Iolanda Palladino era una giovane napoletana di vent’anni, studentessa di Giurisprudenza.
La sera del 17 giugno 1975 il capoluogo campano è attraversato da un grande fermento: il PCI ha vinto le elezioni amministrative - quelle del record 33,4% - e gruppi di cittadini si riversano nelle strade per festeggiare.
Le vie della città sono percorse da cortei spontanei di automobili, bandiere e clacson.
C’è anche Iolanda, che a bordo della sua Fiat 500 passa in prossimità di una sede del Movimento Sociale Italiano.
Qui alcuni neofascisti lanciano una bottiglia molotov contro il corteo delle vetture.
La bottiglia colpisce l’automobile su cui si trova la giovane, che viene rapidamente avvolta dalle fiamme. Iolanda riesce a uscire dall’abitacolo, ma riporta gravissime ustioni su gran parte del corpo.
Alcuni passanti intervengono immediatamente per soccorrerla e tentare di spegnere le fiamme.
Viene trasportata d’urgenza all’ospedale degli Incurabili, uno dei principali presidi sanitari dell’epoca, e successivamente trasferita al Cardarelli, dove riceve le prime cure intensive.
Le sue condizioni, tuttavia, appaiono da subito critiche. In un secondo momento viene disposto il trasferimento in una struttura specializzata a Roma ma, nonostante gli interventi medici, Iolanda muore, dopo alcuni giorni di agonia, il 21 giugno 1975.
Decine di migliaia di persone partecipano al suo funerale seguendo la salma fino al cimitero.
Intanto vengono individuati i tre responsabili della morte di Iolanda: Umberto Fiore, Giuseppe e Bruno Torsi. Sono processati e condannati per omicidio preterintenzionale a sei anni e otto mesi di carcere.
Iolanda rimane ancora oggi una delle decine di giovani militanti di sinistra, comunisti, socialisti e anarchici uccisi in Italia dal dopoguerra dall’odio fascista, e sostanzialmente dimenticati dalle istituzioni di questo paese.
Se l’aggressore è un immigrato o un ragazzino di periferia, per FdI è emergenza sicurezza. Ma se il figlio di un’esponente del partito prende a pugni e testate gli infermieri, devasta il pronto soccorso e aggredisce i carabinieri, nessuna crociata, nessun decreto, solo silenzio.
L'antifascismo non è "un'idea non di sinistra", ma il fondamento del nostro ordinamento democratico.
L'affermazione è tanto piu grave in quanto provenientime dal presidento del consiglio
L'antifascimo è il valore su cui si basa la nostra Costituzione e il nostro Stato, quella su cui hai giurato.
Ma evidentemente ci sono persone che pur di accaparrarsi una poltrona mentono sui propri valori.
Per partecipare alla fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi”, che si svolgerà a Roma, le case editrici dovranno ottenere quest’anno il “patentino antifascista”, sottoscrivendo un’apposita dichiarazione.
È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono.
La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra, ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno.
Si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica.
C’è stato un periodo durante il quale @elonmusk era diventato, soprattutto in Italia, il diavolo e ogni sua azienda radioattiva.
Paginate contro di lui e attacchi a chi si avvicinava alle sue tecnologie.
Il motivo era esclusivamente ideologico: era amico di Trump, lo aveva appoggiato ed addirittura aveva iniziato a lavorare nel suo Governo.
Poi è tornato nel privato e si sono anche placate un po’ le polemiche.
Io non ho mai dato peso alle pretestuose posizioni ideologiche ed a chi mi chiedeva, nella Difesa, come rapportarsi ad esempio con Star Link ho sempre detto: “senza sudditanze e senza pregiudizi. Ciò che ci serve va usato e vanno evitate dipendenze di sovranità. Non facciamoci però influenzare da velleitarismi privi di logica e mentre costruiamo soluzioni nazionali ed europee (molto difficili e molto in ritardo) usiamo il meglio che troviamo sul mercato.”
Oggi vedo che lui continua a correre e gli unici che, a distanza, faticano a stargli dietro sono i cinesi.
Per questo i mercati, che non si muovono per ideologia polutuca e sono pragmatici, lo premiano.
Il mondo che abbiamo davanti cambia a velocità sempre maggiore e non possiamo più permetterci di sprecare tempo.
Lui lo ha capito prima di tutti gli altri.
Vannacci: "Noi rappresentiamo lo scarto e la feccia e siamo orgogliosi di esserlo. In Parlamento siamo una sporca dozzina, siamo i figli di nessuno e fierissimi di esserlo"
Il diritto e la tutela dell'ambiente non contano nulla di fronte ai soldi...
Vorrei vedere una movimentazione come quella albanese, ma la Sardegna è abbandonata a sé stessa di fronte a soprusi dei ricchi e del governo. https://t.co/eeeE5jF2g1
Fascism does not arrive saying “I am fascism.” It arrives saying “law and order,” “border security,” “anti-woke,” “election integrity,” and “national emergency.”
Tre anni fa veniva a mancare Silvio Berlusconi.
Resta il ricordo di un protagonista assoluto della vita politica italiana.
Con lui abbiamo condiviso un percorso politico e di Governo, fondato su battaglie comuni, su una visione dell’Italia e sull’idea che l’amore per la libertà, il coraggio e la determinazione possano cambiare il corso delle cose.
Quel percorso non si è interrotto e continua ancora oggi, con la stessa determinazione, al servizio di un’Italia forte, autorevole e orgogliosa. Anche nel suo ricordo.
Solo ieri sera si scandalizzava per le ginocchiere, e oggi si ritrova a ricordare Berlusconi che a frasi sessiste non aveva rivali
Se non è nemesi questa.
L'attentato incendiario contro la moschea di Cagliari e i pogrom a Belfast dimostrano il legame diretto, evidente e spaventoso tra la propaganda xenofoba istituzionalizzata e quello che poi succede nelle strade.
@gualminielisa@GiorgiaMeloni È andata nella stessa scuola della Ceccardi? Le figure retoriche non le insegnavano anni fa?
A questo punto dovrebbe spiegare che pensiero associa alle ginocchiere, se la defisce sessista ha ben poco da condividere con quello che è il senso comune.
Sono andati tutti nella stessa scuola della Ceccardi? Le figure retoriche non le insegnavano anni fa?
Ma davvero i politici italiani non sono in grado di interpretare un testo base? A questo punto dovrebbero spiegare che pensiero associano alle ginocchiere.
Silvestri merita il titolo di Onorevole?
Il Parlamento non è mai stato per me il luogo dell’insulto verso gli avversari ma della rappresentazione di idee diverse, quando erano diverse.
Non è il luogo dove dire qualunque schifezza o falsità al riparo del privilegio dell’insindacabilità.
Si diventa parlamentari ormai con facilità e senza fatica ma il titolo di Onorevole si dovrebbe conquistare con la serietà, il lavoro, l’onestà intellettuale, l’educazione ed il rispetto.
Caro “Onorevole” Silvestri, siete pagati molto, per pochi giorni di presenza ma vi si richiede un senso delle istituzioni superiore al Bar Sport dove si può parlare in libertà ed anche in modo sguaiato perché lo si fa gratis, non a spese della collettività e con un mandato di rappresentanza.
Io non sono Parlamentare (per scelta, come Lei dovrebbe sapere) e servo ugualmente la nazione.
Lo faccio rispettando ogni cittadino, ogni idea ed ogni avversario.
Invito anche lei a farlo.
Lei lo deve al suo mandato ed all’istituzione nella quale rappresenta ognuno di noi.