@BarbascuraX È la supercazzola prematurata con scappellamento analfabeta attribuita antropicamente? Eh? È il clima? E i maró? Come fosse antani tapioco clima non lineare! Eh111!!! Svegliaaaahhh111!!
@jonathanbazzi Grazie @jonathanbazzi ❤️ di questo racconto; chi ti ammira come faccio io non può che ringraziare l’universo per averti messo qui! Sei un essere speciale🥰
@SpotifyItaly Ma Crime&Comedy ovviamente!!!! La paura fa 90, ma anche 91 o 92 e con l’intelligenza ironica di Clara e Marco anche la paura diventa un podcast! Ironia, paura e quel frisson che fa sempre molto figo!
Nato in Egitto da genitori di origini greche, si sottopone da bambino ad un intervento di tonsillectomia che gli lede per sempre una corda vocale. Fortuna nella sfortuna perché questo bambino da adulto con il suo timbro di voce particolarissimo, perennemente in falsetto, vende piu' di 65 milioni di dischi.
L' uomo e' una montagna, pesa 150 kg per un altezza di 1.90. Entra nel gruppo Aphrodite's Child quando ha 22 anni e molti chili in meno, barba folta, capelli lunghi e ampi camicioni.. e fu subito successo. Nel gruppo c'è anche il grande Vangelis, tastierista, che dopo 5 anni abbandona la band per emigrare negli USA.
L'egiziano non si perde d' animo, continua la carriera da solista incidendo molte hits tra cui "It's five o' clock", "We Shall dance" , "Forever and ever" e molte altre.
Muore nel 2015 stranamente nel piu' completo disinteresse delle masse...praticamente muore come uno sconosciuto.
Demis Roussos..il poeta della voce...
“Se per esempio muori all’improvviso di notte, tante cose rimangono incompiute.
Oggi so che ho il dovere di comportarmi in un certo modo nei confronti delle persone, di mia moglie, delle mie figlie, perché non so quanto vivrò.
Quindi mi dà questa opportunità di scrivere le lettere, di sistemare assolutamente le cose.
La malattia non è esclusivamente sofferenza.
Ci sono dei momenti bellissimi.
La malattia ti può insegnare molto di come sei fatto, ti può spingere anche più in la rispetto al modo anche superficiale in cui viviamo la nostra vita.
La considero anche un’opportunità.
Non ti dico che arrivo fino a essere grato nei confronti del cancro, però non la considero una battaglia.
L’ho detto più volte. Se mi mettessi a fare la battaglia col cancro ne uscirei distrutto.
Lo considero una fase della mia vita, un compagno di viaggio, che spero prima o poi si stanchi e mi dica 'Ok, ti ho temprato. Ti ho permesso di fare un percorso, adesso sei pronto.'
Cerco di non perdere tempo, di dire ai miei genitori che gli voglio bene. Mi sono reso conto che non vale più la pena di perdere tempo e fare delle stronzate.
Fai le cose che ti piacciono e di cui sei appassionato, per il resto non c’è tempo. Siamo qui per cercare di capire il senso della vita e io ti dico: ho paura di morire.
Spero di vivere il più a lungo possibile, però mi sento molto più fragile di prima e ogni comportamento mi porta a fare questo ragionamento, cioè:
'È la cosa giusta che sto mostrando alle mie figlie?'.
In questo senso, cerco di essere un esempio positivo, cerco di insegnare loro che la felicità dipende dalla prospettiva attraverso la quale tu guardi la vita.
Cerco di spiegare loro che non devi darti delle arie, devi ascoltare di più e parlare di meno, migliorarti ogni giorno, devi ridere spesso e aiutare gli altri.
Secondo me, questo è un po' il segreto della felicità."
Una lezione di vita, Gianluca Vialli.