@antoniolobotka I primi due assolutamente si, il terzo è un trequartista non credo che serva in questo momento al Napoli quel ruolo, penso più ad un esterno a destra o terzino sinistro, o una prima punta al posto di Lucca
@gayaprosperi@antidisfattista @kvaradedo @_Morik92_ Potrebbe essere mandato in prestito ma ancora di proprietà del Napoli oppure la propensione è quella di una cessione a titolo definitivo ?
@antidisfattista@HankSchrader88 @CiroCiroFNS Vabbe però non sai se lo ha detto come opinione sua o come notizia che gli è arrivata dal "napoli" che elmans lo prendono a centrocampo
@Salvatoresdino1@GianMar06498053 Su alcuni siti dicono che gli under quest'anno sono considerati chi nasce dal 1 gennaio 2003 in poi. Sudakov essendo del 2002 anche se non ha fatto ancora gli qnni, non dovrebbe lo stesso rientrare
@Salvatoresdino1@GianMar06498053 Sisi messa così si, ma io mi riferivo al fatto che prender sudakov come ha detto il ragazzo prima. Sudakov è 2002 quindi prenderebbe l'ultimo posto over , quindi il mediano fisico che anche io prenderei, deve essere per forza under
@Salvatoresdino1@GianMar06498053 Se prendi sia gutierrez che sudakov come scritto sopra no finiti i posti over, solo under puoi prendere mandando via vergare perche dobbiamo essere 25 massimo
@davide_luise Troppi 7 cc, miretti e musah si dividerebbero il minutaggio residuo tra di loro. Con chiesa ad oggi non risolvi nulla, non ti garantisce nulla
Avremmo potuto fare come tutti. Avremmo potuto cavalcare il nome esotico, il profilo improbabile, la suggestione di turno. Avremmo potuto accodarci al teatrino di chi spara un nome al giorno, tanto uno prima o poi si avvicina. È il solito giochetto: la butti lì, la mescoli con altre tre o quattro, poi te la rivendi come anticipazione. Funziona sempre, perché il pubblico ci casca. Perché alla gente piacciono le favole, non i fatti.
Noi, invece, siamo fatti. Siamo fonti, siamo agganci, siamo rapporti diretti, siamo lettura tattica e controllo dell’informazione. Noi siamo totalitarismo puro.
Ve l’abbiamo anche concesso: di illudervi, di rincorrere nomi, di fantasticare su piste orientali, punte sudamericane, ritorni impossibili, voli charter mai decollati. Svedesi tutti da scoprire. Era giusto così. Il mercato è folklore, lo sappiamo bene. Ma arriva il momento in cui bisogna parlare di cose serie. E per farlo servono le notizie vere, servono i rapporti costruiti, servono le telefonate che contano, non le uscite a caso lanciate tanto per esserci.
Come da screen, 25 novembre. Sì, 25 novembre. Quando nessuno faceva quel nome. Quando Lucca, per Napoli, era impensabile. Quando il pubblico inseguiva le favole e i FETAFAMM del web mettevano dieci nomi a turno, sperando di indovinare. Noi no. Noi avevamo un solo nome. Sempre e solo uno: Lorenzo Lucca.
Potevamo buttarci dentro altri nomi. Era più semplice, più social, più virale. Ma non siamo qui per raccattare like o giocare al fantamercato. Noi facciamo informazione reale. E quando Lucca è stato bloccato dal Napoli, eravamo già lì. In anticipo. Ancora una volta.
Il mercato è fatto da chi ha i rapporti, da chi conosce le dinamiche interne, da chi ha i numeri che contano in rubrica. È fatto da chi sa filtrare le chiacchiere e riconoscere le manovre di copertura, i depistaggi, le strategie di comunicazione. È fatto da chi sa dove cercare, e da chi le notizie le paga con il lavoro, con la credibilità, con il rispetto di chi decide davvero.
Lucca è del Napoli. Non perché fosse il nome più esotico, non perché facesse rumore. Ma perché era il nome giusto. Perché Conte non cerca profondisti a caso: vuole profondità anche, ma esige centimetri, gioco spalle alla porta, gestione dei momenti. Tutto quello che Simeone non avrebbe potuto garantire.
Avremmo potuto anche noi farci belli con dieci nomi al giorno. Avremmo potuto dire la qualunque.
Invece abbiamo scelto il lavoro vero. La notizia unica. L’unico nome che contava.
È l’ennesima certificazione della nostra supremazia. Di un controllo totale sull’informazione reale.
Di un modo di fare mercato che non conosce improvvisazione. Chi arriva così in anticipo, così dentro la questione Napoli, non è fortunato.
È un professionista. È un fenomeno.
Grazie, come sempre, all’entourage del ragazzo, alla nostra fonte principale e a chi continua a credere nel lavoro serio, silenzioso, reale.
Capolavoro.
Totale. Di supremazia. Di dominio. Di verità.
Di totalitarismo puro.
WELCOME SKYWALKER
@sscnapoli ,
GRAZIE
🧢🔹⚽️
@antidisfattista Però scusami se hai tolto mazzocchi, rafa marin e ngonge, secondo me andrebbe tolto anche simeone che anche lui partirà, quindi hai un'altro slot libero nella lista over
Il mio più grande capolavoro.
Ancora una volta, il 7 maggio 2025, alle ore 16 e 58 minuti (come da screen) anticipiamo quel mostro di GDM, anche a livello nazionale. Sfidiamo chiunque a trovare una sola testata, un solo esperto di calciomercato, un solo operatore del settore che il 7 maggio , alle ore 16 e 58 minuti primi avesse anche solo accennato a Kevin De Bruyne al Napoli.
Trovatecene uno. Vi prego.
Detto questo, è giusto riconoscere che Gianluca Di Marzio resta il padre nazionale di questa notizia. Insieme al gigante Gianluigi Bagnulo.
È arrivato alla sera stessa del nostro post, ma il nome lo ha consacrato lui davanti a tutti.
Un grazie di vero cuore a @kitaropengu, mio videomaker ufficiale e fratello di grande cultura e bontà. Un uomo leale, di immenso valore umano, e una delle persone di mia massima fiducia.
Grazie Marcello.
E adesso diciamola tutta. Questa non è una semplice operazione di mercato. È il segnale che il Napoli sta scrivendo una delle pagine più clamorose della storia sportiva italiana ed europea.
Kevin De Bruyne è il centrocampista più influente dell’ultimo decennio, il giocatore con più occasioni create in Europa dal 2015 secondo Opta, il motore di Guardiola, il fuoriclasse che ha illuminato la Premier League. E oggi sbarca a Napoli. Non solo per giocare. Ma per trasformare il club in un brand globale.
Perché De Bruyne porta con sé oltre 40 milioni di followers complessivi sulle piattaforme social, una capacità di generare contenuti virali e valore commerciale mai vista nel calcio italiano. (Forse solo con l’avvento di CR7) Con lui il Napoli spalanca le porte a nuovi sponsor internazionali, collaborazioni commerciali, un’espansione digitale e mediatica destinata a fruttare milioni di euro e a rendere il club una presenza costante nei trend globali.
E tutto questo avviene mentre Antonio Conte costruisce un progetto tecnico solido, mentre la città ospita nel 2025 l’America’s Cup di vela, l’evento più esclusivo e ricco del panorama velico mondiale, e mentre il Napoli si è cucito addosso due scudetti in tre anni, riscrivendo le gerarchie del nostro calcio.
Una Golden Era. Una rivoluzione sportiva, culturale ed economica.
E l’Italia? Tace. Perché questo è un Paese che ha sempre avuto paura di raccontare una Napoli vincente, potente, internazionale.
Un Paese dove l’informazione resta chiusa nei suoi salotti, incapace di reggere il confronto con una città che oggi è capitale europea dello sport, del calcio, della cultura popolare.
Non lo diranno i TG, non lo leggerete sui quotidiani nazionali.
Ma sappiatelo: il Napoli è totalitario.
E più sarà forte, più proveranno a nasconderlo.
Ma la storia non si può censurare.
È TOTALITARISMO SPUDISTA
Il calcio non è un gioco.
ENJOY
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