Il caldo ha dato alla testa a qualcuno. Va bene che ormai Fratelli d'Italia, i giornali del deputato della Lega Angelucci e le tv controllate dal Governo sono entrati in clima elettorale e hanno individuato in me il nemico pubblico numero uno, insieme al M5S e ai nostri Scarpinato e De Raho - che hanno combattuto per tutta la vita in prima linea mafie e clan. Ma quando addirittura l'ex ministra di Fratelli d'Italia Daniela Santanchè, mandata a casa da 15 milioni di voti al referendum, dopo 3 anni incollata alla poltrona ministeriale nonostante l’inchiesta per truffa Covid, si permette di dire che io starei evitando di dare spiegazioni sul Covid viene da ridere.
Io sulla gestione Covid, la crisi più dura e imprevedibile dal Dopoguerra, sono andato a fornire tutte le spiegazioni nei tribunali ricavandone una completa archiviazione, ho dato tutte le risposte di fronte all'opinione pubblica in decine e decine di interviste, ho comunicato subito la mia disponibilità anche ad essere audito nella Commissione Covid diventata un tribunale politico di FdI contro il sottoscritto senza ricevere risposte. Per Santanchè il silenzio sarebbe d'oro vista la situazione. Se proprio vuole occuparsi di gestione Covid vada in Tribunale a farsi giudicare anziché farsi scudare dai suoi Fratelli e dalla maggioranza in Senato, nell’attesa che scatti la prescrizione. Ma un po’ di ritegno, proprio no? Per lei e per un partito che è stato costretto a far dimettere un sottosegretario alla Giustizia entrato in società con i familiari di un prestanome del clan Senese, e che è sommerso nei territori da casi di corruzione e peculato?
Se pensate di farci paura col vostro potere mediatico e la vostra strafottente arroganza vuol dire che non ci conoscete affatto.
Angelucci è deputato della Lega, proprietario di giornali e cliniche private e percepisce circa 4 milioni di euro l'anno.
Eppure, la sua dichiarazione patrimoniale alla Camera risulta quasi vuota.
Come è possibile? Gran parte dei beni e delle partecipazioni sono stati conferiti a una holding con sede in Lussemburgo, dove la tassazione è più favorevole rispetto a quella italiana.
Nel frattempo, un lavoratore dipendente che guadagna 30.000 euro l'anno paga regolarmente le imposte sul proprio reddito, senza alcuna possibilità di trasferire patrimoni o sfruttare strutture societarie internazionali.
Le tasse gli vengono trattenute direttamente in busta paga, mese dopo mese.
La destra sostiene da anni che una patrimoniale sui grandi patrimoni farebbe "scappare i ricchi". Ma chi dispone di grandi risorse economiche e vuole alleggerire il proprio carico fiscale spesso ha già gli strumenti per farlo.
Il paradosso è che chi può permettersi queste operazioni continua a influenzare le decisioni politiche e fiscali del Paese, mentre il peso del finanziamento dello Stato ricade soprattutto su lavoratori e pensionati.
Per questo il vero dibattito non dovrebbe essere se chiedere un contributo maggiore a chi possiede patrimoni enormi, ma perché il sistema consenta a pochi privilegiati di sottrarsi più facilmente al carico fiscale che grava sulla maggioranza dei cittadini.
Altro che difesa dell'interesse nazionale: quando si proteggono i privilegi di pochi a discapito di milioni di contribuenti, gli italiani vengono presi in giro.
#Pichetto: "#Nucleare nel 2033". Lo stesso anno del #PontesulloStretto di #Salvini. Coincidenze? Numeri al lotto! Che fanno, una centrale a forma di ponte o treni atomici per attraversare lo #stretto? La propaganda #Meloni vende favole sul futuro per coprire fallimenti di oggi.