Anesthesiologist in searching of beauty: an-esthetist.
Rianimatore presso AOU Alessandria - Psicoterapia della morte e del morire presso ASL Alessandria
I may have been wrong to think that giving calcium in septic shock was like providing bug food. The authors seem to be saying, "depends on how sick." No benefit without pressors, and a bigger gain as the NE dose climbs. 🎩 tip to the authors
https://t.co/sSr8PFzSBW
🇮🇹 Ma c'è un'altra alternativa. Ovvero, invece di guardare ai CCNL, possiamo guardare alla compensazione. La differenza è che la prima (i CCNL) è quanto è stabilito nel contratto nazionale per ora lavorata. La seconda è quanto effettivamente prende un lavoratore (che include la contrattazione di secondo livello, i bonus, etc..). Ebbene, la compensazione per ora lavorata è oggi l'8,13% più ALTA rispetto al 2000. Discorso analogo per la compensazione per addetto (il mio grafico parte dal 2005 in questo caso).
8/N
Fixing the blood pressure doesn't always fix the tissues. In sepsis, the big vessels and the tiny ones don't always get the memo at the same time. 🎩 tip to the authors
https://t.co/sSr8PFAqru
If confirmed, this is telling: Russian data centres get hit, and online activity around AfD suddenly plummets. 📉
So much talk about German patriotism… then the connection from Russia goes down. 🤔🇷🇺
🇮🇹 Sarà forse brutto da dire ma se il reddito nazionale non cresce per 30 anni, è inutile chiedere di aumentare una spesa (per esempio quella sanitaria), perché vuol dire giocare alle 3 carte. L’elefante nella stanza è e rimane la mancata crescita (“il declino”). È brutto da dirsi ma un paese più ricco può permettersi ospedali, farmaci, dottori e macchinari migliori. Per questo dovremmo essere ossessionati. Ma non dal portare la spesa sanitaria al 7% del PIL (il 7% di zero è zero!): Ossessionati dalla crescita. Se l’Italia fosse cresciuta solo a ritmi moderati, oggi potremmo spendere pro capite il doppio di quanto facciamo perché saremmo molto più ricchi. Incredibile che in Italia si sia arrivati al punto in cui non è più nemmeno concepibile pensare di crescere. Aveva ragione @brusco_sandro, è il “modello super fisso”. 🙈
We've spent decades staring at the arterial line. Turns out the veins have feelings too, and a congested patient can look "fine" on the monitor while their organs struggle. 🎩 tip to the authors.
https://t.co/sSr8PFzSBW
La realta' dei fatti: e' cresciuto troppo, in realta'. E questa enorme redistribuzione - che si fonda su una gigantesca tassazione/imposizione sui redditi da lavoro dipendente qualificati - e' il principale motore (non l'unico, ma il principale) della continua e crescente fuga dal paese di persone capaci, formate e produttive.
Esistono limiti all'utilita' sociale della redistribuzione ed esistono metodi di redistribuzione migliori degli altri. Meglio capirlo e parlarne che farsi danno con la testa infilata sotto la sabbia.
@ora_italia
@MedBunker È tutto un "fare" che esclude possibilità di riflessioni condivise che preparino innanzitutto pazienti e familiari alle possibili evoluzioni delle patologie da cui sono affetti, rendendoci tutti inpreparati alle condizioni critiche o non più trattabili.
@MedBunker In maniera per lo più acritica sembra voler tutelare la mera sopravvivenza a scapito di una riflessione su appropriatezza e proporzionalità dei trattamenti. In parole poverissime, serpeggia tra di noi il dubbio di star effettivamente facendo il bene dei pazienti.
🧵Perché i medici "scappano" dagli ospedali?
Dovete sapere che per un medico della mia generazione lavorare in ospedale era un obiettivo, un traguardo prestigioso e prezioso. Negli anni, prima gradualmente, oggi in maniera impressionante, la percezione di questo ruolo è cambiata, oggi praticamente tutti i medici ospedalieri hanno la tentazione (a volte solo la speranza) di cambiare vita lavorando solo in privato e tantissimi fanno direttamente questa scelta, persino molti giovani a inizio carriera. 1/9
https://t.co/dJPx8ClKb8
Traduzione in italiano degli argomenti contro il nucleare, prontuario.
“Il nucleare impiega troppo tempo”: sono un boomer con speranza di vita residua <15 anni, odio i giovani, non mi fotte un cazzo del futuro tanto sarò morto, i soldi vanno spesi qui ed ora in pensioni. 1/n
Destra e sinistra sono convinte che il 3,1% di deficit sia dovuto non alla spesa (più alta) ma al pil (più basso). Cambia solo il responsabile: per il governo la colpa è dell’Istat che sottostima il pil nominale, mentre per l’opposizione è colpa del governo se il pil non aumenta abbastanza.
Alla base dell’errore di prospettiva c’è probabilmente la convinzione, aritmeticamente infondata, che nella definizione del rapporto deficit/pil la variazione del numeratore o del denominatore contino all’incirca allo stesso modo. Se anziché diminuire l’indebitamento, aumenta il pil il risultato non cambia. E invece cambia molto, perché per avere un effetto sul risultato la variazione del denominatore (pil) deve essere molto più ampia (oltre 30 volte) di quella del numeratore (indebitamento).
Il deficit attuale al 3,1% è frutto del rapporto tra un indebitamento di circa 70 miliardi e un pil di circa 2.265 miliardi. Per avere un deficit appena inferiore al 3%, con un pil (denominatore) sempre di 2.265 miliardi, serve un indebitamento (numeratore) di 67,5 miliardi: sono i 2,5 miliardi di uscite che sono apparsi come spese impreviste per investimenti.
Se invece volessimo arrivare a un rapporto deficit/pil appena inferiore al 3% facendo aumentare il denominatore (pil) e lasciando il numeratore (indebitamento) a 70 miliardi, allora servirebbe un pil pari a 2.341 miliardi: ovvero 76 miliardi in più rispetto al livello attuale. Circa 3,5 punti di pil in più. Varrebbe a dire che, rispetto al pil del 2024 pari a 2.210 miliardi, nel 2025 in Italia ci sarebbe stata una crescita nominale del 6%: oltre il doppio di quella effettiva.
Il governo non può davvero credere che l’Istat possa sottostimare così tanto la crescita che c’è stata, l’opposizione non può davvero credere che il governo avrebbe potuto far crescere l’economia a tassi cinesi. La realtà, invece, è che la ragione del deficit al 3,1% non sta nella crescita inferiore alle attese ma nella spesa fuori controllo rispetto al previsto. È questo che la politica non vuole vedere, ma che la matematica non può nascondere.
https://t.co/9Mqu1XOcfg
Non c’è una sola cosa vera in quello che dice @SPatuanelli sul Superbonus.
1) Innanzitutto non è vero che sia costato “solo” 122 miliardi. Quel dato di Enea si riferisce al solo SuperEcobonus, ma il 110% includeva anche il SuperSismabonus (circa 40 miliardi): il costo complessivo del Superbonus è di circa 165 miliardi. Se si aggiunge la spesa degli altri bonus edilizi (tra i quali il Bonus Facciate), che è esplosa dopo il decreto Superbonus che ha esteso la cessione illimitata del credito, il totale arriva a 229 miliardi: oltre 100 miliardi in più di quanto dice Patuanelli. Se quindi la stima di @CarloCalenda è sbagliata, lo è per difetto (di 9 miliardi).
2) Patuanelli fa un’analisi costi-benefici positiva del Superbonus citando uno studio della Banca d’Italia. Ma lo manipola, come ho spiegato in questo articolo sull’identica mistificazione fatta da Giuseppe Conte. https://t.co/2WwmS7apkH…
Bankitalia non dice che senza i bonus edilizi l’Italia sarebbe stata in recessione (perché è falso). Dice che “senza gli incentivi fiscali alle ristrutturazioni edilizie la crescita del valore aggiunto tra il 2019 e il 2023 si sarebbe sostanzialmente dimezzata”. Quindi vuol dire che la crescita, che in quel periodo è stata di 5,8 punti di pil, senza i bonus edilizi sarebbe stata di circa 3 punti di pil. Il dettaglio non marginale è che, in quello stesso periodo, la spesa complessiva di Superbonus e Bonus facciate è stata pari a 170 miliardi di euro, oltre 8 punti di pil (il costo sale a 229 miliardi se si considerano gli altri bonus edilizi). Non a caso nello stesso studio, nella frase successiva, la Banca d’Italia scrive: “Sebbene positivi, i benefici per il complesso dell’economia in termini di valore aggiunto sono stati più bassi rispetto ai costi sostenuti per le agevolazioni, implicando un moltiplicatore fiscale inferiore all’unità”.
In sostanza “il ritorno” di cui parlano Patuanelli e Conte è negativo: ogni euro speso ha prodotto meno di un euro di pil. E il ritorno in termini fiscali è ancora inferiore, visto che il gettito incassato è una frazione del pil generato che è a sua volta una frazione della spesa sostenuta.
3) Non è vero che il Superbonus, secondo la linea politica del governo Conte, sarebbe terminato il 31 dicembre 2021 e che le proroghe successive sono state opera di forze politiche diverse dal M5s. La prima proroga avviene già a dicembre 2020 con la legge di Bilancio che estende il Superbonus al giugno 2022 (il ministro Gualtieri “resiste” alle pressioni M5S che lo voleva fino al 2023). Ma già un mese dopo, a gennaio 2021, nella proposta di PNRR del governo Conte (l’ultimo atto di quell’esecutivo) è prevista “l’estensione del Superbonus 110%”. Poi il governo Draghi, sempre su pressione del M5S che faceva parte di quel governo ed era il primo partito della maggioranza, lo estende il fino al 2023. Il M5S si è sempre battuto per la proroga del Superbonus e contro ogni forma di restrizione, che fosse al governo o all’opposizione. Conte, Draghi o Meloni. Sempre e comunque.
È incredibile che, a distanza di anni, ci sia questa disinformazione sul Superbonus nonostante la mole di analisi e documenti. Per chi vuole approfondire c’è il libro scritto con @CarloStagnaro: “Superbonus - come fallisce una nazione” 📖 👇
https://t.co/u5dGKyzjWL
Lo scrittore ucraino pacifista Artem Chapeye, arruolatosi all’inizio dell’invasione russa, risponde alla segretaria dei Giovani Democratici, Virginia Libero:
«Fanno bene i giovani a rifiutare le guerre di aggressione mosse dai loro governi. Ma la resistenza a un’invasione non è “la vostra guerra di destra”. È la stessa guerra che fecero i vostri partigiani. Onestamente, ne ho abbastanza di rispondere a formule astratte di persone privilegiate, che non si rendono nemmeno conto di quanto lo siano a non dover prendere decisioni così difficili come le nostre e a potersi limitare a fare retorica teorica. Spero davvero che gli italiani non si ritrovino mai più nella stessa situazione in cui siamo noi. Solo ora comprendo il significato profondo di quest’espressione, e da una città in guerra ve lo auguro sinceramente: la pace sia con voi». (La Repubblica)