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Il governo taglia gli incentivi al rientro dei cervelli in fuga. È quello che emerge dalla decisione del consiglio dei ministri di riformare la fiscalità “internazionale”, che ridurrebbe in modo molto significativo i benefici offerti dal 2019 a chi sceglie di rientrare in Italia e portare qui le proprie competenze.
Se verrà confermata, è una decisione due volte sciagurata. Perché disinveste sul futuro del nostro Paese, per il quale è invece cruciale tornare ad attirare talenti e far rientrare quelli che, per ragioni di studio o di opportunità, sono andati altrove. E perché uno Stato serio non può cambiare le carte in tavola a partita iniziata. Come riporta il Corriere di oggi, tra le migliaia di espatriati italiani appena rientrati o in procinto di farlo circolano rabbia e sconcerto: “Abbiamo scommesso sull’Italia e siamo stati traditi”. Un messaggio terribile. E una pessima figura per il nostro Paese.
Rientro dei cervelli/ CGIE: il Governo ritiri la misura che riduce gli incentivi fiscali o ne posticipi l’applicazione https://t.co/iaDpZTAsSo @CGIEmondo
È assurdo che il Governo Meloni abbia deciso di tagliare gli incentivi per il rientro dei cervelli in Italia.
Non possiamo accettare che vengano messi in difficoltà quelle ragazze e quei ragazzi, professioniste e professionisti, che vogliono riportare le proprie competenze, esperienze e potenzialità nel nostro Paese dopo essersi messi in gioco all'estero.
Per questo ci batteremo in Parlamento.
Chi vuole sostenere il nostro impegno può firmare la nostra petizione https://t.co/bc3q8fdpnj
In queste ore ho ricevuto decine di messaggi da parte di italiani all’estero che si sentono a vario titolo traditi, abbandonati, rifiutati, presi in giro, respinti (e così via) dalla proposta del Governo di rivedere il regime fiscale per il rientro dei cervelli.
In finanziaria è previsto un taglio dei benefici fiscali per chi rientra dopo un periodo all’estero e una revisione più stringente dei criteri per ottenerli, anche se il Governo ci assicura che per ricercatori e docenti universitari oltre che per gli sportivi non cambierà nulla.
Sono sicura che la cosa farà storcere il naso a molti, ma come ho anche argomentato nel mio libro Exit Only, ritengo che gli sgravi fiscali non siano la policy più giusta o efficace per contrastare il brain drain - fenomeno di assoluta urgenza e importanza che ha ragioni radicate e complesse.
Non è giusta nei confronti di chi resta, che si trova a sostenere i rimpatri con le proprie tasse e riceve un trattamento fiscalmente iniquo a parità di reddito, e di chi ritentando non cambia datore di lavoro (che non beneficia del bonus). Non funziona perché stimola le persone ad andare via sapendo che potranno beneficiare di un incentivo al rientro dopo un periodo spesso temporaneo (senza necessariamente per questo essere più qualificati) e non attira stranieri qualificati. Infine, è addirittura dannosa perché dà la scusa ai datori di lavoro per mantenere gli stipendi più bassi. L’unico studio a mia conoscenza sull’argomento dimostra infatti che questa scelta politica ha avuto impatto positivo zero sul Paese (Can Tax Incentives Bring Brains Back? Returnees Tax Schemes and High-Skilled Migration in Italy di Jacopo Bassetto e Giuseppe Ippedico).
Ciò detto il Governo ha comunque fatto un pasticcio (per essere buoni). In primo luogo, con una riforma così repentina danneggia anche chi ha già pianificato o effettuato il ritorno ma non riuscirà a registrarsi come residente fiscale in tempo per beneficiare del vecchio sistema; in secondo luogo, i nuovi criteri qualificanti sono vaghi e l’obbligo a restare in un paese per 5 anni è profondamente illiberale; infine, è irresponsabile tagliare questo incentivo senza prevedere investimenti alternativi per rendere il nostro Paese meno respingente o più attrattivo anche per i “cervelli” stranieri.
Capisco la delusione di tanti e sicuramente mi impegnerò per migliorare la nuova norma, per esempio proponendo un periodo di transizione, ma i miei sforzi saranno sempre tesi a risolvere il problema alla radice, senza bonus una tantum, ma migliorando le condizioni del mercato di lavoro italiano e la dinamicità del Paese.
@andreapasquadb@GiorgiaMeloni una vergogna...norma a tutti gli effetti retroattiva che impatta gli italiani che hanno gia' avviato il trasferimento in Italia nel secondo semestre 2023 e non potranno usufruire dei benefici...nonostante abbiano fatto piani e negoziato il salario sulla base delle norme in vigore
@GiorgiaMeloni Famiglia e natalità dice: Non si può cambiare in corsa una legge come il #rientrodeicervelli - una delle poche norme intelligenti - e mandare in rovina i piani di migliaia di famiglie italiane che già hanno preso decisioni in base a questa legge. RIMETTETELO SUBITO COME ERA!
#RIMPATRIO DI ALCUNI #CERVELLI - formiamo un capitale umano che va all'estero perchè qui non ci sono le condizioni per sviluppare le #competenze acquisite. Ora accade che mentre si stavano preparando al rimpatrio, sono cambiate le regole in corsa. https://t.co/CoVEFj63Wz
Complimenti al governo dei patrioti. Si mantengono le agevolazioni per i super ricchi e per i calciatori, ma si passa ad un regime restrittivo per i professionisti. #Rientrodeicervelli
#Rientrodeicervelli: il DL con la proposta di modifica del Regolamento, va sicuramente migliorato.
Da responsabile del Dipartimento italiani all'#estero di #ForzaItalia, ribadisco che non si deve interrompere uno scambio virtuoso, che dura da tempo, tra Paese e lavoratori.