Il governo getta la maschera sul Covid
Meloni (...) ha il dovere di spiegare perché oltre 100 milioni di euro dei contribuenti italiani siano finiti nelle casse dei suoi amici
Stefano Patuanelli
@SPatuanelli#Covid
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Caso Covid, esposto di Pd e 5 stelle per danno erariale. Conte: “Quei soldi una ricompensa per chi mi ha accusato”
E ora le opposizioni sono pronte a passare all’attacco. Con un esposto in Procura e un altro alla Corte dei Conti per danno erariale nella convinzione che l’operazione che ha fatto la fortuna degli “amici di Giorgia Meloni”, sia stata frutto di una precisa scelta politica. Tradotto: una decisione contro l’interesse dello Stato. “Una ricompensa per chi mi ha accusato”, si spinge a definirla Giuseppe Conte.
I 100 milioni che per ammissione del ministro meloniano alla Salute Orazio Schillaci sono stati liquidati senza colpo ferire (ossia senza nemmeno provare a fare appello dopo una sentenza in primo grado)
all’imprenditore delle mascherine Dario Bianchi sono un caso: ieri il capogruppo del Pd Francesco Boccia, dopo la risposta di Schillaci al question time, si è detto basito: “È forse la prima volta nella storia della Repubblica, che non si è atteso l’appello prima di agire, nonostante una sospensiva, e si sia dato per scontato che il terzo grado sarebbe andato come il primo.
Si vede che non erano soldi loro, ma dei contribuenti”, ha detto l’uomo di Elly Schlein al Senato, che ha incalzato il ministro a mettere a disposizione le carte per individuare le responsabilità. “Vedremo chi ha chiesto a chi, quale ordine è arrivato da Palazzo Chigi al ministero.
Vogliamo sapere – ha detto ancora Boccia – chi ha deciso di pagare più di 100 milioni di euro a un’azienda che fatturava al massimo 4 milioni, e quando andava bene perdeva 250mila euro, che ha scoperto all’improvviso di produrre mascherine”.
I 5 Stelle puntano al cuore della questione: più volte, pure di fronte alla Commissione Covid, avevano sollecitato inutilmente risposte sullo stato della vertenza con l’azienda di Bianchi nella convinzione che la sentenza di primo grado fosse facilmente smontabile in appello. Salvo le rivelazioni del ministro di ieri sulla transazione milionaria e della norma varata da Palazzo Chigi per le coperture economiche ma senza dichiararne le finalità.
“Mentre noi fornivamo documentazione utile a ribaltare nel processo d’appello la sentenza su JC Electronics, scopriamo che Meloni e i suoi già nell’ottobre scorso avevano raggiunto un accordo per una transazione economica da più di 100 milioni. Soldi dei cittadini italiani versati nelle casse di una società che ha in passato finanziato Fratelli d’Italia e il cui amministratore delegato risulta ospite fisso degli eventi del partito della premier”, ha detto Stefano Patuanelli, mentre il leader Conte affonda il colpo contro Bianchi “quello che Fratelli d’Italia ha chiamato più volte in commissione Covid” per farne “il mio principale accusatore”. Sullo sfondo resta la scarsa trasparenza dell’operazione chiusa alla chetichella lo scorso autunno grazie a un provvidenziale decreto partorito dal Consiglio dei ministri il 14 ottobre scorso e passato inosservato: provvedimento entrato in vigore il 30 dello stesso mese, giusto in tempo per la firma della transazione, avvenuta il giorno dopo. Di che decreto si tratta? “Misure urgenti in materia economica”, incardinato il 5 novembre alla Camera dove era stato approvato il 10 dicembre poi passare al Senato dove era giunto l’ok definitivo in appena una settimana, il 18. La norma provvidenziale è contenuta nell’articolo 5: la previsione di un contributo al ministero della Salute da 110 milioni senza nessun riferimento a cosa dovesse servire. Come hanno annotato i Servizi studi e bilancio di Camera e Senato: “Le relazioni illustrativa e tecnica del disegno di conversione del decreto non recano specificazioni sulle sentenze e transazioni richiamate dal comma 1”.
I reiterati tentativi di screditare Conte si stanno traducendo in un boomerang pesantissimo che Giorgia Meloni si ritroverà presto sui denti.
Crollano le favolette del Governo e dei suoi trombettieri. Le parole di Rutte ci confermano quello che abbiamo sempre sostenuto. Quello di Trump è solo un richiamo all'ordine per un governo che ha sempre detto sì: 500 aerei partiti dall'Italia per una guerra illegittima in Iran in cui Netanyahu ha trascinato Trump e che ha danneggiato pesantemente l'economia italiana. E meno male che Meloni ha dichiarato "non condanno né condivido": se avesse condiviso ne sarebbero partiti 5000?
La lista dei "sì" è infinita: firma sulle spese militari al 5% del Pil, accordo sui dazi alle nostre imprese giudicato "positivo" e "sostenibile"; cappello Maga tra le mani dopo il genocidio di Gaza; acquisti garantiti di gas americano e zero tasse ai giganti del web.
Tocca a noi far rialzare il Paese: l'orgoglio nazionale va difeso con le scelte non con le chiacchiere. È doveroso che la Presidente Meloni venga a fornire necessari chiarimenti al Parlamento e al Paese.
Il caldo ha dato alla testa a qualcuno. Va bene che ormai Fratelli d'Italia, i giornali del deputato della Lega Angelucci e le tv controllate dal Governo sono entrati in clima elettorale e hanno individuato in me il nemico pubblico numero uno, insieme al M5S e ai nostri Scarpinato e De Raho - che hanno combattuto per tutta la vita in prima linea mafie e clan. Ma quando addirittura l'ex ministra di Fratelli d'Italia Daniela Santanchè, mandata a casa da 15 milioni di voti al referendum, dopo 3 anni incollata alla poltrona ministeriale nonostante l’inchiesta per truffa Covid, si permette di dire che io starei evitando di dare spiegazioni sul Covid viene da ridere.
Io sulla gestione Covid, la crisi più dura e imprevedibile dal Dopoguerra, sono andato a fornire tutte le spiegazioni nei tribunali ricavandone una completa archiviazione, ho dato tutte le risposte di fronte all'opinione pubblica in decine e decine di interviste, ho comunicato subito la mia disponibilità anche ad essere audito nella Commissione Covid diventata un tribunale politico di FdI contro il sottoscritto senza ricevere risposte. Per Santanchè il silenzio sarebbe d'oro vista la situazione. Se proprio vuole occuparsi di gestione Covid vada in Tribunale a farsi giudicare anziché farsi scudare dai suoi Fratelli e dalla maggioranza in Senato, nell’attesa che scatti la prescrizione. Ma un po’ di ritegno, proprio no? Per lei e per un partito che è stato costretto a far dimettere un sottosegretario alla Giustizia entrato in società con i familiari di un prestanome del clan Senese, e che è sommerso nei territori da casi di corruzione e peculato?
Se pensate di farci paura col vostro potere mediatico e la vostra strafottente arroganza vuol dire che non ci conoscete affatto.
@Tommasocerno Ha già risposto abbondantemente. Vi brucia perché ancora non accettate che è amato e rispettato dopo tutto quello che avete provato a fare per screditarlo. Gli insulti? Chi lo ha definito criminale? Provi a fare il giornalista invece di fare sempre il cortigiano.
Ministro degli Esteri spagnolo:
▪️L’Italia e la Germania stanno ostacolando la sospensione dell’accordo di partenariato tra l’Unione Europea e Israele.
▪️Quando si tratta dell’Ucraina, la Germania si comporta da paladina della morale, ma quando si tratta della Palestina, fa finta di non vedere, non sentire e non parlare. La Germania è uno Stato ipocrita e deplorevole.
L’Italia e Germania sono complici del genocidio in corso in Palestina.
Bambini presi di mira e uccisi nel genocidio di Gaza. Lo abbiamo detto e denunciato tante volte, ora questa realtà emerge anche dalle inchieste indipendenti in seno all’Onu.
Alla presidente Meloni, da italiano, chiedo: volete continuare a chiacchierare di orgoglio nazionale con vaniloquenza o volete dimostrarlo con i fatti?
Vi decidete a promuovere sanzioni economiche e commerciali contro Netanyahu e i suoi sodali?
Vi decidete a strappare gli accordi militari con Israele e a togliere a Israele lo status di partner economico privilegiato?
Vi decidete a restituire il cappellino Maga a Trump e a rinunciare al ruolo di "osservatori" nel Board of Peace?
Vi decidete a riconoscere lo stato di Palestina?
Oggi vari giornali scrivono che i vertici del partito di Meloni hanno lanciato un sondaggio chiedendo ai propri iscritti se la convocazione dell'ambasciatore israeliano dopo il trattamento riservato dal governo israeliano ai nostri connazionali sia stata una reazione “eccessiva".
A mio sommesso avviso andrebbe posto ben altro quesito. Provo a riformularlo: di fronte allo sterminio di oltre 70mila palestinesi, di cui 20mila bambini, e di fronte alle ripetute violazioni del diritto internazionale di cui si è reso responsabile il Governo di Netanyahu ritenete che la copertura politica e militare che ha continuato a offrirgli il Governo italiano, senza nessuna sanzione e ripudio degli accordi di cooperazione, sia stata giusta o addirittura ignominiosa?
A voi la risposta.
Questo è il Ministro israeliano Ben Gvir che umilia e vessa gli attivisti della Flotilla, dopo un arresto illegale eseguito a mano armata in acque internazionali in cui è stato coinvolto anche il deputato del M5S Dario Carotenuto, anche lui imbarcato per portare aiuti umanitari e solidarietà alla popolazione di Gaza.
Le chiacchiere del nostro Governo e dell’Europa stanno a zero se, a fronte del genocidio e di una lista enorme di atti illegali, non si straccia ogni accordo con il governo criminale di Netanyahu e non si impongono sanzioni contro chi ha calpestato anche l’ultimo briciolo di diritto internazionale e di umanità.