A giugno ho iniziato il mio nuovo incarico come Ambasciatore britannico in Italia.
Non vedo l’ora di conoscere meglio l’Italia e le persone che la rendono un Paese straordinario. 🇮🇹🇬🇧
Propal napoletano medio quando può chiamare tutti gli israeliani colonizzatori, assasini, satanisti: 🥰😍😝
Propal napoletano medio quando qualcuno i raffigura i napoletani come rozzi, ignoranti e camorristi: 😭🤧🥺
Libertà di scelta. Così chiamano il boicottaggio di farmaci. Così fanno strame della nostra salute e del nostro diritto alle cure.
È un volantino a doppia firma - @ComunediRavenna e Farmacie Comunali di Ravenna — quindi un'istituzione pubblica — che invita i cittadini a boicottare farmaci di aziende "coinvolte in conflitti" o con "presunte violazioni dei diritti umani."
Leggiamolo attentamente.
Sul piano legale/istituzionale:
Una farmacia comunale è un soggetto pubblico.
Promuovere il boicottaggio di prodotti sulla base di valutazioni politiche — per di più usando fondi e strutture comunali — è un'operazione che merita di essere verificata sul piano della legittimità. Non è una presa di posizione personale di un farmacista: è la posizione ufficiale di un ente del Comune di Ravenna.
Sul piano sanitario:
Il testo dice esplicitamente che i farmacisti "suggeriranno alternative" a chi vuole evitare quei farmaci.
Questo significa che un farmacista comunale può orientare le scelte terapeutiche di un paziente sulla base di criteri politici, non clinici.
L'ordine dei farmacisti di Ravenna lo sa?
È eticamente e deontologicamente inammissibile.
Il codice deontologico farmaceutico prevede che il farmacista orienti le scelte del paziente sulla base di criteri clinici e terapeutici.
Questo volantino gli assegna esplicitamente un ruolo di orientamento politico.
Un paziente anziano, poco informato, che entra in farmacia e si sente dire che il suo farmaco proviene da un'azienda con "presunte violazioni dei diritti umani" può essere indotto a cambiare terapia senza capire le implicazioni sanitarie.
Le farmacie comunali di Ravenna vendono farmaci prodotti in Cina, in India, in paesi con regimi autoritari documentati. Non risulta che abbiano mai pubblicato un volantino simile per quei casi.
@ComunediRavenna Nelle vostre farmacie vendete prodotti testati su animali? Prodotti made in China? Farmaci generici indiani prodotti in stabilimenti con violazioni documentate degli standard lavorativi?
Ho deciso per chi voterò nel 2027:
- Settimana lavorativa di 24 ore
- Salario minimo di 15 euro netti l'ora
- Reddito universale di 500 euro
- Casa gratuita
-Utenze gratuite
- Trasporti gratuiti
- Sanità gratuita
- Istruzione gratuita
- Cibo gratuito
- Patrimoniale del 100% sopra 6,66 (!) milioni
E se l'elezioni non andranno bene nonostante il programma libidinale (!), inizierò a vestirmi come questo tizio che dicono si chiami Dibitonto
Grazie! ❤️
Paolo Messina
E' interessante notare che per tutto il tempo che sono stato, insieme a milioni di comunisti italiani, complice del genocidio dei cambogiani sono stato considerato un rispettabile membro della comunità.
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Si tratta inequivocabilmente di un genocidio ed è certamente uno dei più assurdi della storia. Cambogiani che sterminavano cambogiani. Alla fine ci furono due milioni di morti (o forse molti di più).
E' un fatto che il protagonista di quel genocidio avesse studiato in Francia, tra i comunisti francesi, e avesse letto lo stesso Marx che avevo letto io.
E' un fatto che quando Pol Pot entrò vincitore a Phnom Penh, l'Unità dedicò il titolo ai "partigiani" cambogiani.
I quali svuotarono la città, cominciando da quelli che portavano gli occhiali. Per costruire l'uomo nuovo bisognava sterminare quello vecchio.
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Eppure nessuno, mai, durante il genocidio o dopo il genocidio, mi ha chiamato complice del genocidio. Che è quel che ero.
Leggevo l'Unità e le mie fonti sul genocidio erano i comunicati del Comitato Centrale del Partito Comunista Rumeno. E leggevo Noam Chomsky, che negava che vi fosse un genocidio in corso.
Ma non solo nessuno mi chiamò mai genocida.
Il fatto di essere schierato con una ideologia che dovunque ha preso il potere ha fatto morti a milioni mi dava una certa rispettabilità.
Gli altri comunisti mi apprezzavano per la fedeltà alla linea, i non comunisti dicevano che ero "intelligente" e avevo dei profondi valori morali. Degni di rispetto.
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Questa situazione è cambiata quando ho smesso di essere comunista.
In quel momento ho cominciato a sentire in modo tangibile il disprezzo, e l'odio.
Un disprezzo ed un odio viscerali.
L'unico paragone che mi viene in mente è quello dei Testimoni di Geova che abbandonano la setta. Per la comunità alla quale appartenevano sono come morti.
A me è capitato che i figli di miei amici, dopo la loro morte, si accorgessero che io ero ancora tra i contatti del padre. E mi hanno rimosso, immediatamente. Immagino la loro sofferenza nel leggere i miei pensieri osceni.
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Ora si può dire che quello cambogiano è stato un genocidio.
Oddio, non è che si deve. Ma se qualcuno tira fuori questo argomento, non bisogna provare imbarazzo.
A distanza di 20 o 30 anni il Partito ha ammesso che quello di Pol Pot era il "delirio" di un "matto".
Perché il Partito fa così.
Quella che ieri era una vergognosa menzogna propalata da provocatori al soldo dell'imperialismo all'improvviso diventa la verità ufficiale. E guai a chi non legge il comunicato e non si aggiorna in tempo.
L'importante è dire tutti le stesse cose nello stesso momento.
Curiosamente la pagina in cui Pol Pot viene chiamato dittatore e associato a Stalin riporta un trafiletto in cui, invece, Putin viene presentato come un democratico che punta il dito contro Stalin.
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Scusate compagni, ma dovete andare affanculo.
E non vi permettete di puntare il ditino contro di me come se fossi un povero contadino ucraino o russo ai tempi di Stalin o di Mao al quale fare un processo popolare.
Io ho memoria, e parole.
Non vi temo e vi combatto.
Hamas impedisce la distribuzione degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Lo ha sempre fatto, come voci indipendenti hanno spesso raccontato nei mesi scorsi, come si è sempre impadronito degli immensi fondi stanziati a vantaggio della popolazione civile e trasformati in armamento e città sotterranee.
Ma oggi lo dice e denuncia persino l’Onu, non la fanatica e velenosa voce di tu-sai-chi amata dalla sinistra italiana, ma quella del vice Coordinatore residente per i Territori palestinesi occupati, Ramiz Alakbarov
Dichiarazione del vice Coordinatore Speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, nonché Coordinatore residente e umanitario per i Territori palestinesi occupati, il dott. Ramiz Alakbarov, sulla situazione a Gaza
Gerusalemme, 12 luglio 2026:
“Condanno fermamente il recente ostacolo posto alle operazioni umanitarie a Gaza da parte delle autorità de facto, che ha messo in pericolo il personale umanitario, intimidito gli operatori impegnati nella distribuzione di aiuti alimentari salvavita e interrotto le operazioni umanitarie di primo soccorso.
Ieri, gli operatori umanitari sono stati costretti a interrompere le distribuzioni alimentari dopo che personale armato affiliato alle autorità de facto ha fatto irruzione con la forza nel punto di distribuzione alimentare di Abu Rashid a Jabalia, nel nord di Gaza. Le forze hanno inoltre fatto irruzione in un magazzino del PAM e, secondo quanto riferito, hanno aggredito due autisti di camion che stavano consegnando forniture umanitarie.
Questi incidenti non sono isolati. Sono del tutto inaccettabili e riflettono un modello sempre più pericoloso di intimidazione, violenza e ostruzionismo, compresi tentativi di contrabbando, che prendono di mira e compromettono le operazioni umanitarie. Mettono a rischio gli operatori umanitari, interrompono la fornitura di aiuti salvavita e limitano ulteriormente la capacità delle organizzazioni umanitarie di operare in un momento in cui i civili in tutta Gaza continuano ad affrontare condizioni umanitarie immense e urgenti.
Le minacce dirette al personale, le interferenze con i rifornimenti umanitari e la riduzione dello spazio operativo umanitario continuano a compromettere la continuità operativa. Allo stesso tempo, l’espansione delle aree sotto il controllo israeliano sta riducendo ulteriormente lo spazio a disposizione dei civili, rendendo imperativo che gli aiuti umanitari possano circolare in sicurezza e raggiungere le persone bisognose senza interferenze.
Ai sensi del diritto internazionale umanitario, tutte le parti devono rispettare e proteggere il personale umanitario, le strutture e i rifornimenti di soccorso, e astenersi da azioni che ostacolino le operazioni umanitarie.
Chiedo la cessazione immediata di ogni interferenza con le operazioni umanitarie e il rispetto della loro indipendenza, imparzialità e neutralità. I civili, compreso il personale umanitario, devono essere sempre protetti, e deve essere agevolato il passaggio rapido, sicuro e senza ostacoli degli aiuti umanitari imparziali.
La popolazione di Gaza ha già sopportato immense sofferenze. Non può essere sottoposta a ulteriori ritardi o interruzioni nella fornitura di assistenza salvavita. Ribadisco che le organizzazioni umanitarie devono poter svolgere il proprio lavoro in modo sicuro, indipendente, imparziale e senza timore di intimidazioni o violenze."
“Of all ignorance, the ignorance of the educated is the most dangerous. Not only are educated people likely to have more influence, they are the last people to suspect that they don’t know what they are talking about when they go outside their narrow fields.”
— Thomas Sowell
✍🏻 Nikolày L’vovič Tuzenbach
«Voglio denunciare un'aggressione».
«Mi dica».
«Stavo tornando a casa e un uom...».
«Ah!».
«Come?».
«Non può specificare il sesso, è incitamento alle discriminazioni di genere».
«E che devo dire?».
«È stata aggredita da qualcuno».
«Appunto, era un immigr...».
«Ah!».
«Che è?».
«Vuole incitare anche al razzismo? La Procura è stata chiara, nessuna specifica di sesso, razza, religione, orientamento sessuale e gusti musicali, per non incorrere nel reato di incitamento».
«A cosa?».
«Di incitamento e basta. L'incitamento è di per sé un reato, in Italia. Incitare l'incitamento, poi, è gravissimo».
«Allora cosa devo raccontarle? Delle mie dieci ore di lavoro al bar?».
«Non serve. Scriviamo solo che è stata aggredita da qualcuno. Prosegua».
«Sì, ero vicino alla Stazione Term...».
«Ah!».
«Mo, che è, ancora?».
«Lo sa da chi è frequentata la stazione, vero? Vogliamo incitare anche alla discriminazione di domicilio?».
«Ma stavo alla stazione, cosa dovrei dire?».
«Che è stata aggredita da qualcuno da qualche parte. La Procura è stata chiara, specificare le zone dove avvengono le aggressioni le fa percepire pericolose».
«Quindi?».
«Non volendo risolvere il problema, la Procura cerca di cambiarne la percezione».
«Posso dire almeno cosa ho subito, o rischiamo di mantenere la percezione che la violenza è violenza?».
«Dipende».
«Dipenda da cosa?».
«Dipende da cosa ha subìto. Per la Procura, tutto quello che può ricondursi al razzismo: stupro, decapitazione, rapina, smembramento, salto sul tetto dell'auto, nutrirsi di flora e fauna cittadina, defecazione e accoppiamento in pubblico, non deve essere specificato. È incitamento alla civiltà».
«Incitamento alla civiltà, siamo seri?».
«La civiltà è un retaggio fascista. È lo stile di vita che è importante, per una corretta e sana inclusività».
«E quindi? Mi hanno rapinato e stuprato. Cosa scriverà, che non mi sono adeguata allo stile di vita dello stupratore?».
«No, di quello se ne occupa la politica, noi scriveremo solo che è stata aggredita da qualcuno, da qualche parte, e che questo qualcuno le ha fatto qualcosa».
«E questo dovrebbe alterare la percezione delle cose? Su qualche idiota, forse».
«Non offenda. Sono riusciti a far percepire un referendum come una lotta al fascismo. Se lo fanno è perché sanno che funziona».
«Ma lo hanno vinto col voto degli imm...».
«Ah!».
«Vabbè, ho capito! Una curiosità: come riuscirete a rintracciare il colpevole, con questo metodo rivoluzionario?».
«Una persona è colpevole solo dopo il terzo grado di giudizio. Non sia forcaiola».
«Mi correggo, il presunto colpevole?».
«Non le nascondo che, con i pochi dati che mi ha fornito, sarà un problema rintracciarlo».
«Ma diamine! L'ho visto in faccia, ho il referto del medico del pronto soccorso, l'animale sta ancora lì ai giardinetti a ravanarsi i coglioni, ubriaco come la merda, c'è solo da andarlo a prendere e sbatterlo in galera, ci vuole tanto?».
«Stia calma, potrebbe essere denunciata per incitamento alla giustizia, che in Italia è considerata fascista, lo sa, vero?».
Mi vedo citato questa mattina da Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano. Riesce a fare taglia-e-cuci pure dei post su Facebook (qui sotto) eliminando la parte rivolta a lui.
***
La storia Ranucci-Lavitola per cui, secondo gli investigatori, il secondo — una sorta di Penguin con molteplici condanne per i reati più disparati — avrebbe organizzato un attentato contro il primo — il Batman della tv italiana — per lanciarne la carriera politica, è certamente lunare ma bisogna essere onesti: è anche la storia più sensata uscita da report negli ultimi 15 anni.
Per il resto, io non mi aspetto Marco Travaglio che, con la voce di chi ha ingoiato un fischietto, legge il corsus honorum di Lavitola — condanne e patteggiamenti per complessivi circa 11 anni di reclusione (ridotti/cumulati) per truffa sui fondi de L’Avanti! (3 anni e 8 mesi più il risarcimento di 23,2 milioni), tentata estorsione a Berlusconi (2 anni e 8 mesi) e a Impregilo (3 anni), e corruzione internazionale a Panama (11 mesi), mentre è prescritta la compravendita dei senatori — per poi alzare gli occhi verso la camera e con il suo sguardo vuoto chiedere: “ma io non vado a cena con un massone implicato in tutte queste faccende!?” Lui no, Ranucci, con cui Travaglio va a cena, evidentemente si.
Neppure mi aspetto che Ranucci dica che Lavitola è un eroe, come Mangano, lo stalliere di Berlusconi — che d’altronde avrebbe organizzato un attentato proprio contro quest’ultimo.
No, io vorrei che tutto si risolvesse in lieto fine. Lavitola che ammette, se colpevole, le vere ragioni: “faceva queste inchieste di merda, tutti lo prendevano in giro. Io da amico ci stavo davvero male. Non riuscivo a dirglielo, allora ho pensato di farlo smettere con un attentato senza fargli sapere la verità.” Se fosse così, sono sicuro, qualsiasi giudice sarebbe commosso e capirebbe.
Altrimentì, sarà difficile riuscire a convincere i dubbiosi che Ranucci — persona sicuramente estranea a tutta la vicenda — non ne sapesse davvero nulla. L’unica spiegazione sarebbe la più devastante: che come Ranucci creda nella bontà dei suoi scoop così credesse nella sincera amicizia e buona fede di Lavitola, ma qui si apre tutta un’altra Questione Inevitabile, Q.I.
My absolute favourite Lindsey Graham clip, when in 2010 he asked Justice Elana Kagan during her confirmation hearing where she was on Christmas Day.
You could see his warmth and humility here. He will be so sorely missed ...