Non so nemmeno da dove cominciare dopo aver ascoltato il senatore Alfieri (PD), che stamattina dialoga con l’ambasciatore ucraino.
Non comincerò dall’aspetto morale di cosa significhi chiedere all’ambasciatore - “cosa siete disposti a cedere per la pace?” - proprio la mattina/1
@SereScandellari E quindi come se la sta cavando Mamdani?: https://t.co/fJbTaDN2lq. Non è proprio come scrivi. La campagna elettorale è finita, meglio dire le cose come stanno
Non sono incline all’invidia.
Ma invidio sinceramente chi, dopo 9 mesi di attività politica e amministrativa, già si sente pronto a fare il Presidente del Consiglio.
Io, dopo 30 anni di politica di cui 20 nelle istituzioni, a qualcuno che fosse così folle da chiedermelo risponderei che ancora ho molto da imparare.
Ma del resto il sistema ormai è questo: e a cavalcarlo sono proprio quelli che, quando lo fa l’altra parte, criticano “la dittatura dell’immagine”.
@pietroraffa@IpsosDoxa ma non si vota oggi. I sondaggi alimentano la peggiore politica che non lavora con visione e strategia ma insegue gli umori quotidiani registrati dagli istituti demoscopoci, che portano in direzione opposta
Un paese diviso tra chi si fida della mano libera dei magistrati ma teme lo strapotere dei poliziotti e chi si fida della mano libera dei poliziotti ma teme lo strapotere dei magistrati. Nel mezzo, stritolato, qualche garantista superstite che diffida ragionevolmente di entrambi
@simonetta_81@matteorenzi Renzo aveva metà del suo partito contro, metà che controllava i gruppi parlamentari, se non si fosse dimesso l:avrebbero fatto saltare. La Meloni ha la maggioranza e il controllo dei gruppi. Altro che dignità.
@MaxGramel la Repubblica "pizze e fichi", la pensiamo diversamente su tutto, abbiamo visioni opposte però che bello ci mettiamo d'accordo. Ma dai questo è infantilismo politico. Le mediazioni in politica sono sempre al ribasso e finiscono per partorire leggi e riforme inutili e dannose
@CucchiRiccardo perché gli altri sono conservatori. Essere conservatori non è una prerogativa della destra: anche chi si definisce di sinistra può esserlo, e spesso lo è.
Il paradossale referendum di domenica. Una destra che rischia proponendo una riforma liberale e una sinistra a testa bassa a difesa di un ordinamento fascista. E l'Italia va a rotoli
TURATI, DE GASPERI E LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE: LA STORIA INVENTATA DA WOODCOCK
In questa campagna referendaria ne abbiamo sentite di tutti i colori. Sono stati scomodati morti illustri, si pensi solo alle false interviste a Falcone e Borsellino, ma c’è chi come Henry John Woodcock va più indietro nel tempo e riscrive la storia d’Italia.
In vari interventi pubblici a sostegno del No alla riforma, il celebre pm della procura di Napoli spiega le scarse ragioni a favore del Sì raccontando un suo dialogo sulla separazione delle carriere con gli avvocati. “Qualcuno di loro mi risponde abbassando lo sguardo ‘Sai, è un’occasione storica’. I più dotti addirittura scomodano Turati, dicendo ‘anche Turati fornì l’appoggio esterno a De Gasperi’”. Ed è proprio qui che Woodcock sfodera i suoi studi da “appassionato di storia”: “Allora io li guardo sbalordito e dico: ma tu lo sai che Turati l’appoggio esterno a De Gasperi glielo diede per fare le leggi a tutela dei lavoratori minori e delle donne, non per la separazione delle carriere?”, dice con l’aria di quello che ha fatto scacco matto.
In questa ricostruzione c’è però qualche piccolo problema di coerenza storico-temporale. Filippo Turati, il grande leader del socialismo riformista, in effetti propose insieme alla compagna Anna Kuliscioff un provvedimento sul lavoro minorile e femminile: è la cosiddetta “legge Carcano”, ma è del 1902, quando il giovane Alcide andava ancora a scuola.
Inoltre Turati non ha mai dato alcun appoggio esterno a De Gasperi, non per inimicizia né per ostilità politica, ma perché morì in esilio in Francia nel 1932 in pieno regime fascista: il primo governo De Gasperi arrivò solo 14 anni dopo, nel 1946. Lo statista democristiano rimase a Palazzo Chigi fino al 1953, senza peraltro approvare alcuna legge sul lavoro minorile che, nell’Italia repubblicana, arriverà solo nel 1967 (dopo altri 14 anni).
Non è chiaro come lo storico Woodcock abbia fatto a mescolare oltre 60 anni di storia in un cocktail imbevibile, ma la speranza è che il gemello pm conduca le inchieste con un altro metodo.
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L’indignazione selettiva e il relativismo culturale di troppi in Italia (e molti a sinistra) hanno creato un mondo alla rovescia nel quale le ragazze che si levano il velo e le folle che vogliono il cambio di regime in Iran non meritano il nostro sostegno
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🔥 51.900 interventi per incendi boschivi da metà giugno: +6.930 rispetto al 2023.
Nonostante le cause siano ormai note, le responsabilità in parte chiare e le attività di prevenzione attive, il fenomeno non si arresta
Ogni anno brucia suolo e biodiversità
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VIDEO | Incendi boschivi, 51.900 interventi vigili del fuoco da metà giugno al 22 agosto, 6.930 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. #ANSA https://t.co/vsbrRz0x07