Fondazione no-profit che si propone di perseguire finalità di inclusione sociale legate all'Alfabetizzazione Finanziaria per la prevenzione all’abuso economico
Unico @brunoriRai (👏) a fare un servizio sul nord Israele martellato giorno e notte da razzi e droni
Ha spiegato perché Israele sta combattendo Hezbollah,mentre altri giornalisti ci propinano interviste dei terroristi
✍🏻 Roberto Damico
Se avessi voglia di scherzare, farei il verso a Andrea Tosa – il blogger, l'attivista, il palestinista – e scriverei un post che inizia come iniziano sempre i suoi post: "Ieri a Herat è successo un fatto gravissimo". Ma io adesso non ho voglia di scherzare. Non ho voglia di ironizzare. Non ho voglia di fare il verso a nessuno. Perché un post che inizi così – "Ieri a Herat è successo un fatto gravissimo" – e che parli delle donne afghane, non esiste. Non lo scrive Tosa. Non lo scrive la sinistra. Non lo scrive nessuno. Eppure – ieri è successo davvero qualcosa di terribile ad Herat, in Afghanistan. E se avete abbastanza anima – se non siete ancora diventati insensibili di fronte al dolore del mondo – potete cercare voi stessi. Le notizie sono lì. Frammentarie, ignorate, sepolte. Ma ci sono.
Ecco cosa è successo. Si era appena svolta una manifestazione di donne afghane. Una folla di donne – nonostante il burqa, anzi, col burqa – ha riempito le strade di Herat. Centinaia, forse migliaia. Hanno chiesto – attenzione – non i diritti che abbiamo in Occidente (il diritto di voto, il diritto di abortire, il diritto di indossare una minigonna). Hanno chiesto neppure pari diritti. Hanno chiesto il minimo. Hanno chiesto l'istruzione – che in Afghanistan, per le donne, significa anche accesso alla sanità (perché nella legge afghana, una donna può essere visitata solo da una donna; ma se le donne non possono studiare, allora le donne non possono essere curate). Hanno chiesto di poter lavorare – di guadagnare un minimo, per non morire di fame, per non vedere i propri figli morire di fame. Hanno chiesto meno dei diritti che noi in Europa concediamo a un cane o a un gatto. Perché i nostri amici a quattro zampe – possono essere visitati da un medico (di qualsiasi sesso) se stanno male. Possono essere curati. Possono essere salvati. Le donne afghane – se stanno male – non possono essere visitate da un medico uomo. E se il medico uomo è l'unico disponibile, muoiono. Se – dopo un terremoto – si trovano sotto le macerie delle loro abitazioni, non possono essere estratte, perché un uomo non può toccare una donna. E muoiono sotto le macerie. Mentre ascoltano i soccorritori che non possono soccorrerle. È l'inferno. È l'orrore. È la follia.
E la risposta dei talebani a questa manifestazione di donne che chiedevano solo di non morire – è stata la violenza. Hanno sparato sulla folla. Al momento si parla di una ventina di vittime, ma le notizie sono frammentarie, non verificate, forse peggiori.
La notizia – come tutte le notizie che riguardano l'Afghanistan – è stata sepolta. Ignorata. Dimenticata.
E penso che oggi i telegiornali dovrebbero essere pieni di queste immagini. Che le piazze dovrebbero essere colme di gente – specie di donne arrabbiate – che esaltano l'eroismo delle donne afghane, che denunciano la brutalità dei talebani, che chiedono sanzioni, interventi, aiuti. Che parlano – sì – anche della loro disperazione. Della loro solitudine. Del loro abbandono. E invece – credo di essere uno dei pochi che ne stanno parlando. Uno dei pochi. Non perché io sia speciale. Perché gli altri hanno deciso di tacere e si indignano solo per Gaza.
Perché – come dice Fausto Bertinotti – "Gaza è l'ombelico del mondo". Almeno per la sinistra. Gaza – e solo Gaza – merita attenzione. Gaza – e solo Gaza – merita indignazione. Gaza – e solo Gaza – merita che si riempiano le piazze. Il resto – l'Afghanistan, lo Yemen, la Siria, il Sudan, la Nigeria, il Congo – non esiste. O esiste come rumore di fondo, come fastidiosa eccezione. Perché la sinistra – la sinistra palestinista – adora guardarsi l'ombelico senza alzare lo sguardo.
E se alzasse lo sguardo – se alzasse lo sguardo oltre Gaza – vedrebbe un mondo in fiamme. Un mondo che brucia. Un mondo in cui il jihadismo – la stessa ideologia che anima Hamas – uccide, devasta, distrugge. E bisognerebbe anche chiedersi quanto sia casuale che la propaganda per Gaza copra mille altri orrori. Quanto sia casuale che proprio Gaza – il luogo in cui Hamas comanda – sia diventato l'ombelico del mondo. Visto che Hamas è una derivazione della Fratellanza Musulmana – l'organizzazione che ha come obiettivo la creazione di un Califfato globale – visto che la Fratellanza vuole imporre la sharia in tutto il mondo, vuole cancellare i diritti delle donne, vuole sottomettere “gli infedeli”– è proprio casuale che Gaza e la sua propaganda impediscano di vedere ciò che il jihadismo sta facendo nel mondo?
@flancini
The ECB is expected to initiate interest rate hikes today.
While this may draw criticism from some given the current growth context, the Bank actually has little choice.
Unlike the Fed’s dual mandate of inflation and employment, the ECB has a single mandate: price stability.
#ECB #centralbanks #Inflation #Economy
US 10-year Treasuries are offering about the greatest amount of yield versus the S&P 500's earnings yield going back to 2003. Either earnings have to keep outperforming, or bonds will start looking like an increasingly attractive alternative.
US #inflation jumped to 4.2% in May from 3.8% in Apr amid Middle East energy shock, a new 3y high. Core CPI came in at +2.9%, up from +2.8% in Apr as expected.
Da oggi nasce Spazio Pubblico: un movimento aperto, europeista, democratico. Non una corrente, non un’etichetta, uno spazio per tutti quelli che credono ancora che libertà, diritti e giustizia sociale siano il futuro, non il passato.
Serve una proposta seria, riformista, pragmatica. Per chi produce, chi investe, chi innova, chi crea lavoro. Per chi vuole un’Europa libera, forte, giusta e un’Italia che non sia condannata alla perpetua irrilevanza.
Spazio Pubblico nasce per unire i liberi e i forti, per riunire coloro che lottano contro i populismi, le oligarchie e i profeti di sventura.
Adesso tocca davvero a noi.
Aderite e costruiamo insieme un’Italia e un’Europa protagonista.
👉 Aderisci a Spazio Pubblico: https://t.co/8ZBQrQX8PZ
Seguiti qui su X : @s_pubblico
The key catalyst for precious metals to go crazy last year was Powell's dovish Jackson Hole speech on August 22, which signaled a rate cutting cycle in spite of elevated inflation. That's not where we are now. Markets are pricing a much more hawkish Fed...
https://t.co/vdpzPH8TBi
Questa non è una spiaggia qualsiasi, una di quelle che si appresta a essere presa d’assalto nella bella estate che sta per iniziare.
Questa spiaggia si trova in Francia.
E 82 anni fa ha visto lo sbarco sotto il fuoco di migliaia di ragazzi di 20 anni o persino più giovani; molti dei quali su quella spiaggia rimasero per sempre, falcidiati dal fuoco delle mitragliatrici dei nazisti.
Quei ragazzi erano soprattutto americani e britannici, ma c’erano anche tanti canadesi.
È stato grazie a loro se l’Europa (e l’Italia, grazie anche al contributo della lotta partigiana) si sono liberati dalla tirannia e sono tornate o diventate libere e democratiche.
In questi tempi in cui libertà e democrazia sembrano essere merci meno preziose, o comunque sacrificabili, il @Partito_Libdem vuole ricordare il sacrificio di quei ragazzi che vennero da lontano a perdere la propria vita su quelle spiagge, affinché noi potessimo essere liberi.
The 2-year real interest rate has now climbed to its highest level since the Trump administration took office.
At the same time, we are living through the deepest and longest drawdown in the history of the Bloomberg US Aggregate Bond Index.
We are moving in the wrong direction and I doubt Scott Bessent is thrilled about either development.
This is the exact opposite of inflating your way out of a debt problem.
Yet investors are increasingly pricing in the possibility of another rate hike.
I suspect policymakers will be forced to address that reality.
When they do, the implications for hard assets could be substantial.
https://t.co/CErNysNiBQ
È surreale che parli d’insostenibilità dei costi del nucleare la lobby green che ha sostenuto e difeso fino alla fine il Superbonus, la più grande operazione di greenwashing della storia. Coi 238 miliardi di bonus edilizi avremmo costruito 15 reattori e sarebbe avanzato il resto.
Good Morning from Germany, where retail investors can now subscribe to SpaceX shares.
Alongside Trade Republic, Deutsche Bank, ING and Commerzbank customers are also being offered access – a rare chance for German retail investors to take part in a US share issue. The fixed price is $135, but the European prospectus allows Elon Musk to lift it by up to 20%, implying a possible book-building range of $135–$162. Musk clearly wants an army of retail investors behind SpaceX – and a price that stays in orbit.
From John Plender's FT column:
"At the same time, Treasury funding is increasingly reliant on shorter-term securities, which means constant rollover risk. With US public debt approaching its highest ever level, this combination sounds like the very definition of a non-geopolitical financial chokepoint, with vulnerability to shocks. It also suggests there are now systemic risks in the Treasury market."
#economy #markets #bonds
The global economy now uses roughly half as much energy per dollar of output as it did in 1980, helping cushion oil shocks. Read more in F&D magazine. https://t.co/uIBOYR9eU2
A maggio, inflazione in Eurozona a +3,2% tendenziale, in linea con attese, ma inflazione di fondo (ex alimentari ed energia) oltre le attese a +2,5%, spinto da servizi a +3,5%. Altamente probabile il rialzo dei tassi Bce il prossimo 11 giugno, quando i politici italiani cadranno sdegnati dal seggiolone
Euro-Zone Inflation Surpasses 3% for First Time Since 2023
https://t.co/lwzzaNjBKK
Anonyme : Je suis pompier et ce que j’ai vu hier dans les rues de Paris m’a brisé le cœur.
On est intervenus vers 22h, après l’appel pour un feu de poubelles qui dégénérait. On pensait à un simple incident de soirée. On est arrivés sur place et c’était l’enfer. Paris, ma ville, celle où j’ai grandi, où j’ai fait mes premières gardes, était devenue une zone de guerre. Des fumées noires partout, des cris, des explosions de mortiers. Des groupes de jeunes, souvent issus de l’immigration, cagoulés, organisés, qui chargeaient les forces de l’ordre comme sur un champ de bataille.
J’ai vu des collègues policiers se faire lyncher à coups de barre de fer. J’ai vu une voiture de police caillassée alors qu’on sortait juste pour éteindre un feu qui menaçait des familles. On a été pris à partie par des émeutiers qui nous hurlaient dessus, nous traitant de “chiens”. On essayait juste de sauver des vies, et on devenait des cibles.
J’ai ramassé un gamin de 14 ans, le visage en sang, qui pleurait en disant qu’il avait suivi “les grands” pour “s’amuser”. J’ai vu une mère de famille, volets fermés, qui nous suppliait de protéger ses enfants pendant que ça cassait tout en bas. Les vitrines défoncées, les commerces pillés, les voitures brûlées… tout ça sous prétexte de “fêter” quelque chose.
Fêter, ce n’est pas casser.
C’est ça, la France en 2026 ? Un pays où on ne peut plus sortir le soir sans risquer sa vie ? Un pays où des quartiers entiers sont livrés à des clans qui ne respectent ni nos lois, ni notre histoire, ni nos pompiers, ni nos policiers ? Où on regarde impuissant notre capitale, symbole de lumière et de culture, transformée en terrain de jeu pour des barbares qui crachent sur la main qui les nourrit ?
Cette nuit, en rentrant chez moi à 6h du matin, encore couvert de suie et de sueur, j’ai pleuré comme un gosse. Pas de fatigue. De rage et de tristesse. Pour mes enfants. Pour mes collègues blessés. Pour ce pays que j’aime et qui se laisse mourir.
Réveillez-vous. S’il vous plaît. Avant qu’il ne reste plus rien à sauver.
Ho atteso alcuni giorni prima di intervenire sul polverone sollevato da Tony Blair con il suo ultimo saggio in cui critica la direzione intrapresa dal governo britannico sia in campo economico che in politica estera, per verificare se – come c’era da aspettarsi – si sarebbe rivelato null’altro che una nuvola di fumo. E così è stato. Non resta allora che chiederci quali fossero i suoi obiettivi, al di là, forse, di ricompattare l’intero partito contro di lui.
D’altra parte non poteva essere altrimenti, perché per struttura, modalità e contenuto del messaggio difficilmente quello scritto avrebbe ricevuto applausi da chiunque alla sinistra di Kemi Badenoch e Nigel Farage.
Intendiamoci, l’analisi di Blair appare, a un primo sguardo, tecnicamente impeccabile, intrisa di quella visione strategica che ha caratterizzato i suoi anni migliori: un richiamo alla modernizzazione, all’abbraccio della tecnologia e dell’intelligenza artificiale come motori del futuro. Il problema è che questa lettura sembra profondamente sconnessa dal contesto britannico contemporaneo. Più che l’intervento di un ex leader immerso nelle tensioni del Paese reale, appare quello di una figura che osserva la politica dall’alto delle reti globali di consulenza, fondazioni e think tank che hanno caratterizzato la sua attività dopo Downing Street.
Il problema dei britannici non è il rigetto della tecnologia o dell’innovazione, e non è neanche l’assenza di visione ma la fiducia: quella spezzata dopo il 2008, quando il patto sociale del New Labour si incrinò tra i salvataggi finanziari di Gordon Brown e l’austerità successiva imposta dai Conservatori.
Ignorare quella frattura significa non comprendere le radici del populismo, della Brexit e delle difficoltà che ancora attraversano la politica britannica.
Il più grande teologo post Concilio Vaticano II.
Nel 2004, Joseph Ratzinger guardava già lontano e vedeva chiaramente il declino dell’Occidente. Oggi, vent’anni dopo, quel declino non è più un’ipotesi: è sotto i nostri occhi ogni giorno. Una civiltà che rinnega le proprie radici cristiane, che sostituisce la verità con il relativismo, la libertà con il capriccio individuale, la responsabilità con il vittimismo, la famiglia con qualsiasi cosa, sta lentamente spegnendosi da sola.
#occidente
The million Dollar question - as we inch closer to that elusive peace deal - is what kind of risk premium will remain in Brent. I think we go to $85 a barrel on a deal, which takes gas prices at the pump back down to $4 a gallon over the ensuing weeks...
https://t.co/IDmrAPVsq6
The rise in global oil prices - and the vanishing discount on Urals crude - is giving Russia a massive windfall. Tax revenues from oil were $10 bn in April, up from $4 bn in March. This is due to the US war with Iran and EU inaction on the shadow fleet...
https://t.co/zFJpx5VJhG