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Il blog di Vagus Vitality.
Un luogo dove scienza e natura si incontrano, dove il sistema nervoso diventa protagonista di un viaggio di consapevolezza e benessere.
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Il cervello come un giardino da curare sempre: così tenere allenati i neuroni ci protegge e ci valorizza - Il Sole 24 ORE @sole24ore https://t.co/gt8DwoNwrc
"Vagus Vitality".
Nuovo gruppo Facebook dedicato allo straordinario Nervo Vago e all'asse cervello-intestino, con approccio olistico.
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Questa notte un giocatore dei San Antonio Spurs ha scritto una pagina di storia della NBA. Prima di parlare della sua incredibile partita, facciamo un passo indietro.
Immaginate un ragazzino di 14 anni chiamato Aleksandre Mamuk'elashvili che lascia una sua famiglia georgiana per venire in Italia ad inseguire il sogno di diventare un giocatore di basket.
Immaginatelo a Biella, nel 2013, in quello che era uno dei migliori settori giovanili italiani, timido ed impaurito perchè non conosceva una singola parola della nostra lingua.
Immaginate i suoi compagni che decidono di insegnargli tutti i giorni, a turno, l'italiano, e lui che anzichè Mamuk'elashvili chiede di farsi chiamare "Sandro" anche per aiutarli.
Immaginatelo in lacrime, per giorni, tre anni dopo, quando ha lasciato l'Italia per andare negli Stati Uniti grazie ad una borsa di studio per giocare.
Immaginate un ragazzo che oggi ha 25 anni, gioca da 4 stagioni in NBA, parla in continuazione dell'Italia a tutti i compagni agli Spurs, sta cercando una casa da comprare a Biella, e in una recente intervista ha dichiarato "Parlo sempre l'italiano anche qui. Non voglio dimenticare mai la vostra lingua perché è speciale. Se non fossi stato georgiano, avrei giocato per l’Italia. Amo tutto del vostro Paese: cibo, città, persone."
Questa notte, quel ragazzino cresciuto a Biella, nella vittoria di San Antonio contro New York, ha giocato 19 minuti. Ecco le sue statistiche:
34 punti
13/14 al tiro
7/7 da tre
6/7 da due
9 rimbalzi
3 assist
0 palle perse
È diventato il primo giocatore della storia a segnare 34 punti giocando meno di 20 minuti.
Ma la cosa più incredibile è forse un'altra: nelle interviste, sul sito ufficiale della NBA, sui giornali, per i suoi compagni, anche per Gregg Popovich, il suo nome è Sandro.
È impossibile non volergli bene a Sandro.
Durante una gara di atletica leggera negli Stati Uniti, una delle partecipanti ha fatto ricorso a una tattica insolita ma molto efficace per vincere: ha semplicemente colpito la sua avversaria alla testa con il manganello, ritirandosi immediatamente dalla gara.
Addio all'australiano che ha salvato 2 milioni di bambini donando il sangue. Nel suo plasma c'era l'Anti-D, raro anticorpo utile contro la malattia emolitica del neonato #ANSA https://t.co/9HLuTpTa9A