Il 10% delle famiglie più ricche detengono il 60% della ricchezza nazionale. Spesso parliamo di vere e proprie dinastie aristocratiche finanziarie. Il vero potere ce l’hanno loro, mica lo Stato. Ed è una cosa incompatibile con la democrazia e la tutela dell’interesse pubblico.
Chi intesta i suoi beni in conti esteri per non pagare le tasse non è degno di essere eletto nel parlamento italiano. Dovrebbe esserci una legge che lo vieta.
Tra le altre abominevoli pratiche il #ddlcaccia prevede l' allargamento dell' uso dei richiami vivi: uccelli in gabbia costretti ad una vita di privazioni e crudeltà usati per attirare le prede davanti ai fucili puntati. Un metodo abietto.
Il ddl #caccia è contro la natura.
@ArtemiosMi A tutti gli entusiasti che si sentono ormai padroni indiscussi della nazione ricordo che non servono azioni speciali per risanare la situazione ma basta che le FFOO siano adeguatamente finanziate per gestire i crimini.
Tutto il resto è solo propaganda per boccaloni.
«Le organizzazioni degli uomini, come gli uomini stessi, sembrano soggette a sordità, miopia, zoppia e crudeltà involontaria. Sembriamo tragicamente incapaci di aiutarci, di capirci.»
Ricordando John Cheever, morto il #18giugno 1982.
Vannacci non capisce un cazz. Il femminicidio indica il motivo per cui una donna è stata uccisa vedj Murgia.
Dal punto di vista penale invece non esiste una categoria giuridica autonoma per l'uccisione di uno straniero o di un migrante ma esiste l’aggravante+
Angelucci è deputato della Lega, proprietario di giornali e cliniche private e percepisce circa 4 milioni di euro l'anno.
Eppure, la sua dichiarazione patrimoniale alla Camera risulta quasi vuota.
Come è possibile? Gran parte dei beni e delle partecipazioni sono stati conferiti a una holding con sede in Lussemburgo, dove la tassazione è più favorevole rispetto a quella italiana.
Nel frattempo, un lavoratore dipendente che guadagna 30.000 euro l'anno paga regolarmente le imposte sul proprio reddito, senza alcuna possibilità di trasferire patrimoni o sfruttare strutture societarie internazionali.
Le tasse gli vengono trattenute direttamente in busta paga, mese dopo mese.
La destra sostiene da anni che una patrimoniale sui grandi patrimoni farebbe "scappare i ricchi". Ma chi dispone di grandi risorse economiche e vuole alleggerire il proprio carico fiscale spesso ha già gli strumenti per farlo.
Il paradosso è che chi può permettersi queste operazioni continua a influenzare le decisioni politiche e fiscali del Paese, mentre il peso del finanziamento dello Stato ricade soprattutto su lavoratori e pensionati.
Per questo il vero dibattito non dovrebbe essere se chiedere un contributo maggiore a chi possiede patrimoni enormi, ma perché il sistema consenta a pochi privilegiati di sottrarsi più facilmente al carico fiscale che grava sulla maggioranza dei cittadini.
Altro che difesa dell'interesse nazionale: quando si proteggono i privilegi di pochi a discapito di milioni di contribuenti, gli italiani vengono presi in giro.
Remigrazione 3
Mi tocca fare una breve lezione sulla remigrazione, per i tanti nazisti che girano su questo social e non sanno nemmeno cosa difendono. Ignoranti e arroganti: non conoscono le teorie naziste che sposano e non hanno nessuna voglia di conoscerle.
Qualcuno lo fa apposta, certo. Annacqua il discorso per far sembrare la remigrazione una cosa quasi per bene e non l’abisso che è. La maggior parte no. La maggior parte è convinta che remigrazione significhi rispedire al loro paese gli stranieri che delinquono.
Mi spiace informarvi: non è questo. Quello è un normale procedimento del codice penale, si applica già adesso, quattro o cinquemila persone che commettono reati ogni anno vengono rimpatriate. Potrebbero essere di più o di meno, può darsi. Non c’entra niente con la remigrazione.
La remigrazione è una teoria inventata pochi anni fa da un fanatico nazista austriaco. Prevede la deportazione coatta, forzata, di massa di tutti gli stranieri che vivono sul nostro territorio. Tutti. Seconda generazione, terza generazione. Quelli che lavorano, quelli che hanno una casa, quelli che ci vivono accanto da anni, quelli che hanno fatto le scuole in Italia. Cinque milioni di persone, più i loro figli nati qui. Deportati con la forza per il solo fatto di essere stranieri.
Questa è la remigrazione. Questo è ciò che difendete.
Una cosa la sapete fare bene: scegliere chi deportare. La remigrazione che sognate non riguarda l’americano che si è comprato il casale in Toscana, né l’inglese con la villetta sul Garda. Quelli restano, quelli vanno bene. La pelle giusta, il passaporto giusto.
Riguarda l’africano. Riguarda chi prega rivolto alla Mecca. Riguarda chi ha la pelle scura e un nome che non sapete pronunciare. La vostra non è una questione di stranieri, è una questione di razza e di religione, come sempre lo è stata per i nazisti. Lo dite pure voi, basta ascoltarvi: non vi danno fastidio gli stranieri, vi danno fastidio quegli stranieri lì. Chiamatela col suo nome, allora. Non è remigrazione. È pulizia etnica con l’ufficio stampa.
Per questo sì, il paragone con i vagoni blindati delle SS è pienamente valido. Nessun errore. La chiamate remigrazione perché la parola suona carina, o almeno più carina di deportazione.
Non siete stupidi, sarebbe troppo comodo. La stupidità si perdona. Potete anche ignorare il nome di chi ha inventato la vostra teoria, ma sapete benissimo cosa chiedete, e lo dite con la parola morbida apposta per non sentirla. Cinque milioni di persone. Più i loro figli, cresciuti qui, che parlano come voi e meglio di voi. Volete spostarli. Con la forza. Allora ditemi come. Ditemi dove li tenete mentre aspettano il treno, ditemi chi sale sul vagone per primo, il bambino o la madre.
Ditemelo, perché ogni vostra parola sulla remigrazione presuppone un campo, e un campo qualcuno deve costruirlo, sorvegliarlo, riempirlo. Lo sappiamo già chi si offre volontario. Lo abbiamo già visto in faccia. Aveva la vostra stessa identica espressione.
Remigrazione 2
Guardate cosa hanno fatto. Non discutono più se la remigrazione sia giusta o mostruosa. Discutono quanto costa. Hanno spostato la conversazione di un millimetro, e in quel millimetro c’è tutto.
Il trucco è vecchio e funziona così. Se ti faccio litigare sul prezzo, ti ho già fatto accettare che la merce esista. Se ti chiedo dove troviamo i soldi per i vagoni piombati, per i campi, per le deportazioni, ho ottenuto da te la cosa che mi serviva: che tu dia per scontato che quei vagoni partiranno. Non devo convincerti di niente. Mi basta farti calcolare.
Chi parla per primo non sceglie solo le parole. Sceglie la domanda. Chi sceglie la domanda ha già deciso metà della risposta. “È accettabile deportare milioni di persone?” ha una sola risposta possibile, nella testa di chi non si è ancora arreso. “Quanto ci costa?” invece ti tira dentro, ti mette in mano la calcolatrice, ti fa annuire mentre rispondi.
Vogliono che il buio diventi una voce di bilancio. Una cifra da contrattare, un capitolo di spesa, una pratica da istruire. L’orrore non entra mai dalla porta principale gridando il proprio nome. Entra travestito da problema tecnico, da questione organizzativa, da numero scritto su un foglio.
Lo aveva capito una donna che aveva guardato da vicino il secolo peggiore, seduta in un’aula a fissare un imputato qualunque: il male più feroce non ha bisogno di demoni, gli bastano uomini ordinari che eseguono e tengono i conti in ordine. La banalità, non la furia. La contabilità, non l’odio urlato.
Non è una questione di soldi. Non lo è mai stata. È deportazione, ed è la stessa parola che il Novecento ci ha lasciato scritta col sangue. Chiamatela col suo nome ogni volta che provano a chiamarla in un altro modo.
Il gioco è tutto qui. Farvi credere che la cosa è decisa e che resta solo da pagarla. Nel momento in cui vi accorgete di star discutendo i costi, avete già perso il pezzo che contava. Quindi non rispondete. Rifiutate la domanda.
In Parlamento avanza il disegno di legge sulla caccia sostenuto da Fratelli d'Italia.
Il testo prevede l'ampliamento delle specie cacciabili, l'estensione dei periodi di caccia e maggiori possibilità di utilizzo delle armi anche in aree oggi soggette a restrizioni.
Le associazioni venatorie difendono la riforma sostenendo che la caccia possa contribuire alla gestione dell'ambiente.
È stata invece ritirata la proposta che avrebbe consentito il porto d'armi per la caccia già a 16 anni.
Per i critici, il provvedimento rappresenta un grave arretramento nella tutela della fauna e dell'ambiente.
Colpisce la regolarità.
Decine di profili senza volto, e tutti ripetono la stessa identica frase, con le stesse parole, nello stesso ordine.
Non è pensiero. È un copione.
Una posizione che si ripete uguale a se stessa su centinaia di account fake smette di essere opinione e diventa lavoro. Qualcuno la scrive, qualcuno la distribuisce. La spontaneità è la maschera, non la sostanza.
Il meccanismo ha un nome. Si chiama inversione. Tu accusi il nazismo, loro rovesciano l’accusa e te la rimettono in mano: il vero nazista sei tu, perché non ci lasci parlare. Chi vuole normalizzare il male si traveste da vittima della censura.
Gli psicologi la chiamano proiezione.
Addossi all’altro la colpa che è tua. Chi tappa la bocca accusa di voler tappare la bocca.
L’obiettivo vero non è convincerti. È trascinare tutto sul piano dell’opinione.
Se il nazismo diventa una tesi tra le tante, opporsi al nazismo diventa intolleranza, e il torto passa dalla tua parte.
Popper lo aveva capito un secolo fa. Una società che tollera anche chi vuole distruggere ogni tolleranza finisce divorata. Tollerare l’intollerante non è virtù. È resa.
Resta lo strato più sottile. Quelle risposte non vogliono vincere. Vogliono sfiancarti. Ti costringono a giustificarti davanti a chi non ti ascolta. A bruciare ore in una discussione che per loro è soltanto rumore. Non cercano il confronto. Cercano di spegnerti.
Per questo il copione torna sempre uguale. Funziona finché rispondi.
La lotta per fermare il DDL #Caccia non passa solo dalle piazze, ma anche dal tuo supporto.
Firma qui la nostra petizione per chiedere lo stop immediato a un provvedimento che minaccia la biodiversità di tutti per gli interessi di pochi.👇
https://t.co/PmyrxQV3UZ
Ma quanti czz sono i cacciatori in Italia? Più o meno dei tassisti? Quanto czz vale questo ignobile "elettorato", in sostanza?
credo che più dei quattro voti (ok, se vengono, benvenuti) conti l'ideologia reazionaria, antiscienza, anti ragione (in una parola fascista) di costoro.