagati per stalking. Il bodyshaming da quelli che non fanno altro. Il femminismo da quelli che descrivono le donne che lavorano come “scendi-cazzi”. E il razzismo da quelli che “odio tutti gli ebrei”
Riassumendo: 1) su @repubblica e @LaStampa non fanno piu interviste perché ci siamo occupati di #Stellantis; 2) da @corradoformigli non mi invitano perché ho contestato Sachs e la conduzione pro #Sachs ; 3) di #Enel e Terna sui giornali non si può parlare perché altrimenti minacciano di togliere la pubblicità.
C’è un problema di libertà di stampa o di stampa libera?
This is yet another example of how low the standards of Italian journalism have fallen (with only a few honourable exceptions) when it comes to covering #Russia’s war against #Ukraine. Bellow the famous Italian historian Alessandro Barbero states: “There is clearly not the /1