Appendino: “non mettere una patrimoniale e’ immorale. Si possono ottenere 15 mld”
Per info
Bonus 110 - ideato dai 5Stelle - e’ costato circa 180 mld, ne hanno beneficiato i ricchi e lo pagano i giovani attraverso il costo del debito
“Evidente l'incompatibilità con Picierno”, dice Bettini.
Per una volta, devo dargli ragione.
Era evidente, e ne ho dovuto prendere atto, la mia incompatibilità con un partito che sull'Ucraina e sull’imperialismo di Putin non si dissocia dalle posizioni di Bettini, che poi sono anche quelle di Conte, di Salvini e di Vannacci.
Mi dispiace per gli amici che sono rimasti.
Se la ragione per non ammettere in UE un paese che da quattro anni combatte per tenere i russi lontani dall’Europa, sono i sussidi agricoli, allora meritiamo di scomparire come civiltà. Chi vuole battersi per un’Europa forte, con l’Ucraina integrata sa che c’è un solo posto dove andare @Azione_it
Il @fattoquotidiano come sempre ci offre casi straordinari di manipolazione dell’informazione, naturalmente calibrata sulla mandria di analfabeti funzionali che ancora lo leggono, cui continua a ripetere, mentendo spudoratamente, che l’origine di ogni male è l’abbandono del gas russo.
Cominciamo col dire che l’unico elemento reale dell’articolo è che il nostro PUN è effettivamente il più alto d’Europa, 116 €/MWh rispetto ad una media di 85. Questo però NON si traduce nelle bollette più care del continente, perché, strano a dirsi, ma la nostra tassazione è molto più bassa rispetto a paesi Come Germania, Irlanda, Belgio o Danimarca e disponiamo anche di una rete piuttosto efficiente, che consente di abbattere di molto i costi di distribuzione. Il nostro prezzo finale si attesta quindi in una fascia medio-alta di prezzo ma non è il più alto.
Ma la bufala di gran lunga più clamorosa riguarda come sempre il gas russo, del quale il giornale di @marcotravaglio, al pari del partito di @GiuseppeConteIT, sono sponsor così accaniti da apparire quasi piazzisti. Il loro obiettivo è giocare sulla scarsa conoscenza che c’è delle dinamiche che regolano il mercato dell’energia, proponendo a ripetizione messaggi semplici ma falsi con la speranza di farli diventare nuove verità.
Facciamo chiarezza.
In tutta Europa, Italia inclusa, il costo dell’energia si basa sul meccanismo del “prezzo marginale”. I gestori nazionali (il GSE nel nostro paese) organizzano quelle che dobbiamo immaginare come aste. I produttori fanno pervenire ogni giorno le loro offerte, le quali vengono ordinate per prezzo crescente. Si parte con le rinnovabili il cui prezzo è prossimo allo zero per poi proseguire con nucleare, idroelettrico, carbone e gas, che rimane la fonte più costosa, perché agganciata alle fluttuazioni dell’indice TTF di Amsterdam (a sua volta NON legato direttamente al gas russo, visto che oggi, nonostante due guerre, lo stretto di Hormuz bloccato e la drastica riduzione di importazioni da Mosca, paghiamo il gas la metà rispetto al 2021, cioè in tempo di pace e con tutti i gasdotti aperti).
I gestori mettono poi a sistema l’offerta con la domanda, partendo con l’offrire prima l’energia a basso costo e poi quelle sempre più care. Il prezzo al quale viene soddisfatta la domanda dell’ultimo KWh viene applicato a tutta l’energia fornita in quel momento e quindi corrisposta a tutti i fornitori. Il sistema, pensato per incentivare le rinnovabili (cui sono associati margini di profitto molto più ampi, avendo costi di produzione irrisori) fa sì che il PUN di ciascun paese dipenda conseguentemente dal mix energetico. In Germania e in Spagna, ad esempio, in determinate ore l’intero fabbisogno nazionale viene soddisfatto con le rinnovabili e dunque il prezzo unico (tasse e distribuzione escluse) è di appena pochi euro. Solo durante i picchi di consumo si ricorre a nucleare e gas applicando a tutta l’energia i relativi maggiori costi.
Proprio da qui deriva il problema dei costi energetici del nostro paese. Essendo l’Italia molto indietro sulle rinnovabili ed avendo rinunciato al nucleare (che però importiamo da Francia e Svizzera), per soddisfare i nostri consumi si deve sempre ricorrere all’energia prodotta nelle centrali a ciclo combinato a gas pagando quindi costantemente un prezzo più salato rispetto ad altri paesi.
Ecco quindi svelata la bufala Travaglio-contiana. Per abbassare le bollette non serve più gas russo, ma meno gas da dovunque provenga. La vera domanda è semmai perché questo volantino del supermercato della propaganda russa non perda occasione di rifilare menzogne pur di favorire la ripresa degli acquisti proprio del gas russo. Ed anche come mai nello stesso momento un partito che si dice ambientalista come il M5S insista affinché si rimanga legati ai combustibili fossili, anziché cogliere l’occasione per chiedere più impegno sulle rinnovabili.
A pensar male, diceva qualcuno, si fa peccato, ma raramente si sbaglia…
Guadagna di più un operaio in cassa integrazione o un tassista a Torino?
Risposta semplice: l'operaio in cassa...
Ma anche a Napoli il reddito lordo.di un tassista è di 940 euro lordi al mese.
Solo io continuo a ritenere una riforma necessaria dei #taxi?
E visto che oggi sono alla posizione 22 nel ranking mondiale di Substack nella categoria News, perché non andate a darci un occhio?
Se poi vi abbonate, avete i post di Phastidio e il Phastidio Podcast senza pubblicità
https://t.co/sxk3mkWjvz
Un tassista a Roma dichiara 16900 euro LORDI all'anno.
A Napoli siamo a 940 euro lordi al mese.
Come se il turismo non esistesse, come se i viaggi d'affari non esistessero.
Siamo qui a discutere di riforma #taxi , di una legge del 1992 che regola ancora il settore.
Chi difende i cittadini e non una lobby come quella dei tassisti?
Ottima analisi di @FlaviaLandolfi e Vittorio Nuti sul Sole24Ore sulle dichiarazioni dei redditi dei #tassisti.
Sostanzialmente stabili, con Roma che rimane inferiore a 17 mila euro di reddito annuo LORDO.
#taxi
I tassisti sono poveri!
940 euro lordi al mese di reddito a Napoli e a Roma, con cosi pochi turisti, raggiungono addirittura i 16900 euro lordi al mese.
Le soglie ISEE per i bonus sono pensate per i #taxi e io non lo sapevo.
940 euro LORDI mensili di reddito.
Questo è quanto dichiara un tassista a Napoli...11300 euro l'anno!
Questa è la situazione dei #taxi in Italia dove a fronte di licenze rilasciate storicamente quasi gratuitamente dai Comuni, i redditi sono risibili.
Dobbiamo riformare il settore ora.
L’ultimo rapporto Ocse continua a certificare che l’Italia è il paese del mondo occidentale che massacra di più il ceto medio.
Ma ogni volta che si rende disponibile un euro, i populisti di destra e di sinistra dicono che deve andare ai redditi bassi (che a furia di far così già da tempo non pagano più imposte).
Il @Partito_Libdem non ha paura di dire che ogni euro disponibile per la riduzione di tasse deve andare solo al ceto medio.
Di fronte allo stallo che c’è in italia esistono delle persone pronte per un governo europeista?
Perché l’unica strada seria è costruire una maggioranza europeista, riformista e di responsabilità.
Né estremismi di destra, né nostalgie di una certa sinistra: serve un governo che faccia andare avanti l’Italia.
Tino è un professore in pensione, ha poco più di 80 anni, è un nostro militante di Bologna e noi di Italia Viva siamo fieri della sua passione civile. Ieri voleva partecipare al 25 aprile con una bandiera italiana, una europea, una ucraina. Lo hanno bloccato e allontanato. Quattro ragazzi hanno impedito a un cittadino di entrare nel corteo. Chi è stato? Chi ha violentato la nostra Costituzione? Le autorità civili e giudiziarie faranno qualcosa per identificare questi squadristi? Lo chiediamo non solo per Tino ma soprattutto per tutti noi. E lo chiediamo in nome dei valori che Bologna ha sempre promosso e protetto. Quei giovani hanno compiuto un atto di violenza che non può passare sotto silenzio. Perché chi viola la Costituzione non è credibile quando dice di festeggiare il 25 aprile. Tino ieri rappresentava la libertà, chi lo ha bloccato è figlio di un nuovo totalitarismo
La metto più semplice, magari così si capisce: c'è stato un ottantenne disarmato e pacifico cacciato fisicamente da una strada della sua città da un bulletto che lo ha fisicamente sovrastato. E voi state discutendo delle ragione dell'ottantenne e di quelle del bulletto.
Avete coperto di disonore l’Italia e perso finanziamenti europei. Buttafuoco si deve dimettere. I documenti evidenziano anni di lavoro alle spalle del governo e dell’UE per ingraziarsi i russi. Vergognatevi. Altro che privacy.
Pur di avere l’ex pm Michele Emiliano come consigliere giuridico, mercoledì il governatore della Puglia Decaro si è presentato con il cappello in mano al Csm, che già per tre volte ha bocciato la richiesta avanzata dall’ex toga. Una scena grottesca e inedita, ma che non cambierà l’esito della querelle: come risulta al Foglio, infatti, i consiglieri del Csm sono intenzionati a negare a Emiliano il collocamento fuori ruolo o l’ennesima aspettativa (da 23 anni non indossa la toga), disponendo il suo rientro in magistratura. “E’ impossibile concedergli l’aspettativa per un contratto di lavoro autonomo a tempo determinato…”, dichiara quasi sconsolato un consigliere. In questo consiste, infatti, l’ultimo incarico che Decaro ha concepito per Emiliano: consulente speciale (con retribuzione annua di 130 mila euro) per gestire le grandi crisi industriali, in particolare l’ex Ilva. Peccato che Acciaierie d’Italia (l’ex Ilva) sia già in gestione commissariale, quindi non si comprende quale attività dovrebbe svolgere il magistrato.
Retroscena sul Foglio ⬇️
Fascisti rossi a Roma cacciano dal corteo le bandiere ucraine. Vergogna!
650 tra droni e missili russi hanno colpito l’ucraina ieri. Siete indegni di parlare di resistenti e partigiani. Chiedo un’immediata presa di distanze della sinistra parlamentare. Basta piazze governate dai fascisti putiniani.
Ogni anno, quando si pubblicano i dati sulle dichiarazioni dei redditi, si racconta una favola agli italiani.
E cioè che gli oltre 11 milioni di italiani che non pagano l’Irpef siano tutti evasori fiscali.
Lo stanno dicendo anche ora a @OttoemezzoTW.
Nonostante indubbiamente alcuni evasori ci siano anche lì, la verità è tuttavia molto diversa.
Quegli 11 milioni di italiani non pagano l’Irpef perché lo ha deciso esplicitamente lo Stato.
E lo ha deciso perché ogni volta che si rende disponibile un euro per ridurre le tasse, demagoghi e populisti (di destra e di sinistra) chiedono - spesso proprio usando la tribuna di @OttoemezzoTW - che le tasse siano ridotte soltanto ai redditi bassi.
E non ai “ricchi”, dicono. Ricordate ad esempio l’ultima legge di bilancio, dove un pezzo significativo della politica italiana ha definito “ricchi” chi guadagna 2 mila euro al mese.
E siccome nessuno - né destra né sinistra - resiste a questa tentazione demagogica e populista, alla fine è successo che a essere esentati LEGALMENTE dal pagamento dell’Irpef siano addirittura più di 11 milioni di italiani.
Perché la politica e il dibattito pubblico in Italia funzionano così: come una favola della buonanotte.