Ricordatevi che quando i vostri figli e/o nipoti vi chiederanno come è potuto succedere un genocidio del genere sotto gli occhi di tutti e nessuno è intervenuto non potrete rispondere come i nostri nonni: non sapevamo nulla.
Sembra un paradosso: esultare perché un tribunale svizzero riconosce il legittimo diritto di opporsi pacificamente al #genocidio in corso in Palestina ad opera di #Israele. Questo è il risultato del soffocamento graduale delle nostre libertà.
@DSantanche Questo è il problema dell'italia. Si da potere di parola a gente coinvolta in molte indagini e parla senza un minimo di vergogna.
Ma il problema più grosso e che c'è gente che la segue 😒
Questa sera a Scanner Live parleremo di Migranti e delle torture e morti in mare che l'Europa vuole nascondere
#scanner#scannerlive#migranti https://t.co/qVc2HneNgs
«Con la testa», fa segno Taj Alamyar. «Ho sfondato il finestrino con una testata, poi ho spaccato i vetri con le mani. Tutti stavamo urlando, ma solo io sono riuscito a tirarmi fuori da quell’auto che bruciava».
È per le fragole. Le fragole sono buone. Ma qui hanno ammazzato quattro ragazzi di vent’anni perché chiedevano la paga. E non si chiede la paga ai caporali, a quelli che ti portano nei campi e gestiscono lo sfruttamento. Anche Taj Alamyar doveva morire. Doveva bruciare vivo come gli altri quattro braccianti che avevano osato alzare la testa. Arsi vivi dentro un minivan da sette posti, un Fiat Ulisse. Ma quella testata gli ha salvato la vita mentre le fiamme già avevano saturato l’abitacolo, così adesso può raccontare quello che è successo con gli occhi febbrili degli scampati. Lo fa da un piccola casa in via Gramsci, nel comune di Villapiana, alto sulle coltivazioni e sul mare, in questa terra di Calabria verso il confine con la Basilicata.
L’intervista integrale di Niccolò Zancan è su La Stampa
#LaStampa
🚨Gazze'de yapılanlar Lübnan'da da yapılıyor.
Lübnan’da bir baba ve oğlu eve dönerken öldürüldü.
Silah taşımıyorlardı, çatışmanın parçası değillerdi. Yanlarında sadece hatıraları ve evlerine ulaşma umudu vardı.
Bir baba ve oğulun eve dönüş yolculuğu ölümle son buldu. Sivillerin hayatı bir kez daha savaşın hedefi oldu. 💔 #Lübnan #Lebanon #CivilianLivesMatter
📢 Gazze'yi Terk Etme!
#MakeWayForGaza (Gazze'ye Yol Aç)
Bisognerà aspettare il momento più opportuno, ma se c’è una cosa su cui il governo israeliano non sembrerebbe aver dubbi - in fondo viene ripetuto da tempo - è l'espulsione dei palestinesi da Gaza. Un esodo, fortemente incentivato
La @regionetoscana#R1PUD1A la guerra.
“Aderire alla campagna di EMERGENCY significa dire no alla follia dei conflitti e sì alla cultura della cura e del dialogo.”
https://t.co/kbDWUv8uN4
Non è solo #BenGvir. È l' intero governo israeliano a usare la tortura come metodo. È #Israele che sceglie l' illegalità. E commette crimini contro l' umanità.
Le dichiarazioni tardive del Governo Meloni non bastano. È troppo tardi.
Servono azioni concrete:
🛑Stop alle relazioni internazionali e commerciali con Israele.
🛑Stop all'invio di armi.
🛑Stop al genocidio.
🛑Palestina libera dal sionismo.
#Flotilla#BenGvir
L'unica democrazia liberale in medioriente, "però in Israele si vota", l'esercito più morale del mondo. Israele è la metastasi dell'umanità, l'aggiornamento del nazismo, una società costituita principalmente da malati di mente.
At least 15 cases of sexual assaults, including rape.
Shot with rubber bullets at close range.
Tens of people’s bones broken.
While the world’s eye is trained on the suffering of our participants, we cannot emphasize enough that this is a mere glimpse of the brutality israel imposes daily on Palestinian hostages.
Don’t let up. Statements of condemnation are not enough. This moment must be seized by people worldwide to apply the necessary pressure to end this colonial violence. Pressure officials. Escalate boycott and divestment tactics. Organize direct action.
“Please, if this can be a lightning rod moment, let it be that … join us wherever you are and rise up so that we can end this occupation, end this colonialism, end this violence.”
Free Palestine NOW.
Se sei italiano su una barca battente bandiera italiana e vieni rapito in acque internazionali, picchiato, torturato e umiliato da Israele, il viaggio di ritorno te lo devi pagare. Se sei un torturatore ricercato, ti riportiamo in Libia col volo di stato. Non fa una piega #Taiani
Not in line with Israel’s values and norms?
That’s not true. Let´s stick to the facts.
While the hundreds of Global Sumud Flotilla activists unlawfully detained by Israel are en route back to their countries, Palestinian prisoners will have to continue to endure unspeakable abuse.
Israel has a long history of incarcerating Palestinians without charge or trial. Its systematic use of administrative detention – detaining Palestinians without charge or trial - is a cornerstone of Israel’s system of #apartheid. Torture and other ill-treatment of Palestinian prisoners have been a cruel reality for decades and only increased in the last 3 years. Over 9,000 Palestinian men, women, and children are currently held in Israel’s prisons. More than a 1,000 are from Gaza and subjected to enforced disappearance or held incommunicado in military facilities and denied access to lawyers or contact with their families.
Amnesty International and other human rights groups have continuously documented a pattern of Israeli authorities inflicting torture and other cruel, inhuman or degrading treatment or punishment against Palestinians, including through the denial of medicine, food, clothing and sleep, continuous beating, cuffing and blindfolding, dog attacks, rape and other sexual violence, among other abuses. In yet another display of double standards, third states have remained unmoved to the repeated calls to act to bring an end to Israel’s abuses against Palestinians in custody. This must end.
Contro i palestinesi torture sistematiche, compresi “i cani utilizzati per gli stupri”.
Report di Amnesty, Physicians Human Rights Israel e Palestinian Center. @SMaurizi
https://t.co/vOg0ITQg26