@CristinaPa7822 Grazie, se mi dici dove posso inviarti degli screenshot ti faccio vedere i video professionali realizzati con professioniste internazionali.
"Sono molto solo: non terribilmente solo.
Perché io amo esser solo.
Ho bisogno di essere solo:
per contemplare, per pensare.
A volte mi danno noia perfino le persone che amo:
mia figlia, mia moglie.
E, quando accade, zitto zitto, mi alzo e vado in camera mia.
Sì, è difficile viver con me:
questo è un rimprovero che le mie compagne mi hanno sempre rivolto, che all’ inizio mi rivolgeva anche Franca.
Ora Franca vi si è assuefatta, trova questa vita normale sebbene sia giovanissima.
La capivo, sa? Capivo che le sarebbe piaciuto andare nei posti, nei night. Ma a me non piace, non è mai piaciuto.
Io, quando vedo quel divertimento falso non posso fare a meno di pensare che dietro a ciascuna di quelle persone v’è un dramma:
il pianista magari ha le scarpe rotte, l’industriale ha le cambiali che scadono, l’entraineuse ha il figlio ammalato...
Gliel’ho detto:
sono un misantropo, la base della mia vita è la casa.
La casa, per me, è una fortezza, quasi una persona.
Quando vi entro la saluto sempre come una persona: «Buonasera, casa».
Oggi, per esempio, Franca è a Lugano e in casa son solo. Be’: ci sto benissimo".
Antonio de Curtis, Totò
"Sono molto solo: non terribilmente solo.
Perché io amo esser solo.
Ho bisogno di essere solo:
per contemplare, per pensare.
A volte mi danno noia perfino le persone che amo:
mia figlia, mia moglie.
E, quando accade, zitto zitto, mi alzo e vado in camera mia.
Sì, è difficile viver con me:
questo è un rimprovero che le mie compagne mi hanno sempre rivolto, che all’ inizio mi rivolgeva anche Franca.
Ora Franca vi si è assuefatta, trova questa vita normale sebbene sia giovanissima.
La capivo, sa? Capivo che le sarebbe piaciuto andare nei posti, nei night. Ma a me non piace, non è mai piaciuto.
Io, quando vedo quel divertimento falso non posso fare a meno di pensare che dietro a ciascuna di quelle persone v’è un dramma:
il pianista magari ha le scarpe rotte, l’industriale ha le cambiali che scadono, l’entraineuse ha il figlio ammalato...
Gliel’ho detto:
sono un misantropo, la base della mia vita è la casa.
La casa, per me, è una fortezza, quasi una persona.
Quando vi entro la saluto sempre come una persona: «Buonasera, casa».
Oggi, per esempio, Franca è a Lugano e in casa son solo. Be’: ci sto benissimo".
Antonio de Curtis, Totò