Si chiama Marcello Gemmato e fa il sottosegretario alla salute pubblica. Che ha combinato ? Ha scelto 251 farmaci costosi, fino ad oggi comprati (a minor prezzo) e distribuiti direttamente dalle ASL, e li ha passati alle farmacie private che ovviamente li pagano di più. Non solo, ha introdotto una riforma sui farmaci di fascia bassa aumentandone il prezzo del 31%. Secondo l'inchiesta Dataroom di Milena Gabanelli, le modifiche a firma Gemmato creano un costo aggiuntivo per il SSN di circa 270 milioni di euro all'anno. Curiosità, Marcello Gemmato è un farmacista. Ma questa è certamente solo una coincidenza ...
Immagina che domani mattina il tuo datore di lavoro smetta di fare il sostituto d’imposta. Nessuno ti ha avvisato. Sul conto corrente arriva una cifra che non hai mai visto: 2.500 euro. Il tuo stipendio lordo. Intero.
Tutto tuo.
Per un momento ti senti ricco.
Poi cominciano ad arrivare le lettere.
La prima è dell’INPS. Contributi previdenziali a tuo carico: 230 euro. Ogni mese. Li conoscevi — una riga in busta paga, tra le altre. Ma adesso c’è un bollettino da compilare, un importo da digitare, un tasto “conferma pagamento” da premere guardando il saldo che scende. Il numero ha un peso diverso quando esce dal tuo conto.
La seconda lettera è ancora dell’INPS. Ma questa non l’avevi mai vista. Mai. In tutta la tua vita lavorativa.
Contributi a carico del datore di lavoro: 750 euro al mese.
Settecentocinquanta euro. Ogni mese. Da sempre.
Il tuo datore li versava per te — non per generosità, per obbligo di legge. Fanno parte del costo del tuo lavoro. Se non esistessero, sarebbero nel tuo stipendio. Ma nessuno te li ha mai mostrati. Non compaiono nella tua busta paga. Non esistono nel tuo mondo. Fino a oggi.
Poi arrivano le altre:
— IRPEF, Agenzia delle Entrate: 280 euro
— Addizionale regionale: 34 euro
— Addizionale comunale: 18 euro
— INAIL, assicurazione infortuni: 25 euro
— TFR: 173 euro al mese — soldi tuoi, tecnicamente, che rivedrai tra venti o trent’anni.
Sette voci. Quattro enti diversi. Ogni mese.
Adesso devi pagarle. E scopri che ogni ente ha il suo mondo:
— L’INPS ha un portale
— L’Agenzia delle Entrate ne ha un altro
— La Regione un altro ancora
— Il Comune un altro
Quattro piattaforme. Quattro registrazioni. Quattro password. Quattro interfacce che non si sono mai parlate. Le scadenze:
— INPS: entro il 16 del mese
— IRPEF: entro il 16, stesso giorno, modello diverso, codice tributo diverso
— Addizionali: calendario proprio
— TFR: regole a parte
Sbagli un codice tributo? Tuo problema.
Sbagli il periodo di riferimento? Tuo problema.
Versi 10 euro in meno? Tuo problema.
Il sistema non ti manda un promemoria. Ti manda una sanzione.
— Ravvedimento operoso
— Interessi di mora
— Cartella esattoriale
— Iscrizione a ruolo
Ogni errore costa più dell’errore. E per scoprire che hai sbagliato devi saper leggere un F24 — un modulo che l’ottanta per cento dei dipendenti italiani non ha mai visto in vita sua. A quel punto ti serve un commercialista: altri 500-1.000 euro l’anno. Soldi che oggi non spendi, perché il tuo datore fa tutto gratis.
Per lo Stato, non per te.
Dodici mesi. Sette bollettini al mese. Ottantaquattro pagamenti l’anno. Quattro enti. Un pomeriggio al mese di portali, codici, ricevute, archivi. Due settimane l’anno della tua vita — non per lavorare, non per vivere — per pagare.
Adesso guarda i numeri.
L’azienda spendeva 3.400 euro al mese per averti. Tu ne vedevi 1.800. La differenza — 1.600 euro ogni mese, 19.000 euro ogni anno — non è mai passata per le tue mani. Non ha mai avuto il tuo nome sopra. Non ti è mai stata chiesta. Non l’hai mai vista.
Diciannove. Mila. Euro.
A Hong Kong il sostituto d’imposta non esiste. Il dipendente riceve il lordo e paga le tasse da solo. Aliquota massima: 15%. A Singapore lo stesso: 22%. Non è che quei governi si fidino di più. È che possono permetterselo. Quando il conto è ragionevole, il cittadino paga senza che nessuno debba nasconderglielo.
In Italia il cuneo fiscale è al 46%. La media OCSE è al 34%. E l’unico motivo per cui non lo sai è che qualcuno ha deciso, molto tempo fa, che era meglio se non lo sapevi.
Quel momento in cui ti sei sentito ricco — 2.500 euro sul conto, tutti tuoi? Dura esattamente fino alla prima lettera.
(Giovanni Affinita)
Succede tantissime volte che scrivo un post (magari impegnandomi tantissimo) e c’è sempre chi commenta mostrando di non averlo letto neanche superficialmente. Come in questo caso, due lettori che commentano ripetendo esattamente ciò che è avevo scritto. Incredibile.
O bolsonarista Felipe Pereira desrespeitou, agrediu e ameaçou matar seu rival coreano antes da luta de MMA.
Depois sofreu uma das maiores humilhações da história!
Italian efficiency when it comes to coffee should be studied.
In Italy:
- Walk into a bar and look at the guy
- Un caffe
- 30 seconds later it’s ready
- Shoot it
- Leave €1
- Walk out
In the US:
- Join a line
- Wait
- Order coffee
- Answer 12 questions: Size? Milk? Roast? Sugar? Temperature? Colombia beans? Name? How do you spell it?
- $12.34
- Ask for a 20% tip. Click 5 times on a ipad to have a custom tip
- Tap phone
- ask where to send the invoice
- Wait again on a different line
- Someone call a name that sounds similar to mine
- get the coffee
- too hot, can't drink it
- finally at temperature
taste like shit
The craziest thing ever happened on YouTube.
La7, an Italian television channel has used footage from Nvidia DLSS 5 Trailer and then sent a copyright strike to every YouTube video that supposedly used “their footage”, including Nvidia themselves.
Nvidia’s own DLSS 5 announcement video has now been taken down by La7 as you can see here.
Quella vestita di giallo è Paula White, consigliera spirituale di Donald Trump e da lui nominata capo dell'“Ufficio Fede della Casa Bianca”. Cosa mai potrebbe andare storto?
La vicenda Delmastro è incredibile, forse addirittura più grave di quanto sembri (e non è che lo sembri poco).
Provo a spiegarvi perchè.
Il sottosegretario alla giustizia fa una società con una ragazza diciottenne per gestire un ristorante a Roma.
La va però a fare in Piemonte, immagino per dare meno nell'occhio e si scorda di comunicarlo al Parlamento, come invece prevederebbero le regole.
Già qui viene da pensar male,ma non basta.
La ragazza con cui Delmastro fa la società è figlia di Caroccia, condannato in una inchiesta di mafia che riguarda il potente clan Senese.
Uscita la notizia grazie a una inchiesta del Fatto, Delmastro spiega che non conosceva il padre della ragazza e che appena saputo è uscito dalla società.
Ovviamente è una bugia, tanto che subito da una ricerca sui social emerge una foto di Delmastro abbracciato al padre della ragazza nel ristorante di famiglia.
E non appare nemmeno vero che il sottosegretario abbia subito preso le distanze dalla famiglia Caroccia dato che oggi emerge un'altra foto di un paio di mesi fa in cui Delmastro cena nel ristorante di Caroccia insieme alla Bartolozzi, la capo di gabinetto di Nordio. Lo fa quindi tempo dopo essere uscito dalla società.
D'altra parte non è nemmeno credibile che Delmastro non sapesse chi fosse Caroccia. Chiunque di voi lo avrebbe potuto scoprire semplicemente cercando il nome su google. Un sottosegretario alla giustizia ha diversi strumenti anche più efficaci per verificare. E per quanto Delmastro non appaia esattamente un genio, escluderei decida di mettersi in società con qualcuno senza fare alcuna verifica.
Già così siamo di fronte a una cosa enorme: un sottosegretario alla giustizia che si mette in società con la figlia di un condannato per mafia, poi esce dalla società ma continua a frequentare il ristorante di quei personaggi e ci porta anche la capo di gabinetto del ministro alla giustizia. E quando viene scoperto mente ripetutamente al paese.
Ma non basta. Ieri sia Giorgia che Arianna Meloni cosa fanno? Lo fanno dimettere? No, lo difendono. E spiegano che non si deve assolutamente dimettere perché è stato solo un po' incauto.
Una tesi semplicemente ridicola e imbarazzante.
Qui forse giova ricordare che Delmastro è stato anche avvocato di Giorgia e Arianna ed è un esponente di rilievo di FdI.
Ma c'è un'altra cosa che vale la pena di ricordare.
Qualche tempo fa Signorelli, il portavoce di Lollobrigida, fu costretto alle dimissioni dopo la pubblicazione di sue chat in cui si abbandonava a orribili commenti antisemiti.
In quelle chat Signorelli dialogava con Piscitelli, in arte Diabolik, capo degli ultras della Lazio nonché personalità di spicco della criminalità romana ucciso in pieno giorno in un parco romano.
In quegli illuminanti dialoghi tra il portavoce di Lollobrigida e Diabolik, tra le altre amenità, si festeggiava l'assoluzione di uno dei più feroci capi della mafia albanese a Roma. E lo stesso Diabolik è stato al centro di inchieste sulla mafia romana che ne hanno approfondito il ruolo.
Aggiungiamo un ulteriore elemento: Diabolik ovviamente conosceva e frequentava la famiglia Caroccia, come emerso in una precedente inchiesta.
Perché ricordo queste vicende?
Perché siamo già alla seconda volta in pochi mesi in cui emerge una frequentazione inquietante tra ambienti della criminalità organizzata romana e esponenti rilevanti di FdI. Esponenti molto vicini a Giorgia e Arianna Meloni.
Il mondo è sempre quello: clan Senese, Diabolik, curva della Lazio, lo stesso quadrante di Roma, gli stessi ristoranti.
Che Delmastro debba dimettersi è abbastanza evidente. E al netto delle difese di queste ore credo avverrà, magari dopo il referendum.
Ma non penso sia sufficiente, credo che a spiegare qualcosa su queste relazioni pericolose debba essere la presidente Meloni.
I politici protagonisti di queste vicende sono parte del suo cerchio magico. E il fatto che abbiano frequentazioni di questa natura è un problema. Per loro, per lei ma anche per il nostro paese.
Best practice da @PosteItaliane
Ieri alle 15 mentre stavo chiacchierando con degli amici a casa mia suona il citofono, è la mia vicina mi dice: “guarda francesco, ti ho portato su questo avviso perché altrimenti rischi che venga perso”, dato che lo avevano lasciato attaccato alla porta d’ingresso del condominio dove abitano 30 altri condomini. La ringrazio guardo l’ora ed era cinque minuti prima, noi eravamo a casa ma nessuno ci ha suonato. Evidentemente il postino non aveva tempo o voglia di perdere tempo per consegnarmi la raccomandata. Questa non è una cosa successa una volta, è ormai sistematico che Poste Italiane qui a Trieste, o almeno l’ufficio postale che serve a casa mia, abbia questa Best Practice. Il bello è che potrò andare a ritirare la raccomandata solo martedì prosdimo, servono due gg lavorativi perché il postino riporti la raccomandata al suo ufficio postale!!!
mi chiedo se i poveretti che spendono 8/10 di euro per mandarmi una “raccomandata, uno” siano contenti che poi io debba aspettare quattro giorni per poter andare a ritirare una raccomandata che mi poteva essere benissimo consegnata.
Mi auguro che questo post lo leggano anche in poste italiane e facciano una citofonatina all’ufficio postale di competenza. L’indirizzo lo trovate nella foto.
Alla fine Stracazzi viene sputtanato dalla #Balanzoni: Superalcolici, Cocaina e forse anche intossicazione da Ivermectina... minchiapapà.
E poi sarebbero i vaccini, a fare male.
"Se siete così stupidi a credere a questo qua, vi meritate di essere puniti dalla vita" @AlanPanassiti