Due privati cittadini convocano il Ministro degli Esteri e lo tengono a rapporto per 4 ore. Marina e Pier Silvio comandano, #Tajani esegue. La dignità istituzionale è ufficialmente morta. #Ottoemezzo#Berlusconi#travaglio
E i vaccini no, lo SPID no, il bancomat no, la farina di insetti no, la carne sintetica no, i gay per carità, i trans oddio, nemmeno google va bene e le olimpiadi si devono guardare facendo attenzione al pube.
Ma come vive il fascio sovranista cattolico vero? Di merda credo.
Oggi una parlamentare europea del partito di estrema destra tedesca Alternative fur Deutschland ha associato il mio nome e il mio volto alla mafia. Un attacco ignobile e calunnioso che utilizza in modo pretestuoso una notizia di una inchiesta che riguarda la mia città ma che in nessun modo ha toccato la mia persona. La parlamentare si dice risentita per la mia elezione a presidente della Commissione ENVI ma invece che attaccarmi per le mie idee (che probabilmente non conosce) prova a screditarmi dandomi del mafioso come si faceva negli anni '50 con gli emigrati italiani nei paesi stranieri. Evidentemente l'estrema destra, trovando difficile il confronto sul terreno della politica, sceglie la scorciatoia dell’insulto e della diffamazione.
Voglio ringraziare i colleghi della delegazione del mio partito per la solidarietà e avvisare la collega tedesca che sarà querelata. Lo faccio per tutelare il mio onore, ma soprattutto quello della mia città e del mio Paese.
Anche a Bari i cittadini che sopravvivono di lavoro (perché vivere di lavoro è ormai una chimera) stanno capendo che il turismo di massa non crea ricchezza generalizzata, ma arricchisce esclusivamente chi campa di rendita. Il tema abitativo (insieme a quello del lavoro) dovrebbe essere in cima alla lista di qualunque programma politico e invece si seguita a vendere la storiella del turismo nostro “petrolio”, come se l’economia di un Paese si possa basare esclusivamente su quello. Vi svelo un segreto: gli unici paesi che campano di turismo sono i paesi del terzo mondo.
Marco Damilano ha chiesto al prof. Alessandro Barbero se ha ragione chi equipara antifascismo e anticomunismo e se è vero che in Italia c’è stata una dittatura comunista.
La risposta di Barbero è la risposta definitiva a questa sciocchezza insopportabile e una lezione di Storia in due minuti che tutti dovrebbero leggere, ascoltare, soprattutto i giovani. Soprattutto i fascisti, i Sangiuliano, i La Russa e quelli che ancora oggi non riescono a definirsi antifascisti.
“C’è una differenza immensa tra fascismo e comunismo. E la differenza è questa. Che il fascismo è qualcosa che è nato in Italia, è durato vent’anni, ha contagiato altri Paesi, ha assunto una forma molto più spaventosa nella Germania nazista, e in tutte le sue forme conteneva dichiaratamente l’ideologia della violenza, della sopraffazione, della gerarchia, dell’autoritarismo, del razzismo, ed era esplicitamente questo. E gli orrori che i nazifascisti hanno commesso li hanno commessi realizzando quello che hanno sempre detto di voler fare.
Il comunismo, purtroppo, è stata un’esperienza tragicamente fallimentare perché dove i comunisti sono andati al potere hanno quasi ovunque creato regimi fallimentari e, in alcuni casi, spaventose dittature, non c’è il minimo dubbio. Ma il comunismo è stato anche la fede di milioni di persone in tutto il mondo che non sono mai andate al potere, non hanno mai creato dittature, che sono state perseguitate e massacrate per un secolo in tantissimi paesi e che sentivano di lottare per la giustizia, per la democrazia e per la libertà.
E allora i comunisti sono anche stati questi, mentre i nazisti e i fascisti sono solo quelli lì, non esistono nazisti e fascisti che non aderiscono a quello che le loro dittature hanno fatto”.
Anche le virgole. Di L.T
Inquietante. Questo governo concederà di evitare il CDR, la LIBERTÀ, a tutti gli irregolari che pagheranno €5000 allo stato. Dare un prezzo alla libertà come alla salute è FASCISMO.
Percorri migliaia di Km.
Vieni abusato, torturato, seviziato nei lager libici.
Vieni ricattato dai trafficanti.
Attraversi un mare con il rischio di annegare da un momento all’altro.
E quando finalmente arrivi, non un trafficante ma il Governo, lo Stato, ti chiede di versare 5.000 euro per non essere rinchiuso in un CPR.
Siamo a un livello di disumanità e barbarie che lascia senza parole. Trafficanti di Stato.
Da ieri i giornali di destra, di tutte le destre che stanno al governo, appartengono a un solo editore, Antonio Angelucci, che tra le altre cose è il ras delle cliniche private e parlamentare eletto nelle file della Lega, dopo esserlo stato per diverse legislature con Forza Italia.
Lo stato del giornalismo italiano sta tutto qui, nell’appuntamento fissato ieri alle 11 presso lo studio del notaio Cerasi in viale Tiziano a Roma, dove Paolo Berlusconi ha ceduto il 70% della Società Europea di Edizioni Spa, società editrice del quotidiano Il Giornale, nelle mani della See, Società Editoriale de Il Giornale ad Angelucci. Il costo dell’operazione è di 14 milioni, come rivelato per primo da Il Giornale d’Italia. A questi 14 milioni dovranno essere tolte le perdite di circa 4-5 milioni maturate dal primo gennaio al 31 agosto; di conseguenza il prezzo netto dovrebbe aggirarsi tra i 10 e i 9 milioni.
L’assemblea ordinaria ha provveduto a nominare il Cda formato da sette persone, di cui due in quota a Angelucci. Presidente onorario rimane Paolo Berlusconi, che tra le altre cose è il fratello dell’ex fondatore di Forza Italia nonché componente della famiglia che nei confronti del partito di maggioranza vanta un credito tale da poterla definire senza timore di smentita “proprietaria”.
Ieri è accaduto anche che Vittorio Feltri, incidentalmente consigliere regionale in Lombardia nelle fila del partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) tornerà a Il Giornale con il neo direttore Alessandro Sallusti in veste di direttore, pronto a sostituire Augusto Minzolini, passato al suolo di editorialista ma con lo stesso stipendio di prima.
Al quotidiano Libero (che insieme a Il Tempo compone la galassia della famiglia Angelucci) svetta come direttore editoriale Daniele Capzezzone, incidentalmente ex portavoce della prima Forza Italia e de Il Popolo della Libertà, affiancato da Mario Sechi come direttore responsabile. Un ritorno a casa pure per Sechi, che aveva lasciato Libero nel 2006, e a Il Tempo, quando però era ancora di proprietà del costruttore Domenico Bonifaci.
Approdato alla direzione dell’Agi (Gruppo Eni) dopo un’elezione fallita in parlamento col partito di Mario Monti, Sechi incidentalmente è stato capo ufficio stampa del governo fino allo scorso mese. Direttore di Libero resta invece Pietro Senaldi. Quello de Il Giornale potrebbe non essere l’ultimo acquisto per gli Angelucci. La trattativa con la Verità, smentita dal direttore Maurizio Belpietro, secondo molti rumors partirebbe già all’inizio del 2024. Ed è più di una voce di corridoio che Angelucci sia in procinto di acquistare una radio privata nazionale.
Incidentalmente accade anche che i nomi dei direttori e le firme di punta della galassia dei quotidiani di destra siano gli ospiti fissi in tutte le trasmissioni politiche delle reti televisive in mano alla famiglia Berlusconi e ultimamente anche in Rai su cui spira l’aria del governo. Sostanzialmente due famiglie controllano stampa e televisione che ogni giorno bombardano con la propaganda di governo.
Badate bene: questi sono gli stessi che lamentano di essere “oppressi” da “un pensiero imperante”. Sembra una barzelletta. L’altro ieri Angelucci (l’editore, parlamentare e re delle cliniche) ha incontrato l’indaffaratissima presidente del Consiglio Giorgia Meloni promettendole che i suoi giornali saranno “anche” critici con il governo. Sottolineando “anche”.
(il mio pezzo per @LaNotiziaTweet in edicola)
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@FratellidItalia@GiorgiaMeloni Ma se siete così sicuri dei vostri risultati perché la presidente del consiglio scaopa dalle conferenze stampa e fa solo video? Padelle domande?