Io comunque voglio essere come Orietta Berti. Arrivo vestita come mi pare, col tirapugni di brillanti e due conchiglie sulle tette, mi posiziono, canto, prendo i fiori e me ne vado. Professionale e indifferente al contesto. Adoro. #Sanremo2021
Germany’s Chancellor Merz presented Trump the birth certificate of his German grandfather, Friedrich Trump.
It was a clever jab to remind Trump he’s a German immigrant.
Posso dire che l’editoriale di oggi di @marcotravaglio fa più schifo del solito? Che dovrebbe vergognarsi di definirsi giornalista? Che la sua propaganda, oltre che vergognosa, è inumana e indegna?
Perché ormai annebbiato dal desiderio incontrollato ed irrefrenabile di giustificare l’ingiustificabile, torna a rifilare ai suoi devoti lettori la storiella del nazismo ucraino, tanto per giustificare quella parata del 9 maggio a Mosca per la quale continuano a fioccare frustranti disdette dei leader.
E così si parte col patetico tentativo di intestare alla Russia una vittoria che fu in realtà sovietica (peraltro con armi in gran parte americane) e di tutti gli alleati. Una citazione come sempre selettiva, visto che ha peraltro “sbadatamente” omesso di dire che se il regime nazista si rafforzò al punto di rappresentare un pericolo per tutta l’Europa lo si dovette anche al patto che Stalin aveva fatto con Hitler tra il ‘39 e il ‘41 e che si ruppe solo perché il fuhrer lo violò.
Ma l’occasione è utile anche per distribuire patenti di collaborazionismo con chiari intenti allusivi. All’estone Kallas, che viene da un paese che accolse a braccia aperte le truppe con la svastica e gli immancabili ucraini dell’ovest, in particolare della Galizia che parteciparono alle mille nefandezze hitleriane contro gli ebrei, sotto la guida del super-nazista Bandera.
Anche questa, però, è una narrazione fa del “cherry picking” quasi una scienza. Perché associare al nazismo un paese come l’Estonia che ha standard di democrazia tra i più alti al mondo ed è seconda in assoluto per libertà di stampa è una ridicola forzatura. Ma anche menzionare i 150.000 collaborazionisti ucraini senza dire che a muoverli non era certo la volontà di aderire alla violenta ideologia nazista (per la quale solo alcuni si adoperarono attivamente), ma semmai il desiderio di liberarsi dalla ben peggiore ppressione stalinista (i 6 milioni di connazionali uccisi per fame erano un ricordo ancora vivo per tutti), è pari solo alle altre due “lievi” dimenticanze. La prima è che ben 7 milioni di Ucraini si arruolarono poi nell’Armata Rossa per combatterlo il nazismo. L’altra è che la Russia di supporter di Hitler ne ebbe più del triplo. Nulla di tutto questo, ovviamente, leggerete nell’articolo di Travaglio.
Per lui è più comodo citare, appunto, Bandera, sottolineando che è ancora oggi celebrato come un eroe, di nuovo tralasciando di dire che nessuno in Ucraina lo ricorda come collaboratore delle truppe tedesche, ma semmai come indipendentista che voleva il suo paese libero dal dominio sovietico e che fu infatti per questo arrestato proprio dai nazisti e infine, anni dopo, ucciso dal KGB. Meglio ricordare che era nato vicino a Leopoli, per alludere alla città dove i paesi europei intendono celebrare, su invito dell’Ucraina, il loro 9 maggio, in antitesi all’evento di Mosca, aggiungendo ironicamente a fine pezzo “il prossimo anno tutti a Salò”.
È sbalorditivo e per certi versi agghiacciante leggere editoriali come questo nei giorni in cui emergono le torture orripilanti cui sono soggetti prigionieri ucraini, inclusi civili prelevati nelle zone occupate, quelli in cui si legge di scosse elettriche alle orecchie o ai genitali, percosse, strangolamenti, umiliazioni sessuali, privazioni di sonno e di cibo perpetrate in prigioni-lagher presenti in mezza Russia con la complicità di tutte le autorità fino ai più alti livelli. Così come è incredibile dover prendere atto dello strabismo ostinato di chi, pur di tenere in piedi la baracca, svende la dignità delle vittime di questi orrori, dipingendo i loro carcerieri, torturatori e assassini come gli eredi di una eroica battaglia contro un’ideologia oscena, che hanno invece in realtà scelto di replicare e perfezionare, anziché inchiodarli ai loro crimini.
Di tutto questo Travaglio prima o poi renderà conto alla sua coscienza. Ma, nell’attesa, qualcuno lo aiuti nella sua ricerca collaborazionisti e gli ricordi che talvolta basta uno specchio.
Se un giorno la Russia invadesse i Paesi baltici, questo sarebbe un problema loro. I Paesi baltici dovrebbero assumersi in perfetta solitudine tutta la responsabilità delle loro politiche anti-russe. L'Italia dovrebbe rimanerne completamente fuori e non fornire nemmeno un proiettile. Qualcuno dirà: "Ma esiste l'articolo 5 della Nato!". Certo, ma quell'articolo non dice quale tipo di armi inviare al Paese eventualmente aggredito. L'Italia potrebbe limitarsi a dare caschi e scarponi. Se l'Italia sbaglia qualcosa, paga in prima persona. Se Estonia, Lettonia e Lituania, sbagliano a porsi verso la Russia, se propongono soltanto guerra guerra e ancora guerra, è giusto che paghino con i soldi loro e con le loro vite per le loro politiche sbagliate. Se una nullità come Kaja Kallas vuole entrare in guerra con Putin, si accomodi pure. Nessun genitore italiano, nessun papà italiano, nessuna mamma italiana, mette i figli al mondo per poi mandarli a morire al fronte sotto la guida di Kaja Kallas. Noi italiani dobbiamo stare lontani dalle guerre. Se certi Paesi europei hanno tutta questa voglia di fare la guerra alla Russia, facciano pure. Noi italiani rimarremo a guardare gli europei morire sotto le bombe russe senza muovere un dito. Noi italiani abbiano i nostri problemi. Noi italiani abbiamo i russi in Libia e siamo senza difesa aerea. Ci basta e avanza. Avere Roma a tiro è più che sufficiente per noi italiani. Ci manca soltanto una guerra con una superpotenza nucleare. Noi italiani abbiamo sempre avuto ottimi rapporti con i russi e va benissimo così. Se a Kaja Kallas non piace, chi se ne strafrega. Fare parte della Nato non significa seguire un gruppo di idioti che corre verso un baratro. Viva l'Italia, amate l'Italia, proteggete sempre gli interessi dell'Italia. Sarò a Roma venerdì 9 maggio ore 18 Feltrinelli-Largo Argentina. Questo è il mio nuovo libro. Buon Primo Maggio.
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Alla fine vedrete che il ministro #Sangiuliano sarà per l’influencer Meloni ciò che il pandoro Balocco è stato per l’influencer Ferragni.
L’Enews di oggi
https://t.co/w1Axo52Koz
4 August 1943 | A French Jewish girl, Marguerite Sznajderman, was born in Paris.
She arrived at #Auschwitz on 12 February 1944 in a transport of 1,500 Jews deported from Drancy. She was among 1,229 of them murdered in gas chambers after the selection. She was 6 months old.
@claudioborghi è #inverno in Cile, sì, questa è la mappa di oggi e di nuovo sì, quelle stazioni con più di 35°C si trovano per lo più sopra i 1000 m slm e anche vicino ai 1500 m slm.
Un giorno da ricordare non solo in Cile ma per la storia climatica mondiale
Fonte governativa cilena
⬇️ma parliamo un po' di #Niger
Il Niger è il quarto produttore di uranio al mondo. Wow, sarà ricchissimo! No, poverissimo. Al 189esimo posto su 189 posti dello Human Development Index.
"Non devono partire" dice il ministro Piantedosi
Su 79 sopravvissuti 28 sono afghani. Dobbiamo dire perchè partono da Afghanistan? 16 dal Pakistan, dove ci sono stati 1000 morti e 33 milioni di sfollati per inondazioni. Altri da Iran e Siria. Davvero tocca spiegare perchè?