Purtroppo gli italiani si sentiranno sempre superiori ai francesi che invece sono 15 spanne sopra di noi e cresciuti a pane e rivoluzione scendono in piazza e incendiano tutto a ogni minima mancanza di rispetto e diritti
#Melonivergogna restituisce il VITALIZIO a 851 SENATORI e a 444 FAMILIARI di SENATORI DECEDUTI!!!!! (La colpa era del RDC) VOTATELA sempre p.s non ho mai preso RDC e sono ORGOGLIOSO di non averla mai VOTATA per dire👍🙋🏻
Niente #ONU per Giorgia #Meloni, impegnata a sfilare a Milano. Ha preferito fare il figurino da tap model con le extension piuttosto che la solita figurina di merda geopolitica come stagista di Donald #Trump.
#DiegoDoc
Carlé sei stato rimandato in 4 materie e poi in due nei primi due anni di liceo, poi bocciato al terzo, metti incinta, a 16 anni, la segretaria del compagno di mamma tua. Un disastro. Ciuccio forte forte in matematica. Università così e così. Tuo nonno paterno, Carlo, ambasciatore e consigliere del Presidente della Repubblica Pertini, amico di Montezemolo, ti piazza in Ferrari (solo per un breve stage e nemmeno retribuito) e poi in Confindustria. Provi il concorso per la carriera diplomatica e nonostante la forte raccomandazione di nonno sei trombato ma becchi comunque un incarico per soli due mesi. Incarico che fà imbestialire l'intero corpo diplomatico italiano. Sei costretto a mollare l'osso. Ti fai raccomandare, immagino, per entrare in Sky ma vieni presto mandato a casa. Scegli la politica come ripiego e Montezemolo ti raccomanda a Letta e poi a Renzi. Diventi vice ministro e poi ministro, addirittura. Un fallimento a 360 gradi (Leggi ILVA). Sfrutti la situazione (40%) e il PD ti piazza in Europa a 40 mila euro al mese. E poi vai in giro dicendo che hai un curriculum per governare l'Italia, gli altri no. Che tristezza Carlé, lo vedi questo al tuo fianco???
Dai un'occhiata al suo di curriculum, è da paura. Lui si che mi rappresenta.
Tu?...cambia mestiere, se un mestiere lo sai fare...
"Bollo sciao"
Sciacalla, buffona, ignorante, pagliaccia, cialtrona non ti devi permettere di prendere in giro questa canzone.
Sono morti 40.000 partigiani per liberare il paese dai nazifasci come te.
Idiota #fascista.
#Governodicialtroni#GovernoDellaVergogna
Da Vespa sbaglia i conti pure se li fa con la calcolatrice
Da Porro non riesce a coniugare correttamente il verbo parere ("a me parono")
Non conosce la differenza tra pressione fiscale e gettito fiscale
Ma chi cazzo abbiamo mandato a Palazzo Chigi?
Abbraccerebbe quello che l’ha accoltellata, e il ragazzino del Congo che le ha salvato la pelle, via, rimpatriato. La prossima volta, ragazzino del Congo, fatti i cazzi tuoi, che fai un piacere a tutti
Guerre, Genocidi, Accise, Bolli e Mancette Elettorali.
Se davvero i media italiani raccontassero la verità Salvini e Meloni sarebbero al 2% e Renzi e Calenda nemmeno esisterebbero.
Sarebbe un Paese migliore se ci fossero più giornalisti onesti e perbene.
È tutto.
Eccolo qui l'originale, con il simbolo del suo partito.L'avevano censurato su tutta la rete, ma io l'ho ritrovato 😂 Condividetelo perché il popolo dimentica.....
Ho letto che a Milano è stato celebrato il matrimonio di tali “Me contro Te”.
All’Unipol 6mila persone hanno pagato il biglietto per assistere al matrimonio.
Prezzi dei biglietti? Dai 48€ ai 110€.
Con 250€ incontravi gli sposi.
Direi che è arrivato il momento dell’asteroide.
Oggi ho incontrato un cane, di quelli piccoli che abbaiano sempre, ha abbaiato per cinque minuti.
Ha detto le stesse cose di Giorgia #Meloni, ma in modo più conciso.
#Paco
Mi duole dirlo perché sembra tutto una burletta ma #Mladić il boia di Srebrenica ha ottenuto si e no il 15% dei risultati di #Netanyahu e del governo
di Israele
Insegno vs Ranucci
Febbraio 2019. Michela Andreozzi, attrice, regista e sceneggiatrice, in un programma di cinema storpia il nome della Lazio e dice “Lazie”. Una battuta da niente.
Fabrizio Piscitelli, Diabolik, leader degli Irriducibili, gira il link a Pino Insegno. Piscitelli non è soltanto un capo ultrà: è un uomo inserito negli ambienti della criminalità romana, con legami con il narcotraffico e gruppi criminali. Sei mesi dopo verrà assassinato con un colpo di pistola alla testa al Parco degli Acquedotti, in un agguato maturato, secondo la ricostruzione giudiziaria, nel contesto della criminalità organizzata romana.
Insegno gli manda il numero di cellulare privato della collega.
Poco dopo Andreozzi riceve una telefonata da un numero sconosciuto. È Piscitelli. Le parla con un tono che lei definirà inquietante e le chiede di rimediare a quella battuta. Poi il suo numero viene passato ai sodali e parte la campagna contro di lei. Insulti, minacce, attacchi sui social. Andreozzi chiude il profilo Twitter e non lo riaprirà più. Si scusa pubblicamente per paura. Insegno è un collega che conosce da oltre trent’anni.
Le chat le ha pubblicate Domani. Insegno non ha negato il rapporto con Piscitelli: “Fabrizio era un amico”. Amico, il criminale. Sul numero dato alla collega ha risposto che il contratto con la Rai non gli consente di rilasciare dichiarazioni senza autorizzazione.
La Rai non ha aperto alcun caso pubblico. Nessuna istruttoria annunciata, nessuna nota aziendale, nessuna questione di opportunità.
Con Ranucci è andata diversamente. In poche settimane la sua permanenza alla guida di Report è diventata una questione di opportunità, è intervenuto il Comitato etico e la Rai lo ha sostituito.
Passare il numero privato di una collega a Diabolik non ha aperto una questione di opportunità.
Fare inchieste, sì.
La Meloni dice che lei non vaccina la figlia.
Vorrei sapere come va a scuola la ragazzina. Ha presentato certificato falsi? Ha abusato del suo ruolo per violare la legge?
O ha solo vaccinato la figlia e poi fatto credere ai coglioni che la votano di essere come loro?
#Meloni: "È un diritto degli italiani sapere cosa è successo durante la pandemia".
Ok, ma diteci anche dove sono finiti i 49 milioni, diteci perché dobbiamo buttare soldi nel #PontesulloStretto e nei canili in #Albania, e parlateci delle chat di #Delmastro.
Grazie.
#8agosto
Delmastro?
Il padre di Giorgia Meloni è stato condannato in Spagna nel 1995 per narcotraffico. Millecinquecento chili di hashish su un veliero fermato a Minorca. Questo sta negli atti.
Che fosse un corriere al servizio di Michele Senese lo dice il collaboratore di giustizia Nunzio Perrella, a Report e a verbale. Resta una sua dichiarazione, non un fatto accertato. Lei ha risposto in aula che il padre è morto e che non lo vedeva da quando aveva undici anni. Vero, e un padre non si sceglie. La questione finirebbe lì, se il nome Senese non tornasse ogni volta.
Torna con Delmastro, che di Meloni è stato l’avvocato nei processi per diffamazione. Lo stesso Delmastro socio della srl “Le 5 Forchette” con la figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per intestazione fittizia con l’aggravante mafiosa e ritenuto dagli inquirenti prestanome del clan Senese.
Torna col selfie del 2 febbraio 2019, hotel Marriott di Milano, prima grande iniziativa di Fratelli d’Italia al Nord in vista delle europee. Meloni da un lato, dall’altro Gioacchino Amico, indicato dagli inquirenti come referente del clan Senese in Lombardia, oggi collaboratore di giustizia nell’ambito del procedimento Hydra. Lei ha parlato di squallidi attacchi e di palate di fango. Una foto non prova niente, d’accordo.
Sul selfie va detto il resto. Un ex parlamentare ha riferito a Report che Amico entrava a Montecitorio senza controlli, come se avesse un tesserino o un accredito speciale. Amico stesso, agli investigatori, ha dichiarato di disporre di un badge per entrare e uscire dal Parlamento quando gli pareva. Sempre secondo quel racconto, nel 2018 avrebbe accompagnato l’ex deputato negli uffici di Fratelli d’Italia alla Camera.
La Camera ha smentito, e ha smentito una cosa sola: che sia mai stato rilasciato un tesserino permanente intestato a lui. Il tesserino permanente lo danno ai giornalisti e allo staff. Chi entra come ospite di un deputato non ne ha bisogno, e uno storico pubblico degli ingressi non esiste. Chi lo abbia invitato resta senza risposta. Lollobrigida, capogruppo all’epoca, fa sapere di non aver mai controllato gli ospiti dei colleghi.
Il 6 giugno 2020, secondo un’intercettazione riportata da Report, Amico esulta perché gli è arrivata la tessera di Fratelli d’Italia.
Arriviamo al 5 agosto. La Camera nega alla procura di Roma l’uso delle chat tra Delmastro e Caroccia, estratte dal telefono sequestrato a quest’ultimo. Duecentosei contro centotrentatré, scrutinio segreto. Ministri precettati in massa, dal titolare dell’Economia in giù. Mancava solo lei.
La sera prima la giunta per il regolamento aveva stabilito che i componenti della giunta per le autorizzazioni non hanno più accesso automatico agli atti trasmessi dalla magistratura. Decide di volta in volta l’intera giunta. Il presidente Devis Dori ha parlato di un paradosso: si vota senza aver visto le carte. Una prassi consolidata cambiata in una sera, con un voto di scarto.
Poi Nordio spiega che nel telefonino c’è tutta la vita di una persona. Le foto, i video, le chat intime, le cartelle cliniche, i conti correnti. Vero. Peccato che quel telefono non sia di Delmastro.
Le chat stanno nel dispositivo di Mauro Caroccia, sequestrato in un’indagine antimafia. La riservatezza che il ministro della Giustizia indica come questione principale è quella di un uomo condannato in via definitiva per reati aggravati dal metodo mafioso. Mi pare un modo elegante di spostare l’attenzione. Trovo difficile credere che un guardasigilli non conosca la differenza tra il telefono dell’indagato e quello del deputato.
C’è di più, e lo racconta lui stesso al Corriere. Delmastro non aveva eccepito alcuna riservatezza, le chat le aveva già consegnate ai pm. A negare l’autorizzazione al loro uso processuale è stata la Camera. Il ministro ha poi telefonato per congratularsi e lo ha tirato su con un bicchiere di buon bianco. Anche questo l’ha raccontato lui, orgoglioso.
Diranno che un partito difende i suoi. Sarebbe una spiegazione, se il conto lo avesse pagato Delmastro. Invece lo hanno pagato tutti: ministri precettati in aula, regolamento cambiato la sera prima, voto segreto. Nessun capogruppo ordina una cosa così per un deputato di provincia.
Non dico che in quelle chat ci sia il suo nome. Non lo so, non lo sa nessuno, ed è il problema.
Dico quello che si sa già. Il selfie con l’uomo dei Senese è suo. La tessera che quell’uomo festeggia intercettato è del suo partito. A Montecitorio, stando a quanto dichiarato da lui e da un ex deputato, avrebbe avuto accesso anche agli uffici di Fratelli d’Italia. L’avvocato che difendeva lei nelle querele è finito socio della figlia del prestanome del clan. Il filo non passa per Delmastro. Passa per Fratelli d’Italia, e Fratelli d’Italia è lei. Questa è una valutazione politica, non un’accusa penale.
Nessuna di queste cose è un reato. Tutte insieme sono un problema politico che si risolveva in un modo solo, aprendo. Lei ha scelto di chiudere, e di non esserci mentre si chiudeva.
Aveva promesso che non avrebbe coperto nessuno. Bastava far leggere le chat e il dubbio moriva quel pomeriggio. Hanno preferito il dubbio. Adesso il dubbio è suo.
L’uomo a sinistra si chiama Luigi Ciavardini ed è uno dei fascisti che misero le bombe che provocarono la Strage di Bologna.
La donna a destra che sorride con lui, invece, si chiama Chiara Colosimo ed è stata nominata Presidente della commissione antimafia da Giorgia Meloni.
Sulla svendita dello sport ai tagliagole delle petromonarchie mai una parola, i mondiali in Qatar e i 6000 operai schiavi morti nella costruzione delle strutture, le finali delle coppe e supercoppe italiane a Riad, i gran premi nel Bahrein sono andati sempre bene a tutti ➡️