#Milano, ottobre 26, piazza Duomo. Poche decine di metri da piazza Fontana, la memoria della strage
Vetrine mute dietro lastroni di compensato. Negozi chiusi che rinunciano all’incasso del sabato
Hanno già vinto loro. Quelli della rivolta senza slogan. Attenzione
📌 In via Monte Napoleone, a Milano, i negozi si preparano in vista dei possibili scontri di questo pomeriggio: tavole di legno a protezione delle vetrine, ponteggi alti svariati metri per applicare coperture resistenti. A documentare l'attività un inviato d'eccezione: il giornalista e conduttore Gianluigi Nuzzi
📹: IG / @gianluigi.nuzzi
Che succede nel Regno Unito? La domanda è d’obbligo dopo la campagna lanciata dal governo e intitiolata “Be Ready”, letteralemnete “Siate Pronti”. Di che si tratta? Tre giorni senza acqua corrente, elettricità o collegamenti internet. È lo scenario al quale il governo britannico chiede ai cittadini di prepararsi, invitando ogni famiglia a tenere in casa provviste sufficienti per affrontare almeno 72 ore di emergenza.
Nove litri d'acqua a persona, alimenti a lunga conservazione, medicinali, batterie e perfino una radio che funzioni senza corrente. Non è la raccomandazione di un'associazione di survivalisti, ma una nuova iniziativa ufficiale di Londra, preoccupata per le conseguenze dei fenomeni climatici estremi, degli attacchi informatici e delle possibili azioni ostili contro le infrastrutture del Paese.
La notizia è su La Stampa
#LaStampa #RegnoUnito
Sì porti all’ attenzione della #Nanni che @grazialongo2 sta affermando (da indiscrezione) che la PG sta SUBENDO FORTI PRESSIONI per fare la revisione.
Questa insinuazione se nn provata sarebbe un gravissimo tentativo di delegittimare la revisione.
#garlasco@EliAl73@QuartoGrado
Un allarme da tempo di crisi se non di guerra è stato lanciato ai cittadini del Regno Unito. Il governo ha invitato a fare scorte di cibo, acqua in bottiglia e materiale di primo soccorso per essere pronti ad attacchi informatici, catastrofi naturali o terrorismo sostenuto da Stati ostili. #ANSA
https://t.co/FwdnC1KGo9
«Nulla è più inabitabile di un luogo dove siamo stati felici». La frase è di Cesare Pavese, contiene una verità assoluta che chiunque, nella vita, ha avuto, almeno una volta, modo di verificare. Il valore di Mustang, secondo film di Kasia Smutniak regista, lunedì 19 ottobre in cartellone alla Festa del cinema, sta anche nel coraggio con cui l’autrice ha sfidato la regola: «È un film molto personale, apre una porta, ma ne chiude un’altra, come in un cerchio». […]
Nel 2003 l’attrice e Pietro Taricone partono, zaino in spalla, per il Tibet. È un viaggio iniziatico, decidono di ripeterlo, ma non sarà possibile, perché, sette anni dopo, Pietro scompare, a 35 anni, vittima di un incidente con il paracadute.
L’intervista integrale di Fulvia Caprara è su La Stampa
#LaStampa
“Britannici: preparatevi, fate scorte di cibo per almeno tre giorni e abbiate sempre contanti e una radiolina FM con voi”. Stavolta non è un alto generale dell’esercito ad avvertire i cittadini oltremanica, ma lo stesso governo, nelle veci del ministro della Difesa Wes Streeting, con un opuscolo su come affrontare eventuali calamità naturali, attacchi informatici o atti di terrorismo sponsorizzati da Stati stranieri.
L'articolo completo dal nostro inviato Antonello Guerrera su Repubblica
#rep
Pronti? Via… 😡😡😡😡
Giulio Galetti
𝗜𝗟 𝗣𝗜𝗙𝗙𝗘𝗥𝗔𝗜𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗣𝗜𝗔𝗭𝗭𝗘 𝗘' 𝗔𝗡𝗢𝗡𝗜𝗠𝗢... 𝗠𝗔 𝗟𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗢𝗦𝗖𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗕𝗘𝗡𝗘
(𝘤𝘩𝘪 𝘴𝘪 𝘯𝘢𝘴𝘤𝘰𝘯𝘥𝘦 𝘥𝘪𝘦𝘵𝘳𝘰 𝘭𝘢 𝘴𝘪𝘨𝘭𝘢 𝘔1710)
Oggi alle 14:30 in punto, in otto città italiane, migliaia di ragazzi fisseranno lo smartphone per sapere dove andare.
Lo deciderà una sigla senza volto, senza sede e senza portavoce: M1710, il Movimento 17 Ottobre.
Proclamano di non avere un capo, ma qualcuno scrive, pianifica e impartisce ordini con orari al minuto.Proviamo, per abduzione, a risalire dall'impronta alla mano.
1️⃣ 𝗗𝗨𝗘 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗜𝗖𝗔𝗧𝗜, 𝗨𝗡𝗔 𝗟𝗢𝗚𝗜𝗦𝗧𝗜𝗖𝗔
Il primo comunicato, nove slide, ha l'impianto di un manifesto. Rifiuta istituzioni, partiti e sindacati. Accusa le realtà antagoniste storiche di "lucrare sulle lotte". Teorizza l'assenza di leader come scelta strategica: "Un movimento con un capo ha un bersaglio. Noi non offriamo bersagli."
Il secondo, uscito il 23 ottobre, ha già la secchezza di un ordine operativo: piazze annunciate annullate. Alle 14:30 tre concentramenti per città, alle 15:30 la piazza finale. Ciascuno con il proprio gruppo, verso il punto più vicino: "Tre fiumi che confluiscono in uno."
Parola d'ordine: 𝗯𝗲 𝘄𝗮𝘁𝗲𝗿, il motto di Hong Kong 2019.
Nessuno dei due testi invoca la violenza.
Nessuno dei due se ne distanzia.
Un silenzio callido, che permette di incassare il dividendo dei disordini senza firmarne la paternità.
Una piazza che si coagula all'ultimo minuto e si sposta di continuo è l'incubo di qualunque questura. Chi ha redatto quel comunicato lo sa.
2️⃣ 𝗜𝗡𝗦𝗧𝗔𝗚𝗥𝗔𝗠 𝗟𝗔 𝗩𝗘𝗧𝗥𝗜𝗡𝗔,
𝗧𝗘𝗟𝗘𝗚𝗥𝗔𝗠 𝗟𝗔 𝗖𝗔𝗡𝗧𝗜𝗡𝗔
C'è un paradosso gustoso.
Un movimento ossessionato dalla sorveglianza sceglie come volto pubblico una piattaforma di Meta, la più tracciata del pianeta.
Ingenuità? Tutt'altro: divisione del lavoro.
L'organizzazione vera passa da Telegram, e già nei primi giorni nelle chat c'era chi lo giudicava poco sicuro e proponeva di migrare su Signal.
Instagram fa da vetrina: in pochi giorni il profilo ha superato i 32.000 follower, mentre il canale Telegram aveva appena varcato il migliaio.
Instagram parla la lingua dei sedicenni: slide, reel, storie che evaporano in ventiquattro ore. Il luogo ideale per annunciare alle 14:30 un punto di ritrovo che a sera si sarà già dileguato.
E soprattutto il luogo dove documentare il dopo.
Nei primi giorni la pagina ha rilanciato un video in cui alcuni giovani consegnano merce rubata a un senzatetto, battezzato "esproprio proletario".
Nostalgia vetusta, in confezione da reel.
🔴 La piazza esiste due volte: in strada e nel feed,
indovinate quale è più importante e suggestiva...
3️⃣ 𝗜𝗟 𝗣𝗥𝗢𝗙𝗜𝗟𝗢 𝗧𝗥𝗔 𝗟𝗘 𝗥𝗜𝗚𝗛𝗘
I testi parlano più di quanto i loro autori vorrebbero. Zero errori, congiuntivi impeccabili, lessico colto: "abiura", "cleptocrati", "dialettica", "maturazione collettiva".
Virgolette caporali e apostrofi tipografici, vezzi di chi ha consuetudine con l'editoria.
Nessuno slang, nessun "raga", nessuna emoji.
Chi scrive appartiene a un'altra specie rispetto al ragazzino che sfonda la vetrina: lo osserva, lo inquadra, lo impagina.
La retorica è costruita a tavolino: tricolon, anafore, formule oppositive ripetute come un metronomo. Prosa concepita per la slide e per lo screenshot, di una concinnità sussiegosa.
Il lessico tradisce la provenienza: "agibilità politica", "fogli di via", "concentramenti", "cordoni", "mettere il cappello sulle piazze".
Gergo da chi ha frequentato collettivi universitari e centri sociali, ai tempi in cui non ci si spaccava solo di birre.
Poi il dettaglio rivelatore: l'attacco frontale (e rancoroso) a chi vive di "sigle", "bandi" e "carriere".
Rabbia da transfuga, di chi quel mondo l'ha frequentato e ne è uscito sbattendo la porta.
I modelli citati spaziano dall'Egitto del 2011 alla Gen Z marocchina del 2025, passando per i comitati di quartiere del Sudan e i plenum degli studenti serbi. Letture quanto mai aggiornate, quasi accademiche.
Il profilo emerge con nitore: laureato in discipline umanistiche o sociali, militanza pregressa nel circuito antagonista o studentesco, competenze di comunicazione, esperienza di piazza vissuta.
Il nome lo ignoriamo ma Il tipo lo conosciamo benissimo.
4️⃣ 𝗟𝗢 𝗦𝗣𝗔𝗥𝗧𝗜𝗧𝗢 𝗘 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗘𝗡𝗜𝗧𝗢𝗥𝗘
Nulla, qui, è affidato al caso.
Ci sono un'ideologia, una tattica, un canale di propaganda e SOPRATTUTTO una regia.
🔴 La fluidità esibita è un simulacro di spontaneità: dietro, recondito ma leggibile, c'è un metodo.
Resta la domanda cogente: verso dove❓
Nei due comunicati una parola non compare mai: 𝗣𝗮𝗹𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮. Attorno al movimento, però, qualcosa si muove. M1710 nato sui social da meno di una settimana conta già una rete aggregata di 58 sigle che comprendono organizzazioni filopalestinesi Freedom Flotilla Italia, Torino per Gaza, Gaza Freestyle Festival, 2Generazione, dedite a rendere reale la parola d'ordine: "GLOBALIZE INTIFADA"
Un movimento senza capi, senza tessere e senza confini ideologici dichiarati offre il contenitore perfetto a chi un programma invece ce l'ha già e cerca soltanto una piazza.
Il pifferaio suona...Resta da capire se la musica sia sua, o se qualcuno gli abbia già passato lo spartito.
📌FONTI nel 1° commento 👇