There is rising tsunami of the rejection of liberal democracy. The moment of Ceasars approaches. It is inevitable. The People wants the King. The People killed its Kings and now deeply regrets. The same with God. The same with Son of God. New cycle will begin soon.
"L’Unione europea ha il 5,5% della popolazione mondiale, produciamo il 18% del Pil mondiale, ma spendiamo il 50% di tutto il mondo nei sistemi di protezione sociale. Certo, non sappiamo fino a quando ci riusciremo; eppure la «civiltà europea» è questa qui, e fortunato chi ce l’ha"
Bel pezzo di @antoniopolito1
Cominciamo così, poi arriva la leva obbligatoria e poi ci portano in guerra. Sappiatelo. Questa è la deriva della UE. Che si può fare? Smontare subito il baraccone prima che sia troppo tardi.
Never forget: The EU is the only thing that prevents Russia, China and the US from bullying petty European nation states. That´s also why they hate it so much.
Da 3 anni, in privato, incontri, riunioni dei ministri, interviste, dico ciò che ieri è stato codificato nella Strategia di Sicurezza Nazionale USA e cioè che il rapporto con l’EU sarebbe mutato e che le garanzie di difesa regalate dopo il ‘45 sarebbero finite velocemente.
Era chiaro, evidente.
Con una tempistica più accelerata di quella che temevo (pensavo concedessero 2/3 anni in più) é accaduto ciò che era previsto.
La traiettoria della politica americana era evidente già prima dell’avvento di Trump che ha soltanto accelerato un percorso irreversibile.
Gli USA hanno in corso una competizione sempre più difficile, complessa e dura con la Cina e ogni loro atto, decisione, comportamento, deve essere letto in questo scenario.
Trump ha semplicemente esplicitato che l’EU gli serve poco o nulla in questa competizione.
Perché non ha risorse naturali particolarmente rilevanti o utili.
Perché sta perdendo la competizione sull’innovazione e la tecnologia.
Perché non ha potere militare.
Perché, rispetto ai nuovi attori del Mondo, é piccola, lenta e “vecchia”.
I motivi per cui lo abbia fatto anche con un po’ di asprezza non sono nemmeno loro una sorpresa perché i suoi giudizi (e quelli di molti esponenti repubblicani o maga) su alcune posizioni e scelte politiche dell’Unione sono note da anni.
Ma il tema principale non è l’EU.
Come si nota dal poco spazio dedicato al vecchio continente, nella strategia resa nota ieri.
Ogni decisione, ogni atto futuro sarà affrontato con un solo obiettivo: il rafforzamento degli USA nella competizione con la Cina.
Un approccio pragmatico, senza sentimenti o legami, utilitaristico ed esclusivamente orientato alla supremazia economica e tecnologica nei prossimi anni perché significa supremazia in questo secolo.
Nulla di nuovo, per chi lo avesse seguito negli anni, nulla di strano rispetto alla visione americana consolidata.
É questo scenario (come dicevo ampiamente previsto) quello nel quale devono essere definite le scelte, le decisioni, le strategie delle nazioni più piccole (come noi).
Perché anche noi abbiamo bisogno di risorse.
Perché anche noi abbiamo bisogno di tecnologie.
Perché anche noi abbiamo bisogno di far crescere la nostra economia e difendere il nostro spazio di ricchezza.
Non per esercitare una supremazia su qualcuno ma per garantirci futuro.
Nel frattempo però la pessima notizia è che dovremmo (per me dovremo) pensare a ciò che finora ci avevano fornito “gratuitamente”, i nostri alleati statunitensi: la sicurezza, la difesa e la deterrenza.
Non parlo solo di quelle militari.
Per scelta politica in questi anni abbiamo costruito e consolidato una grande quantità di rapporti bilaterali con nazioni che ci possono aiutare nel percorso futuro (in Africa, Golfo, Asia, Sud America, Australia) per garantire e rafforzare la sicurezza economica, energetica e di approvvigionamenti strategici.
Per scelta abbiamo contribuito a dare un piccolo impulso positivo ad un’Europa che aveva perso il contatto con le traiettorie del Mondo pensando di poterlo plasmare a sua immagine e somiglianza.
Piccolo, perché le resistenze ideologiche e burocratiche che rifiutano un approccio veloce e pragmatico alle evoluzioni della realtà sono fortissime e sedimentate.
L’Europa è anche però un luogo naturale dove poter trovare partners per fare ciò che da soli siamo troppo piccoli per realizzare.
Ad esempio è chiaro che la “soglia di ingresso” finanziaria per recuperare il tempo perso su tecnologie fondamentali richiede una quantità di investimenti pubblici e privati tali che anche per 27 nazioni sono pesanti.
Ma vanno fatti, per sopravvivere.
Stesso discorso per la Difesa: più siamo, più é forte, meno costa.
Siamo nel pieno centro di cambiamenti epocali.
Occorre vederli, capirli ed orientare la nave, come in mare durante una tempesta.
Perché, come accade in mare, nessuno, nemmeno i più grandi sono in grado di controllare i flussi dei tempi nei quali viviamo, ma ognuno é costretto ad affrontarli navigando al meglio.
Questi vogliono smantellare l’unità europea perchè sanno che - senza la UE - i singoli Paesi europei sarebbero piccoli, deboli e alla mercé tanto dei grandi conglomerati economici quanti dell’imperialismo criminale russo. Questi sono i padroni politici di quei pupazzi anti-europei e anti-italiani che abbiamo anche in Italia. Sapete a chi mi riferisco.
Infatti non si tratta di arrivare fino a Lisbona, basta un attacco a un baltico e un fallimento dell'articolo 5 per mandare giù tutto e metterci tutti in pericolo, indifesi. Chi non ve lo spiega e usa la retorica di Lisbona è in malafede o putinista
First line of territorial gain that could really satisfy Russia is total liberation of Donetsk, Lugansk, Zaporozhie and Kherson PLUS Kharkov region, Nikolaev and Odessa. Serious talks will start only after this goal is reached whatever it costs.
Le dichiarazioni dell’amministrazione USA e di Elon Musk di queste ore lo confermano: serve una svolta per un’Europa più unita, forte e solidale, capace di affrontare il futuro con sicurezza e protezione. Non soli e più deboli, come vorrebbe la destra nazionalista.
Tradotto. Nel caos faccio quello che mi pare: manipolo gli algoritmi, non rispetto le regole, pago meno tasse di un operaio, e dico cavolate a ruota libera. Il capitalismo illiberale al suo meglio.
@suzukimaruti Una differenza da non dimenticare è che il Sudafrica si opponeva a gente che voleva distruggere l’apartheid, Israele si oppone a gente che vuole distruggere Israele
Ho appena ascoltato un’intervista di Elly Schlein al Tg di Mentana: propaganda imbarazzante. Sinché il Pd non si libera di questo nulla, Giorgia Meloni governerà in eterno.