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Marco Squarta
Ieri ero seduto in Parlamento Europeo, nel cuore delle istituzioni europee, nel luogo che dovrebbe rappresentare serietà, responsabilità e rispetto. Accanto a me c’era Ilaria Salis. La sentivo parlare, intervenire, prendere la parola. E mentre la ascoltavo, una domanda continuava a tornarmi in mente, sempre più forte. Com’è possibile che questa persona sia oggi un parlamentare europeo?
Com’è possibile che una forza politica italiana come Alleanza Verdi e Sinistra abbia deciso di mandarla qui, nel Parlamento che rappresenta oltre settecento milioni di cittadini europei?
E soprattutto com’è possibile che questa persona rappresenti l’Italia in un’istituzione così importante?
Poi però ci pensi meglio e capisci che, purtroppo, tutto torna. Perché questa è la stessa area politica che in passato ha portato in Parlamento Aboubakar Soumahoro, presentato come simbolo dei diritti e difeso a prescindere, fino a quando sono emerse le inchieste sulla moglie e le ombre sulla gestione dei migranti e delle cooperative.
Ed è la stessa area politica che oggi difende Francesca Albanese e che, magari, vorrebbe perfino candidarla in Parlamento il prossimo anno. È sempre lo stesso schema, lo stesso modo di intendere le istituzioni, la stessa leggerezza nel decidere chi deve rappresentare il nostro Paese.
Questa è la sinistra italiana in Europa.
È questa la classe dirigente che qualcuno vorrebbe riportare al governo dell’Italia. E allora la domanda finale viene spontanea.
C’è davvero qualcuno che pensa di voler riaffidare il nostro Paese a questa gente?
Io credo che l’Italia meriti molto di meglio.
La cosa “vergognosa” non è che un fisico parli di geopolitica: è che in prima serata si spaccia per pensiero alto una tesi falsa, senza alcun contraddittorio che tradotta, suona così: se uno Stato più forte invade, l’Europa deve abituarsi e l’aggredito deve cedere. Questa non è pace: è licenza di conquista. E chi la racconta ridendo o minimizzando non “sfida il mainstream”: lavora per rendere accettabile l’inaccettabile. E stranamente lo fanno sempre nella TV diretta da @SalernoSal e in maniera a dir poco miserabile da @corradoformigli
Ma andiamo a vedere bene le baggianate
“Che c’è di male se l’Ucraina perde?” non è una domanda neutra né “filosofica”: è un modo elegante per cancellare cosa significhi “perdere” sotto un’occupazione russa. “Perdere” vuol dire territori presi con la forza, amministrazioni imposte, repressione, detenzioni arbitrarie, torture, violenze sessuali, persone sparite. Non è retorica: è materia di rapporti ONU e OSCE, e di indagini giornalistiche internazionali. Quindi no: non è “male” perché “vince qualcuno e perde qualcun altro”. È male perché significa premiare la guerra d’aggressione e dire implicitamente che la sovranità è un optional per chi è più debole.
E poi la parte più grave: il frame “Donbas ribellato dopo il colpo di Stato supportato dall’Occidente”. Questa non è “complessità”, è lessico da narrativa del Cremlino: sposti l’asse morale dall’invasore all’invaso e ti costruisci l’alibi (“se l’è cercata”). È un trucco vecchio: trasformare una crisi politica ucraina in un peccato originale che renderebbe comprensibile l’annessione e la guerra. Ma anche qui: se vuoi fare l’adulto nella stanza, parti da un fatto elementare i confini non si ridisegnano.
Non siete “contro la guerra”: siete a libro paga morale dell’aggressore.
Chiamate “pace” la resa, “complessità” la menzogna, “realismo” la vigliaccheria.
Ogni vostra parola sposta la colpa dalla mano che spara a chi viene colpito.
Non informate: anestetizzate. E intanto fate passare la conquista come normale.
Dott @carlorovelli sotto dei link per studiare , data la sua evidente ignoranza su questi temi.
Si vergogni
Qui la puntata 👉 https://t.co/B9Gt9PgAFf
Qui i link di riferimento:
https://t.co/1HAomhWxmI
https://t.co/qaqZTZFfxV
https://t.co/qsqnNITBjm
https://t.co/k7dpaigqCS
Qui su @liberioltre le spieghiamo la storia del Donbas dove è gravemente carente
https://t.co/4Lazw8v4Yq
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@Sindaco2003@DarkCigars Non hanno avuto modo di studiarlo... I romani gli hanno fatto un c.... così prima che potesssero capire cosa stesse succedendo!
@Frenk_Woody Direi...incauto!!! Dovessimo chiederci il perchè della "supposta" stima europea di cui, negli anni passati, appariva circondato il "pirotecnico" professore, allora basterebbe il termine "supposta" per chiarire tutta la vicenda ... euro"!!!
Eccoli qua, sempre gli stessi.
Nel 1979 il PCI di Bologna stampava e diffondeva a mani basse questa locandina: "LO SCIA' SE N'È ANDATO"
"E' una prima fondamentale vittoria del Popolo Iraniano in lotta contro un decennale regime oligarchico, corrotto e sanguinario" Esultavano per la caduta dello Scià, benedivano la "rivoluzione" khomeinista, la chiamavano libertà, democrazia, progresso per l'Iran.
I comunisti applaudivano l'arrivo del regime degli ayatollah. Oggi, gennaio 2026, mentre il regime islamico sta massacrando il proprio popolo nelle piazze (le stime più accreditate parlano di oltre 12.000 manifestanti uccisi in sole due settimane, secondo fonti come Iran International e testimonianze mediche filtrate nonostante il blackout di internet – per il regime "solo" 3.000, inclusi i loro), i loro eredi politici tacciono.
Silenzio tombale.
O peggio: minimizzano, dubitano dei numeri, fanno i contabili selettivi della morte. Strano, vero?
Gli stessi che in questi anni hanno contato uno per uno i morti di Gaza con precisione da ragioniere e indignazione a giorni alterni, ora improvvisamente diventano miopi davanti a un bagno di sangue che ricorda i peggiori massacri della storia contemporanea iraniana. La verità è nuda e cruda:
per loro i morti non sono tutti uguali.
La libertà vale solo quando fa comodo alla narrazione.
I diritti umani si difendono solo se servono a colpire l'Occidente o Israele.
Ieri tifavano per gli ayatollah.
Oggi coprono (o ignorano) i loro crimini.
Domani riprenderanno a fare la morale al mondo intero. Allora, compagni, ditemi:
quanti sono i cittadini massacrati dal regime che ieri osannavate?
Oltre 12.000 in due settimane, tanti giovani under 30, corpi ammassati negli obitori di Teheran, feriti arrestati negli ospedali, spari ad altezza uomo. "Libertà, democrazia, progresso per l'Iran."
Fa già ridere solo a rileggerlo, dopo 47 anni di teocrazia sanguinaria. Comunisti: sempre coerenti nel loro doppio standard.
Una piaga per la libertà, ieri come oggi. Da Bologna è tutto.
Condividi se vuoi far girare questa vergogna a macchia d'olio. #comunisti_piagadelmondo #IpocrisiaRossa #Iran2026 #ViliSince1943 #IranMassacre #IranProtests @lauraboldrini@Giorgiolaporta #iran
#comunistipiagadelmondo #comunismodaestirpare
Ben 7 milioni di euro raccolti nel nostro Paese e consegnati ai tagliagole a opera dell’architetto coccolato da Boldrini, Fratoianni, Di Battista, Albanese & C. Che ora tacciono imbarazzati. I segnali erano moltissimi: loro non li hanno voluti vedere. https://t.co/hwCwiE84ur
Se otto milioni di euro, raccolti oggi in nome dei palestinesi, sono stati dirottati da reti filo-Hamas, la domanda è semplice: quante decine di miliardi sono stati rubati in settant’anni?
Quanti soldi per scuole e ospedali sono diventati armi, tunnel, potere?
La miseria non è solo una conseguenza della guerra. È il suo carburante.
#hamas
Secondo Il Giornale, Albanese avrebbe incontrato un gruppo di terroristi di Hamas, incitandoli a resistere… e in Italia abbiamo ancora gente che la vuole cittadina onoraria di qua e di là. Ma siamo pazzi? #Albanese#Hamas#zuppadiporro
@LaPrimaManina La Spagna corre … verso il baratro. Sarà la prossima cliente della triade, dopo la Francia. La crescita è tutta finanziata a debito, sia a livello di Stato, che di famiglie
@ilfoglio_it Questa è una chiara dimostrazione di come funziona la propaganda russa. Un'intervista di per sé chiarissima viene distorta dalla stampa filorussa e amplificata finché il diretto interessato non è costretto a spiegare l'ovvio e questo viene fatto passare per una smentita.