La Sindaca di Genova Silvia Salis ha confermato che il Comune non farà marcia indietro sui progetti di 𝙚𝙙𝙪𝙘𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙨𝙚𝙨𝙨𝙪𝙤-𝙖𝙛𝙛𝙚𝙩𝙩𝙞𝙫𝙖 negli asili, ma ha dichiarato che se sarà necessario per superare gli ostacoli del Ddl Valditara, l'amministrazione è pronta a ribattezzare i percorsi cambiando il nome dei corsi in "𝙚𝙙𝙪𝙘𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙖𝙞 𝙙𝙞𝙧𝙞𝙩𝙩𝙞".
Il percorso è strutturato per fasce d'età con queste modalità:
Obiettivo:
Contrastare la violenza (anche psicologica e verbale) e promuovere il rispetto fin dall'infanzia.
Coinvolgimento:
Istituito in collaborazione con i centri antiviolenza, il progetto ha già coinvolto circa 300 bambine e bambini dai 3 ai 6 anni in quattro scuole dell'infanzia.
Futuri sviluppi:
Nonostante le critiche e le contestazioni delle associazioni conservatrici, la giunta intende proseguire il programma di educazione affettiva contro ogni legge.
𝙌𝙪𝙚𝙨𝙩𝙤 𝙨𝙞 𝙘𝙝𝙞𝙖𝙢𝙖 𝙞𝙣𝙙𝙤𝙩𝙩𝙧𝙞𝙣𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙞𝙙𝙚𝙤𝙡𝙤𝙜𝙞𝙘𝙤, 𝙨𝙪𝙞 𝙗𝙖𝙢𝙗𝙞𝙣𝙞 𝙙𝙞 𝙩𝙧𝙚 𝙖𝙣𝙣𝙞, 𝙘𝙤𝙢𝙚 𝙖𝙞 𝙩𝙚𝙢𝙥𝙞 𝙙𝙚𝙡 𝙛𝙖𝙨𝙘𝙞𝙤.
𝘾𝙖𝙢𝙗𝙞𝙖 𝙞𝙡 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙚𝙣𝙪𝙩𝙤 𝙢𝙖 𝙞𝙡 𝙨𝙞𝙨𝙩𝙚𝙢𝙖 𝙚̀ 𝙪𝙜𝙪𝙖𝙡𝙚.
Alla faccia di chi boicotta…
Tamara Casalan
La storia è stata appena scritta nelle sale operatorie del Centro Medico Ichilov di Israele 🇮🇱 e l'intero mondo medico è in stato di puro stupore.
I chirurghi hanno realizzato ciò che una volta sembrava impossibile: rimuovere un tumore cerebrale raro senza aprire la testa.
Attraverso un approccio transorbitale di punta - entrando con precisione
attraverso la gola ocularia utilizzando robot avanzati e endoscopia - loro hanno escisso completamente la crescita.
Nessuna craniotomia.
Nessuna cicatrice massiva.
Solo innovazione pura, maestria e mani stabili.
Ouesto non è solo una vittoria per la scienza; è un testimonianza profonda del rifiuto dell'umanità di accettare i limiti.
Mentre il mondo si concentra sulla divisione, la medicina israeliana ci ricorda cosa può realizzare la chiarezza morale e l'eccellenza scientifica: vite salvate, futuro ripristinato e speranza data ai pazienti di tutto il mondo.
Israele non innova solo sotto pressione - le sue innovazioni sono da sempre disponibili per l'intera umanità.
Orgogliosi oltre le parole.
Am Yisrael Chai.
#MedicalBreakthrough #lsraellnnovation #Neurosurgery #Proudlsrael #AmYsraelChai
🚨🪖🇺🇸 Vedrete che nelle prossime ore farà discutere non poco - in particolare in Europa - il discorso pronunciato da Pete Hegseth per commemorare l'82esimo anniversario del D-Day. Il capo del Pentagono ha esaltato il coraggio degli uomini che fecero la Storia, salvando la civiltà occidentale e il mondo libero, ma ha anche utilizzato il ricordo dello sbarco in Normandia per tornare ad attaccare Alleati descritti come deboli. Di più: ha tracciato un parallelismo inedito per una commemorazione di questo genere: "Purtroppo, oggi, altre spiagge europee sono assaltate da altre ideologie pericolose. Spiagge in Spagna, in Italia, in Grecia e in Bulgaria. Arrivano barche e uomini. Quando faranno qualcosa, le capitali europee, contro questa invasione? O è troppo tardi? Prego di no, e credo di no".
Ho tradotto il suo intervento in maniera integrale, affinché tutti possiate farvi la vostra opinione in merito. Buona lettura.
"Dio vi benedica tutti. È un privilegio profondo essere con voi oggi su questo suolo consacrato. Questo non è semplicemente un luogo di riposo. È un monumento allo spirito incrollabile del guerriero americano, una testimonianza del sacrificio supremo compiuto dai nostri guerrieri per liberare un intero continente dalla morsa della tirannia.
Restiamo per sempre grati al governo francese, nostro alleato da 250 anni, per aver dedicato questa terra ai nostri caduti. Per ogni americano che la visita, è qualcosa di unico e commovente vedere la bandiera a stelle e strisce sventolare con orgoglio qui, in veglia eterna, sopra migliaia di croci e stelle.
Come disse una volta un ex sovrintendente di questo cimitero, sopra le tombe: “Eccoli lì, stanno ancora servendo il loro Paese”.
Ottantadue anni fa, oggi, la sopravvivenza della civiltà occidentale era appesa a un filo. Forze oscure avevano travolto l’Europa. Hitler si vantava che il suo Vallo Atlantico fosse impenetrabile. Ma il nostro nemico commise un errore fatale. Sottovalutò la volontà indistruttibile del combattente americano. Il compito era scoraggiante: un assalto frontale attraverso le acque agitate della Manica, direttamente contro spiagge e scogliere fortificate con ferro, cemento e artiglieria pesante. Una missione impossibile. Una missione suicida.
La missione di uomini liberi, l’unica speranza della libertà. Nessuna via di ritorno.
Accanto alle coraggiose forze di Gran Bretagna, Canada, Francia, Norvegia, Polonia e degli altri nostri validi e capaci alleati, l’esercito degli Stati Uniti guidò una grande crociata per spezzare la macchina da guerra nazista e liberare il continente. Le nostre truppe portavano con sé le parole ispiratrici del generale Eisenhower, ma, cosa ancora più importante, portavano con sé le speranze e le preghiere di un mondo libero.
Si imbarcarono nelle acque buie e agitate, sapendo che molti non sarebbero tornati a casa. Come ha detto l’ambasciatore: uomini ordinari, coraggio straordinario.
Come i patrioti americani lungo tutta la nostra storia, da Lexington a Gettysburg, facevano affidamento gli uni sugli altri, confidando nei loro fratelli e nella loro causa.
Prima dell’alba, paracadutisti e alianti americani precipitarono nell’abisso, illuminati solo dal fuoco tracciante del nemico. Lanci caotici e feroce resistenza. Si adattarono, si riorganizzarono e combatterono. Un trionfo dell’ingegno e dell’iniziativa americana contro il pensiero rigido e meccanizzato del nemico. Conserviamo ancora oggi quel vantaggio.
Il sergente William Ashbrook, della 101ª Divisione aviotrasportata, le Screaming Eagles, guardò dal suo aereo verso lo spettacolo sotto di lui e disse che c’erano così tante barche nella Manica che sembrava si potesse uscire dall’aereo e camminare fino alla Francia sopra di esse.
Velocità e scala. Una scala che solo la macchina da guerra americana poteva produrre. E che stiamo producendo di nuovo oggi. Che possiamo imparare da quel passato.
Più tardi, quel martedì mattina, fu scatenato il più grande assalto anfibio della storia umana.
I nostri guerrieri americani partirono per conquistare le spiagge di Omaha e Utah. Viaggiavano sui mezzi da sbarco Higgins, un colpo di genio dell’ingegneria americana, fabbricati dalla tenacia operaia di 20.000 lavoratori a New Orleans. Le rampe di quelle imbarcazioni si abbassarono e i nostri uomini si gettarono, si lanciarono tra le onde e sulla sabbia macchiata di sangue. Il coraggio, il puro coraggio che servì per correre dentro quella tempesta di fuoco di mitragliatrici è quasi inconcepibile.
Lo dico ai miei figli, che sono qui con noi oggi, e riescono a malapena a comprenderlo. A malapena. Chi potrebbe? I nostri padri fecero ciò che quegli uomini fecero qui.
Ci chiediamo: noi saremmo capaci? E che possiamo sempre porci questa domanda.
Le prime ondate di soldati subirono perdite devastanti. Migliaia dei nostri migliori in assoluto furono falciati. Ma il combattente americano non si arrese mai. Alimentati da un amore incrollabile per il Paese e per gli uomini accanto a loro, avanzarono. Scelsero di affrontare la morte piuttosto che arrendersi o mollare. E mentre combattevano, centimetro dopo centimetro insanguinato, il Vallo Atlantico crollò.
Erano davvero la più grande generazione. Ragazzi di campagna dal cuore dell’America e abitanti delle città delle coste. Insegnanti e negozianti. Gli americani sepolti qui sono il meglio di noi. Punto.
La guerra rivela il vero carattere di una nazione. E il coraggio degli uomini che assaltarono queste spiagge è il coraggio che definisce gli Stati Uniti d’America. Che sia sempre così. Che possiamo esserne degni e ricordare ciò che fecero qui. Le anime che riposano qui se lo sono guadagnato. E noi siamo benedetti dal fatto di avere ancora oggi, tra noi, alcuni di quei guerrieri.
Sono l’incarnazione vivente dell’etica del guerriero che oggi stiamo riportando in vita al Dipartimento della Guerra. Ai veterani qui presenti oggi, che hanno servito in Francia e in tutto il mondo: signori, vi vogliamo bene. Abbiamo verso di voi un debito di gratitudine che non potremo mai ripagare. Una nazione riconoscente onora il vostro servizio e il vostro storico coraggio.
Il 6 giugno 1944 cambiò il corso della storia. Americani straordinari, coraggio alleato, pianificazione meticolosa, il sangue dei nostri eroi: le potenze dell’Asse erano condannate, il mondo fu salvato. Senza l’Operazione Overlord, non avremmo il mondo libero che conosciamo oggi. Insieme ai nostri alleati, l’America salvò la civiltà occidentale.
Questo giorno è un promemoria annuale dell’alto costo della libertà, ma anche un promemoria, mentre guardiamo quelle croci, di ciò che serve. E ci chiediamo ancora: noi lo abbiamo?
Oggi, mentre affrontiamo un ambiente di minacce sempre più complesso, applichiamo le lezioni apprese 82 anni fa su queste spiagge. Alleati forti, ciascuno pienamente impegnato a fare la propria parte, vincono le guerre.
Gli uomini sepolti qui combatterono in un’alleanza di combattimento in cui ogni partner portò tutta la propria misura di industria, coraggio e sacrificio.
Non slogan vuoti, non summit sfarzosi, non comunicati: veri alleati che fanno cose vere, che subiscono perdite vere per una causa comune per cui vale la pena combattere e morire.
Ogni nazione fece la propria parte. Ogni nazione sanguinò.
L’America guiderà. E dobbiamo farlo. Ma gli alleati capaci devono essere lì con noi, spalla a spalla, nella breccia, quando conta.
Negli anni trascorsi da queste spiagge, gran parte dell’Occidente, in alcuni luoghi, in alcuni ambienti e in alcune capitali, si è adagiata.
Abbiamo dimenticato che la libertà non è gratuita.
Abbiamo dimenticato che la pace non nasce dal semplice desiderio. Si compra con uno scopo, con onore e con forza.
Gli uomini che sbarcarono su queste spiagge lo sapevano. La domanda che dobbiamo porci è: noi lo sappiamo? È tempo, da un pezzo, di ricordare ciò che loro sapevano. La loro eredità esige molto più di una silenziosa riflessione. Richiede la nostra vigilanza attiva.
Purtroppo, oggi, altre spiagge europee sono assaltate da altre ideologie pericolose. In Spagna, in Italia, in Grecia e in Bulgaria arrivano barche e uomini. Quando faranno qualcosa, le capitali europee, contro questa invasione? O è troppo tardi? Prego di no, e credo di no.
Gli uomini che combatterono e morirono qui restituirono la libertà all’Europa. Quella libertà deve essere mantenuta da questa generazione di leader e combattenti, altrimenti ciò per cui combatterono sarà stato soltanto temporaneo.
Come disse una volta il nostro grande presidente Ronald Reagan: “La libertà non è mai distante più di una generazione dall’estinzione. Non la si trasmette alla generazione successiva attraverso il sangue. Deve essere difesa da ogni singola generazione”.
Noi stiamo accanto ai nostri alleati, e ci aspettiamo che i nostri alleati siano capaci e pronti a stare accanto a noi. Gli eroi del 1944 lo fecero. Che possiamo farlo anche noi.
La pace è garantita solo attraverso la forza. E attraverso la forza su entrambe le sponde dell’Atlantico. Rafforzato dalla prontezza, da capacità militari condivise e da una volontà politica incrollabile, il nostro mondo è più sicuro e più prospero quando gli Stati Uniti d’America e i nostri alleati sono forti, liberi e senza scuse nella difesa della nostra tradizione occidentale di libertà.
Questo è il 6 giugno.
Questo è il 1944.
Questo è il D-Day.
Dunque, qui, decidiamo che la formidabile alleanza forgiata nel crogiolo della Seconda guerra mondiale resterà pronta, si ricostruirà e si impegnerà di nuovo. E così facendo, commemoriamo davvero gli uomini del D-Day. E li affidiamo, tutti loro, alle mani di Dio Onnipotente. Infatti, proprio dalle mie devozioni di questa mattina, Salmo 20, versetto 7: “Alcuni confidano nei carri e altri nei cavalli, ma noi confidiamo nel nome del Signore nostro Dio”.
Che il Signore nostro Dio benedica i nostri guerrieri.
Che il Signore nostro Dio benedica la duratura amicizia di 250 anni tra le nostre due grandi repubbliche.
E che il Signore nostro Dio benedica per sempre gli Stati Uniti d’America.
Grazie" .
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Ti ringrazio.
In Europa a "prendere soldi e donne". Questo è quello che dichiarano sui social i giovani magrebini protagonisti della "harraga" (bruciare le frontiere) che va di gran moda in NordAfrica (altro che "viaggi della speranza in cerca di lavoro"). Destinazione Spagna e Italia, quelle più accoglienti e generose finanziariamente.
Soldi e donne, la stessa molla che per secoli ha mosso le razzie degli invasori saraceni, i turchi, i pirati-schiavisti di Tunisi e Algeri. Nulla è cambiato. I nostri avi li accoglievano con la spada sguainata, oggi siamo nelle mani di smidollati che li accolgono col tappeto rosso e programmi di "integrazione". Peccato che il loro programma sia la nostra disintegrazione...
Oggi ho il piacere di annunciarvi che il “corridoio terrestre” verso la Crimea, che i russi chiamano “rotta di Novorossiya”, è stato ufficialmente chiuso.
Le autorità d’occupazione hanno esteso, “fino a nuovo avviso”, il divieto di transito per i veicoli civili su praticamente tutta l’estensione di questa strada che ora si trova costantemente sotto tiro ucraino.
Complimenti agli ucraini e a tutti i contribuenti europei: è un risultato davvero importante, strategico oserei dire.
Zelensky scrive a Putin per proporre un incontro faccia a faccia. La risposta è arrivata dopo poche ore: 11 morti e 68 feriti. Ma i guerrafondai siamo noi
Grazie a @Kenancamurcu ! 🙏🏻
La traduzione:
🚨 Sanchez, trasformato in un eroe dagli islamisti e dalla sinistra woke perché fa il gioco di Hamas e dei migranti, è un campione di corruzione. È l'autore di fascicoli d'inchiesta del tipo che la nostra sinistra in Turchia non esiterebbe a condannare duramente. Incluso il riciclaggio di denaro con Maduro. In questo momento Maduro sta cantando come un usignolo sugli affari in Turchia, Iran e Spagna.
Il caso di corruzione per cui Pedro Sánchez è indagato comprende una serie di filoni noti come "Caso Koldo" (il Caso Mascherine). Si tratta di uno dei più grandi scandali politici in corso in Spagna e colpisce direttamente il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) di Sánchez.
Irregolarità nei contratti da milioni di euro assegnati per l'acquisto di materiale medico alle istituzioni pubbliche durante la pandemia di COVID-19, accuse di tangenti e commissioni illecite, flussi di denaro contante illegale verso il Partito, accuse di finanziamento illecito: c'è dentro proprio tutto.
E poi c'è la questione del riciclaggio di denaro in Venezuela. Il nome al centro della corruzione, Koldobika García Izaguirre (Koldo Garcia), ha fatto in Spagna esattamente gli stessi affari che Maduro ha fatto con la Turchia e l'Iran. Per conto di Sanchez, ovviamente.
⚡ Sempre gli stessi metodi e strumenti: commercio d'oro, petrolio, ecc. Gli americani non hanno arrestato Maduro per niente. Delcy Rodríguez, che ha preso il suo posto, è la figura che gestiva le operazioni di riciclaggio di Sanchez insieme a Koldo García. Per evitare l'arresto come Maduro, ora è costretta a fare tutto ciò che dice Trump.
Esistono registrazioni audio in cui Koldo, dopo i colloqui, prometteva alla squadra di Sanchez una commissione mensile di 500.000 euro sulla quota di petrolio venezuelano.
Sánchez ha concesso 53 milioni di euro di aiuti pubblici (un piano di salvataggio) alla compagnia aerea Plus Ultra, legata al Venezuela. Si presume che una parte di questo denaro sia stata utilizzata per riciclare fondi illeciti provenienti dal Venezuela.
‼️ Esponenti di alto livello del partito socialista, ministri, chiunque si trovi attorno a Sanchez è sotto indagine. L'inchiesta per corruzione sta investendo i vertici del potere di Sanchez e si sono accumulate moltissime prove sul fatto che l'intera famiglia sia coinvolta nella vicenda.
Il governo Sánchez vacilla e sta cercando di restare in piedi.
Ora sono stati sequestrati anche gli appunti scritti a mano da Leire Díez, una militante del movimento socialista. La Díez ha accesso diretto alle decisioni politiche e commerciali di Sánchez. La chiamano la "fontanera" (l'idraulica). Vale a dire la "responsabile degli affari sporchi".
La UCO (Unità Centrale Operativa) ha trovato molte prove nell'agenda della Díez, che si trova al centro di queste "strutture profonde". È stata svelata la strategia per stabilire un monopolio nei media e nelle telecomunicazioni. Anche il Direttore Generale della Polizia, Francisco Pardo, fa parte della struttura.
Sánchez, per salvarsi, sta scaricando tutti quelli che lo circondano, sostenendo che abbiano agito a sua insaputa. Ma le prove sono abbastanza forti da dimostrare il suo coinvolgimento.
🔥 Conclusione:
Adesso vi è più chiaro perché i sostenitori di Hamas abbiano spostato i propri asset finanziari in Spagna, perché abbiano organizzato operazioni come la flottiglia di Gaza in Spagna e perché abbiano usato la Turchia e Antalya per la questione della flottiglia?
Alla rete Iran, Turchia, Spagna e Qatar si sono unite anche l'Arabia Saudita e il Pakistan.
Come dovremmo definirla? Vogliamo chiamarla alleanza socio-finanziaria?
Una copertura strategica che sfrutta il volume di denaro nero che circola sul versante oscuro del filopalestinesismo e una sociologia anti-israeliana e antisemita portata nelle piazze.
#sanchez #flotilla #turchia
(Fonte: @GonzaloAraluce@voz_populi)
@SalisIlaria@rsta Ma perché, tra le tante castronerie che dici, devi sempre mettere dappertutto la parola fascisti?
Credi che i comunisti col Rolex non temano una patrimoniale? Sei penosa e ignorante, accecata dell'ideologia.
😂😂😂😂
Eccone un altro.
È divertente vedere
i trombettieri del No al referendum sulla giustizia, in nome dell'autonomia dell'indipendenza dei magistrati,
attaccare
l'autonomia e l'indipendenza dei magistrati solo perché
non si conformano
ai dogmi dello StraFatto Quotidiano.
Mahmoud Al Najjari, l’ingegnere di Gaza che aveva ottenuto una borsa di studio dall’Università di Tor Vergata, è un terrorista di Hamas, ed è stato arrestato dall’esercito israeliano al valico di Kerem Shalom. Per la stampa italiana era un ingegnere pacifico a cui piace solo studiare, voleva frequentare un master per “lasciarsi il dolore alle spalle”. È dipinto come una vittima della violenza e del sopruso di Israele.
Per l’IDF ha partecipato all’orrendo massacro del 7 ottobre.
Dallo scorso autunno, sono arrivati in Italia 229 universitari nell’ambito delle iniziative di sostegno allo studio per studenti palestinesi. Dunque, 1 fermato su 229 studenti. Ma ogni occasione è buona per eccitare la piazza contro Israele, per portare i giovani studenti a urlare contro gli ebrei italiani: “saponette mancate”.
Leggo che il
sindaco di Milano #sala scopre che nella procura di Milano qualche pm fa politica. Solo alla procura di Milano caro @BeppeSala ? Una scoperta davvero incredibile…
https://t.co/lVeSgdxWu5
👏👏👏👏👏
Paolo Messina
Ma come...
Aveva i titoli.
E che titoli.
Non solo era ingegnere, ma era allo stesso tempo uno "stimato accademico", docente all'Università islamica di Gaza, un appassionato ricercatore e uno studente modello.
Secondo l'Unione Sarda era anche "giovane".
L'Università di Tor Vergata lo aveva ammesso ad un master in Economia dello sviluppo e Cooperazione internazionale perché il selvaggio voleva contribuire alla ricostruzione di Gaza.
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E invece lo hanno arrestato.
Era in un gruppo di 229 e hanno arrestato solo lui.
L'accusa è di essere un operativo della brigata nord di Hamas e di avere partecipato al massacro del 7 ottobre.
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Giustamente i selvaggi italiani vogliono vedere le prove.
Si sa come vanno queste cose.
Gli israeliani si divertono così.
Al valico c'era uno che aveva detto: "facciamo che ne arrestiamo uno ogni 229?". Sono fatti così, crudeli, sadici e senza cuore.
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Non ci sono le prove.
A proposito di prove.
La responsabile dell'ONU che ha pubblicato il rapporto sugli stupri con i cani, a precisa domanda, ha detto che non solo non hanno verificato nessuna prova, ma non hanno il compito di farlo.
Sembrerebbe che per accusare Israele non servano le prove, le prove servono solo quando sono accusati i selvaggi.
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Le prove.
Il Sudafrica, quando la corte dell'Aja ha chiesto di produrre le prove del genocidio, ha chiesto di poter rispondere tra 18 mesi.
Nel frattempo non solo per i selvaggi di tutto il mondo è un fatto accertato, ma è stato creato un nuovo reato: negazionismo del genocidio. Per essere condannati di negazionismo, di nuovo, non servono prove.
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Le prove dei crimini del selvaggio non sono state fornite alle autorità italiane.
Tutto il mondo, quando arresta uno che stava partendo per l'Italia, chiede scusa all'Italia per il mancato arrivo e fornisce le prove della colpevolezza dell'arrestato.
Questo, ovviamente, se l'arrestato va in Italia. Perché se tutto il mondo arresta uno che stava andando in Nepal fa la stessa cosa con il Nepal.
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Ma proviamo ad immaginare che Israele trasmetta all'Italia le prove del fatto che il selvaggio è un selvaggio.
Cosa succederebbe?
Nel caso di un selvaggio residente in Italia, un certo Hannoun, Israele ha fornito le prove che quel selvaggio è un selvaggio, raccoglie fondi tra i selvaggi e finanzia i selvaggi.
La magistratura italiana ha stabilito che le prove che ha fornito Israele non sono utilizzabili, attenzione, per il solo fatto di essere state fornite da Israele.
Ma che Hannoun è un selvaggio che fa parte dei selvaggi è un fatto talmente evidente che per saperlo basta andare alla camera di commercio e chiedere una visura alla voce "selvaggi".
La Corte di Cassazione ha stabilito quindi che non è possibile usare neanche le "fonti aperte" per provare che Hannoun è un selvaggio.
Le uniche prove ammissibili sono quelle che il selvaggio autorizza "in contraddittorio".
Ora vediamo, forse Hannoun consegnerà in contraddittorio ai magistrati la tessera di selvaggio, o forse no.
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Le prove, e i titoli.
I titoli dei giornali sono incredibili.
Sono la prova di una ondata di follia collettiva che si è impadronita dell'Italia.
Ma a proposito di prove...
Qualcuno si è chiesto che prove ci sono che gli altri 228 selvaggi che Israele ha fatto uscire non siano pericolosi?
@SwingJuju
Con la legge sul consenso informato non sarà più possibile la propaganda gender nelle scuole. Tuteliamo i bambini, rafforziamo il patto educativo tra la scuola e la famiglia.
➡️ https://t.co/Wo44gFsBR5
😂😂😂
Candelara Oggi
Ultimamente noto con non poco ribrezzo l'ondata di cofane di sinistra ebbre di odio, che non potendo sfogare diversamente i loro pruriti intimi al "portone del retro", soddisfano tutto il loro disagio con post miserabili sugli outfit della Meloni, sulle scarpe che indossa, sui pantaloni, sulla statura, la forma fisica, sul fatto che ci sia la foto in cui guarda altrove.
Analizziamo dunque anche loro per come meritano:
È quasi sempre comunista, vota partiti acronimi di una bestemmia, , 5 Imodium, o al massimo "Fegati verdi fritti alla fermata della storia".
Età media 40 anni, è nella stragrande maggioranza dei casi una "cofana" categoria "untouchables", che riuscirebbe a non correre alcun rischio nemmeno girando nuda per le docce del penitenziario di massima sicurezza di Greensville in Virginia, nel giorno riservato ai detenuti afro del braccio F.
È traccagnotta, con un girovita equatoriale, seno a "orecchie di Cocker" ben sorretto dalle ginocchia, pancia "alla Zuava", e capelli di colori incredibili grazie alle sfumature trasgressive che si fa fare di tanto in tanto dal franchising di carrozzieri tunisini "Mohammed Pilu Staff", che è il pratica il suo "salon de coiffure" di fiducia.
Fedele alle linee guida della perfetta progressista di sinistra, si attiene a tutti i paramenti sacri delle loro ideologie.
Vale a dire, occhiali provvisti di rigorosa montatura ROSSA da intellettuale di sinistra, sandali di ordinanza "San Patrignano Style" debitamente impolverati per essere in sintonia con i "micranti", ed abiti volutamente trasandati e sciatti poiché secondo le loro ideologie malate il fascino femminile o l'avvenenza sono futili "robe da fasciste" schiave del "Patriarchatoh", mentre la vera compagna comunista non si depila, ha i dread fatti con i peli degli stinchi, si pettina con le bombe carta, e per la sua igiene intima usa le Molotov fragranza "vaniglia & gasolio".
Ma non bisogna farsi ingannare.
Spesso, l'aspetto volutamente trascurato serve a lenire il senso di colpa formatosi in anni di scuola con prof sessantottini, perché non è raro poi scoprirle alla guida di auto da 90 mila euro mentre cercano di risultare dimesse verificando sul loro Rolex Daytona se sono in ritardo per la raccolta firme in favore dello IUS SOLI al gazebo in piazza.
Passa le sue giornate tra le varie ville di famiglia disseminate tra esclusive località di mare, montagna, o collina, tutte rigorosamente prive di centri accoglienza nel raggio di 400 Km.
E comodamente adagiata nel tenore di vita che gli viene consentito dalla sua famiglia benestante l'unica vera fatica quotidiana che affronta consiste nella partecipazione attiva ad ogni delirio terzomondista, o nello scegliere le accuse del giorno da destinare alla Meloni o alla destra.
Vive prona e totalmente genuflessa a fronte all'invasione migratoria, e perfettamente allineata alla direttiva di sinistra si ostina definirla in ogni contraddittorio "necessaria", "essenziale", "irrinunciabile", per 2 motivi fondamentali:
Primo perché è proprio grazie all'immigrazione senza limiti che ha visto il fatturato della COOP di famiglia passare dai 2 milioni annui che faceva con anziani e disabili, agli oltre 24 milioni NON RENDICONTABILI che si fanno coccolando i più convenienti finti profughi.
Secondo, perché solo da un barcone può scendere qualcosa di così primitivo da poter rivolgere una qualsiasi forma di interesse verso un cassonetto dell'indifferenziata senza pedale quale è lei.
Per i motivi sopra indicati, riversa quotidianamente fiumi di odio e laghi di menzogne sui social, all'indirizzo della Premier e di chiunque osi mettere anche solo minimamente in discussione i suoi 2 punti trainanti immigrazionisti, per poi vantarsene fieramente con le altre compagne caratterizzate anche esse da fisici da "asso di coppe" alla distribuzione alimentare per i soli "micranti" organizzata dalla onlus "Libere come toilettes".
Comunque ascoltare il direttore del Fatto minacciare, la Procura Generale di Milano, di una denuncia per diffamazione non ha prezzo. I giudici sono buoni solo se seguono le sue indicazioni.
È partito il gasdotto Transahariano, 4000 km divisi fra Nigeria, Niger e Algeria che porterà in Europa 30 miliardi di metri cubi l'anno di gas naturale.
Per decenni Merkel & Co. ci hanno fatto credere che c'era solo il gas russo e invece guarda qua.
«L'estrema destra occidentale vive in una rappresentazione illusoria della Russia come Paese dei valori tradizionali».
— la politologa Ekaterina Shulmann
«La Federazione Russa è un Paese di valori individualisti e consumistici. È il Paese dei divorzi, degli aborti e degli assegni di mantenimento non pagati.
È un Paese in cui circa 8 matrimoni su 10 si sciolgono entro i successivi 5-7 anni.
È un Paese che continua ad attirare migranti e a concedere loro la cittadinanza.
È un Paese secolare, con una religiosità in diminuzione, una partecipazione sempre più bassa alle funzioni religiose e un rispetto sempre minore delle pratiche confessionali, soprattutto tra i cristiani e le varie denominazioni cristiane.
Se c'è qualcuno che continua a osservare con costanza le pratiche religiose, si tratta più dei musulmani che dei cristiani.
In altre parole, la Russia rappresenta quasi l'opposto dell'ideale immaginato da molti movimenti dell'estrema destra europea e americana. Solo che loro non sembrano essersene accorti».
Solo in Italia i sudditi di un paese comandato a bacchetta dai magistrati possono non reagire davanti a questo scandalo gigantesco. Gi-gan-tes-co.
Guardate Catanzaro, Palermo, Roma. Andate a vedere chi guida quei tribunali e come si fanno i processi.
Le tasse dei contribuenti vanno a rimborsare le migliaia di vittime di errore giudiziario. Vite distrutte, persone annientate per la superficialità delle indagini e l’arroganza delle Procure. Risarcite senza che i magistrati che sbagliano tirino mai fuori un euro di tasca loro.
La politica non ne parla. Il ministro Nordio, lasciamo stare.
Tra i giornali, solo @ilriformista e forse un altro.
Sveglia. Le procedure di infrazione europee adesso facciamole pagare ai magistrati.