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La Bossi-Fini ha 23 anni, nove ministri dell’interno non l’hanno cambiata, i reati calano da decenni. Eppure si parla di #remigrazione. Chi la promette mente sapendo di mentire. Il problema è reale, la soluzione proposta è una truffa.
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L’accordo di Washington consegna il #Libano meridionale a #Israele a tempo indeterminato. L’esercito libanese non può disarmare #Hezbollah. La guerra civile è già cominciata, per la gioia di #Netanyahu. L’Europa non muove un dito.
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IL TRUCCO DELLA REMIGRAZIONE E LA SIGNORA DI CASALOTTI
Il tema immigrazione è serio. Troppo serio per essere lasciato in mano a chi lo usa come distrazione di massa. Perchè è un tema identitario su cui è possibile sovvertire la logica, i dati, anche quando le evidenze raccontano un altra storia. E' un tema di percezione. Dopo anni di spoliticizzazione dell'elettorato, di eliminazione dei corpi intermedi, quello che resta sono "i nudi corpi", le persone e le loro percezioni (u)morali.
Siamo nel paese con il minor numero di reati degli ultimi trent'anni, con le normative sull'immigrazione tra le più restrittive d'Europa, con il rapporto forze dell'ordine/abitanti tra i più alti del continente. Eppure la percezione di insicurezza cresce. E quella percezione è reale, anche quando i dati raccontano altro.
Alla signora di Casalotti che si sente a disagio quando vede "gli extracomunitari che ciondolano" sotto casa e ti dice che ci sono gli "zingari" fuori al supermercato o che la notte vengono a rubare negli appartamenti", non puoi risponderle con una disamina kantiana sulla morale, mostrarle grafici e tabelle, devi dirle qualcosa di concreto, darlegli strumenti per cambiare la percezione e, dunque, in primis risolvere il problema "piccolo" che porta a quelli "grandi".
Non ha torto lei nel sentirsi così, ha torto chi le ha svuotato il quartiere di servizi, lavoro e futuro, lasciandole solo la paura come categoria interpretativa del mondo.
Ma facciamo pulizia anche dalle ipocrisie perchè poi ci sono i fatti, che pure se stai a Casalottti, o al Torrino, ma anche al centro storico o in un attico ai Parioli, non cambiano, e bisognerebbe fare lo sforzo di ricordarli, di farci i conti e ragionarci.
La legge che regola l'immigrazione in Italia è la Bossi-Fini del 2002. Ventitre anni fa. Una legge di destra, scritta dalla destra, e mai toccata da nessuno. Da allora si sono avvicendati al Viminale nove ministri degli Interni: Pisanu, Amato, Maroni, Cancellieri, Alfano, Minniti, Salvini, Lamorgese, Piantedosi. Al novanta per cento campioni della destra, con l'unico esponente del PD — Minniti — passato alla storia per i lager libici. Uomini e domnne "forti", tutti quanti. Risultato: il problema è ancora lì, invariato, puntualmente rispolverato a ogni campagna elettorale.
E adesso arriva la remigrazione. Siatene certi: chi ve ne parla vi sta prendendo per il culo con una competenza quasi ammirevole.
La remigrazione non esiste come politica praticabile senza accordi bilaterali con decine di paesi, senza investimenti miliardari, senza una macchina burocratica e diplomatica che nessun governo ha intenzione di costruire. Nella pratica significa prendere ogni singolo soggetto, caricarlo su un volo di stato, accompagnarlo con funzionari italiani, consegnarlo alle autorità del paese di origine che deve accettarlo — tutto a spese pubbliche, moltiplicato per migliaia di persone. Nessuno ci sta pensando seriamente. È uno slogan, non una politica.
Volete inchiodare qualcuno alle proprie responsabilità? Parlate di welfare, di lavoro, di cooperazione internazionale con i paesi di origine. Il resto è fuffa costosa, progettata per farvi guardare altrove.
Ci stanno prendendo per i fondelli da anni, volete continuare a permetterglielo? Se si, continuate pure a parlare di remigrazione e altre amenità simili.
#remigrazione #destra #vannacci
#Iran e #USA si bombardano ogni due giorni mentre il memorandum è ancora in vigore. Petroliere bloccate, basi americane colpite, porti iraniani attaccati. Il #Libano complica tutto. #Trump minaccia l’apocalisse. I Pasdaran promettono l’inferno. https://t.co/lZOJtRzZ3p
Il centrosinistra italiano vuole vincere con Renzi al 2%, Onorato neocentrista, nessun programma su guerra, economia, lavoro. #Schlein incontra #Draghi. Il #M5S rischia di essere risucchiato. L’elettorato diserta e la destra occupa il tema della pace.
https://t.co/SkePyIOMjQ
#Israele occupa il sud del #Libano, i civili non tornano a casa, Beirut brucia. Il governo Aoun firma la propria resa a Washington. #Netanyahu esulta. #Hezbollah avverte: solo una guerra civile può far rispettare quest'accordo. E ha ragione.
https://t.co/rFIm6LiPwT
#Epstein era un asset dell’intelligence israeliana: lo dicono email di Barak, documenti del Dipartimento di Giustizia e inchieste di Drop Site News. Dal Congo ai minerali strategici, dalla sorveglianza ONU all’intermediazione su sanzioni americane.
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La vicenda dell’ex Metropolitan diventa il simbolo di una città dove centrodestra e centrosinistra convergono sulla privatizzazione degli spazi pubblici. Tra scontri nel mondo culturale e interessi contrapposti, il bene pubblico resta il grande assente.
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I NOSTRI VALORI
Il vero prodigio del riformismo italiano, categoria dello spirito che abbraccia con generosità democratica politici, giornalisti, influencer e amici di like sui social, in un paese dove il liberale è la condizione naturale dell'homo sapiens metropolitano, consiste nella capacità, affinata nei decenni fino a diventare seconda natura, di presentare la propria carriera personale come un atto di testimonianza civile. Non si fa politica, non si gestisce un profilo, non si presidia uno spazio mediatico: si battono per i "valori".
#centromoderato #riformisti #liberal
#Trump ordina all’#Iraq di integrare le milizie sciite nell’esercito. Le milizie rifiutano. Barrack vola a Baghdad, i dollari vengono congelati. Ma Khataib Hezbollah risponde a Teheran, non a Washington. Il ricatto non funziona.
https://t.co/LoIMBJS74K
Il #Donbass – lentamente- cede, la #NATO provoca, l’Europa produce comunicati, la #Russia fabbrica armi 12 volte più in fretta dell’Occidente. Kiev chiede 20 miliardi e Von der Leyen festeggia. La vittoria ucraina è un atto di fede, non un’analisi.
https://t.co/x3CJE3HHRV
A un anno dal blocco totale imposto da #Israele a #Gaza, i dati su nascite e aborti mostrano effetti devastanti di carestia e guerra. Natalità crollata, gravidanze interrotte in aumento e crisi umanitaria che continua a segnare il futuro dei palestinesi.
https://t.co/SRDZdHUQtY
Due scosse devastanti colpiscono il #Venezuela: 164 morti, mille feriti, diecimila dispersi. Nel frattempo il FT rivela un debito pubblico di 240 miliardi. Gli USA promettono aiuti con una mano, mentre con l’altra sono pronti a dare il colpo finale.
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#Rutte: 500 voli americani partiti dall’Italia per l’#Iran. #Crosetto: erano tecnici. Ma il parlamento non ha mai votato nulla. E #Trump ha attaccato l’Italia lo stesso. Il governo ha scelto il solito misero escamotage ma non ha evitato le conseguenze.
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Rapporto #ONU accusa #Israele di aver deliberatamente colpito bambini palestinesi, parlando di #genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Oltre 20 mila minori uccisi. Israele respinge le accuse, ma cresce l’imbarazzo dell’Occidente.
https://t.co/jn28eW3DWX
I negoziati #USA-#Iran non sono distensione: sono la guerra continuata per vie diplomatiche. L’Iran punta a separare Washington da Tel Aviv. Il MoU è già una vittoria di Teheran. I prossimi sessanta giorni diranno quanto è profonda la frattura.
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Nawrocki revoca l’Ordine dell’Aquila Bianca a Zelensky. Kiev rispedisce la decorazione per posta. Dietro la crisi diplomatica, il massacro di centomila civili polacchi in Volinia nel 1943 e il decreto ucraino che glorifica l’UPA.
#polonia#ucraina
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In #Colombia il ballottaggio è sospeso: #delaEspriella si autoproclama vincitore con meno di un punto di vantaggio. Il Pacto Histórico impugna 33mila sezioni. Trump già festeggia. Lo scrutinio ufficiale non è ancora chiuso e la situazione è già esplosiva.
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