Margaret Thatcher getting cooked during her funeral.
"Don't you think she did any good?"
"Not a bit of good, not a bit. I'd put a stake through her heart and a garrot around her neck to make sure she never came back."
Sandro Pertini fu il primo presidente della repubblica che andò a rendere omaggio alle vittime dell'eccidio di Sant'Anna Di Stazzema.
Era il 1982, 38 anni dopo.
Prima di lui nessuna istituzione ritenne doverosa la presenza dello stato sul luogo della mattanza.
1)
A #SantAnnaDiStazzema il #12agosto 1944 tre reparti della 16ª div. Reichsführer-SS massacrarono 560 civili, dei quali 107 di età inferiore ai quindici anni e un neonato di appena 20 giorni. Un’azione attuata con la complicità di militari e collaborazionisti fascisti italiani.
All’epoca #SantAnnaDiStazzema era ancora più defilata e di difficile accesso di quanto lo sia oggi.Eppure il #12agosto 1944 fu circondata da 4 colonne di #SS.La salita, compiuta di notte, fu guidata da fascisti italiani, per lo più versiliesi, profondi conoscitori del territorio.
che in realtà fosse la riproposizione di un certo quadro, di cui nessuno aveva mai sentito parlare prima, rappresentante un "Banchetto degli dèi" con Dioniso-Grande Puffo in primo piano 🙄
Nel lontano 1989 l'artista
#ElizabethWallin aveva già creato una intera serie di 2.
Chiariamo alcune cose:
- Dante, vissuto al crepuscolo della presenza crociata in Medio Oriente e quando la presenza islamica in Spagna era ancora robusta, aveva dell'Islam una visione viziata da meno pregiudizi ideologici di quella, per dire, di un Tasso;
https://t.co/z47Q7uUVCA
Ciao Stefano,
Ho cercato la tua "analisi del disastro" ma non l'ho trovata. Se la tua "analisi" sono quelle due righe, permettimi di dirti che non ho mai messo in discussione la libertà di espressione dell'onorevole Fassino. Non ho nemmeno affermato che Fassino non debba criticare fortemente la richiesta iraniana, qualora non la condividesse. 𝐇𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐨𝐦𝐢𝐧𝐢 𝐢𝐧 𝐈𝐫𝐚𝐧 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐢 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢. E' molto diverso da quanto hai riportato. I motivi di tale richiesta sono:
a) delegittimare la presa di posizione di uno Stato, l'Iran, in virtu' delle manifestazioni degli iraniani non fa che aumentare la probabilità che ci sia una maggiore repressione di tali manifestazioni. Il Tweet di Fassino rischia di ridurre le donne a meri strumenti di una battaglia politica più ampia, piuttosto che riconoscerle come soggetti attivi nella lotta per i propri diritti.
b) strumentalizzare la lotta per i diritti sociali (spero che questo termine non "scandalizzi" la "sinistra" di cui fa parte) e per i diritti delle donne in Iran significa conferire ai manifestanti iraniani il peso etico e morale di sapere che ogni manifestazione contro il proprio regime puo' essere strumentalizzata dai leader occidentali per la propaganda anti-palestinese (o per qualsiasi altra propaganda, dato che non avete il diritto di strumentalizzare una lotta che non vi appartiene per i vostri fini politici). Rivendico il mio diritto di protestare e dissacrare il regime iraniano senza che la mia battaglia diventi uno strumento che viene utilizzato da un rappresentante politico di rilievo per fini meramente politici.
c) questo glielo dico da italiana: a pochi giorni dalla giornata internazionale delle donne, dove diversi movimenti femministi italiani hanno parlato di colonialismo e di intersezionalità, leggere il tweet di un leader di "sinistra" che strumentalizza le coraggiose, giuste, ammirevoli lotte delle donne iraniane come argomentazione a supporto di uno Stato attualmente accusato di genocidio presso la Corte Internazionale di Giustizia mi provoca un certo ribrezzo.
d) Aggiungo, infine, che la foto condivisa da Fassino "free Iranian women" richiama un concetto e un linguaggio da cui, in Europa, dobbiamo imparare a prendere le distanze. Questo approccio si basa su una logica implicita secondo cui le donne in contesti non occidentali, in questo caso iraniane, sono vittime 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐯𝐞 𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢, bisognose di essere salvate da un intervento esterno, presumibilmente da una fonte occidentale o "civilizzata". Questa narrazione non solo ignora, ma attivamente cancella la complessità, l'autonomia e la "agency" delle donne iraniane. 𝐄' 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐚𝐫𝐜𝐚𝐥𝐞. La 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 e la 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 delle donne iraniane sono ben documentate: dalle manifestazioni fino alla partecipazione attiva in politica, nella letteratura, nelle arti e nelle scienze, le donne in Iran hanno dimostrato ripetutamente la loro capacità di lottare per i propri diritti e per la giustizia. Sostenere veramente le donne iraniane (e tutte le donne che combattono l'oppressione) significa riconoscere e valorizzare le loro voci, le loro storie e le loro scelte, senza imporre una visione esterna di cosa significhi o debba significare la "liberazione". Non è mettendo l'immagine di Sakineh su Repubblica che ci fate un favore, e nemmeno tagliandovi ciocche di capelli. Il primo passo potrebbe essere quello di ascoltare, cosa che avete dimostrato chiaramente di non essere in grado di fare, dato che a parte fare i bulletti non sapere argomentare mezza riga.
Ultima nota: le faccio anche notare che l'argomentazione di Fassino molto fragile. Se la richiesta di espulsione avvenisse dalla Spagna o dalla Svezia, sarebbe quindi legittima? L'unico problema con la richiesta di espulsione consiste nel Paese che lo richiede (Iran) e non nelle ragioni per cui viene richiesto?
Ps. confido che conserverà questo spirito critico e il suo amore per la libertà di pensiero anche per le future interviste di Ghali su Repubblica.
A uso e consumo degli ignoranti su #Pisa e #Firenze, è bene sapere che il Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza prevede che in caso di riunioni in luogo pubblico gli organizzatori hanno l'obbligo di preavvisare il Questore, il quale NON ha obbligo/diritto di "autorizzare" alcunché
La Legge prevede che il preavviso debba essere dato almeno 3 giorni prima della manifestazione.
E' preferibile che gli organizzatori mandino la comunicazione, anche per gli eventuali servizi di competenza da parte delle Forze dell'Ordine.
#Pisa
Riferimenti: TULPS, artt. 18, 25.
#StefanoFeltri afferma falsità gravissime su #Assange, tra cui.
1) doveva andare a processo in Svezia: FALSO. MAI stato rinviato a giudizio in Svezia
2) ha collaborato con campagna #Trump e #Russia: FALSO smentito da indagine procuratore speciale Mueller