Autenticamente Liberale: la ragion di stato sono i fini a giustificare i mezzi. Il senso dello stato sono sempre i mezzi e mai il contrario a prefigurare i fini
Chi dice che serve “più sicurezza” propone sempre le stesse cose: più manette, più manganelli, più reati.
Eppure, nonostante l’aumento continuo della repressione, chi propone questa ricetta continua a dipingere un quadro di assoluta emergenza. Come è possibile?
Per rispondere a questa domanda ed invidiare una via d’uscita da questa prigione retorica, che nel tempo ha costruita un’equivalenza assoluta tra sicurezza e repressione, come @Radicali abbiamo scritto un libro “La Repubblica della paura”, disponibile su tutte le piattaforme e in libreria.
https://t.co/Q2KRkGXHD6
Se i diritti camminano sulle gambe delle persone in Olivier hanno trovato anche braccia, testa e cuore.
Sabato 9 maggio celebreremo la Festa dell’Europa provando ad onorare la memoria di Olivier Dupuis, venuto a mancare questo lunedì.
Lo faremo dedicando quel giorno alla resistenza ucraina che è resistenza europea, proprio come diceva Olivier fin dall’invasione della Crimea da parte di Putin.
Se ne è andato serenamente, ricorrendo all’eutanasia a Bruxelles, dopo anni di lotta nonviolenta e disobbedienze civili portate avanti in tutto il mondo.
Europeo autentico, militante e dirigente radicale, protagonista di tante battaglie per il federalismo europeo, per la democrazia contro i totalitarismi, i diritti civili e la libertà dei popoli oppressi.
Ha dedicato la propria vita politica alla costruzione di un’Europa più forte, più unita e capace di difendere libertà e stato di diritto.
Le sue battaglie, condotte sempre con passione e coerenza nel nome della dignità umana, resteranno un riferimento imprescindibile.
Ciao Olivier. Continueremo a ritrovarti nelle idee, nelle lotte e nell’impegno a cui hai dato corpo.
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Ecco il video integrale e il link della presentazione del mio Libro "Iran a mani nude", edito da @rubbettinobooks che si è tenuta presso la Libreria "#Lovat" di #Treviso, domenica 16 marzo. Un incontro davvero bellissimo; un approfondimento e analisi su quanto avviene in #Iran e in medioriente, durato 1 ora e 16 minuti. Grazie di cuore a #RaffoFerraro, alla proprietaria della Libreria Carlotta Borghi e alle centinaia di persone che hanno riempito il salone onorandomi della loro preziosa partecipazione.
Acquistate nelle librerie e negli Store in Rete come #Amazon, #Feltrinelli e #Mondadori, il mio libro "Iran a mani nude"; leggetelo e regalatelo, è uno strumento prezioso per comprendere l'Iran e cosa sta accadendo in questo magnifico e straordinario paese che sta conducendo la sua lotta di resistenza e di liberazione da un regime orrifico quale quello della repubblica islamica.
https://t.co/1JYU5ZDc9M
Ecco il mio intervento in collegamento da #Ankara, dalla #Turchia, alla manifestazione di #Vicenza al fianco del popolo iraniano che vuole voltare pagina liberandosi della Repubblica islamica e abbracciare un sistema democratico rispettoso dei diritti umani, dello Stato di diritto e del diritto delle minoranze.
Vi invito ad ascoltarlo, due sono i punti fondamentali: cosa dovrebbe fare, ora, subito, l'#Europa, per sostenere il popolo iraniano nella sua lotta di liberazione e cosa dovrebbe fare per sostenere in #Iran nella sua lotta per l'affermazione di un sistema realmente democratico, basato sullo stato di diritto e sul rispetto dei diritti umani e delle minoranze.
Buon ascolto!
@RadioRadicale #Turchia
Grazie ad @Artventuno e @BeppeGiulietti, per aver pubblicato la mia denuncia. Sono 360 giorni che non mi rinnovano la tessera stampa turca. È a rischio la mia incolumità personale, la mia sicurezza e il libero esercizio della mia attività di corrispondente in #Turchia, in un paese dove i giornalisti riempiono le galere.
Su Articolo 21...
Da un anno non mi rinnovano la tessera stampa turca. Perché?
di Mariano Giustino
“È da circa un anno che non ho ottenuto il rinnovo della mia tessera stampa turca, necessaria per la mia attività giornalistica, pubblica, in Turchia in qualità di corrispondente di Radio Radicale. Da un anno non riesco ad ottenerla nonostante i numerosi solleciti da me inoltrati sia alla Direzione delle Comunicazioni turche presso la presidenza della Repubblica sia alla nostra ambasciata ad Ankara. Finora ho ricevuto solo rassicurazioni tramite sede diplomatica, ma senza alcun riscontro concreto. Già lo scorso anno non potei inoltrare la richiesta della tessera stampa perché per rinnovarla è necessario il documento di “Esenzione dal permesso di lavoro” per gli operatori stranieri da allegare alla documentazione per il rinnovo annuale della carta giornalistica rilasciata dal Direttorato delle Comunicazioni della Turchia.
Sottolineo che il documento di “Esenzione dal permesso di lavoro” viene rilasciato dal Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale di Ankara ed è appunto necessario per l’ottenimento della tessera stampa.
Quest’anno ho dovuto attendere ben dieci mesi, ma quando l’ho ottenuto era troppo tardi per il rinnovo. Ho dovuto dunque rifare tutta la procedura daccapo per richiedere il documento di esenzione dal permesso di lavoro per il 2026. L’8 novembre scorso ho quindi inoltrato di nuovo la certificazione necessaria. Ma, a 45 giorni dall’invio della documentazione e fino al momento in cui scrivo, non ho ricevuto ancora il suddetto certificato, mentre gli altri colleghi italiani (Rai e Ansa) l’hanno ricevuto dopo appena tre o quattro giorni. Temo che si ripeta quanto già accaduto nel corso di quest’anno.
Le autorità turche sono molto severe nei controlli dei giornalisti stranieri e dunque temo che possano crearmi seri problemi. In Turchia nell’ambiente giornalistico, in generale, la mia attività è molto apprezzata, seguita con molto interesse anche dall’ambasciatore in persona come da lui stesso riferitomi, soprattutto per la completezza e correttezza di informazione, senza alcuna pavida autocensura, che mi vengono attribuite. Per questo motivo sono ritenuto esposto a maggiori rischi.
Per evitare gravi “complicazioni”, l’ottenimento, quanto prima, del documento di esenzione dal permesso di lavoro e della tessera stampa è necessario. Per questo credo che sia giunto il momento di rendere pubblica tale seria questione e fare una adeguata pressione presso le autorità italiane per la tutela del mio lavoro e della mia incolumità.
Andrò fino in fondo, fino all’ottenimento del certificato di Esenzione dal permesso di lavoro e della tessera stampa turca, ma resta il fatto che un ritardo di tale durata mette a rischio il libero esercizio della mia professione in un Paese con forti criticità e deficit in termini di diritti e stato di diritto come la Turchia. Ho deciso di rendere pubblica questa incresciosa vicenda anche perché sento attorno a me un inquietante isolamento”.
Mariano Giustino, corrispondente per @RadioRadicale dalla Turchia, collaboratore di Huffington Post
https://t.co/CYWA16xMue
Torino, 21 novembre. Detenuto si uccide nel carcere di Torino. Secondo il Sindacato Sappe si trattava di una persona di 50 anni che e’ stata trovata nella sua cella appesa alla finestra con un cappio di stoffa attorno al collo. E’ questa la 72^ impiccagione del 2025.
Guardate che tipo di accoglienza è stata riservata al presidente turco in #Cina. #Erdoğan arriva a #Tianjin per partecipare al 25° Vertice del Consiglio dei Capi di Stato dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (#SCO). L'incontro, che sarà il summit SCO più completo fino ad oggi, vede la partecipazione di leader di oltre 20 paesi e dirigenti di oltre 10 organizzazioni internazionali. È la prima visita in Cina del leader turco dal 2019. La #Turchia è partner di dialogo della SCO dal 2013.
Aggiornamenti a breve...
@RadioRadicale
Nessun allarme, dice il governo.
I dati contenuti nell’ultimo report del Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà per il ministro Nordio non sono allarmanti.
Nel 2025 fin ora si contano 46 suicidi, 30 decessi per cause da accertare, 69 per cause naturali. Un bollettino da strage di Stato che certifica lo stato disastroso delle carceri italiane.
E Nordio, invece, fa la gara con i governi precedenti a chi conta meno morti, arrivando a cancellare persino 30 decessi “da accertare” e ignorando quelli per malasanità in carcere.
Per lui il sovraffollamento è “positivo” perché i detenuti si controllano a vicenda.
Per Delmastro, togliere l’aria ai detenuti è motivo di soddisfazione.
La risposta del governo è una sola: aumentare i reati, buttare più gente possibile dentro, costruire container in carceri già piene
L’urgenza vera è ridurre le presenze, non aumentare le sbarre.
Le nostre proposte ci sono già e sono: liberazione anticipata speciale, Case Territoriali di Reinserimento Sociale, carceri a numero chiuso, depenalizzazione dei reati meno gravi.
Qui, la mia corrispondenza su @RadioRadicale di questa mattina 9 Giugno 2025:
- Mentre i colloqui sul nucleare iraniano si arenano, l'#Iran intensifica la pianificazione militare e si rivolge alla #Cina per il carburante missilistico.
- Intanto il rapporto speciale dell’#Aiea rileva che l'Iran sta conducendo diversi test segreti per lo sviluppo di armi nucleari.
Buon ascolto!
https://t.co/dgll7vpS8L - #Turchia
L’invito all’astensione di Tajani? Un triste deja-vu.
È sempre la stessa storia: in Italia se si parla di diritti e libertà il Parlamento promette e non mantiene per decenni, poi i cittadini si organizzano e ottengono un referendum e solo a quel punto i partiti dicono che devono essere loro ad occuparsene.
Peccato che la legge sulla Cittadinanza risale al 1992, un’altra era e un’altra Italia.
Peccato che il Parlamento abbia proposto tantissime volte una riforma senza mai trovare il coraggio di farla davvero.
Peccato che lo stesso Tajani la definiva “urgente” solo pochi mesi fa.
E invece ora invita all’astensione che certo è un diritto dei cittadini ma di certo non un esercizio di civiltà in un Paese con un tasso di astensionismo sempre più alto e non certo se a promuoverlo è il vicepresidente del Consiglio.
Usiamo invece queste settimane per aprire un dibattito vero su un Referendum di buonsenso che allinea l’Italia ai grandi Paesi europei. Chi parla italiano, lavora stabilmente e manda i figli a scuola perché dovrebbe essere trattato come straniero quando ha scelto il nostro Paese per il suo futuro?
I referendum servono a questo: permettere ai cittadini di scegliere quando il Parlamento non trova il coraggio.
Io di certo andrò a votare.
Prima l’hanno vietata. Ora truccano la scienza per darsi ragione.
Ricordate? Il governo Meloni aveva proibito la carne coltivata senza alcun fondamento scientifico. Poi l’Europa ha bocciato la loro legge.
Ora con l’interrogazione di @bendellavedova abbiamo dimostrato che, pur di non fare retromarcia, hanno trovato un’altra strada: costruire prove a tavolino.
Come? Creando un tavolo tecnico di “esperti”. Sì, ma di Coldiretti.
La sicurezza alimentare non si decide in piazza con cartelli e slogan. E meno che meno truccando i tavoli tecnici.
Si decide con la scienza.
E la scienza ha già risposto: la carne coltivata è sicura.
La sua controindicazione è solo una: fa paura a chi ha interessi e rendite corporative da difendere.
“Quella di Ventotene non è la mia Europa”. Ha tuonato così Giorgia Meloni oggi in Aula.
Guardate però cosa scriveva la Premier solo pochi anni fa sui suoi social.
Poche idee ma confuse. La solita ricetta dei sovranisti: dicono sempre tutto e il contrario di tutto.
Forse, sull’Europa, Giorgia Meloni aveva le idee più chiare nel 2016.
Si parlerà della pdl Zuncheddu e altri su risarcimento danni alle vittime di giustizia con Alessandra Mori su Radio Libertà, il martedì 18 febbraio alle ore 16.30
Questo governo e questa maggioranza hanno reso anche il codice della strada uno strumento di propaganda.
Invece di tutelare la salute dei cittadini, vogliono rieducarli. Non si capisce perché, ad esempio, chi risulta positivo a un test salivare per il THC - perché ha assunto cannabis 3 giorni prima o anche una settimana prima - ma non è in uno stato di alterazione, debba essere punito.
Non è prevenzione. È persecuzione.
L’opposizione dei pro-vita allo stanziamento di fondi in manovra ottenuto grazie a un emendamento di +Europa per istituire lezioni di educazione sessuale e affettiva nelle scuole italiane, al fine di prevenire la violenza di genere, femminicidi e anche per contrastare il dilagare di malattie sessualmente trasmissibili tra i giovani conferma che più che “pro-vita” sono “anti-libertà”.
Una levata di scudi totalmente infondata quella dei movimenti pro-vita che ormai vedono il gender ovunque, il trans-femminismo ovunque, l’isteria anti abortista ovunque: una vera e propria ossessione oscurantista che rasenta anche un po’ il ridicolo.
Forse partecipare ad un corso sull’educazione sesso-affettiva farebbe bene anche a loro, di certo imparerebbero che la prevenzione e il rispetto possono salvare davvero la vita delle donne.
Se Trump dà della gattara a Harris, potevamo noi farci mancare un trumpetto italiano che bullizza il suo avversario @AndreaOrlandosp per non avere figli? È vero, i bambini sono il futuro del paese ma fuori da una retorica sporca questa destra non ha da offrire davvero nulla.