Vannacci oggi mi ha dedicato una parte del suo accorato intervento. Si sente punto sul vivo quando gli ricordo le sue amicizie russe, il suo pensionamento d’oro, le sue previsioni sbagliate sull’Ucraina, la sua codardia nel non riuscire neanche a dire chiaramente ciò che e’ : un fascista che ha tradito l’istituzione per cui ha lavorato, la Repubblica, violando i codici di condotta e d’onore che la divisa impone. Per quanto mi riguarda lo considero solo l’ennesimo buffone populista che promette tutto e il contrario. Del resto se lo dice da solo: “siamo la feccia”. Concordo.
Negli scorsi giorni sono stati ripostati più volte contenuti sulla transizione energetica in Germania, utilizzati per trarre conclusioni faziose e fuorvianti.
Per questo, vorrei fare alcuni 🧵 per fare un po' di chiarezza.
Il primo, questo, riguarda tempi e obiettivi
Today, the European Union took a major step forward.
All Member States agreed to open the first accession negotiations cluster with Ukraine and Moldova.
At the first Intergovernmental Conference on Monday, we will open the cluster on fundamentals; the backbone of the accession process.
It covers the core values and principles on which the EU is built, from the rule of law to strong democratic institutions.
This is a recognition of the determination, courage and hard work shown by both countries in advancing reforms, even in the face of immense challenges.
And a signal that the EU’s offer of peace, stability and opportunity is unmatchable.
Enlargement is a strategic choice.
By bringing our nations closer together, we strengthen peace, security and prosperity across our continent.
In a world marked by growing uncertainty, a larger European Union is in our common interest.
Enlargement remains one of the EU’s greatest success stories and our best investment in our shared future.
«La guerra in Ucraina sarebbe finita molto prima. Bastava non cedere alla retorica pseudopacifista dell’escalation da evitare a tutti i costi, e invece di dare inutilmente del macellaio a Putin, autorizzare l’impiego delle armi ucraine e occidentali per colpire gli approvvigionamenti energetici dell’esercito russo, per infondere insicurezza nel Paese dello zar, per difendersi come sempre ci si difende nelle guerre e nella vita, con la deterrenza fatta di azioni altamente intollerabili per il nemico aggressore. Oggi, con i suoi armamenti poveri ma tecnologicamente astuti, la splendida Ucraina, che è lo scudo di tutti noi, colpisce in territorio russo e riscrive la storia di questa guerra smentendo le panzane e le riluttanze con le quali si alimentano solo sconfitte basate sul cosiddetto coraggio della bandiera bianca. Quanto tempo, quanto terreno, quanta pace si è persa per la velleità di fare la guerra di difesa con un braccio legato dietro la schiena?» (Giuliano Ferrara sul Foglio)
Luca, mesi fa quando dicevi questa cosa era una sciocchezza. Non una profezia. Una sciocchezza.
Perché allora l’Ucraina era ancora tenuta al guinzaglio dagli Stati Uniti e dagli alleati: armi col contagocce, limiti su limiti, divieti su divieti, paura perfino di farle colpire le basi da cui partivano i missili russi.
In un mondo normale, dopo un mese di massacri, ci sarebbe stata una difesa attiva seria: copertura aerea, protezione delle città, risposta sugli obiettivi militari dell’aggressore. Invece no. Da anni lasciamo massacrare donne, bambini e civili ucraini, mentre in televisione si liscia il pelo a Putin e si chiama “prudenza” la codardia.
Da allora è successo tutto quello che fingete di non vedere.
Ci sono stati tentativi diplomatici. Falliti.
Ci sono state proposte di cessate il fuoco. Respinte o svuotate da Mosca.
Ci sono stati bombardamenti russi continui su città, centrali, ospedali, case, infrastrutture civili.
Ci sono state richieste russe sempre uguali: territori, neutralità imposta, Ucraina disarmata, cioè resa.
Nel frattempo l’Ucraina ha iniziato, finalmente, a colpire dentro la Russia obiettivi energetici, logistici, militari e industriali legati alla macchina bellica russa. Non perché Zelensky “vuole allargare la guerra”, ma perché la guerra l’ha già allargata Putin quando ha deciso che Kyiv, Kharkiv, Odesa e Sumy potevano essere bombardate ogni settimana.
Quindi ora, di grazia, dopo averlo chiesto anche alla tua cara collega @geascanca, che l’ha buttata in caciara perché argomenti non ne aveva, ce lo spieghi tu.
Cosa dovrebbe fare una nazione invasa da un despota sanguinario che non vuole nessuna pace, se non la capitolazione?
Aspettare il prossimo missile su una scuola?
Continuare a morire composta, per non disturbare i talk show italiani?
Colpire solo dove Putin concede il permesso?
Il punto è tutto qui: per voi la Russia può bombardare l’Ucraina per anni, ma se l’Ucraina prova a colpire la macchina che la massacra allora “espande il conflitto”.
Comodo pacifismo. Sempre col culo degli altri.
Some World Cup players and team staff are being questioned or barred from entering the U.S., angering fans and heightening concerns about how immigration enforcement will be carried out during one of the world’s most international sporting events. https://t.co/mdRM2mXIWo