Adolescente in via di zelo presso la Temperanza (oppositrice dell’ambigua iniquita) e appassionato di cultura umanistica e scientifica.
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Tuttavia, per via del carcere duro imprescrittibile, essa diventa analoga a una 'gemma' sepolta al buio: esiste, ma è resa totalmente priva della possibilità di manifestarsi, agire o fruttificare.
#NoDeathPenalty
intatta resta, ma non ha più ore,
né sfogo, né cammin, né voce o forza
per uscir fuor del suo chiuso terrore.
Spettrale pietra la tua vita scorza:
la colpa tua, che 'l mondo altrui confuse,
qui in sempiterna inazione s’ammorza.»
Ed in ciò la sostanza dell'essere umano (il "soffio" donato dal Creatore) non viene violata né distrutta ("non per straziar la carne"), poiché la dignità in sé rimane sacra.
ma la tua dignità, ch'ha il Ciel salvato,
or giace in grembo a un’ombra che la priva
d’ogni suo atto e d’ogni buon operato.
Come la gemma in buia fossa viva
non splende né produce il suo fulgore,
così tua sostanza è fatta inattiva:
Qui la Giustizia le tue membra affrena
con dura spranga e mai disciolto nodo,
senza che sconto la tua sorte ammena.
Non per straziar la carne o farne frodo
al soffio umano che 'l Fattor t’ha dato,
ché 'l tuo valore in sé non ha d’erodo;
@alfo_lanzieri@nonexpedit@monkmanque@Aquinas_Quotes
Oggi, nel giorno in cui si festeggia la Giornata Mondiale contro la pena di morte, ho voluto proporre questa mia terzina sul tema, anche a seguito delle recenti e potenti dichiarazioni del Santo Padre Leone XIV.
Il Canto della Dignità Inespletabile
«O tu che 'l ferro calcolasti a freddo,
per spegner l’altrui luce e farne strazio,
or mira 'l merto del tuo tristo creddo:
Non morte al cor che di vendetta è sazio,
ché 'l fin supremo solleva la pena,
ma stasi eterna in uno stretto spazio.
@blaxblade@MaxBambi7 Gentile @blaxblade mi riuscirebbe a fornire dei testi di questi lavori fatti da colleghi tedeschi; sarebbe interessante poterli consultare, grazie ☺️.
IL CASO ROGGERO E IL DIALOGO NECESSARIO TRA NEUROSCIENZE E DIRITTO PENALE
(di Stefano Alice, psichiatra forense)
«La conclusione della vicenda giudiziaria legata al gioielliere Roggero impone una riflessione “de iure condendo” che vada oltre la cronaca.
Da psichiatra forense, ritengo che il vero nodo scientifico ancora irrisolto sia il disallineamento tra i dogmi della legge vigente e le moderne scoperte sul cervello in condizioni di minaccia vitale.
Il nostro codice, con il confine rigido dell’art. 90 c.p., equipara ancora il terrore acuto da shock criminale a una comune emozione o passione. Così pretendiamo che chi viene aggredito, in pochi minuti di inferno, mantenga la lucidità per calcolare proporzioni e vie di fuga.
La biologia del trauma dice altro.
In un’aggressione a mano armata, specie se innestata su pregressa vittimizzazione, si attiva il sequestro emotivo dell'amigdala. Si instaura un “tunnel cognitivo”: la mente si focalizza sulla sopravvivenza e la corteccia prefrontale va in temporanea inibizione. A questo si aggiunge una distorsione di spazio e tempo: i secondi successivi vengono percepiti ancora come parte della minaccia attiva.
Non siamo di fronte a un automatismo privo di nesso psichico. Siamo di fronte a una transitoria e profonda alterazione della capacità di volere, indotta unicamente dall'azione criminale altrui.
La scienza suggerisce quindi di valutare l’introduzione di una causa di non punibilità o di un’esimente per “reazione da stress post-traumatico acuto”.
Chi reagisce nella coda immediata di una rapina non esprime intenzionalità omicida, ma gli esiti neurobiologici di un grave insulto psichico.
L’auspicio è che politica e giuristi aprano un tavolo interdisciplinare. Abbiamo un codice penale del 1930. Non può restare slegato dalla clinica e dalla tutela di chi subisce per primo la violenza.»
Condivido vivamente l’auspicio.
[Grazie a @blaxblade per avermelo fatto conoscere]
@Palazzo_Chigi@GiorgiaMeloni@minGiustizia@MinisteroSalute@PBicchielli@FratellidItalia@forza_italia@pdnetwork@LegaSalvini@Verdi_SI_Europa@Mov5Stelle@SipPsichiatria
Il Papa al Parlamento spagnolo (e davanti a Sánchez): "Se la vita cessa di essere riconosciuta come un valore fondamentale, quale futuro possono avere le nostre società? Può dirsi pienamente giusta una comunità che lascia nell’ombra il bambino non ancora nato, l’anziano, il malato, chi soffre in silenzio o chi dipende interamente dalla cura degli altri? La difesa della vita umana non è una questione di interesse particolare né confessionale: è una meta di civiltà. Ogni vita umana dev’essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto, in ogni circostanza della sua esistenza. Quando questa certezza si offusca, i più vulnerabili sono le prime vittime e la legge perde il suo significato più profondo: servire e proteggere ogni persona. Per questo, la grandezza morale di una nazione si manifesta, soprattutto, nella sua capacità di accompagnare, proteggere e amare quelle vite segnate da maggiore fragilità"
@blaxblade@Giudiiiiiiiiii Tra l'altro, in base ad un studio intensivo su questo documento, per esame di Storia Greca (30 e Lode, btw), sulla questione del sorteggio: https://t.co/Ld7RZyncnh, le spiegazioni mi hanno portato ragionevolmente e istintivamente a votare per il Sì.